<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Viva la pirateria software!!! | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Viva la pirateria software!!!

alfistaConvinto ha scritto:
...noi programmatori siamo più nobili!...
Se è una battuta, niente da dire.
La questione è molto meno banale di quanto appaia. Bisognerebbe anche vedere, ad esempio, come tale... nobiltà appare agli occhi di coloro, non necessariamente straricchi o malvagi, che grazie ad essa si ritrovano senza lavoro.
Quel meccanico che a casa fa i tagliandi gratis, facendo di conseguenza calare il fatturato dell'officina presso cui lavora durante il giorno, crea i presupposti per la perdita di quel suo stesso posto di lavoro "normale", retribuito, che di fatto gli consente di portare avanti la sua attività più nobile.
Niente male, come paradosso.
Ripeto quindi quanto già osservato: con tutto il dovuto rispetto per le personali convinzioni, mi pare proprio che ci sia qualcosa che non torna.
 
Sbagliate a ragionare perchè misurate qualcosa di immateriale con un metro materiale.
Se rubo un 'auto, io ho un'auto in più, qualcun'altro avrà un'auto in meno.
Se copio una canzone, io avrò una canzone in più. Punto.
Mi direte che però l'autore non percepirà i suoi diritti per quella canzone.
Ma se voi vendete un'auto usata dovete per caso corrispondere una percentuale alla fiat?
Volete qualcosa di meno materiale?
Se andate in tribunale e citate una sentenza precedente, dovete corrispondere i diritti d'autore all'avvocato che ha fatto in modo che venisse pronunciata? Dietro c'è un lavoro intellettuale molto articolato e costoso, che qualcuno ha pagato ma di cui voi usufruite senza la minima compensazione all'autore/finanziatore.

Questo è solo un piccolo paragone per far capire che la questione è molto più complessa e fluida di quanto la maggioranza delle persone pensi.

Quanto all'open source, c'era un bellissimo articolo su uno degli ultimi Focus sul neosocialismo di internet, prendendo come esempio proprio l'open source e le reti di interscambio di informazioni (ad esempio questo forum).
Le fondamentali caratteristiche sono l'adesione volontaria, la totale mancanza di compensi economici e la mancanza di un'autorità superiore (se hai divergenze con il gruppo, puoi farti la tua distro linux o il tuo forum, come ha fatto herby ad esempio).
Puro altruismo?
Tutt'altro.
La spinta psicologica NON è l'altruismo, quella è solo la maschera. Lo si fa comunque per una ricompensa, che può essere la reputazione, ingrossarsi il curriculum, aumentare le proprie relazioni sociali, aumentare le proprie conoscenze, ricevere aiuto in cambio del proprio (magari in un ambito di conoscenza diverso dal proprio), o anche per puro compiacimento personale (quanti non godono a sfoggiare la propria conoscenza su determinati argomenti?).
Il bello è che effettivamente questo sistema sociale è assai appagante per il singolo e pertanto ha molto successo.
In ogni caso non si fa niente per niente, ecco spiegato quello che non torna... ;)

PS: ora mi racchiudo nell'autocompiacimento per questo post... :D :D
 
marimasse ha scritto:
alfistaConvinto ha scritto:
...noi programmatori siamo più nobili!...
Se è una battuta, niente da dire.
La questione è molto meno banale di quanto appaia. Bisognerebbe anche vedere, ad esempio, come tale... nobiltà appare agli occhi di coloro, non necessariamente straricchi o malvagi, che grazie ad essa si ritrovano senza lavoro.
Quel meccanico che a casa fa i tagliandi gratis, facendo di conseguenza calare il fatturato dell'officina presso cui lavora durante il giorno, crea i presupposti per la perdita di quel suo stesso posto di lavoro "normale", retribuito, che di fatto gli consente di portare avanti la sua attività più nobile.
Niente male, come paradosso.
Ripeto quindi quanto già osservato: con tutto il dovuto rispetto per le personali convinzioni, mi pare proprio che ci sia qualcosa che non torna.
ovvio che era una battuta!
purtroppo è anche un dato di fatto solo su questa categoria (informatica) si trova cosi tanta gente che lavora a gratis!
il meccanico che gli porto 4 litri di sint2000 comprato dal supermercato in offera a 18 euro e mi fa il tagliando gratis io ancora non lo ho trovato!
 
jaccos ha scritto:
...Se copio una canzone, io avrò una canzone in più. Punto.
Mi direte che però l'autore non percepirà i suoi diritti per quella canzone...
Ripeto, la questione è molto meno banale di così.
L'autore non percepirà i diritti (aspetto su cui si potrebbe discutere a lungo) e, inoltre, come piccolo effetto collaterale non percepiranno alcun che tutti coloro il cui lavoro dovrebbe essere pagato dalle vendite di quella canzone: chi ha cantato o suonato, arrangiato, registrato, missato, stampato, pubblicizzato, distribuito ecc. ecc.
Per non parlare di chi sta ancora monte, come ad esempio chi ha venduto le attrezzature per suonare, cantare, registrare ecc. Per non parlare di chi, ancora più a monte, quelle attrezzature ha costruito e progettato...

Tutti parassiti che si arricchiscono a sbafo?

...non si fa niente per niente, ecco spiegato quello che non torna...
Bisogna anche vedere, magari, quali ricadute certe scelte hanno sul lavoro di chi opera in ambiti diversi e non ha la possibilità di trasformare il proprio compiacimento personale in reddito.
Il tutto, ovviamente, senza voler santificare né demonizzare chicchessia.
 
marimasse ha scritto:
jaccos ha scritto:
...Se copio una canzone, io avrò una canzone in più. Punto.
Mi direte che però l'autore non percepirà i suoi diritti per quella canzone...
Ripeto, la questione è molto meno banale di così.
L'autore non percepirà i diritti (aspetto su cui si potrebbe discutere a lungo) e, inoltre, come piccolo effetto collaterale non percepiranno alcun che tutti coloro il cui lavoro dovrebbe essere pagato dalle vendite di quella canzone: chi ha cantato o suonato, arrangiato, registrato, missato, stampato, pubblicizzato, distribuito ecc. ecc.
Per non parlare di chi sta ancora monte, come ad esempio chi ha venduto le attrezzature per suonare, cantare, registrare ecc. Per non parlare di chi, ancora più a monte, quelle attrezzature ha costruito e progettato...

Tutti parassiti che si arricchiscono a sbafo?

...non si fa niente per niente, ecco spiegato quello che non torna...
Bisogna anche vedere, magari, quali ricadute certe scelte hanno sul lavoro di chi opera in ambiti diversi e non ha la possibilità di trasformare il proprio compiacimento personale in reddito.
Il tutto, ovviamente, senza voler santificare né demonizzare chicchessia.
Eppure nonostante il calo di introiti dell'industria musicale gli artisti guadagnano mediamente di più così come aumentano gli ascoltatori delle radio. Non lo dico io ma i dati, e trovo la cosa estremamente positiva. Guarda il mercato musicale degli anni 90 e guardalo ora. Noti niente? Più artisti, più generi, più sperimentazione, più concerti live, più etichette e progetti indipendenti ed innovativi totalmente slegati dalla mercificazione industriale partita negli anni 80 e giunta all'apice a fine anni 90.

Oltre a ciò, una percentuale che si avvicina spannometricamente al 90% della musica scaricata se non fosse possibile averla gratuitamente semplicemente non verrebbe mai ascoltata. In parole povere, ora scarico gratis 100 canzoni ma non significa che se non potessi scaricarle gratis le comprerei tutte, sarebbe tantissimo se ne comprassi 10. Il resto, arte persa per sempre che non farà mai successo e sfiorirà in poco tempo.

E rinnovo la domanda: saresti disposto a pagare i diritti ad un'avvocato per usare nel tuo procedimaneto una sentenza pronunciata grazie al suo lavoro? O a pagare i diritti all'autore di un libro perchè lo usi come fonte bibliografica per la tesi di laurea? O ancora pagare i diritti quando cucini un piatto letto in un libro di ricette o visto in tv?
Perchè di quello stiamo parlando, lavoro intellettuale...

Quanto al neosocialismo, è una semplice questione di mercato. Se qualcuno ti offrisse un servizio di fornitura dell'aria, lo pagheresti? Ovvio che no, ce l'hai gratis. Idem per il resto, se vuoi vendere un prodotto che è già sul mercato a titolo gratuito e non riesci a vendere nulla non è il merato che sbaglia, sei tu che offri un pessimo affare. In poche parole, sei fuori mercato.
La rivoluzione del neosocialismo è anche questa, non rifiuta affatto il libero mercato, anzi. ;)
 
marimasse ha scritto:
alfistaConvinto ha scritto:
...noi programmatori siamo più nobili!...
Se è una battuta, niente da dire.
La questione è molto meno banale di quanto appaia. Bisognerebbe anche vedere, ad esempio, come tale... nobiltà appare agli occhi di coloro, non necessariamente straricchi o malvagi, che grazie ad essa si ritrovano senza lavoro.
Quel meccanico che a casa fa i tagliandi gratis, facendo di conseguenza calare il fatturato dell'officina presso cui lavora durante il giorno, crea i presupposti per la perdita di quel suo stesso posto di lavoro "normale", retribuito, che di fatto gli consente di portare avanti la sua attività più nobile.
Niente male, come paradosso.
Ripeto quindi quanto già osservato: con tutto il dovuto rispetto per le personali convinzioni, mi pare proprio che ci sia qualcosa che non torna.

Le argomentazioni contro il freeware di un'industria software quasi monopolistica, che da sempre tiene gli utenti per le palle con politiche commerciali al limite del legittimo e che concorda con i produttori hardware l'obsolescenza programmata (documentarsi) dei beni comprati dagli utenti sono note da anni. E da anni liquidate.
Inutile tritare erba gia' falciata, specie in questa sede.
Se uno vuole conoscere e, soprattutto capire, online si trova tutto quel che si vuole.
 
jaccos ha scritto:
Sbagliate a ragionare perchè misurate qualcosa di immateriale con un metro materiale.
Se rubo un 'auto, io ho un'auto in più, qualcun'altro avrà un'auto in meno.
Se copio una canzone, io avrò una canzone in più. Punto.
Mi direte che però l'autore non percepirà i suoi diritti per quella canzone.
Ma se voi vendete un'auto usata dovete per caso corrispondere una percentuale alla fiat?
Volete qualcosa di meno materiale?
Se andate in tribunale e citate una sentenza precedente, dovete corrispondere i diritti d'autore all'avvocato che ha fatto in modo che venisse pronunciata? Dietro c'è un lavoro intellettuale molto articolato e costoso, che qualcuno ha pagato ma di cui voi usufruite senza la minima compensazione all'autore/finanziatore.

Questo è solo un piccolo paragone per far capire che la questione è molto più complessa e fluida di quanto la maggioranza delle persone pensi.

Quanto all'open source, c'era un bellissimo articolo su uno degli ultimi Focus sul neosocialismo di internet, prendendo come esempio proprio l'open source e le reti di interscambio di informazioni (ad esempio questo forum).
Le fondamentali caratteristiche sono l'adesione volontaria, la totale mancanza di compensi economici e la mancanza di un'autorità superiore (se hai divergenze con il gruppo, puoi farti la tua distro linux o il tuo forum, come ha fatto herby ad esempio).
Puro altruismo?
Tutt'altro.
La spinta psicologica NON è l'altruismo, quella è solo la maschera. Lo si fa comunque per una ricompensa, che può essere la reputazione, ingrossarsi il curriculum, aumentare le proprie relazioni sociali, aumentare le proprie conoscenze, ricevere aiuto in cambio del proprio (magari in un ambito di conoscenza diverso dal proprio), o anche per puro compiacimento personale (quanti non godono a sfoggiare la propria conoscenza su determinati argomenti?).
Il bello è che effettivamente questo sistema sociale è assai appagante per il singolo e pertanto ha molto successo.
In ogni caso non si fa niente per niente, ecco spiegato quello che non torna... ;)

PS: ora mi racchiudo nell'autocompiacimento per questo post... :D :D

Ed e' solo uno degli aspetti (comunque ben esposto! :thumbup: )
Ma il discorso e cio' che c'e' dietro e' molto ampio, complesso, e per poterne parlare in modo sensato serve avere un minimo di retroterra culturale comune, pena abbassare tutto a uno scambio di banalita', slogan o semplificazioni riduttive. :(

Come ho gia' detto, chi sia interessato a CAPIRE, puo' cominciare dal romanzo che ho linkato. E' breve e divertente. E se uno vuole ragionare, e vuole capire, ci sono un mucchio di spunti di riflessione e si capiscono un mucchio di cose.
;)
 
jaccos ha scritto:
...scarico gratis 100 canzoni ma non significa che se non potessi scaricarle gratis le comprerei tutte, sarebbe tantissimo se ne comprassi 10...
Beh, se chi ha lavorato per quelle canzoni non viene pagato, poco cambia per lui se viene "non pagato" 10 volte o 100 o 1000.

...saresti disposto a pagare i diritti ad un avvocato per usare nel tuo procedimento una sentenza pronunciata grazie al suo lavoro?...
Credo che questo faccia parte integrante del compenso che un avvocato percepisce per il suo lavoro. Che poi tanti avvocati si facciano pagare uno sproposito è una realtà, ma ciò non significa che sia giusto pretendere che lavorino gratis oppure che la loro esperienza professionale (che il più delle volte fa la differenza) debba essere regalata.

...pagare i diritti all'autore di un libro perché lo usi come fonte bibliografica per la tesi di laurea?...
Nel momento in cui ho comprato il libro per leggerlo, ho pagato anche un po' di diritti all'autore. Poi bisognerebbe vedere, in termini pratici e non teorici, quanto piacere farebbe a te, ad esempio, sapere che moltitudini di persone sfruttano un tuo scritto o un pezzo di software da te ideato e scritto per il proprio lavoro (traendone benefici anche economici) senza che tu ne ricavi alcun che e senza magari che tu abbia altre fonti di reddito.

Come dicevo, la questione è molto più complessa di quanto spesso si ami dipingerla. Sempre che non si preferisca affidarsi alle visioni estremistiche, da sempre molto più attraenti ma anche molto più lontane dalla obiettività.
Come ad esempio quella secondo cui chiunque osi avanzare delle perplessità su determinate posizioni merita automaticamente di essere disprezzato o, nella più cortese delle ipotesi, definito ottuso, arcaico, ignorante, fossile, "fuori del mondo".
 
alfistaConvinto ha scritto:
che vi devo dire noi programmatori siamo piu nobili! :)

:lol: :lol:
Cito da A.Bloch "La legge di Murphy"
"Se i progettisti progettassero come i programmatori programmano, il primo picchio che passa potrebbe distruggere l'intera umanità"
:lol: :lol:
 
marimasse ha scritto:
jaccos ha scritto:
...scarico gratis 100 canzoni ma non significa che se non potessi scaricarle gratis le comprerei tutte, sarebbe tantissimo se ne comprassi 10...
Beh, se chi ha lavorato per quelle canzoni non viene pagato, poco cambia per lui se viene "non pagato" 10 volte o 100 o 1000.
Peccato che non sia così. Negli anni 90 gli artisti guadagnavano molto poco rispetto alle major, ora è la forbice si è rimpicciolita. Gli artisti, cioè il vero valore aggiunto, guadagnano più di prima. Certo che se quotavi TUTTO il pezzo del mio intervento c'era già scritto, insieme ad altri aspetti da non trascurare. ;)
Cmq, di quelle 100 ascoltate gratis, quelle che meritano davvero vengono anche comprate. Non fatico ad ammettere che quando sento dell musica che davvero mi piace o la scarico originale da itunes o mi compro il cd. Però, e qui viene la leva commerciale, se prima non l'ascolto col cavolo che compro al buio. Mi ricordo quand'ero più giovane e la musica online non esisteva. Sentivi una canzone che ti piaceva, compravi il cd per 40.000 lire (esticazzi!) per poi scoprire che era l'unica di bella.... :hunf:

...saresti disposto a pagare i diritti ad un avvocato per usare nel tuo procedimento una sentenza pronunciata grazie al suo lavoro?...
Credo che questo faccia parte integrante del compenso che un avvocato percepisce per il suo lavoro. Che poi tanti avvocati si facciano pagare uno sproposito è una realtà, ma ciò non significa che sia giusto pretendere che lavorino gratis oppure che la loro esperienza professionale (che il più delle volte fa la differenza) debba essere regalata.
Ti sembra che i cantanti famosi non guadagnino uno sproposito?
Ti sembra che l'industria musicale sia talmente poco redditizia da non essere un'affare?
Mi pare che nessuno del settore muoia di fame.... allora, di cosa stiamo parlando?

...pagare i diritti all'autore di un libro perché lo usi come fonte bibliografica per la tesi di laurea?...
Nel momento in cui ho comprato il libro per leggerlo, ho pagato anche un po' di diritti all'autore. Poi bisognerebbe vedere, in termini pratici e non teorici, quanto piacere farebbe a te, ad esempio, sapere che moltitudini di persone sfruttano un tuo scritto o un pezzo di software da te ideato e scritto per il proprio lavoro (traendone benefici anche economici) senza che tu ne ricavi alcun che e senza magari che tu abbia altre fonti di reddito.
Già fatto, un sacco di volte. E mi sento benissimo.
Ho fatto uno stage non retribuito dove ho aiutato a realizzare e poi da solo ho tradotto un intero manuale tecnico per una macchina confezionatrice e col tempo avanzato ho fatto un piccolo database in access per il capo ufficio. Non ho visto il becco di un quattrino e non percepisco diritti, ne per ogni macchina venduta e relativo manuale consegnato, ne per ogni volta che il capoufficio usa quel database. Intanto però con questa esperienza sul curriculum ho poi trovato un'altro lavoro.
Quand'ero all'università ho realizzato un pratico schema per l'analisi morfologica dei nomi composti tedeschi (30 e lode all'esame, peccato che poi ho mollato la lingua tedesca :rolleyes: ). So che ancora se lo passano all'uni. Eppure non percepisco un euro per il mio lavoro e molti non sanno nemmeno chi sia l'autore. Però per tutta la durata dell'università ho usufruito di altre guide fatte da altri studenti, sempre gratis... ;)

Come dicevo, la questione è molto più complessa di quanto spesso si ami dipingerla. Sempre che non si preferisca affidarsi alle visioni estremistiche, da sempre molto più attraenti ma anche molto più lontane dalla obiettività.
Come ad esempio quella secondo cui chiunque osi avanzare delle perplessità su determinate posizioni merita automaticamente di essere disprezzato o, nella più cortese delle ipotesi, definito ottuso, arcaico, ignorante, fossile, "fuori del mondo".
Ognuno ha il suo punto di vista e di certo non ti bollo con quegli aggettivi. ;)
Mi sono informato molto a riguardo, ho provato sulla mia pelle questo "sistema alternativo" ed ho apprezzato la sua efficienza ed efficacia e lo ritengo molto valido e "democratico", nel senso più ampio del termine.
 

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