<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Dei delitti e delle pene | Il Forum di Quattroruote

Dei delitti e delle pene

http://www.ilgazzettino.it/nordest/...killer_omicidio_jennifer_zacconi-2405286.html

Evito di dichiarare quale sarebbe secondo me il trattamento da riservare a questo essere per limitarmi a una riflessione: come si può anche solo concepire l'idea di un "permesso premio" a uno che è stato capace di commettere un crimine come questo? Qual è il messaggio che passa, che puoi massacrare a calci una ragazza di vent'anni a una settimana dal parto perchè non vuoi il bambino di cui tu stesso sei genitore (non padre) per poi dopo un terzo di una pena già troppo leggera uscire in "permesso premio" e poi, magari tra qualche anno ancora avere la semilibertà e chissà, magari uscire del tutto libero? Sottolineo che, anche in questo come in altri casi, i magistrati che firmano questi provvedimenti che sono veri sputi in faccia ai parenti delle vittime sono donne........ Solidarietà a quel padre.
 
tutto nella norma....é la giustizia italiana.

ma mi chiedo, fosse stata la figlia di qualche magistrato, sarebbe finita cosí? io son sicuro al 99,9% di no.
 
tutto nella norma....é la giustizia italiana.

ma mi chiedo, fosse stata la figlia di qualche magistrato, sarebbe finita cosí? io son sicuro al 99,9% di no.


Mi spiace dirti che purtroppo di queste cose ne accadono anche qui, lo so non ti consolerà saperlo, ma ormai è una cosa comune a molti paesi, la giustizia va a rotoli.
 
con 'sta cazzarola di teoria che la detenzione deve tendere al recupero e non alla punizione e basta, il risultato è che i delinquenti o restano impuniti o se la cavano con una monata, e a prenderlo nel baragnaus due volte sono sempre le vittime.
 
Tutto dipende da quello che è il senso della pena: se fosse una ritorsione la società civile si abbasserebbe al livello del delinquente, se servisse a placare la sete di vendetta non basterebbero le torture (ad esempio una pena senza riscatto sarebbe una tortura). La questione non è legata alla bontà d'animo di chi condanna o di chi scrive le leggi ma all'utilità che può avere la società civile da un determinato sistema sanzionatorio: negli Stati Uniti c'è sempre stata la pena di morte (talvolta applicata dalle forze dell'ordine già in fase di arresto, prescindendo dal pronunciamento di un tribunale) ma non sembra molto utlie, il livello di criminalità non è invidiabile, mentre in Norvegia Breivik, che per ragioni pseudoideologiche ha ucciso 77 persone con premeditazione, è stato condannato (prima della riforma del codice penale) a 21 anni di reclusione e nella sua cella c'è anche un computer...

Nel caso in questione Io mi chiederei:
  • il premio è meritato?
  • il premio è proporzionato al delitto e alla pena?
  • il premio aiuta il detenuto nel suo riscatto sociale o è soltanto una vacanza?
Purtroppo le vittime non resusciteranno, indipendentemente dall'afflizione del reo.
 
Tutto dipende da quello che è il senso della pena: se fosse una ritorsione la società civile si abbasserebbe al livello del delinquente, se servisse a placare la sete di vendetta non basterebbero le torture (ad esempio una pena senza riscatto sarebbe una tortura). La questione non è legata alla bontà d'animo di chi condanna o di chi scrive le leggi ma all'utilità che può avere la società civile da un determinato sistema sanzionatorio: negli Stati Uniti c'è sempre stata la pena di morte (talvolta applicata dalle forze dell'ordine già in fase di arresto, prescindendo dal pronunciamento di un tribunale) ma non sembra molto utlie, il livello di criminalità non è invidiabile, mentre in Norvegia Breivik, che per ragioni pseudoideologiche ha ucciso 77 persone con premeditazione, è stato condannato (prima della riforma del codice penale) a 21 anni di reclusione e nella sua cella c'è anche un computer...

Nel caso in questione Io mi chiederei:
  • il premio è meritato?
  • il premio è proporzionato al delitto e alla pena?
  • il premio aiuta il detenuto nel suo riscatto sociale o è soltanto una vacanza?
Purtroppo le vittime non resusciteranno, indipendentemente dall'afflizione del reo.

direi che sia ora di smetterla di cercare di capire i delinquenti...del perché uno commette un reato non mi deve interessare, dve pagare per quel che ha fatto.
punto.

quanto alle pene nessuno sta dentro per il tempo che dovrebbe stare...tra buona condotta, indulti vari e buonismo imperante dopo un pò se ne escono tutti.
si pensa troppo ai carnefici e troppo poco alle vittime.
 
Io penso che tutti possano cambiare e che le pene debbano tendere a rieducare e pertanto non mi scandalizzerebbe se venisse assegnato un permesso premio, previsto dalla legge e non per balzana idea del giudice, anche a chi si è reso colpevole di un delitto atroce.
un diverso discorso invece merita chi non fa altro che entrare ed uscire dalle carceri e si permette pure di dileggiare chi lavora con stipendi da fame per sbarcare il lunario.
Manca una legge che sanzioni la recidiva dei reati, per me al terzo furto o rapina, dovrebbero scattare le aggravanti perchè sei un delinquente abituale e quindi carcere duro, nessun permesso o sconto di pena.
Ti abbiamo già dato due occasioni per riflettere sui tuoi sbagli, hai dimostrato di non voler cambiare ed allora carcere a vita...
 
Condivido quanto scritto da a_gricolo, tranne nella parte finale, in cui si attribuisce la colpa ai magistrati.
Come osservato da ch4, la colpa è del legislatore, che approva leggi indegne di un Paese sedicente civile.
I due magistrati (donne in questo caso, ma è irrilevante) hanno dovuto accordare il permesso premio, essendo un abominevole diritto previsto dalla legge dopo tot anni di detenzione; se non l'avessero accordato, quell'essere ignobile avrebbe fatto ricorso e alla fine l'avrebbe ottenuto... così come otterrà la semilibertà e probabilmente un'uscita anticipata dalle patrie galere... perché tutte queste assurdità prevedono le leggi approvate negli anni dagli innominabili che stavano/stanno al Governo e in Parlamento.
 
Condivido quanto scritto da a_gricolo, tranne nella parte finale, in cui si attribuisce la colpa ai magistrati.
Come osservato da ch4, la colpa è del legislatore, che approva leggi indegne di un Paese sedicente civile.
I due magistrati (donne in questo caso, ma è irrilevante) hanno dovuto accordare il permesso premio, essendo un abominevole diritto previsto dalla legge dopo tot anni di detenzione; se non l'avessero accordato, quell'essere ignobile avrebbe fatto ricorso e alla fine l'avrebbe ottenuto... così come otterrà la semilibertà e probabilmente un'uscita anticipata dalle patrie galere... perché tutte queste assurdità prevedono le leggi approvate negli anni dagli innominabili che stavano/stanno al Governo e in Parlamento.
I magistrati hanno le loro colpe perchè interpretano la legge come vogliono. Non per nulla si dice che " con gli amici si interpreta coi nemici si applica".
E quando un magistrato esce dal seminato con idee sue ( vedi il.pm Mascolo) viene osteggiato o punito
 
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