<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Sport estremi: ce n'è davvero bisogno? | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Sport estremi: ce n'è davvero bisogno?

Io mi sono rotto un braccio cadendo da un trabattello di 1,30 metri

Conosco un paio di persone che si sono distrutte la vita per un tuffo in riva al mare: tetraplegico ( paralisi totale, per capirci ) uno, paraplegico l'altro.

Ok, io non faccio testo, quanto ad agilità ( vi rispamio la citazione di Woody Allen) ma insomma...

Uno sport estremo ? Iniziate a fare sesso con la vostra donna, e sul più bello gridate il nome di un'altra :D
 
ok, anche a biliardo ci si può far male, se si è maldestri. E gli incidenti , financo letali, capitano anche a calcio. Ma con gli sport pericolosi di proposito, secondo me, si supera il limite del rischio accettabile come improbabile concomitanza di fattori sfavorevoli, e si entra nella zona del rischio garantito "se anche solo uno dei fattori non è al 100% favorevole".
Il compianto C. Reeves faceva una corsa a cavallo, non si è lanciato dal ponte di Brookling credendosi Icaro.

Comunque si, trovo giuste le tue osservazioni, caro amico.
Un conto é praticare uno sport ( pattinagio, ciclismo, canoa, equitazione...) dove é possibile incorrere in incidenti anche gravi, ma la probabilità é relativamente bassa, ed un conto é praticare degli sport nei quali un piccolo errore conduce a conseguenze mortali in moltissimi casi.
 
Io mi sono rotto un braccio cadendo da un trabattello di 1,30 metri

Conosco un paio di persone che si sono distrutte la vita per un tuffo in riva al mare: tetraplegico ( paralisi totale, per capirci ) uno, paraplegico l'altro.

Ok, io non faccio testo, quanto ad agilità ( vi rispamio la citazione di Woody Allen) ma insomma...

Uno sport estremo ? Iniziate a fare sesso con la vostra donna, e sul più bello gridate il nome di un'altra :D

Alle superiori un compagno di classe ha portato il collare rigido per un anno perchè tuffandosi in una piscina alta un metro e mezzo si è fratturato una vertebra e ha rischiato davvero di rimanere paralizzato dal collo in giù...
Oltretutto a un'età in cui certi sport estremi,tipo quello che hai citato,ancora non si praticavano quindi ha rischiato la castità totale.
 
Uno sport estremo ? Iniziate a fare sesso con la vostra donna, e sul più bello gridate il nome di un'altra :D

Non sono riuscito a trovare il video però ricordo che Dario Cassini in uno spettacolo aveva raccontato che ci sono due posizioni in tutto.
Quella classica.
E poi il rodeo...che consiste nel sussurrare all'orecchio della propria moglie la confessione di averla tradita.
Da quel momento si cronometra quanto tempo il cowboy riesce a resistere in sella prima di essere disarcionato.

Più estremo e pericoloso di così si muore.
 
Non sono riuscito a trovare il video però ricordo che Dario Cassini in uno spettacolo aveva raccontato che ci sono due posizioni in tutto.
Quella classica.
E poi il rodeo...che consiste nel sussurrare all'orecchio della propria moglie la confessione di averla tradita.
Da quel momento si cronometra quanto tempo il cowboy riesce a resistere in sella prima di essere disarcionato.

Più estremo e pericoloso di così si muore.
Cassini é tremendo :D
Riesce a raggiungere delle profondità di pensiero davvero mirabolanti.

Sarà per quello che gli hanno intitolato l'omonima sonda interstellare :D :D :D
 
salve, volevo proporre una chiacchierata sugli sport "estremi" e sulla loro "necessità", alla luce dell' ultimo temerario caduto facendo il funambolo sui monti Lessini, pare per una falla dei sistemi di sicurezza. Ma senza limitarci a questo "sport", dato che ben più numerosi sono i morti per tuta alare/basejumping/parapendio/paracadutismoi, e perché no: deltaplano, alpinismo trad. e freeclimbing, immersioni, corse "ironman" ecc ( questi ultimi non sono così letali, ma ogni tanto battono cassa anche loro ).
Direi di sorvolare sugli sport motoristici, che se non sono un mondo a parte, poco ci manca. E, comunque, sembra l'unico a porre dei limiti.
Io, dopo l'ultimo suddetto decesso e soprattutto i numerosi (e percentualmente significativi) morti con la tuta alare, se fossi un politico con la P maiuscola, mi porrei, o mi sarei già posto, il problema se vietare tout-court questi sport. Nel caso dei funamboli si può pensare di rendere obbligatoria una seconda corda, parallela alla prima, con una seconda serie di moschettoni.
Ma i paracadutisti che vogliono planare per credere di volare, e poi si schiantano ai 200km/h su un costone ( perché volare in "aria libera" non è uguale ) perché non hanno fisicamente il tempo di reagire ad un refolo, ad un tordo, o un chissachè che li sbilancia, pur averno il/i paracadute per l'atterraggio , che gli fai aggiungere all' equipaggiamento? Il teletrasporto o l'acqua santa?
Sicchè: gli sport estremi hanno una qualche utilità? Hanno senso? O servono solo ai venditori di bibitoni energetici e ai palinsesti dei canali specialisticisti. Perchè io ci vedo solo vanità e lutti.
O sbaglio?
Io direi che sbagli, e di parecchio.
Personalmente non ho mai fatto sport estremi, che tra l'altro quando ero giovane erano pochi e rari, né se ne parlava granché ; ma questo non significa che io non voglia capire chi si sente più vivo in questo modo, proprio quando rischia grosso.

E' sempre stata un'aspirazione umana, quella di fare imprese al limite della fattibilità e molto pericolose : ieri poteva essere salire sulle vette delle montagne più alte o più pericolose con i limitati aiuti tecnologici dell'epoca, oggi - che quasi tutto è già stato fatto - può essere altro, come scendere da una vetta con gli sci o buttarsi giù con la tuta alare.

Non è per tutti : certo.
E' pericoloso : certo, in vari casi poi è estremamente pericoloso, vedi la tuta alare.
Ma non si può invocare la repressione : la libertà di fare quello che si vuole è, e DEVE assolutamente essere, prevalente rispetto al rischio, che è individuale e nessuno di certo ti obbliga a farlo : i nostri padri/nonni/bisnonni ecc. hanno lottato per secoli affinché tutti, e non solo una ristretta oligarchia, vivessero liberi e sentir adesso invocare la repressione contro chi ha il sacrosanto diritto di fare quello che vuole mi fa accapponare la pelle.

E poi, se è vero che ad alcuni basta vivere alla Don Abbondio ed hanno molte paure, è vero anche che per altri vale l'esatto contrario : hanno bisogno di emozioni, altrimenti la vita per loro è una piattezza.

Non vedo perché non abbiano il diritto di provarci : anche se comporta un rischio, ed anche se questo rischio è molto forte.
La vita è la loro, e deve essere nelle LORO mani : NON SI DECIDE PER GLI ALTRI !

Invocare la repressione contro l'altrui libero arbitrio è, nei nostri tempi, semplicemente raccapricciante.

Ed anche se non ho figli sono certo che avrei sostenuto lo stesso punto di vista anche se avessi avuto un figlio appassionato di sport estremi : magari con molta preoccupazione, ma avrei detto la stessa cosa.
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Ultima modifica:
Ma infatti,
mi pare che si sia risposto ( contro ) soprattutto sul versante del rischio che si devono prendere terzi per un eventuale salvataggio.
Se uno vuol giocare con la sua vita....
contento lui
 
Ma infatti,
mi pare che si sia risposto ( contro ) soprattutto sul versante del rischio che si devono prendere terzi per un eventuale salvataggio.
Se uno vuol giocare con la sua vita....
contento lui
Beh, anche chi fa il "salvatore", sia di mestiere o di passione, ha scelto un'attività non tranquilla, che comporta almeno in alcuni casi dei rischi.
Gli altri mica sono obbligati a partecipare ai salvataggi.

Mi rendo perfettamente conto che il discorso sarebbe complesso, abbracciando casi molto diversi e che comprendono talvolta salvataggi difficili, rischiosi nonché costosi di gente che ha scelto - o magari non lo ha scelto, semplicemente lo ha fatto con la stupida leggerezza con cui molti fanno le cose - vie pericolose con stupida superficialità : esempio tipico, quelli che vanno a sciare fuori pista proprio là e quando c'è forte rischio di slavine.
Ma nulla impedirebbe di addebitare a costoro i costi, onerosi, dei salvataggi, con tanto d'uso di elicotteri (il cui costo è di circa un euro al secondo, o poco meno...) di specialisti con cani, ecc. : si può anche fare, e certamente per alcuni sarebbe anche una buona lezione.

Io però parlavo di cose più realmente estreme, messe in atto da individui in genere allenati ed esperti anche se sprezzanti del pericolo, e non già di una comitiva di imbecilli che segue l'imbecille capo fuori pista con metri di neve pericolante più in alto, che non aspetta altro che un niente di sollecitazione per iniziare a staccarsi.... questo non lo vedo molto come "sport estremo" ma più che altro come umana idiozia.
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Gli altri mica sono obbligati a partecipare ai salvataggi.

Proprio perchè chi soccorre spesso è un volontario o anche se lo fa di mestiere è spinto dal desiderio di aiutare gli altri bisognerebbe non abusare della buona volontà dei soccorritori,e considerare che rischiando si fa correre anche a loro un rischio.
Bisognerebbe,per quanto possibile,cercare di ridurre il rischio,che in uno sport estremo sarà comunque alto,al minimo inevitabile.
Esempio lampante se le condizioni meteo non sono ottimali non si parte,non ci si butta,non ci si arrampica etc etc.
Perchè se le cose vanno a finire male oltre a rischiare la mia vita la faccio rischiare anche ai soccorritori,che saranno pure desiderosi di aiutare ma non penso che facciano i salti di gioia quando devono soccorrere qualcuno che ha ignorato ogni raccomandazione ed è andato a cercarsi una brutta fine quasi assicurata.
Purtroppo i casi di cronaca,anche recente tipo la Thailandia o l'escursionista che ha rischiato di perdere mani e piedi,sono pieni di gente che esagera,sottovalutando i rischi,e rischia di morire portando con se anche i soccorritori.
 
Beh, anche chi fa il "salvatore", sia di mestiere o di passione, ha scelto un'attività non tranquilla, che comporta almeno in alcuni casi dei rischi.
Gli altri mica sono obbligati a partecipare ai salvataggi.

Mi rendo perfettamente conto che il discorso sarebbe complesso, abbracciando casi molto diversi e che comprendono talvolta salvataggi difficili, rischiosi nonché costosi di gente che ha scelto - o magari non lo ha scelto, semplicemente lo ha fatto con la stupida leggerezza con cui molti fanno le cose - vie pericolose con stupida superficialità : esempio tipico, quelli che vanno a sciare fuori pista proprio là e quando c'è forte rischio di slavine.
Ma nulla impedirebbe di addebitare a costoro i costi, onerosi, dei salvataggi, con tanto d'uso di elicotteri (il cui costo è di circa un euro al secondo, o poco meno...) di specialisti con cani, ecc. : si può anche fare, e certamente per alcuni sarebbe anche una buona lezione.

Io però parlavo di cose più realmente estreme, messe in atto da individui in genere allenati ed esperti anche se sprezzanti del pericolo, e non già di una comitiva di imbecilli che segue l'imbecille capo fuori pista con metri di neve pericolante più in alto, che non aspetta altro che un niente di sollecitazione per iniziare a staccarsi.... questo non lo vedo molto come "sport estremo" ma più che altro come umana idiozia.
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Uno fa " il salvatore ",
ma un conto e' se va a salvare qualcuno in una casa in fiamme,
un conto uno che fa il navigatore solitario su un " guscio " in Atlantico
per libidine personale
 
Uno fa " il salvatore ",
ma un conto e' se va a salvare qualcuno in una casa in fiamme,
un conto uno che fa il navigatore solitario su un " guscio " in Atlantico
per libidine personale

Quoto alla grande.
E poi non bisogna dimenticare che come diceva Mastertanto fare il soccorritore è una scelta,una scelta che io personalmente non farei.
Non bisognerebbe dare per scontato che ci sia sempre qualcuno disposto a rischiare la vita per salvarmi anche se mi sono cacciato nel peggior guaio possibile in maniera del tutto consapevole.
Per fortuna i soccorritori ci sono,e io li ammiro molto,però potrebbero benissimo non esserci,potrebbero stufarsi di rischiare di non rivedere mogli e figli perchè qualcuno aveva bisogno del brivido per sentirsi vivo.
Se nessuno fosse più disposto,almeno in certe zone,a fare il soccorritore e quelli che ci sono decidessero di cambiare vita e vendere magliette per vivere invece di arrampicarsi per salvare delle vite mi chiedo cosa ne sarebbe di tanta passione per gli sport estremi.
 
Non so se sia stato detto,gli sport realmente estremi ed ad appannaggio di pochi ''esploratori" hanno di solito una valenza anche di sperimentazione per tanti elementi che poi vanno a beneficio di tutti. Quando invece diventano sport estremi ma diffusi ormai hanno perso quel ruolo che si diceva prima ,lo praticano in molti e diventano solo fucine di disgrazie
 
Non so se sia stato detto,gli sport realmente estremi ed ad appannaggio di pochi ''esploratori" hanno di solito una valenza anche di sperimentazione per tanti elementi che poi vanno a beneficio di tutti. Quando invece diventano sport estremi ma diffusi ormai hanno perso quel ruolo che si diceva prima ,lo praticano in molti e diventano solo fucine di disgrazie

In certi casi diventano anche sport da vacanzieri,cosa secondo me pericolosa.
Magari non si tratta degli sport più estremi in assoluto però anche solo cimentarsi nelle immersioni o in qualsiasi attività che preveda il paracadute o parapendio se non si è esperti può essere un azzardo.
 
Non so se sia stato detto,gli sport realmente estremi ed ad appannaggio di pochi ''esploratori" hanno di solito una valenza anche di sperimentazione per tanti elementi che poi vanno a beneficio di tutti. Quando invece diventano sport estremi ma diffusi ormai hanno perso quel ruolo che si diceva prima ,lo praticano in molti e diventano solo fucine di disgrazie

L'esperienza insegna che, anche i professionisti del settore, spesso, faticano a diventare vecchi.

Imho, liberi di farlo, come ho già scritto, purché rispettino alcune condizioni.
 
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