<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> batterie a Litio | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

batterie a Litio

Ieri iniziando il mio turno al lavoro pensavo al fatto che il supermercato dove lavoro ha una cabina di media tensione da 150 kW. E pensavo che ogni paese per ricaricare le auto in tempi decenti dovrebbe avere decine di queste cabine sparse sulle vie per dar corrente alle stazioni di ricarica.
Ma come si fa a pensare che il futuro prossimo sia l'elettrico, se per darmi 300 km di automia alla mia auto devo ciucciarmi per un'ora tutta la corrente di un supermercato di 1500 mq.
Ma provate a immaginare i weekend da bollino nero per le partenze estive con decine di macchine ad ogni Autogrill per fare rifornimento.
O ogni weekend o ponte di primavera estate con le persone che fanno gite fuori porta o piccole vacanze di qualche giorno.
 
Come le persone che si comprano il macchinone e poi fanno i tagliandi dal Tonino di turno che gli mette l'olio più scadente che c'è per risparmiare.

Poi si brucia la turbina ed è colpa della BMW, Audi o Mercedes…

Se spendi poco è raro che fai l'affare, già paghi poco, chi te lo vende deve guadagnarci pure lui qualcosa, non può far altro che esplodere, la batteria di turno...
Concordo. Mi permetto di aggiungere:
20190106_093553.png
 
Una domanda legata alle batterie sicure (oggi sodio mi pare dal filmato):

Parlano di “carica rapida ideale per bus” la scarica può intendersi altrettanto rapida? ... nel senso sarebbero in grado di restituire rapidamente alla rete l’energia accumulata?

Il dubbio mi viene dalla considerazione che le 700 mila vetture che da troppo tempo vengono boicottate dalle amministrazioni milanesi sono auto che all’80% percorrono 10 mila km anno o meno (documento che qualche ente ha pubblicato dopo aver esaminato i dati relativi alle revisioni periodiche).
Questo consistente parco auto spesso “fermo” (30 km al giorno sono 30 minuti su 24 ore) se passasse all’elettrico potrebbe rappresentare una enorme riserva di energia per la rete ... se possibile ... un aspetto socialmente utile che potrebbe autorizzare la fornitura in comodato di pacchi batterie standardizzati
Un aspetto in grado (riducendo il costo delle vetture elettriche) di sviluppare tutto il settore mobilità (auto per viaggi, ed auto per città).

“Aspetto socialmente utile”
Per garantire la disponibilità ovunque di energia vá prodotta costantemente in misura superiore ai bisogni e quella non richiesta viene persa. A sorte simile spesso è destinata l’energia rinnovabile.
Se il gestore della rete riuscisse ad accumularla sulle auto capillarmente diffuse gli eccessi di produzione e contemporaneamente fosse in grado di recuperare gli accumuli ...
Il sistema batterie auto ferme in ricarica diventerebbe una fonte di risparmi.

Ps. La batteria in comodato a disposizione della gestione rete elettrica porta con sè una ovvia considerazione il proprietario dell’auto dovrebbe pagare in base ai km percorsi (l’energia e.... le spese correlate: assicurazione, accise, bollo, .... autostrada, accessi, .... magari semplificando tutto pagando tramite telepass)
 
Ultima modifica:
Ma provate a immaginare i weekend da bollino nero per le partenze estive con decine di macchine ad ogni Autogrill per fare rifornimento.
Ma siccome ogni volta che si sottolinea questo problema (fondamentale) si rischia di essere tacciati di antiecologismo, di oscurantismo tecnologico, di essere legati ad un concetto vecchio dell'auto e della mobilità, bene, nessun problema. Ne riparleremo quando inizieranno a "scattare le valvole" (come diceva mia nonna) dei vari interruttori di protezione delle cabine di zona per sovraccarico.
Voglio proprio vedere come faranno tutti i maître à penser dell'elettrico fulgido futuro, rimasti i loro pc senza corrente, a continuare a pontificare sui social in materia, fregandosene delle più elementari nozioni di elettrotecnica.
 
Parlano di “carica rapida ideale per bus” la scarica può intendersi altrettanto rapida? ... nel senso sarebbero in grado di restituire rapidamente alla rete l’energia accumulata?
Per ricariche/scariche rapide converrebbe usare condensatori, anzi supercondensatori, ma hanno un limite nella bassa densità di energia immagazzinabile, almeno per ora.
 
Ma siccome ogni volta che si sottolinea questo problema (fondamentale) si rischia di essere tacciati di antiecologismo, di oscurantismo tecnologico, di essere legati ad un concetto vecchio dell'auto e della mobilità, bene, nessun problema. Ne riparleremo quando inizieranno a "scattare le valvole" (come diceva mia nonna) dei vari interruttori di protezione delle cabine di zona per sovraccarico.
Voglio proprio vedere come faranno tutti i maître à penser dell'elettrico fulgido futuro, rimasti i loro pc senza corrente, a continuare a pontificare sui social in materia, fregandosene delle più elementari nozioni di elettrotecnica.

Per ogni operazione andrebbero usati gli strumenti più adatti.
Milano è piena di macchinette elettriche (cui chi ha superato i 69 anni non sembra possa accedere, sarebbe opportuno che chi si candida ad amministrare, prima di poter chiedere voti superi un test attitudinale, ed una revisione annuale).

Rispondo alla tua osservazione che riguarda il futuro con esperienze del passato.

Nel 2018 Unibo ha presentato a Maranello Emilia4 con la quale ha poi vinto in America una competizione dedicata alle vetture alimentate dal sole (si trovano facilmente gli articoli a riguardo).
Nello stesso anno una università australiana ha sviluppato un test simile su un percorso di 4100 km tra Perth e Sidney.
Auto elettriche alimentate da pannelli fotovoltaici che hanno fornito l’energia necessaria a percorrere il tragitto.
Condizioni particolari e soluzioni particolari ovviamente ma ci sono riusciti ottenendo dal sole i 2,5 kw di Emilia4 ed i 3,1 kw per l’auto australiana necessari a percorrere le varie tappe del tragitto.
Tutte auto con quattro posti,
Emilia4 con due motori da 1,25 kw inseriti ‘nelle ruote’ che la fanno viaggiare a 85 km ora.

Ecco ... lasciando perdere batterie pericolose mi chiedo
“per favorire il lavoro locale”
se non sia possibile ipotizzare una modifica ad una qualsiasi auto circolante alimentando la trazione elettrica cittadina “nelle ruote” con una piccola riserva elettrica pari a 50km rigenerabile in modo automatico attivando al minimo il motore presente sull’auto collegato magari ad un secondo alternatore.
In questo modo “forse” nulla cambierebbe nei lunghi viaggi mentre ogni vettura potrebbe diventare elettrica là dove necessario evitando le “grida manzoniane” con cui le amministrazioni locali tentano di gestire il problema (distruggendo una economia in buona parte basata sulla mobilità privata).
 
Ah ben... Una macchina a pedali no?!?

A parte che quando verrà il boom di auto elettriche voglio proprio vedere da dove ci si approvigiona di energia elettrica per sostenere le future colonnine sparse per tutta Italia.
Già dipendiamo in gran parte da energia elettrica acquistata all'estero (in gran parte nucleare), voglio proprio vedere poi quanto ci verrà a costare.
La Francia per esempio può contare delle sue centrali nucleari, che però io non rimpiango per niente.
 
“Voglio proprio vedere come faranno tutti i maître à penser dell'elettrico fulgido futuro, rimasti i loro pc senza corrente, a continuare a pontificare sui social in materia, fregandosene delle più elementari nozioni di elettrotecnica.”

Esistono in commercio dei piccoli accumulatori di corrente dotati di pannello fotovoltaico, oggi i telefonini sono in grado se collegati ad una tastiera Bluetooth per persone normali e ad uno schermo visibile
di sostituire tranquillamente i pc. Un nuovo sistema operativo (Ubuntu touch) dovrebbe essere orientato a risolvere questi problemi.
 
Bisogna vedere se sia economico o meno da parte di una famiglia che ha impianto fotovoltaico a casa (12Kw a massimo regime)e che vende l'energia elettrica all'Enel se conviene o meno acquistare un accumolatore e recedere dal contratto Enel per tenersi l'energia prodotta.
Questa per me è la mia incognita, magari una scelta del genere potrebbe essere antieconomica.

Poi se in Italia siamo più di 60 MILIONI, finché non ci sarà un modo efficace di riciclare le batterie, voglio proprio vedere dove vanno a finire 60 milioni di batterie a fine vita.
Se le terranno a casa loro i cari amministratori che acclamano l'elettrico in città.
 
Ah ben... Una macchina a pedali no?!?

A parte che quando verrà il boom di auto elettriche voglio proprio vedere da dove ci si approvigiona di energia elettrica per sostenere le future colonnine sparse per tutta Italia.
Già dipendiamo in gran parte da energia elettrica acquistata all'estero (in gran parte nucleare), voglio proprio vedere poi quanto ci verrà a costare.
La Francia per esempio può contare delle sue centrali nucleari, che però io non rimpiango per niente.

La trazione elettrica dovrebbe essere utilizzata in modo graduale, iniziando dove vi è maggior necessità. Sono località (cito Milano) dove la percorrenza media risultante dalle revisioni è bassa 30 km al giorno di media considerando un 80% delle 700 mila vetture dei residenti.
Agendo in modo mirato sulla fascia di vetture più adatte a combattere l’inquinamento si otterrebbero risultati significativi senza deprimere il mercato dell’auto (cosa che pare sia invece l’obiettivo vero).

Per generare la corrente necessaria alla trazione elettrica il fotovoltaico potrebbe risultare la soluzione ottimale. Le auto private in media sono quasi sempre ferme (spesso in coda, dove l’elettrico blocca Il consumo). Il micro fotovoltaico (fino ad un kw per ora è attivabile senza burocrazia) genera l’energia che normalmente serve ai normali spostamenti ..... senza tirare in ballo nuovamente le centrali nucleari .... il solo problema si lega al cavo “fisico” che per chi legifera “al momento” dovrebbe collegare l’impianto casalingo alla batteria sulla vettura. Un problema facilmente risolvibile cambiando chi da troppo tempo legifera ... facendogli capire che questo cavo può diventare “virtuale” grazie alla rete.
(In questo modo arrivato al parcheggio collego virtualmente l’auto al mio impianto fotovoltaico nella casa in campagna dove il consumo è zero).

PS. .... mi giunge ora notizia che..... il problema pare risolto, a livello legislativo.
https://www.dariotamburrano.it/2018/03/virtual-net-metering-direttiva-mercato-elettrico/

Ecco da un punto di vista indirizzo legislativo ora produrre l’energia che si consuma là dove è più facile ed efficiente produrla e consumarla dove ci serve è possibile.
 
Ultima modifica:
“Poi se in Italia siamo più di 60 MILIONI, finché non ci sarà un modo efficace di riciclare le batterie, voglio proprio vedere dove vanno a finire 60 milioni di batterie a fine vita.“

Prima di leggere della testa bruciata
(occhio ... con dentro il proprietario svenuto e non in grado di azionare l’apertura di emergenza visto che quella elettrica non era più disponibile e l’auto, per evitare effrazioni non era semplice da aprire)
Pensavo che la soluzione migliore fosse inserita nei pacchi di batterie intercambiabili in pochi minuti. Resto ancora con questa convinzione ma escludendo dall’operazione quelle con tecnologia a rischio.

Ho letto che le batterie tendono ad una durata superiore ai 30 anni, superiore a quella di una vettura. Quindi il problema non dovrebbe in prospettiva esistere. Al limite lo stesso pacco di batterie (se non esplode) dovrebbe poter passare su più vetture. Oggi acquisti l’auto la paghi XX più 9000 euro per il pacco batterie, fra nove anni (età media di una vettura) la cambi con il nuovo modello dove fai montare il tuo pacco batterie che funzionerà per altri 21 anni.
 
Capisco chi è scettico perché di salti nel buio se n'è fatti parecchi negli anni.
Alcuni dubbi sono leciti, altri meno perché non si può affrontare un mondo nuovo con la mentalità vecchia.

Come pensare che le basi dati (i big data) odierne dovessero essere tutte conservate stampate su carta!!!

Già oggi nessuna batteria o componente elettronico deve essere "buttato". Va ritirato e riciclato. E assaltano pure i blindati delle società che ci estraggono metalli preziosi.

I gas di scarico delle auto invece oggi non riusciamo a stoccarli e smaltirli come si deve ma li spargiamo nell'ambiente come fanno molti con di tutto un po', mobili, batterie, olio motore e non (anche quello d'oliva è fortemente inquinante).

Come il passaggio all'elettrico che per molti sembra dover essere immediato: entro due anni tutti con auto elettrica!
Non sarà così, ce ne vorranno 20 o trenta e nel frattempo...
Trent'anni fa chi avrebbe detto che già nel 2015 il meridione avrebbe potuto in alcuni momenti produrre energia green da far a meno delle classiche centrali e da poterla esportare?

Che l'urbanistica italiana non sia pronta e probabilmente non lo sarà in futuro invece ne son quasi certo. Diverso all'estero dove i parcheggi sono organizzati e non si pianta l'auto dove capita, in particolare in divieto di sosta.
 
Per ogni operazione andrebbero usati gli strumenti più adatti.
Milano è piena di macchinette elettriche (cui chi ha superato i 69 anni non sembra possa accedere, sarebbe opportuno che chi si candida ad amministrare, prima di poter chiedere voti superi un test attitudinale, ed una revisione annuale).

Rispondo alla tua osservazione che riguarda il futuro con esperienze del passato.

Nel 2018 Unibo ha presentato a Maranello Emilia4 con la quale ha poi vinto in America una competizione dedicata alle vetture alimentate dal sole (si trovano facilmente gli articoli a riguardo).
Nello stesso anno una università australiana ha sviluppato un test simile su un percorso di 4100 km tra Perth e Sidney.
Auto elettriche alimentate da pannelli fotovoltaici che hanno fornito l’energia necessaria a percorrere il tragitto.
Condizioni particolari e soluzioni particolari ovviamente ma ci sono riusciti ottenendo dal sole i 2,5 kw di Emilia4 ed i 3,1 kw per l’auto australiana necessari a percorrere le varie tappe del tragitto.
Tutte auto con quattro posti,
Emilia4 con due motori da 1,25 kw inseriti ‘nelle ruote’ che la fanno viaggiare a 85 km ora.

Ecco ... lasciando perdere batterie pericolose mi chiedo
“per favorire il lavoro locale”
se non sia possibile ipotizzare una modifica ad una qualsiasi auto circolante alimentando la trazione elettrica cittadina “nelle ruote” con una piccola riserva elettrica pari a 50km rigenerabile in modo automatico attivando al minimo il motore presente sull’auto collegato magari ad un secondo alternatore.
In questo modo “forse” nulla cambierebbe nei lunghi viaggi mentre ogni vettura potrebbe diventare elettrica là dove necessario evitando le “grida manzoniane” con cui le amministrazioni locali tentano di gestire il problema (distruggendo una economia in buona parte basata sulla mobilità privata).
Ma hai presente come4 sono fatte quelle macchine a celle fotovoltaiche? esiste anche un aereo alimentato in tal modo, ma stiamo parlando di esercizi stilistici. Quando il rendimento di una cella fotovoltaica aumenterà di sei ordini di grandezza (chissa come poi?) ne riparleremo. Per ora quelle che vanno a 80 Km/ora quando c'è il sole(perchè di notte non camminano) sono queste:
resize_ok (2).jpg
resize_ok (1).jpg
 
Ma hai presente come4 sono fatte quelle macchine a celle fotovoltaiche? esiste anche un aereo alimentato in tal modo, ma stiamo parlando di esercizi stilistici. Quando il rendimento di una cella fotovoltaica aumenterà di sei ordini di grandezza (chissa come poi?) ne riparleremo. Per ora quelle che vanno a 80 Km/ora quando c'è il sole(perchè di notte non camminano) sono queste:
Vedi l'allegato 9069 Vedi l'allegato 9070

L'ideale per una famiglia che ad Agosto parte per la Calabria e al ritorno deve pure rifarsi gli Appennini con il baule carico di salami e formaggi per l'anno a venire
 
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