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Blindati austriaci al confine

Stato
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Si, infatti..questo è un altro problema non da poco. Purtroppo la stragrande maggioranza di loro non ha un'istruzione adeguata e nemmeno le capacità di fare un lavoro che richieda un minimo di conoscenza tecnica e teorica. Possono al massimo svolgere attività manifatturiere relativamente semplici. Ma in Italia, non c'è tutta questa richiesta di "manovali". Ora per svolgere i lavori che i nostri genitori è richiesta la laurea e non il diploma delle superiori e magari pure esperienza. I dati sulla disoccupazione giovanile sono allarmanti ed i giovani sono il futuro. Ti ritrovi con un migliaia di persone in più che necessitano di aiuti economici in quanto magari hanno pure 3 o 4 figli...no mi spiace ma secondo me i costi superano i benefici...poi bisognerebbe vedere i conti ai vari ministeri ma l'impressione è quella...
in parte vero ma sono tantissini i diplomati e laureati disoccupati o occupati in mansioni inferiori al titolo di studio. Infatti sono molti i laureati che devono lasciare questa ingrata patria ( che ha speso milioni per farli diplonare/laureare) per lasciarseli scappare.
Eevidentemente molti vogliono braccia da pagare poco e non cervelli.
 
Il fatto è che per molti laureati o non c'è lavoro nel campo della ricerca qui in italia, oppure le paghe sono la metà che all'estero, imho...non tanto che sono richieste più le braccia a poco...da noi ci sono un sacco di piccole e medie aziende in cui si richiede soprattutto ingegno
 
Il fatto è che per molti laureati o non c'è lavoro nel campo della ricerca qui in italia, oppure le paghe sono la metà che all'estero, imho...non tanto che sono richieste più le braccia a poco...da noi ci sono un sacco di piccole e medie aziende in cui si richiede soprattutto ingegno

si e no...
la piccola impresa che richiede ingegno mi sembra un esemplare in estinzione...
noto che i dirigenti attuali preferiscono plasmarsi su misura una categoria di yesman con tanto da perdere e poco da pretendere e la sovrabbondanza di manodopera, anche se più teorica che pratica per certe professioni, gioca a favore dell'azienda dove il lavoratore è sempre più visto come un costo da tagliare e non una risorsa da valorizzare
 
la piccola impresa che richiede ingegno mi sembra un esemplare in estinzione...

Nelle piccole aziende contano più le persone che il numero. Nell'ambito in cui lavoro io (progettazione di automazioni industriali) è pieno di piccole, medie aziende in cui è richiesta conoscenza ed esperienza.
Di dirigenti non ce ne sono, ci sono solo i titolari...Probabilmente in altri settori è diverso, ma in italia le piccole aziende sono la maggioranza e quando assumi qualcuno scommetti anche sulla sua persona e sulle "personal skils", ovviamente è richiesta la laurea o comunque un buon diploma tecnico per lavorare in un ufficio tecnico o vendite...capisco anche che non sono tutti gli ambiti in questa maniera, ma nella zona in cui vivo sono la maggioranza...
 
Arrivando al vertice, il ministro tedesco Thomas de Maiziere ha dichiarato subito: "Non sosteniamo la cosiddetta regionalizzazione delle operazioni di salvataggio". Lo stesso ha fatto anche il ministro belga per l'Asilo e politica migratoria Theo Francken: "Non credo che apriremo i nostri porti". E il padrone di casa estone Sven Milkse ha ribadito che sulla questione "non è possibile forzare nessuno".

Un atteggiamento di chiusura che non sorprende la delegazione italiana, visto che è la linea tenuta in tutti questi anni dai partner Ue


(fonte: Repubblica.it)
 
Ma se abbiamo quattro milioni di disoccupati italiani, in quale mondo del lavoro dovrebbero inserirsi, quello delle marmotte che incartano la cioccolata?

Il mercato del lavoro non ha soglie di inserimento: in Germania sono 80 milioni di cittadini, 20 più di noi, e non ci sono più disoccupati che qui... La disoccupazione è legata a regole sbagliate del mercato del lavoro: chi lavora a sua volta produce lavoro poiché tante attività non si svolgerebbero se non ci fossero da un lato dei consumatori o fruitori e dall'altro manodopera sufficiente a prezzo di mercato. Il lavoratore svoge la funzione di consumatore "alternativamente" quando spende il proprio reddito (è il caso dell'operaio che lavora alla catena di montaggio dell'auto che poi acquisterà) e "simultaneamente" per le esigenze legate alle mansioni che svolge (lo stesso operaio dell'esempio precedente ha bisogno di presidi di sicurezza e di attrezzi prodotti da altri). Furono i cinesi, un po' di anni fa, ad allarmarsi per l'aumento incontrollato della popolazione e imposero il figlio unico per le giovani coppie ma oggi tornano sui propri passi: meno persone non significa più occupati ma meno lavoratori per una popolazione che, invecchiando, ha bisogni crescenti e anche meno consumatori di quanto viene prodotto.
 
Ultima modifica:
Vale se il lavoratore riceve uno stipendio adeguato a vivere una vita dignitosa....
altrimenti si fa la fine dell' Italia.
Si " campa " di esportazioni,
mentre
il mercato interno e' fermo.
Son " poveri " oltre quelli assoluti, pure molti OCCUPATI, da qui i consumi che non ripartono.
E cosi', chiaramente, non se ne esce.
 
Cmq oggi francia spagna germania belgio olanda ecc ecc hanno ribadito che i loro porti rimarranno chiusi per i clandestini.La vogliamo capire che ci stanno prendendo per il culo o no?
E oggi c'è una intervista a b.gates su die welt che sostiene che la immigrazione va fermata, che sono troppi coloro che arrivano e che se uno stato li accetta senza porre limiti fa solo il gioco dei clandestini.
Chissà cosa diranno coloro che ascoltavano gates come fosse un oracolo.
 
Cmq oggi francia spagna germania belgio olanda ecc ecc hanno ribadito che i loro porti rimarranno chiusi per i clandestini.La vogliamo capire che ci stanno prendendo per il culo o no?
E oggi c'è una intervista a b.gates su die welt che sostiene che la immigrazione va fermata, che sono troppi coloro che arrivano e che se uno stato li accetta senza porre limiti fa solo il gioco dei clandestini.
Chissà cosa diranno coloro che ascoltavano gates come fosse un oracolo.


Arrivo a dire che si puo' anche fare a meno dei porti Esteri
nella prima fase, quella di recupero.
Se son messi male, ora che arrivino, non voglio dire a Rotterdam
ma anche solo a Barcellona....Hai voglia....
Basterebbe che ogni mese ci pagassero a pie' di lista le spese e che una volta rifocillati, allora si', li carichiamo sulle navi e li portiamo nei vari porti secondo distribuzione concordata fra tutti i paesi
 
No, non è sufficiente. Devono anche dimostrare di avere un reddito personale sufficiente a mantenersi per tutto il periodo di permanenza nel paese in cui si trasferiscono, altrimenti la via del ritorno la sanno.

Sul piano etico una persona vale più di quanto può produrre o guadagnare, sul piano economico (che qui più ci interessa) sarebbe bene offrire delle opportunità a chi si affaccia nel mondo del lavoro (non soltanto gli immigrati) invece di aspettare che se le trovi da solo poiché la malavita potrebbe essere più veloce nel fagocitarli: ci vorrebbero percorsi formativi con sbocchi occupazionali (altro lavoro anche per gli italiani) poiché chi non conosce nemmeno la nostra lingua non ha molte opportunità. Qualcosa c'è già ma forse non basta...

Aggiungo che non mi sto augurando che tutta l'Africa si trasferisca qui (ho letto con interesse un'altra discussione recente sulla povertà che non può essere combattuta con l'emigrazione dai Paesi svantaggiati) ma giacché abbiamo commesso diversi errori strategici in politica internazionale e oggi ci ritroviamo dei flussi difficilmente gestibili è meglio fare di necessità virtù.
 
Sul piano etico una persona vale più di quanto può produrre o guadagnare

Dipende......

sul piano economico (che qui più ci interessa) sarebbe bene offrire delle opportunità

Per offrirle bisogna averle.

ci vorrebbero percorsi formativi con sbocchi occupazionali

Te ne suggerisco uno a costo zero: obbligare i cosiddetti rifugiati ospitati nelle nostre strutture a provvedere totalmente a pulizia, manutenzione e riparazioni alle strutture stesse, nonchè alla preparazione dei cibi, coltivazione di orti e allevamento di animali da cortile. Ovviamente, sotto la guida di personale competente, altrettanto ovviamente, se non ti va, l'Africa è in direzione sud, sempre dritto.
 
Dipende......

No, vale anche per i delinquenti (che vanno severamente puniti "per quel che fanno", non "per quel che sono").

Per offrirle bisogna averle.

Si creano, non sono materia prima, ci vogliono incentivi per le aziende che reinvestono i profitti e bisogna rivedere le regole del mercato del lavoro.

Te ne suggerisco uno a costo zero: obbligare i cosiddetti rifugiati ospitati nelle nostre strutture a provvedere totalmente a pulizia, manutenzione e riparazioni alle strutture stesse, nonchè alla preparazione dei cibi, coltivazione di orti e allevamento di animali da cortile. Ovviamente, sotto la guida di personale competente (...)

Pienamente d'accordo, meglio se non soltanto per il soddisfacimento dei propri bisogni ma con un surplus da rimettere sul mercato: sarebbe un'occasione di cominciare il percorso formativo appena mettono piede qui e per diventare subito produttivi.
 
io temo che se alzassimo gli stipendi ci sarebbe un ondata di rincari che ci farebbe stare da punto a capo. Gli stipendi sono relativi se si vive in un sistema in cui i beni primari, come ad esempio la prima casa , sono alle merce delle speculazioni
 
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