Non mi pare di vedere tutta questa corsa a fare nuovecnuove nucleari, nel mondo.
Secondo me, è una tecnologia che ha fatto il suo tempo.
E, visti i costi fissi, non conviene.
Infatti, tutti parlano di nucleare, ma non so se si rendono conto dei costi, sia di costruzione delle centrali, sia di tutti i costi accessori (compreso lo smantellamento e la bonifica a fine vita, e lo stoccaggio e la sorveglianza perpetua delle scorie).
Alcuni (come Gates che ha fondato una società per la produzione di centrali nucleari) spingono verso un nucleare diverso, con centrali di piccole dimensioni, rivolto soprattutto ai paesi che oggi hanno larga parte di energia prodotta col nucleare, per oganizzare la loro transizione verso le rinnovabili.
Poi c'è una cosa che mi pare in tanti non colgano: stiamo veramente andando verso un nuovo paradigma di produzione-distribuzione-consumo di energia elettrica.
Il futuro sono le reti intelligenti e la generazione diffusa, un sistema strtturato in modo completamente diverso da quello otto-novecentesco della grande power plant che elettrifica "di potenza" una provincia intera.
Parliamo per esempio di edifici a consumo zero di energia, di sistemi autosufficienti a scala di quartiere o addirittura di isolato. Non è fantascienza, oggi abbiamo la classe A, magari tra trent'anni avremo tanti edifici autosufficienti o quasi energeticamente autosufficienti. Anche le auto elettriche potranno partecipare a questo processo, come accumuli aggiuntivi. Ciò vorrà dire produrre un'infinità di piccoli sistemi intelligenti e comunicanti, e una riduzione enorme dei consumi energetici. Non si può pensare al mondo in prospettiva (come per esempio con le auto elettriche) senza inserire in questa prospettiva i cambiamenti che ci saranno anche nel resto.
Venti anni fa avreste pensato ad edifici in classe A per esempio, che oggi sono normalissimi? Ecco oggi pensate ad edifici a zero energia.
https://www.infobuildenergia.it/approfondimenti/nzeb-cosa-sono-gli-edifici-a-energia-quasi-zero/