E' un articolo che inizia con delle verità, ma poi si perde in forzature che o sono in mala fede, o denotano scarsa preparazione nel campo economico e finanziario (analisi di bilancio).
Ma andiamo con ordine, partendo dalle verità. E' vero che FCA Itly negli ultimi 4 anni ha chiuso in perdita, a fronte però di un utile complessivo di FCA mondo. E' vero che è cresciuto il fatturato (grazie allo spostamento verso l'alto delle cilindrate medie, e questo non viene spiegato), ma che sono cresciuti anche i costi (per lo stesso motivo). E' vero quindi che si tratta del ramo meno reddituale del gruppo, e sappiamo anche come si è giunti a ciò.......
Poi però vengono dette delle palesi inesattezze microeconomiche. Il debito verso i fornitori non va conteggiato nell'indebitamento finanziario, perchè è sempre a fronte di crediti verso clienti, cassa e altri valori dell'attivo, con i quali va quindi confrontato. Non fa parte del debito finanziario e non produce oneri finanziari. Anche i debiti infragruppo non vanno conteggiati nell'indebitamento finanziario, perchè sono generalmente infruttiferi. Di conseguenza il debito reale, ovvero quello oneroso, risulterebbe ci circa 1 miliardo (su 25.2 di fatturato). Ma probabilmente sarà un po' di più perchè hanno "dimenticato" di quantificare i veri "debiti verso il Sistema bancario", ovvero quelli finanziari tout court...........
Poi c'è un altro errore: i 6.3 miliardi dell'intervento "in itinere", non saranno tutti a carico di FCA Italy, ma in parte saranno spalmati nella "filiera" . Ipotizzando pessimisticamente 5 miliardi imputabili a FCA Italy, a un tasso che, calcolato secondo i dettami del decreto liquidità non sarà superiore al 2%, l'onere annuo sul fatturato inciderà per circa 100 milioni il primo anno (poi di meno perchè l'intervento sarà a 3 anni), ovvero circa lo 0,40% di 25.2 mld.
E questo, a dire il vero, viene anche sottolineato, così, dall'articolista, con cui nella fattispecie concordo:
"Con il prestito garantito all’80% a tassi irrisori Fca Italy ottiene liquidità a costi infimi con un risparmio annuo di almeno 120 milioni l’anno di soli interessi, rispetto a finanaziarsi sul mercato".
Se si vuole fare un'analisi seria va fatta così, se no sono i soliti articoli a sensazione, pieni di pressapochismo, ma anche sicumera, per sostenere una tesi che poi a conti fatti non sta in piedi.