evidentemente non hai letto quanto ho scritto, io ho parlato di prove di forza per compiacere il suo elettorato e con questo intendevo soprattutto dazi, rottura di trattato commerciali, degli accordi di Parigi anche contro i suoi stessi analisti finanziari.
È poi la natura irascibile e vanagloriosa che lo spinge a dichiarare che il suo bottone rosso è più grande di quello di kim, a lanciare la provocazione dello spostamento dell'ambasciata a Gerusalemme, a cambiare il Segretario di stato che veniva regolarmente sputtanato dai tweet di Donald, che lo ha fatto circondare di generali.
Insomma l'impressione che dà è quella di un narcisista che adori scrivere ed agire senza fermarsi troppo a ragionare sulle conseguenze, ma soprattutto improvvisando di volta in volta.
A ben vedere l'esatto contrario di Putin che persegue strategie lucide ed a lungo termine.
Anche se i due vogliono fare grandi i loro paesi mi pare che solo uno abbia le idee chiare.
Per finire un piccolo consiglio, non essere categorico. Nessuno ha la verità in tasca, né i giornalisti né noi quindi non esordire con analisi sbagliata. Non è un compito e tu non sei un professore, puoi chiaramente non condividere, ma assolutamente non giudicare, specialmente se non hai nemmeno colto esattamente quanto scritto.