Se dobbiamo ricomparire in questo forum, facciamolo attivamente.
Come da titolo, sono soddisfatto possessore di una Talisman Sporter 1.6 dCi Initiale Paris - presa a Milano (Renault Retail) con appena 5.000 km lo scorso novembre.
Di seguito, alcune impressioni circa i principali aspetti dell'auto.
INTERNI.
Nessuno può pretendere che qualitativamente gli interni di una Renault possano paragonarsi a quelli di Audi, BMW o Mercedes affini - che peraltro arrivano a costare tranquillamente il doppio di quanto ho speso io.
Ma per le persone normali, non disposte a spendere 60.000 euro, non maniache del dettaglio nascosto, non malate di "plasticosi rigida" (come il 99% dei giornalisti, sic..) e sufficientemente obiettive, da una prova della Talisman non può che emergere come in Renault abbiano fatto un buon lavoro.
Sali, ti accomodi su una poltrona rivestita in morbida pelle nappa traforata: ti circonda una plancia lineare, dalle linee morbide, complessivamente ben costruita nelle parti a vista (non mi son messo a frugare negli angoli più reconditi, ma chi se ne frega) e non così complicata da vivere come potrebbe sembrare.
Una volta effettuati gli aggiustamenti del caso grazie all'abbondanza di regolazioni elettriche del sedile - e corretta la lieve tendenza ad affondare del posto guida (lievemente infossato) - ci si ritrova con un auto abbastanza facile, che tutto sommato in breve ho imparato a conoscere.
Davanti agli occhi, il quadro strumenti digitale (interamente configurabile sulla base delle impostazioni del Multisense o seguendo le proprie preferenze).
Sopra la palpebra del cruscotto, l'Head-up in cui vengono proiettati i dati essenziali (giri motore, velocità, indicazioni navigatore, limiti di velocità).
A destra, l'ampia console centrale con lo schermo del R-Link 2: un touch capacitivo abbastanza grande, personalizzabile, che risponde abbastanza rapidamente agli impulsi; è piuttosto intuitivo, ricco di informazioni e funzioni nei vari sottomenù, con i pulsanti principali collocati come scorciatoie sul lato destro (ausili alla guida, home, selezione schermate ed altri).
Subito sotto, i comandi principali del clima (un bizona completamente automatico), l'hazard, la chiusura centralizzata, i pulsanti per ventilazione e riscaldamento dei sedili, il pulsante per disattivare lo start&stop (un po' brusco nel riavvio..) ed un pratico vano porta-smartphone rivestito con chiusura soft-close.
Nel tunnel centrale, la leva del cambio automatico, gli ingressi USB (2) e SD, la manopola del R-Link nel caso in cui non si voglia usarlo touch (compreso il tasto "home" che riporta alla schermata principale) e il "Multisense".
Il Multisense - non una novità sulle auto transalpine - consente di settare la vettura a proprio piacimento o attingendo ad una delle 4 configurazioni preimpostate, oppure creandone una propria: i parametri su cui agisce sono la risposta del motore, del cambio EDC, dello sterzo, delle sospensioni automatiche, dell'illuminazione interna, della fruibilità di alcuni accessori (Il massaggio dei sedili è disattivato di default in ECO) e del "rumore" del motore (burinata totalmente inutile, la prima cosa che ho disattivato).
Su strada, trovo abbastanza percettibile - seppure non così estrema - la differenza di reattività di motore e cambio nella modalità "sport" rispetto ad "ECO": i giri salgono più rapidamente, il doppia frizione lascia che il motore allunghi prima di salire al rapporto successivo, l'assetto si irrigidisce, il poco rollio in un utilizzo "civile" scompare ed anche lo sterzo diventa più presente e comunicativo, lasciando percepire chiaramente cosa fanno le ruote anteriori.
COMPORTAMENTO STRADALE
Nel quotidiano la mia precedente Sportour era decisamente più agile e (tenendo BEN presente che si parla di una station, auto geneticamente destinata a trasportare famiglie e/o bagagli) grintosa: la Talisman risulta più mastodontica, più presente, ed occorre sempre aver chiaro che si è a bordo di un veicolo che sfiora i 5 metri di lunghezza.
Il validissimo telaio 4control contribuisce - in molte circostanza - a far dimenticare la mole: l'auto, specie in "sport", scivola via tranquilla ed abbastanza agile (la Laguna mi aveva però sorpreso di più), e non nascondo che guidare sul misto finisce per essere piacevole.
La ripresa è piuttosto regolare, il doppia frizione snocciola i rapporti in modo abbastanza lineare - sarebbe gradita una maggiore rapidità, ma c'è sempre la funzione sequenziale per "smanettare" un minimo - ed il "piccolo" 1.6 biturbo è dolce ma abbastanza corposo nel erogare potenza e coppia, non rimanendo mai con il fiato corto, anche se manca la....prestanza del 2.0 dCi - che però muoveva un corpo vettura probabilmente più leggero di un quintale abbondante e, comunque, un po' più "compatto".
L'auto entra in curva sempre in modo pulito, pur calcando la mano con il gas e ritardando la frenata: il corpo vettura non rolla, le grosse gomme da 19", lo sterzo piuttosto preciso e progressivo (specie in "sport"), i freni solidi e potenti, il motore sufficientemente brillante, l'assetto fermo (forse un po' rigido, per una station) rendono gradevole affrontare percorsi ricchi di curve, e se l'asfalto è in condizioni accettabili (nel viterbese questo è pura utopia..) l'unico limite al protrarsi del viaggio è dato dalla ridotta capacità del serbatoio (soli 47 litri per le 4control, effettivamente pochi..).
Non è insomma una station pachidermica, sicura, grande viaggiatrice ma di fondo fredda ed un po' spenta come lo era la C5 Tourer che ho avuto (auto peraltro che ho amato assai, per mille altri motivi).
Suo terreno elettivo è l'autostrada, dove si macinano chilometri su chilometri senza stancarsi, senza patire alcun tipo di traffico, senza aver timore di percorsi tortuosi (tratto appenninico non variante di valico), in un abitacolo molto silenzioso (assenti fruscii e rumori di rotolamento dei grossi pneumatici), assisi su sedili davvero notevoli, fruendo di un impianto multimediale che fa il suo senza pecche e in modo piuttosto lineare e di un impianto Bose che - per un musicista come me - costituisce un discreto plus per spaziare attraverso vari generi ( jazz, rock, classica) senza perdite significative nella purezza del suono e soprattutto nella rotondità dei bassi (la Laguna aveva un impianto Arkamys ASSAI più scadente, con le frequenze basse ad esempio del disco "Carioca" di Bollani vibrava pure il padreterno).
La città non le si addice molto: grossa, ingombrante, ogni manovra richiede mille attenzioni, ed anche se retrocamera, sensori e sistemi di ausilio al parcheggio indubbiamente agevolano l'esatta percezione delle dimensioni gettarsi nel traffico di una città mal gestita come Viterbo non le rende giustizia.
Le prestazioni sono più che sufficienti per districarsi nel traffico attuale: al di là dei luoghi comuni sul "downsizing", il 1.6 fa il suo in modo puntuale e difficilmente ti trovi a desiderare di avere sotto un motore più prestante - in autostrada, poi, con il 4control in quelle curve dove il 90% degli altri automobilisti frenano con la Talisman (ma anche con la Laguna..) si accelera.
Premesso che la mia guida presta attenzione al risparmio, ho molto apprezzato l'applicazione del R-Link che aiuta a tenere sotto controllo il consumo di carburante e la propria condotta di guida, ottimizzandola laddove fosse possibile. Sono ad una media di 5.7 litri per 100 km avendo percorso da metà Novembre quasi 5000 km. Non male.
46.000 euro di listino sono davvero tanti (sempre meno di auto diciamo affini, però...): ma se si è interessati e si cerca, si possono già trovare delle auto aziendali come nuove FORTEMENTE scontate.
Come da titolo, sono soddisfatto possessore di una Talisman Sporter 1.6 dCi Initiale Paris - presa a Milano (Renault Retail) con appena 5.000 km lo scorso novembre.
Di seguito, alcune impressioni circa i principali aspetti dell'auto.
INTERNI.
Nessuno può pretendere che qualitativamente gli interni di una Renault possano paragonarsi a quelli di Audi, BMW o Mercedes affini - che peraltro arrivano a costare tranquillamente il doppio di quanto ho speso io.
Ma per le persone normali, non disposte a spendere 60.000 euro, non maniache del dettaglio nascosto, non malate di "plasticosi rigida" (come il 99% dei giornalisti, sic..) e sufficientemente obiettive, da una prova della Talisman non può che emergere come in Renault abbiano fatto un buon lavoro.
Sali, ti accomodi su una poltrona rivestita in morbida pelle nappa traforata: ti circonda una plancia lineare, dalle linee morbide, complessivamente ben costruita nelle parti a vista (non mi son messo a frugare negli angoli più reconditi, ma chi se ne frega) e non così complicata da vivere come potrebbe sembrare.
Una volta effettuati gli aggiustamenti del caso grazie all'abbondanza di regolazioni elettriche del sedile - e corretta la lieve tendenza ad affondare del posto guida (lievemente infossato) - ci si ritrova con un auto abbastanza facile, che tutto sommato in breve ho imparato a conoscere.
Davanti agli occhi, il quadro strumenti digitale (interamente configurabile sulla base delle impostazioni del Multisense o seguendo le proprie preferenze).
Sopra la palpebra del cruscotto, l'Head-up in cui vengono proiettati i dati essenziali (giri motore, velocità, indicazioni navigatore, limiti di velocità).
A destra, l'ampia console centrale con lo schermo del R-Link 2: un touch capacitivo abbastanza grande, personalizzabile, che risponde abbastanza rapidamente agli impulsi; è piuttosto intuitivo, ricco di informazioni e funzioni nei vari sottomenù, con i pulsanti principali collocati come scorciatoie sul lato destro (ausili alla guida, home, selezione schermate ed altri).
Subito sotto, i comandi principali del clima (un bizona completamente automatico), l'hazard, la chiusura centralizzata, i pulsanti per ventilazione e riscaldamento dei sedili, il pulsante per disattivare lo start&stop (un po' brusco nel riavvio..) ed un pratico vano porta-smartphone rivestito con chiusura soft-close.
Nel tunnel centrale, la leva del cambio automatico, gli ingressi USB (2) e SD, la manopola del R-Link nel caso in cui non si voglia usarlo touch (compreso il tasto "home" che riporta alla schermata principale) e il "Multisense".
Il Multisense - non una novità sulle auto transalpine - consente di settare la vettura a proprio piacimento o attingendo ad una delle 4 configurazioni preimpostate, oppure creandone una propria: i parametri su cui agisce sono la risposta del motore, del cambio EDC, dello sterzo, delle sospensioni automatiche, dell'illuminazione interna, della fruibilità di alcuni accessori (Il massaggio dei sedili è disattivato di default in ECO) e del "rumore" del motore (burinata totalmente inutile, la prima cosa che ho disattivato).
Su strada, trovo abbastanza percettibile - seppure non così estrema - la differenza di reattività di motore e cambio nella modalità "sport" rispetto ad "ECO": i giri salgono più rapidamente, il doppia frizione lascia che il motore allunghi prima di salire al rapporto successivo, l'assetto si irrigidisce, il poco rollio in un utilizzo "civile" scompare ed anche lo sterzo diventa più presente e comunicativo, lasciando percepire chiaramente cosa fanno le ruote anteriori.
COMPORTAMENTO STRADALE
Nel quotidiano la mia precedente Sportour era decisamente più agile e (tenendo BEN presente che si parla di una station, auto geneticamente destinata a trasportare famiglie e/o bagagli) grintosa: la Talisman risulta più mastodontica, più presente, ed occorre sempre aver chiaro che si è a bordo di un veicolo che sfiora i 5 metri di lunghezza.
Il validissimo telaio 4control contribuisce - in molte circostanza - a far dimenticare la mole: l'auto, specie in "sport", scivola via tranquilla ed abbastanza agile (la Laguna mi aveva però sorpreso di più), e non nascondo che guidare sul misto finisce per essere piacevole.
La ripresa è piuttosto regolare, il doppia frizione snocciola i rapporti in modo abbastanza lineare - sarebbe gradita una maggiore rapidità, ma c'è sempre la funzione sequenziale per "smanettare" un minimo - ed il "piccolo" 1.6 biturbo è dolce ma abbastanza corposo nel erogare potenza e coppia, non rimanendo mai con il fiato corto, anche se manca la....prestanza del 2.0 dCi - che però muoveva un corpo vettura probabilmente più leggero di un quintale abbondante e, comunque, un po' più "compatto".
L'auto entra in curva sempre in modo pulito, pur calcando la mano con il gas e ritardando la frenata: il corpo vettura non rolla, le grosse gomme da 19", lo sterzo piuttosto preciso e progressivo (specie in "sport"), i freni solidi e potenti, il motore sufficientemente brillante, l'assetto fermo (forse un po' rigido, per una station) rendono gradevole affrontare percorsi ricchi di curve, e se l'asfalto è in condizioni accettabili (nel viterbese questo è pura utopia..) l'unico limite al protrarsi del viaggio è dato dalla ridotta capacità del serbatoio (soli 47 litri per le 4control, effettivamente pochi..).
Non è insomma una station pachidermica, sicura, grande viaggiatrice ma di fondo fredda ed un po' spenta come lo era la C5 Tourer che ho avuto (auto peraltro che ho amato assai, per mille altri motivi).
Suo terreno elettivo è l'autostrada, dove si macinano chilometri su chilometri senza stancarsi, senza patire alcun tipo di traffico, senza aver timore di percorsi tortuosi (tratto appenninico non variante di valico), in un abitacolo molto silenzioso (assenti fruscii e rumori di rotolamento dei grossi pneumatici), assisi su sedili davvero notevoli, fruendo di un impianto multimediale che fa il suo senza pecche e in modo piuttosto lineare e di un impianto Bose che - per un musicista come me - costituisce un discreto plus per spaziare attraverso vari generi ( jazz, rock, classica) senza perdite significative nella purezza del suono e soprattutto nella rotondità dei bassi (la Laguna aveva un impianto Arkamys ASSAI più scadente, con le frequenze basse ad esempio del disco "Carioca" di Bollani vibrava pure il padreterno).
La città non le si addice molto: grossa, ingombrante, ogni manovra richiede mille attenzioni, ed anche se retrocamera, sensori e sistemi di ausilio al parcheggio indubbiamente agevolano l'esatta percezione delle dimensioni gettarsi nel traffico di una città mal gestita come Viterbo non le rende giustizia.
Le prestazioni sono più che sufficienti per districarsi nel traffico attuale: al di là dei luoghi comuni sul "downsizing", il 1.6 fa il suo in modo puntuale e difficilmente ti trovi a desiderare di avere sotto un motore più prestante - in autostrada, poi, con il 4control in quelle curve dove il 90% degli altri automobilisti frenano con la Talisman (ma anche con la Laguna..) si accelera.
Premesso che la mia guida presta attenzione al risparmio, ho molto apprezzato l'applicazione del R-Link che aiuta a tenere sotto controllo il consumo di carburante e la propria condotta di guida, ottimizzandola laddove fosse possibile. Sono ad una media di 5.7 litri per 100 km avendo percorso da metà Novembre quasi 5000 km. Non male.
46.000 euro di listino sono davvero tanti (sempre meno di auto diciamo affini, però...): ma se si è interessati e si cerca, si possono già trovare delle auto aziendali come nuove FORTEMENTE scontate.
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