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EMISSIONI - Euro 7, l'Ue propone standard meno restrittivi, mentre la Francia discute i 123 Co2

A me sembra che si batta sempre sullo stesso tasto.
Le auto nuove devono essere sempre meno inquinanti ma rimane il fatto che A non tutti guidano un'auto nuova ne possono farlo e B di auto ce ne sono una marea.
Forse varrebbe la pena di iniziare a riflettere sul modo in cui vengono usate le auto perchè se tra 10 anni avremo vetture ancora più pulite ma le useremo allo stesso modo o peggio le useremo di più e ci sarà più traffico quindi staremo più tempo in coda per coprire le stesse distanze beh allora verrà vanificato quasi tutto.
 
il confronto sui consumi è anche difficile visto l'aumento delle dimensioni e delle masse, mi viene di pensare che a parità di questi una vettura odierna comunque ha dati migliori
In soldoni, o soldini, facendo riferimento al primo post, con la legacy diesel rientro, anche se non di molto, nei 120g/km di CO2, idem, su percorsi autostradali o superstradali, con la vecchia Brava 100SX a benzina, anche se le due vetture sono molto diverse per segmento, peso, motorizzazione, potenza, ma condotte in modo simile. Le emissioni di CO2 sono proporzionali ai consumi. Gli inquinanti invece variano, e di molto, in funzione della classe euro di abbattimenti degli inquinanti, e, su questo, una euro 6 ha indubbie migliorie rispetto alle classi di emissioni precedenti. Ma la quantificazione di CO2 emessa per km la relazione, come scritto in apertura, è direttamente proporzionale ai consumi specifici ed al combustibile utilizzato. Questo limitatamente alle trazioni con motore endotermico.
 
si risparmia carburante per consumare più copertoni, la gomma che consuma una 500X equivalgono a quelle di 3 Fiat 127 degli anni 70 ma nessuno ne parla....magari abbiamo una discarica abusiva a 100 metri da casa piena di copertoni, magari di tanto in tanto gli danno pure fuoco ma l'importante è fumare i gas di scarico dalla marmitta
 
Finchè non si considera l'intero ciclo di vita dell'auto....ho trovato questo studio piuttosto recente

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2452321618301690
Il testo è scaricabile
Riporto la traduzione automatica delle conclusioni:

Lo studio fornisce una valutazione ambientale comparativa di un ICEV turbocompresso a benzina e di un BEV agli ioni di litio mediante la metodologia LCA; l'analisi si occupa dell'intero LC (ciclo di vita) dei veicoli e la valutazione si basa su un'ampia gamma di categorie di impatto sulla salute umana ed ecosistemica. A differenza della maggior parte dei lavori di letteratura, l'inventario della fase di produzione si basa principalmente su dati primari mentre il consumo durante il funzionamento è determinato attraverso un modello di simulazione dedicato che riproduce le reali condizioni di guida dell'auto al fine di ridurre il più possibile l'incertezza. I risultati della valutazione d'impatto mostrano che il BEV consente di ottenere una significativa riduzione dell'impatto in termini di cambiamento climatico grazie all'assenza di emissioni di gas di scarico durante il funzionamento; lo studio di diversi mix di rete per la produzione di energia elettrica mostra che questo vantaggio cresce in modo significativo all'aumentare della quota di fonti rinnovabili. D'altra parte, la produzione di BEV ha un carico maggiore rispetto all'ICEV, soprattutto per l'ampio utilizzo di metalli, prodotti chimici ed energia richiesta da componenti specifici del propulsore elettrico come la batteria ad alto voltaggio. Gli altri impatti ambientali considerati (acidificazione, tossicità umana, particolato, formazione di ozono fotochimico e esaurimento delle risorse) risultano più elevati per il BEV rispetto all'ICEV, principalmente a causa dei maggiori carichi ambientali della costruzione e produzione del gruppo propulsore. Alla luce delle considerazioni precedenti appare chiaro che la valutazione delle auto elettriche non può essere effettuata utilizzando un unico indicatore ma dovrebbe basarsi piuttosto su un sistema di valutazione più complesso. Per questo motivo la penetrazione nel mercato dei BEV deve essere accompagnata da una politica prudente che tenga in considerazione tutti gli aspetti della gestione della LC. Ad oggi la mobilità elettrica appare come una strategia efficace per ridurre le emissioni di GHG nelle regioni in cui l'elettricità è prodotta da fonti con un contributo limitato di fonti fossili. Tuttavia, la fase di produzione rappresenta l'ostacolo principale per il raggiungimento della piena maturità di questa tecnologia dal punto di vista ambientale. Il futuro mix di reti elettriche pulite e lo sviluppo di processi di produzione più sostenibili potrebbero contribuire fortemente alla convenienza dei BEV riducendo al minimo le emissioni di gas serra e contrastando potenziali battute d'arresto in termini di altri impatti ambientali.

...e tutto questo non considerando l'impatto devastante delle campagne di incentivazione che portano a rottamazione anticipata di auto ancora perfettamente funzionanti e in grado di svolgere il loro compito ancora per decine e decine di migliaia di km.
 
in che senso? come sono stati misurati questi dati? a me non risultano

Credo che ottovalvole intenda dire che le auto moderne hanno motori più efficienti e meno assetati ma in certi casi essendo diventate molto più grandi e pesanti hanno consumi di carburante paragonabili a quelli di vetture molto più datate.
E hanno pneumatici molto più larghi che,ipotizzando la stessa attenzione alla pressione e nella guida e quindi la stessa durata,di fatto avendo il battistrada molto più largo consumano più gomma usurandosi.
Senza contare che oltre al battistrada anche il resto della gomma,pur non usurandosi sulla strada,è deperibile e richiede più materie prime se le dimensioni della gomma crescono per essere prodotte e poi smaltite.
 
comunque quello che vale per l'innovazione tecnologica dei motori vale anche per i pneumatici nel senso che le case produttrici hanno e stanno lavorando anche sul impatto che questi hanno verso l'ambiente in tutto il ciclo di vita
 
Credo che ottovalvole intenda dire che le auto moderne hanno motori più efficienti e meno assetati ma in certi casi essendo diventate molto più grandi e pesanti hanno consumi di carburante paragonabili a quelli di vetture molto più datate.
E hanno pneumatici molto più larghi che,ipotizzando la stessa attenzione alla pressione e nella guida e quindi la stessa durata,di fatto avendo il battistrada molto più largo consumano più gomma usurandosi.
Senza contare che oltre al battistrada anche il resto della gomma,pur non usurandosi sulla strada,è deperibile e richiede più materie prime se le dimensioni della gomma crescono per essere prodotte e poi smaltite.
Effettivamente, negli anni 70, una Fiat 131 montava dei semplicissimi 155/80 SR13 ed era una Seg. D; oggi ,nemmeno una Toyota Aygo ha una misura così piccola.
 
comunque quello che vale per l'innovazione tecnologica dei motori vale anche per i pneumatici nel senso che le case produttrici hanno e stanno lavorando anche sul impatto che questi hanno verso l'ambiente in tutto il ciclo di vita

Però ogni tot anni salta fuori sempre la notizia effetto.
Le gomme senza aria che non si forano,quelle prodotte anche con le bucce delle arance,quelle sferiche...
E poi non cambia gran che,magari avranno diminuito l'impatto ambientale del ciclo di produzione e smaltimento però siamo sempre li se dimezzano l'impatto ambientale per produrli ma nel frattempo le gomme crescono di dimensione richiedendo più materia prima per essere prodotte...
 

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