<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Batterie ibride | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Batterie ibride

Batterie agli idruri metallici, basse pressioni di esercizio e basso peso rispetto al contenuto energetico ma gli sprechi in termini di energia sono anche piu' alti di una FCEV classica.

Il problema è sempre come ottenere l'idrogeno. Se si riesce a produrlo totalmente da rinnovabili, anche se l'efficienza è ridotta non è un problema. D'altra parte, anche la rete di distribuzione dell'energia elettrica ha delle dispersioni mica da poco....
 
https://energycue.it/batteria-ibrida-nemesys-oltre-accumulatore-litio-fuel-cell/19170

Se fosse davvero così, questa potrebbe davvero essere la quadratura del cerchio. Che dite?

Che dalle slide leggo :

200 kg per una autonomia di 700km
400 kg per una autonomia di 400km

A prescindere dal metodo di caricamento, mi sembrano dati oggettivamente "scarsi" se li interpreto bene, ma poi 200kg di cosa?
Una Toyota Mirai ( idrogeno ) porta 5kg di idrogeno che garantiscono 500 km di autonomia, qui il peso è calcolato in base a cosa? anche alla Fuel cel?

Comunque di tecnologie incredibili ne leggo quasi ogni giorno, ma io sto ancora aspettando le batterie a stato solido, campa cavallo :D
 
200kg di cosa?

...di batteria, suppongo. Secondo me, quel sistema è una sorta di ibrido (appunto) tra una plug-in e una FCV, dove al posto del motore termico c'è la cella a combustibile, che a sua volta ha il duplice incarico di fornire energia per la trazione e per tenere carica la batteria. Normalmente si va a idrogeno, in mancanza di questo ci si attacca, in questo caso letteralmente, alla spina. Almeno, io capisco questo...
 
Interessante la soluzione elettrochimica, interessante ibridizzare la fuel cell ricorrendo all'oramai classico litio. Resto dell'idea che maggiori sono le trasformazioni energetiche e minore risulta l'efficienza complessiva. Ma il trasporto resta una disciplina complessa, dal muovere una personaa molte persone, da pochi bagagli personali a molte merci, da brevi tragitti urbani, magari ripetuti da 1 a 100 volte al giorno, a lunghe tratte da migliaia di km su ogni tipo di percorso... difficile immaginare LA SOLUZIONE UNICA DEFINITIVA E GLOBALE... inoltre per mero calcolo, ogni trasformazione termodinamica, chimica o meccanica ha sempre efficienza inferiore ad 1, mentre usare le interazioni elettromagnetiche (ricordo che il campo magnetico si genera da cariche in movimento, ovvero correnti che dissipano per effetto joule) porta rendimenti migliorabili, se solo si potesse usare energia elettrostatica tramite supercondensatori e un sistema di trazione tramite campo coulombiano senza scomodare Henry & Co con le induttanze delle bobine che intrinsecamente dissipano per effetto Joule e per cogenerazione di capacita' elettriche parassite tra gli avvolgimenti... insomma ogni induttanza ha anche una capacita' in parallelo...
 
Resto dell'idea che maggiori sono le trasformazioni energetiche e minore risulta l'efficienza complessiva.

Non è un'idea, è una realtà. Tuttavia, come giustamente affermi subito dopo, la mobilità è un problema complesso, quindi raggiungere un compromesso tra efficienza e praticabilità è un male necessario, e d'altra parte non credo sia un caso se ormai da un secolo e un quarto ci si affida a una tecnologia che solo oggi, e solo se va bene, presenta un'efficienza del 30%....
 
Non è un'idea, è una realtà.
Ovviamente la realizzazione parte da una o diverse idee condensate... i costi industriali sembrano percorribili e anche la modulazione delle percorrenze... ovviamente i teorici oltre mille km nostop del diesel o della somma GPL+benzina sono lontani da essere raggiunti, per ora, ma frequenti soste con tempi rapidi possono essere facilmente programmate e sopportate... le prostate ringraziano...
 
una tecnologia che solo oggi, e solo se va bene, presenta un'efficienza del 30%
Se valuti il ciclo complessivo dell'auto dalla progettazione, produzione, vita utile e smaltimento, il pareggio tra BEV e tradizionali si sposta molto in avanti e con batterie piccole, a vantaggio al momento del vecchio endotermico.(QR di un paio di mesi addietro)
 
Se valuti il ciclo complessivo dell'auto dalla progettazione, produzione, vita utile e smaltimento, il pareggio tra BEV e tradizionali si sposta molto in avanti e con batterie piccole, a vantaggio al momento del vecchio endotermico.(QR di un paio di mesi addietro)

è più o meno quello che intendevo: stiamo sacrificando il rendimento per una maggior praticabilità, e questo vale anche per le BEV. Io poi continuo a pensare che prolungare la vita utile di un veicolo sia più environmental friendly rispetto a rottamarlo anzitempo in cambio di un mezzo che, fatti tutti i calcoli (anche LCA) alla fine inquina UN PO' meno. Ovviamente ciò considerando solo gli aspetti di footprint ambientale, non i progressi legati alla maggior sicurezza (ADAS ecc).
 
Scusate se mi intrufolo nella discussione ma secondo me la tecnologia che prevarrà sara quella che potrà usare/sfruttare la maggior parte delle persone ad un costo accettabile. Quindi Benzina e Gasolio in abbinamento all'elettrico ancora per un bel pò. In futuro l'idrogeno ma le batterie pure sono solo giocattolini per ricchi.
 
Dipende dalla programmazione politica. I prezzi che compongono il csto complessivo al km (quello conta), sono pesantemente influenzati dalla tassazione delle materie prime, della percorrenza (pedaggi et similia) e dai costi fissi, oltre che, al contrario, da incentivi opposti. Come per gli aerei, i treni e le navi, la convenienza e la scelta di soluzioni sostenbili per l' ambiente sono una materia smaccatamente politica influenzata dalle lobbies interessate e dai trattati internazionali sulle varie tematiche ambientali...
 
I numeri sul sito sono un poco campati in aria , di parte e ingannevoli.
In batteria agli idruri , si ha polveri di metalli a base di Lantanio-Nickel (che e' lo stesso usato nelle batterie NiMH) che fa parte del anodo della batteria ( che puo' assorbire fino ad circa il 2-2.5% del peso in idrogeno . 200kg di LaNi possono assorbire fino a 4-5Kg di idrogeno (132kWh-165kWh , 92-115kWh usabili) .
Non e' la teoria , e' la pratica che mi lascia perplesso, in quanto per le caratteristiche del LaNi5 che viene esplorato solo in campo di storage idrogeno statico : il LaNi5 nel cedere e assorbire idrogeno si espande e contrae e cede e sottrae calore .
I 700km di autonomia sono tanto, troppo ottimistici, in quanto attualmente una vettura ad idrogeno percorre circa 100km con 1kg di idrogeno, e il confronto del peso batteria "idrogeno" vs litio non ha alcun senso in quanto devi mettere in considerazione il peso (e gli ingombri e pesi di una cella a combustibile (qui la parte pricipale della fuel cell della Nexo) e tutte le altre componenti ancillari.

Motori360-Hyundai-Nexo-02.jpg

Sebbene ci siano dei vantaggi , principalmente la bassa pressione di esercizio del idrogeno , 10 bar , in termini di sicurezza e peso sono migliori le bombole 700 bar delle FCEV dove grazie a materiali ultraleggeri servono intorno 80-90kg per stivarne 5kg.
Rifornire idrogeno a bassa pressione in 4 minuti e in una quantita' sufficiente per 700km mi pare poco probabile a meno di non usare idrogeno crioliquefatto a -270 gradi e anche li' ci sarebbero diversi problemi di natura termica da affrontare, riuscire poi produrre la stessa quantita' di idrogeno tramite energia elettrica in 4 ore richiederebbe comunque una potenza di almeno 68.75kW costanti e 275kWh di energia .

Ci sono poi le affermazioni di questa cella a combustibile , elettrolizzatore reversibile che non utilizzerebbe alcun materiale prezioso , ma mi lascia perpleso sulla fattibilita' sia esecuzione in quanto non c'e' straccio di spiegazione , vita utile e brevetto nonostante questo sia molto molto piu' importante e sensazionalistico della batteria al LaNi5 che si esplora da circa un ventennio.
 
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I numeri sul sito sono un poco campati in aria , di parte e ingannevoli.
In batteria agli idruri , si ha polveri di metalli a base di Lantanio-Nickel (che e' lo stesso usato nelle batterie NiMH) che fa parte del anodo della batteria ( che puo' assorbire fino ad circa il 2-2.5% del peso in idrogeno . 200kg di LaNi possono assorbire fino a 4-5Kg di idrogeno (132kWh-165kWh , 92-115kWh usabili) .
Non e' la teoria , e' la pratica che mi lascia perplesso, in quanto per le caratteristiche del LaNi5 che viene esplorato solo in campo di storage idrogeno statico : il LaNi5 nel cedere e assorbire idrogeno si espande e contrae e cede e sottrae .
I 700km di autonomia sono tanto, troppo ottimistici, in quanto attualmente una vettura ad idrogeno percorre circa 100km con 1kg di idrogeno, e il confronto del peso batteria "idrogeno" vs litio non ha alcun senso in quanto devi mettere in considerazione il peso (e gli ingombri e pesi di una cella a combustibile (qui la parte pricipale della fuel cell della Nexo) e tutte le altre componenti ancillari.

Motori360-Hyundai-Nexo-02.jpg

Sebbene ci siano dei vantaggi , principalmente la bassa pressione di esercizio del idrogeno , 10 bar , in termini di sicurezza e peso sono migliori le bombole 700 bar delle FCEV dove grazie a materiali ultraleggeri servono intorno 80-90kg per stivarne 5kg.
Rifornire idrogeno a bassa pressione in 4 minuti e in una quantita' sufficiente per 700km mi pare poco probabile a meno di non usare idrogeno crioliquefatto a -270 gradi e anche li' ci sarebbero siversi problemi di natura termica da affrontare, riuscire poi produrre la stessa quantita' di idrogeno tramite energia elettrica in 4 ore richiederebbe comunque una potenza di almeno 68.75kW costanti e 275kWh di energia .

Grazie per la risposta informata ;)
 
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