Bisogna mettersi l'animo in pace: l'Europa non è e non può essere centrale nella strategia Suzuki, a causa delle normative anti inquinamento che, su diversi modelli, richiederebbero un investimento troppo grande rispetto ai numeri di vendita.
Suzuki è un costruttore di world car, pensate soprattutto per i mercati indiani, asiatici e africani (sapevate ad esempio che è leader di mercato in Sudafrica, e che lì è Toyota a vendere le Suzuki rimarchiate?). In questa strategia, a Suzuki non serve un full hybrid, operando principalmente in mercati in cui le norme anti inquinamento non ci sono o sono meno stringenti delle nostre.
In Europa, arrivano i pochi modelli che sono appetibili per una nicchia di consumatori europei o che hanno un brand consolidato come Vitara e Swift. Probabilmente, se potessero semplicemente importare altri modelli (Jimny in primis) con le motorizzazioni che hanno, lo farebbero, ma non possono. Non hanno un full hybrid efficiente come Toyota o Honda, ci hanno provato con un loro full hybrid che non ha dato i risultati sperati, anche perché aveva emissioni paragonabili al benzina. Hanno venduto pochissimo, e dato che quel motore gli serviva praticamente solo per l'Europa, alla fine l'hanno tolto di mezzo.
Il tentativo di lobbying con le kei car non è andato a buon fine, alla fine l'Europa ha definito criteri completamente diversi per quelle che saranno le "kei car" europee e le jap non avranno nessuna agevolazione, quindi non vedremo nemmeno quelle.
Mettiamoci l'animo in pace: con questa politica dell'UE, Suzuki è fuori dalla maggior parte dei giochi.