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Faw investe 1 miliardo in Emilia per l'auto elettrica

moogpsycho

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Buone notizie per gli investimenti in campo automotive nel nostro paese:

https://www.ilsole24ore.com/art/i-cinesi-faw-investono-miliardo-emilia-AD7jELQ

Auto elettriche di alta gamma: il big cinese Faw investe un miliardo in Emilia in tandem con Silk Ev
Nella Motor Valley design e produzione di vetture elettriche e plug-in alto di gamma e sportive. Assunzioni al via entro giugno

Uno dei principali costruttori automobilistici cinesi sceglie l'Italia per il suo primo grande investimento all'estero. Il gruppo statale Faw, in tandem con la start-up specializzata in ingegneria e design Silk Ev, ha annunciato un investimento in Emilia-Romagna di oltre un miliardo di euro per la progettazione, ingegnerizzazione e produzione di vetture di alta gamma elettriche e plug-in, sportive e supersportive comprese. In tempi di coronavirus, l'annuncio è arrivato in un incontro online Italia-Cina via xylink alla quale hanno partecipato Manlio Di Stefano (sottosegretario agli Esteri con delega sull'Asia), Vincenzo Colla (assessore allo sviluppo Economico dell'Emilia-Romagna) e una serie di autorità cinesi.

Nella Motor Valley emiliana. «Oggi vogliamo celebrare un passo importante della collaborazione tra FAW, la Provincia di Jilin, la Regione Emilia-Romagna e Silk EV. La Motor Valley emiliana è il luogo di nascita di molte hypercar di fama mondiale e da qui vogliamo partire per la strategia di sviluppo di questo progetto - ha dichiarato Lei Ping, VP GM di Faw Group - Oggi si rafforza ulteriormente la nostra collaborazione all'interno dell'ecosistema automotive italiano e cinese».
Assunzioni presto al via. Il progetto di una sorta di Tesla a targa cinese nella Motor Valley emiliana ha il potenziale per creare migliaia di posti di lavoro: in programma le assunzioni inizieranno entro la fine di giugno. L'auspicio ottimistico dei cinesi è che la produzione possa esser avviata verso la fine del 2021.
L'idea è di concentrare nel distretto sia un Centro di Innovazione/ricerca e sviluppo e uno di design sia le attività produttive. Per la localizzazione specifica della nuova fabbrica di vetture a emissioni zero o ibride, è verosimile che ci vorranno alcuni mesi. In parallelo, proseguiranno i negoziati con le autorità italiane competenti per le facilitazioni all'investimento. In prospettiva, le vetture saranno prodotte in Italia per il mercato globale, non solo quello europeo. Alcuni modelli saranno realizzati solo in Italia e potranno essere esportati anche in Cina.

Investimento parallelo in Cina. Le due società hanno annunciato un accordo il 23 aprile che copre le future attività congiunte in Cina e all'estero. Il piano è quello di riprodurre in una base all'estero il progetto appena decollato in Cina. Dopo aver completato a marzo una espansione delle strutture produttive esistenti a Changchun, il gruppo statale cinese ha avviato il 17 aprile nelle vicinanze del capoluogo del Jilin la costruzione di una nuova fabbrica per il suo marchio premium Hongqi, che dovrebbe iniziare la produzione nel 2022 con una capacità fino a 200mila vetture l'anno: un investimento da circa un miliardo di euro - più 350 milioni per un centro di innovazione e test. L'investimento in Italia sarebbe dunque parallelo e di dimensioni e caratteristiche simili.
La start-up partner. «Siamo orgogliosi di dare ufficialmente il via a questo grande progetto internazionale, che si compone della lunga tradizione italiana, in particolare della Motor Valley, nel Design, Ricerca e Sviluppo, da capitali internazionali e dalla solidità di un partner come FAW - ha dichiarato Jonathan Krane, chairman Silk EV - Il progetto contribuirà a sostenere importanti investimenti in Italia, creare innovazione e garantire opportunità occupazionali. Ci auguriamo che questa grande alleanza possa rappresentare un'occasione di crescita dei due Paesi e un passo avanti dell'Italia nell'elettrificazione».
Resta da chiedersi perché un grande gruppo come FAW dovrebbe aver bisogno di entrare in joint venture con una start-up come Silk Ev, fondata solo l'anno scorso. Una risposta che filtra è che, se in Cina FAW è un colosso, per l'avvio dell'espansione internazionale debba guardare a competenze anche esterne che facciano da collettore di talenti. Così come sono stati considerati l' eccellenza ingegneristica e il posizionamento fortissimo dell'Italia nei segmenti lusso e sport per decidere di investire in Italia. Silk Ev fa capo a Krane, Ceo di KraneShares - società di gestione patrimoniale che offre agli investitori internazionali di operare sul mercato cinese dei fondi - la cui quota di maggioranza risulta passata alla banca d'investimento cinese CICC. Silk Ev ha sede formale negli Usa presso Krane e dichiara attività operative in Cina e in Italia, dove è ospitata nel palazzo della multinazionale austriaca Avl a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, in attesa di trasferirsi in una sede autonoma.

Discussioni sulla strategia di brand
Sulla strategia di brand, le discussioni sarebbero in corso: sembra che sia in esame la possibilità di lanciare dall'Italia un nuovo marchio per i mercati internazionali. Hongqi è una sorta di simbolo della Cina: significa «Bandiera Rossa» e dalla fine degli anni '50 si identifica con le grandi limousine dei dirigenti del partito e dello Stato (a partire dalla vecchia CA72 di Mao). Una crescita esponenziale di questo storico marchio - che fino al 2018 aveva solo due modelli in catalogo - in direzione dell'alto di gamma a forti connotazioni sportive e eco-friendly è fondamentale nelle nuove strategie del gruppo, ma non è detto che questo brand sia il migliore possibile fuori dai confini nazionali.
 
scapperanno dopo 6 mesi

perché? una ditta che assume 2000 persone ha ben messi in chiaro ( col governo) tutte le clausole. Che oggi come oggi verranno accettate per non sentirsi rispondere “ vado altrove”
comunque a me fa piacere.
Benvenuti.
PS: l’ingresso di case automobilistiche straniere andavano sollecitate anni e anni fa. IMHO

PS2: chissá che ne pensa Elkann
 
Beh....
visti i pessimi rapporti con oltreoceano
e
oltrebrennero Ben " vengano "
In tutti i sensi
E' un grave erroro a mio modesto modo di vedere buttarci nelle braccia non disinteressate di Pechino. Purtroppo la campagna di disinformazione organizzata dalle amabasciate cinesi sta producendo i suoi tristi frutti.
 
PS: l’ingresso di case automobilistiche straniere andavano sollecitate anni e anni fa. IMHO
anche secondo me sarebbe stato molto utile sia per avere una sana concorrenza interna, sia per massimizzare il tessuto industriale che oggi lavora per la maggior parte con l'estero.

comunque l'articolo è la dimostrazione che da noi ci sono delle eccellenze su cui possiamo ancora pensare di rilanciare l'industria automotive in Italia.
Chiaramente non basta un miliardo ma servirebbe una regia nazionale che faccia crescere le aziende del settore.
 
E' un grave erroro a mio modesto modo di vedere buttarci nelle braccia non disinteressate di Pechino. Purtroppo la campagna di disinformazione organizzata dalle amabasciate cinesi sta producendo i suoi tristi frutti.


La sai la battuta del' armatore Cipriota nel celebre film Exodus
( vale per quegli anni ovviamente, ma e' adattabile ad ogni tempo )

??

:emoji_wink::emoji_wink:
 
perché? una ditta che assume 2000 persone ha ben messi in chiaro ( col governo) tutte le clausole. Che oggi come oggi verranno accettate per non sentirsi rispondere “ vado altrove”
comunque a me fa piacere.
Benvenuti.
PS: l’ingresso di case automobilistiche straniere andavano sollecitate anni e anni fa. IMHO

PS2: chissá che ne pensa Elkann

io non mi fido del nostro governo.
ma di nessuno.
oggi ti dicono una cosa, e domani ti dicono che, dall'altro ieri, ne valeva un'altra.
appena scoprono come funziona, scappano.

se scappano le aziende italiane, perche' mai, un cinese, dovrebbe voler venire qui?
per assaggiare i tortellini e il parmigiano?
e non ditemi del knowhow. quello i cinesi l'hanno gia'.
gliel'abbiamo portato noi il secolo scorso, pensando di sfruttarli per la manodopera, e invece ci siam dati la zappa (che e' l'unica cosa che ci resta) sui piedi
 
Secondo me abbiamo sbagliato popolo con gli occhi a mandorla.... quello giusto è più ad est e da noi ha già uno stabilimento e un centro stile ad Atessa.

Quelli sono i tizi con gli occhi a mandorla con cui bisognerebbe aumentare gli interessi reciproci.

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Possono andar bene anche quelli più a sud... la patria del Gangam Style tanto per intenderci...

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io non mi fido del nostro governo.
ma di nessuno.
oggi ti dicono una cosa, e domani ti dicono che, dall'altro ieri, ne valeva un'altra.
appena scoprono come funziona, scappano.

se scappano le aziende italiane, perche' mai, un cinese, dovrebbe voler venire qui?
per assaggiare i tortellini e il parmigiano?
e non ditemi del knowhow. quello i cinesi l'hanno gia'.
gliel'abbiamo portato noi il secolo scorso, pensando di sfruttarli per la manodopera, e invece ci siam dati la zappa (che e' l'unica cosa che ci resta) sui piedi
Le ditte grosse vanno oltre i governi ( vedi Amazon & co) ed i cinesi, piacciano o no, sono tutt'altro che fessi. Se impiantano qui una ditta stai tranquillo che hanno messo nero su bianco eventuali condizioni.Tipo il prezzo dell'energia.
Sotto questo punto diffido maggiormente degli indiani.

Ciò detto, imho, ben vengano, non possiamo permetterci di fare gli schizzinosi.
 

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