BelliCapelli3 ha scritto:
...un ciclista non è che possa occupare meno di un metro di larghezza, anzi, se incontri me in mountain bike, facile che ne occupi di più...
La tua
"risposta" è abbastanza curiosa, perché sembri ribattere a delle affermazioni che io
non ho fatto assolutamente.
Io non pretendo affatto che il ciclista cammini "spalmato" sul ciglio della strada per poterlo considerare inesistente. Quando sorpasso un ciclista mi tengo sempre a debita distanza, proprio perché so benissimo che egli potrebbe spostarsi all'improvviso, non per chissà quale mania o svagatezza ma perché ad esempio si trova davanti un tombino o un sasso e giustamente non vuole finirci sopra.
Quindi ben venga il metro abbondante di spazio "riservato" al ciclista. Se però i ciclisti sono due o tre e pretendono di stare affiancati, invece di un metro ne servono due o tre, cosa che praticamente costringe i veicoli a partecipare alla gita ciclistica, a meno che la strada non sia larghissima, rettilinea, deserta e
anche priva di linea continua (evento ormai più unico che raro).
...se io, drogato, faccio un sorpasso senza poter vedere chi arrivi dall'altra parte ... l'errore sempre mio rimane. Un po' specioso andare a cercare altre argomentazioni...
Cosa che io non ho fatto, visto che il mio messaggio cominciava con la frase
"Senza togliere alcun che alla gravità dell'evento e alle colpe del guidatore dell'auto". Fare un sorpasso senza vedere chi arriva dall'altra parte è cosa assai grave, potenziale fonte di colossali pericoli, anche se oggi c'è in giro sempre più gente che si lancia disinvoltamente in simili manovre, magari accontentandosi di non vedere luci (uno degli effetti collaterali più entusiasmanti della recente mania dei fari notturni accesi di giorno). Andare in bicicletta in gruppo anziché in fila indiana è ovviamente molto meno grave come "colpa" (pur essendo peraltro tale, visto che infrange un ben precisa norma del codice), ma al di là della burocrazia è comunque una scelta parecchio pericolosa, visto che aumenta grandemente i pericoli, specie quando la strada è tale da non garantire buona visibilità.
Negare che ci siano in giro guidatori che si comportano in modo maleducato, arrogante e pericoloso nei confronti dei ciclisti sarebbe ridicolo, così come sarebbe ridicolo, però, anche negare che ci siano in giro, specie nei giorni di festa, tanti ciclisti che fanno esattamente la stessa cosa in senso opposto.
Forse bisognerebbe, più razionalmente, partire da un presupposto molto più sensato delle varie partigianerie: ci sono in giro persone maleducate e ignoranti le quali esternano queste loro qualità indipendentemente dal tipo di veicolo che conducono.
Sarebbe per esempio assai interessante vedere la reazione di uno dei suddetti maleducati ciclisti festivi nel momento in cui, quando in giorno feriale si sta recando al lavoro con la sua automobile, incappasse in un gruppo di ciclisti che si comportano esattamente come egli stesso si comporta la domenica. Sbaglierò, ma io sinceramente faccio fatica ad immaginarlo mentre si accoda sorridente e, facendo ogni tanto qualche gesto di amichevole saluto, procede per alcuni km a 30km/h.