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Violenza sugli spalti di periferia

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2017/03/21/ASx4XFhG-pregiudicato_pistola_litiga.shtml

Questa notizia recente e quanto mostrato dalla trasmissione "Il testimone" nella puntata dedicata agli arbitri conferma la mia impressione,cioè che intorno alle categorie minori del calcio e anche di altri sport minori c'è un diffuso clima di violenza che anima i "tifosi" se così si possono chiamare.
Nel caso di categorie giovanili tali violenze,verbali o fisiche,vengono portate avanti spesso dai genitori degli atleti.
Oppure da veri e propri ultras che intonano cori razzisti,sessisti,e addirittura prendono spunto da inneggiamenti nazisti.

Non riesco francamente a capire cosa possa giustificare questa situazione.
Potrei capire se in ballo ci fosse la coppa del mondo,ma che su campi di periferia dove si affrontano squadre composte da ragazzini o da atleti dilettanti,dove la posta in gioco è pertanto quasi nulla,si debba assistere a manifestazioni di violenza da parte degli spettatori mi sembra grottesco.

Nel caso citato dall'articolo si trattava di un pregiudicato quindi non sconvolge più di tanto il fatto che in seguito a una banale lite sia saltata fuori un'arma.
Però mi è capitato di vedere anche persone normali,che probabilmente in altri contesti sarebbero state più che rispettabili,regredire comportandosi come trogloditi per motivi davvero futili.

In particolare ricordo da ragazzo di essere andato a vedere una partita di Hockey su pista.
Anche se si tratta di uno sport con una certa tradizione nella mia città si parla sempre di uno sport di nicchia,non saprei dire in che categoria militassero le due squadre ma a giudicare dall'età media dei giocatori,oltre 30 anni,penso che fosse molto bassa.
Giocava un conoscente che aveva ripreso da poco e ormai aveva superato i 35.
Insomma non si trattava di una partita importante,e non mi pare neanche che ci fosse una particolare rivalità tra le città delle due squadre.
Sarà perchè io non sono un appassionato ma non percepivo alcuna tensione assitendo alla gara,credo che se avessi assistito a una gara di ballo tra anziani o a una partita di biglie tra bambini sarebbe stata la stessa cosa.
Eppure intorno a me sugli spalti sono volate parolacce e imprecazioni di ogni tipo,oltre a qualche minaccia.
Sulla pista ci sono stati un paio di sgambetti e un giocatore ha maliziosamente dato un colpo con la mazza sulla schiena di un avversario mentre cadeva.
Non so se si trattasse di parenti del giocatore che aveva ricevuto il colpo ma alcune persone si alzarono in piedi e iniziarono a insultare pesantemente l'altro giocatore e l'arbitro.
Ero abbastanza scioccato sentendo persone adulte che per una partita di Hockey di quart'ordine urlavano insulti a destra e a manca.

Ma nel parcheggio finita la partita è andata anche peggio.
La madre di un giocatore sentendo altri spettatori parlare male del figlio,o insultarlo,ha reagito urlando e dando del figlio di buona donna a un signore anziano e ha poi minacciato di distruggere le auto dei sostenitori della squadra avversaria.

Se vedere dei ragazzi giovani agire con violenza non mi avrebbe stupito più di tanto ho trovato invece ridicolo vedere persone adulte,tra cui anche donne che avevano superato da tempo i cinquanta e anziani,mettersi quasi le mani addosso per una disputa a mio modo di vedere davvero insignificante.
E' come se due anziani che giocano a briscola al bar si mettessero le mani addosso quando la posta in gioco è di 50 centesimi.

Io penso che il risultato,il gioco,o i falli centrino ben poco con simili manifestazioni di violenza.
Secondo me gli ultras,ma anche molti tifosi apparentemente normali,vanno apposta a vedere le partite in cerca di un modo per dare sfogo alla propria frustrazione sotto forma di violenza verbale e in qualche caso anche fisica.
Gli sfottò,gli insulti e le provocazioni non sono gesti di reazione ad eventi avvenuti sul campo ma deliberati tentativi di generare tensioni tali da motivare l'utilizzo della violenza,in parole povere secondo me alcuni vanno proprio a crearle certe situazioni,non si limitano a rispondere.

Fortunatamente non tutti gli sport e non tutti i tifosi sono così,ma se ci sono problemi di sicurezza anche sugli spalti dei campetti dove giocano i bambini di 10 anni allora significa che c'è qualcosa di molto malato negli adulti che allenano,che tifano e che seguono un determinato sport.
 
Anche io sono refrattario ma scene simili purtroppo si vedono anche su altri campi.
Il rugby è tra gli sport meno interessati da simili episodi di violenza,ma qualche anno fa' durante un periodo abbastanza fortunato per la nazionale ho visto personaggi che sapevano poco o niente della palla ovale riempirsi la bocca come se fossero grandi esperti e trascinare nel rugby le polemiche tipiche del calcio.
Non l'ho citato prima ma anche quella è una forma di violenza bella e buona,dopo ogni partita per giorni interi dei "giornalisti" che in realtà spesso sono beceri tifosi si urlano addosso come bambini dell'asilo.
Questo modo di comportarsi aizza i tifosi in modo molto sconveniente secondo me.
Forse è anche per questo che non sono un buon tifoso,ho il timore che maggiori successi possano portare a una degenerazione come quella che ha avuto il calcio,sempre più soldi,sempre più violenza e sempre più polemiche,uno schifo insomma.
 
Devo ricordarmi di ringraziare il Grande Spirito per avermi fatto refrattario al calcio....
E solo una questione di mentalitá culturale dell soggetto che inserisce all'agonismo il suo modo di essere o come ha imparato ad essere , sbrigionanto la propria aggresivitá dell individuo. Debbo dire che in
pochi casi é incurabile, tutto dipende da cosa deriva l aggrsivitá.

Per 40 anni, mi sono trovato a compattere il fenomeno , visto che ho diretto come dirigente la situazione in due diverse situazioni di una societá di calcio e pensate un po cosa puo succedere quando c'é dentro
tale agonismo la rivalitá di due popoli con due mentalitá del tutto diverse e che anche la lingua che parlavano era diversa e che per molti non
c'era possibilità di potersi capire linguisticamente.
 
Anche io sono refrattario ma scene simili purtroppo si vedono anche su altri campi.
Il rugby è tra gli sport meno interessati da simili episodi di violenza,ma qualche anno fa' durante un periodo abbastanza fortunato per la nazionale ho visto personaggi che sapevano poco o niente della palla ovale riempirsi la bocca come se fossero grandi esperti e trascinare nel rugby le polemiche tipiche del calcio.
Non l'ho citato prima ma anche quella è una forma di violenza bella e buona,dopo ogni partita per giorni interi dei "giornalisti" che in realtà spesso sono beceri tifosi si urlano addosso come bambini dell'asilo.
Questo modo di comportarsi aizza i tifosi in modo molto sconveniente secondo me.
Forse è anche per questo che non sono un buon tifoso,ho il timore che maggiori successi possano portare a una degenerazione come quella che ha avuto il calcio,sempre più soldi,sempre più violenza e sempre più polemiche,uno schifo insomma.
Anche l'istigazione involontaria puo divendare violenza effettiva. ma se
culturalmente/mentalmente si é abituati ad essere estranei a certe reazioni si trova un dialogo momentaneo con la risata finale.
 
Anche l'istigazione involontaria puo divendare violenza effettiva. ma se
culturalmente/mentalmente si é abituati ad essere estranei a certe reazioni si trova un dialogo momentaneo con la risata finale.

A me certe istigazioni sembrano volontarie,finchè si tratta di tifosi che al bar polemizzano è un conto ma chi lo fa alla radio o in televisione per me si rende benissimo conto che con le sue affermazioni può fomentare la violenza tra tifosi negli stadi.

Vado vagamente OT e aggiungo che quando vedo un ragazzo poco più che ventenne che guadagna un paio di milioni di euro all'anno per fare quello che gli piace fare,o almeno si presuppone che che pratica uno sport a quel livello abbia una passione molto forte,con la faccia perennemente incazzata intento a insultare arbitri,tifosi e allenatori mi viene la nausea.
Gli sportivi veri sono quelli che o perchè non giocano a livelli elevati,o perchè hanno scelto discipline meno danarose,si allenano di sera perchè di giorno lavorano e sacrificano tutto il loro tempo libero magari sottraendolo anche alla famiglia,eppure sembrano meno incazzati degli atleti che si allenano 4-5 ore al giorno e al campo di allenamento ci vanno in Ferrari.
 
Francamente e fortunatamente a mia esperienza nelle categorie minori la violenza e' meno frequente di quello che si crede, poi c'è da fare un distinguo,nelle città fondamentalmente le categorie sono seguite pochissimo se non in quelle dei più giovani in cui presenziano i genitori, che si spesso verbalmente vanno oltre le righe ma di violenza fisica ne capita raramente. Nei contesti non urbani le partite sono più sentite,anche perché ci sono antagonismi tra paese e paese ed in questo caso si assistono a forme di violenza, però come indicato da te in linea di massima sono perpetrate da gente che e avvezza alla violenza e nel calcio trova un altro terreno per metterla in pratica. Però mi sento di dire avendo vissuto entrambe le situazioni che nel calcio professionistico quella parte di tifosi esagitati ha spesso altre finalità oltre a quelle calcistiche, in quello non professionistico la violenza e' più individuale e non nasce da finalità altre
 
Francamente e fortunatamente a mia esperienza nelle categorie minori la violenza e' meno frequente di quello che si crede

Gli arbitri intervistati da Pif sostenevano il contrario,dicevano che nelle categorie minori ricevono molti più insulti,minacce e a volte anche la loro incolumità è a rischio.
Probabilmente sono le misure di sicurezza a fare la differenza,sui campi minori anche un piccolo gruppo di esaltati può fare danni e rappresentare un pericolo,mentre la presenza di forze dell'ordine negli stadi più grandi rappresenta un ostacolo per i facinorosi.
Ma nonostante questo gli episodi di violenza a volte diventano incontenibili quando riguardano gruppi consistenti di tifosi.
Anche se non è corretto chiamarli tifosi ma piuttosto violenti che usano il tifo come pretesto.

So che i tifosi di Rugby sembrano sempre spocchiosi quando si parla di rispetto per l'arbitro ma cito un aneddoto.
Durante l'ultima giornata del sei nazioni Jonathan Sexton,numero 10 dell'Irlanda un giocatore abbastanza giovane ma tra i migliori d'Europa con una grande esperienza a livello internazionale,si è rivolto all'arbitro protestando,non maleducatamente ma è stato piuttosto zelante.
L'arbitro lo ha trattato come se fosse un bambino di 10 anni e gli ha semplicemente detto "non sei il capitano smetti di rivolgermi la parola".
Punto e basta.

Invece sui campetti di periferia in cui si gioca con un pallone rotondo ogni giorno viene insegnato ai ragazzini che tutti (tifosi,allenatori,giocatori,genitori arrabbiati) possono rivolgersi all'arbitro in modo irrispettoso o addirittura minacciarlo.

La domanda ricorrente di Pif era "chi ve lo fa fare?",onestamente non lo capisco.
I campi in cui il rispetto per l'arbitro è pari a zero dovrebbero essere deserti e forse alla lunga l'impossibilità di giocare dovuta al fatto che nessun arbitro è disposto a farsi insultare e minacciare porterebbe giocatori,tifosi,presidenti e ultras a riflettere un po' sul loro comportamento.
 
Ma va anche a tipologia di sport. Ad esempio nel Basket e nella pallavolo è vietato rivolgersi all'arbitro in nessun modo, a malapena il capitano può farlo , e questa regola di rispetto viene seguita molto di più anche dal pubblico. In molte società giovanili la regola è molto chiara , se i genitori gridano all'arbitro oppure ai giocatori o ai genitori della squadra avversaria, il figliolo/a è fuori dalla rosa, ed alcune sono ferree su questo....
Detto questo anche in questi sport i min.chi.oni ogni tanto spuntano fuori...
 
Ma va anche a tipologia di sport. Ad esempio nel Basket e nella pallavolo è vietato rivolgersi all'arbitro in nessun modo, a malapena il capitano può farlo

Non lo sapevo ma mi fa piacere.
Mi chiedo allora perchè nel calcio è così diverso?
E' sempre stato così oppure l'imbarbarimento è stato progressivo?
 
Secondo me stiamo dipingendo una realtà troppo pessimistica , e lo dico avendo alle spalle una discreta esperienza nel campo arbitrale. Considera che gli arbitri a differenza dei calcatori devono fare tutte le categorie prima di arrivare alla serie A, partendo dagli esordiente. Se intervisti un arbitro che e alle prime armi e' normale che abbia una visione della situazione un poco più pessimistica perché non abituato a trovarsi in quelle situazioni, già se arrivi ad una prima categoria troverai un arbitro che e da anni che pratica l'attività e che vive con normalità quello che per altri può sembrare un lavoraccio, anzi, una partita troppo tranquilla e con un pubblico caloroso mette anche un poco noia. La violenza esiste, mi riferisco al settore dilettante, ma i casi sono veramente pochi a fronte di decine di migliaia di partite che si svolgono ogni fine settimana, e come dicevo prima sono violenze non organizzate di solito compiute da chi e' violento in altri aspetti della società. Perché uno fa l'arbitro? Per diversi motivi, in primis resta sempre un attività sportiva espletata nel ambito di uno sport che di solito prima di fare l'arbitro si praticava, poi e' un esperienza che matura molto una persona,a 15 anni ti ritrovi a dover gestire una quarantina di persone e questo ti crea un bagaglio di esperienza che ti porti poi nella vita quotidiana, ovviamente poi salendo di categoria aumenta l'esperienza e la responsabilità. Poi,almeno per il settore giovanile, il calcio ha un aspetto sociale non indifferente e l'arbitro partecipa a questo scopo.
Francamente io avevo un collega di lavoro arbitro di rugby e il lunedì tra arbitri colleghi ci trovavamo a raccontare gli stessi aneddoti anche se in sport differenti, poi nel calcio ci sono casi estremi che nel rugby non accadono, ma nella normale routine che e quella più frequente accadono cose simili.
Giusto un appunto,anche nel calcio solo il capitano puo parlare al arbitro, in un determinato contesto e in un modo educato,quando questo non accade in primis e la responsabilità proprio del arbitro.
 
Giusto un appunto,anche nel calcio solo il capitano puo parlare al arbitro, in un determinato contesto e in un modo educato,quando questo non accade in primis e la responsabilità proprio del arbitro.

Cioè sempre? :emoji_wink:
In tantissime partite si assiste a gruppi di giocatori che circondano l'arbitro urlandogli addosso con conseguenze minime,mi sembra che simili atteggiamenti vengano ingiustamente tollerati perchè altrimenti le partite finirebbero in 3 contro 3.
Probabilmente hai ragione io sono pessimista di natura,credo che ve ne siate accorti tutti,però di fatto l'arbitro a qualsiasi livello deve mettere in conto che qualsiasi cosa faccia metà dei giocatori e della tifoseria se la prenderà con lui/lei.
Nella puntata de Il testimone la situazione veniva dipinta in modo piuttosto preoccupante,insulti e sputi quando va bene,intimidazioni con tanto di mani addosso quando va male (un giocatore vicino ai 30 stava per mettere le mani addosso a un arbitro di 17 anni),ogni arbitro prima della partita prevedendo possibili danni alla sua autovettura la faceva visionare al responsabile dell'impianto in modo da poter essere risarcito nel caso in cui a fine partita risultasse danneggiata...
Negli incontri di bassa categoria a me tutto questo sembra allucinante,partire prevenuti (perchè gli insulti cominciavano quasi prima della partita) e dare addosso a chi in teoria andrebbe trattato con rispetto quando in palio c'è il decimo posto in quarta categoria non ha senso...
Bisognerebbe viverlo per quello che è : un gioco.

Nemmeno Nigel Owens riuscirebbe a farsi rispettare in simili situazioni.
 
Aggiungo una piccola considerazione.
Io abito a Novara e la squadra locale anni fa' era riuscita ad arrivare in serie A,credo che abbia raccolto solo due vittorie durante quella stagione contro l'Inter,poi è tornata in B e l'anno successivo è scesa in serie C.
Ora è risalita in B e il presidente ha appena annunciato che non è disposto a tollerare gli insulti e le critiche continue minacciando di andarsene.
I risultati credo siano stati altalenanti quest'anno.
Il mio vicino di casa è molto appassionato di calcio e devo dire che lo vedo sempre sorridente,è contento quando il Novara vince e la prende con filosofia quando invece perde,devo precisare però che è una delle persone più gentili che ho mai conosciuto quindi probabilmente non rappresenta l'umore del tifoso medio.
Quanto conta se il Novara vince o perde?
Poco o nulla per chi non lavora per la squadra ma è semplicemente tifoso,può dispiacere vedere la propria squadra del cuore non vincere quanto vorresti,ma da li a inveire contro i giocatori e il presidente ce ne passa.
Io non sono mai andato a vedere una partita allo stadio Piola,vedo però le camionette della polizia quando la squadra gioca in casa e non capisco a cosa servano tanti agenti,che potrebbero essere molto più utili se impiegati a prevenire furti e altri illeciti.
Non vedo per quale motivo un tifoso di una squadra che si trova a metà classifica in seconda o in terza categoria debba arrivare alla violenza per dare sfogo alla propria frustrazione sportiva.
Forse la faccio troppo semplice ma quando i tifosi creano problemi dovrebbero essere banditi dagli stadi a costo di giocare a porte chiuse o non giocare proprio,invece di farli assistere alle partite e impiegare una grossa fetta delle risorse a disposizione delle forze dell'ordine per evitare che i facinorosi si prendano a bottigliate per un rigore non dato.
 
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