<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Una cosa che non capisco | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Una cosa che non capisco

Comunque sia le vecchie chevrolet avevano molto in comune con Opel (Antara/Captiva, Mokka/Trax...) ma credo che queste di adesso farebbero molta fatica a vendere in Italia almeno

Non credo,in ogni caso mi riferivo all'Europa, non all'Italia.
Ed in ogni caso,la cosa che mi stupisce è che GM, che credo sia tra i primi tre-quattro costruttori al mondo, abbia deciso di abbandonare completamente l'Europa! Lo trovo incredibile
 
Il gruppo GM vende in Europa le Cadillac, quindi tiene in piedi una, seppur risicata, rete di concessionarie per vendere pochissime migliaia di auto all'anno, eppure non esporta le auto col marchio Chevrolet, auto che secondo me potrebbero vendere relativamente molto visti i bassi prezzi associati ad un valido prodotto e che, vedendo le foto delle nuove Cruze e Malibu, mi sembrano anche azzeccati dal punto di vista estetico.
Allego fotoVedi l'allegato 6889 Vedi l'allegato 6890 Vedi l'allegato 6891 Vedi l'allegato 6892

Uhm, la Malibù è l'Insigna mentre la Cruze mi pare somigliare tanto all'Astra.

Con la cessione di Opel magari cambieranno strategia (salvo accordi fatti con PSA su non concorrenza per x anni).
 
Le politiche commerciali di GM per quello che riguarda il mercato europeo, nel corso degli ultimi anni sono state a dir poco incomprensibili, per non dire schizofreniche, ancor di più se vissute dal "dentro" come capitato al sottoscritto.

Hai la Daewoo che tra il finire degli anni 90 e l'inizio del nuovo millennio è ben posizionata (se ricordate bene meglio di quanto fossero a quel tempo le conterranee Kia e Hyundai) e la lasci declinare per via di politiche di prodotto e distribuzione (almeno in Italia) scellerate.
Decidi di fare un passo avanti forte, passando dalla distribuzione affidata a privati locali all'integrazione con GM (ai concessionari fecero 2 gabbassi con la storia di "Daewoo a member of GM"), fai investimenti rilevanti, spendi e obblighi a spendere, dici di volerti posizionare come prodotto di nicchia ma comunque di buona diffusione (erano gli anni di Mattia, Kalos, Tacuma e Nubira), poi, improvvisamente la "genialità", qualcuno si accorge che il marchio Chevrole ha appeal anche in Europa, e vai con nuovi investimenti, diretti e richiesti alle concessionarie (le insegne sono costate un botto e erano obbligatorie), costringi praticamente tutti i concessionari Opel a prendere anche Chevrolet, li metti in concorrenza spietata con gli ex Daewoo, investi una barca di soldi per uno stabilimento in Corea per la produzione di motori Diesel (1.7 e 2.0), riesci finalmente ad avere una gamma che inizia a riscuotere un certo successo e ben posizionata come prezzi (Spark, Aveo, Trax e Cruze SW), non sei messo male neanche con il GPL e il Metano e sul più bello, all'improvviso chiudi baracca e burattini con la giustificazione di non volere sovrapposizioni con il marchio Opel che cederai a PSA meno di 4 anni dopo.
Ricordo l'evento di lancio della Trax, aprile 2013, tutti (e sottolineo tutti) i concessionari italiani (almeno 3 persone per concessionario e i concessionari erano più di 100) invitati ad un mega evento in Puglia in un resort esclusivo (Borgo Egnazia, dove Madonna ha fatto il compleanno)compleanno) dove la sistemazione più economica viaggia sui 400 € a notte (2 notti a capoccia per almeno 400 persone), catering faraonici, escursioni, Vip e violetti vari, azienda di consulenza al top dell'automotive europeo per il training ai venditori, prove su strada, una macchina per concessionario già targata da portarsi via, con l'inevitabile trafila burocratica e agenzie di pratiche auto (100 immatricolazioni in un giorno non sono uno scherzo), hostess e steward in ogni dove.
Si torna a casa (in concessionaria) gasati, la macchina piace, si fanno i conti con la solita programmazione di lancio fatta ad minkiam, si fanno contratti e si vende bene (se ricordate sia la Captiva che la Trax vendevano ben più delle corrispettive Opel e anche la Cruze stava iniziando soprattutto in versione SW a erodere il terreno all'Astra).
Nel frattempo fai firmare a tutti i concessionari e riparatori autorizzati il nuovo contratto di concessione (anche qui tra bolli, marche, consulenti etc. spese a non finire), obblighi tutti ad adeguarsi agli standard di marca (salone, officina, attrezzature, formazione, stock ricambi etc.)
Dopo sei mesi, senza alcun preavviso, la disdetta (a mezzo mail) con cui si comunicava che le attività europee del marchio Chevrolet cessavano di punto in bianco.
Aggiungici che la Lacetti e la Cruze erano diventate delle Touring Car grazie alla RML e fino all'anno scorso quest'ultima correva (però con pessimi risultati tra cui il botto di Tom Coronel nel circuito cittadino di Vila Real).
 
Il prossimo sarà proprio subaru :D
Ormai le Suby sono diventate solo auto per i fan (disposti a svenarsi per i consumi elevati causa attriti della trasmissione, però con tenuta da paura e magari il ritorno dell'"Effetto Calamita Subaru") e se proprio vogliamo aggiungere alle cose che non si capisce, perchè in Giappone, al posto del 2.5 Boxer da 170 PS nella Legacy, non metterci il 1.6 Turbo della Levorg. Ma soprattutto perché far nascere la Levorg e non tenere le versioni sportive e Wagon di Impreza (WRX e WRX STI) e Legacy (GT) con magari far ritornare lo stemma delle Pleiadi con sfondo (cielo) rosso al posto del blu nelle versioni sportive? https://www.subaru.jp/ http://www.subaru.it/
 
Insomma contratti capestro stile yankee.

Non che le altre case siano...Onlus, semplicemente hanno copiato il modus operandi

Tutti i contratti di concessione, di tutte le case automobilistiche sono contratti capestro, in cui il sillargmatismo non c'è e sempre e comunque fortissimamente sbilanciati a favore della casa mandante, che decide cosa, come e quando devi acquistare, come lo devi vendere, in quali locali, con quale arredamento (da loro gentilmente fornito a prezzi di almeno il doppio rispetto a quelli di mercato), con quale tipo di personale, che deve indossare quale tipo di abbigliamento, e che possono addirittura avere l'accesso a tutti i dati (sia contabili che di vendita che relativi ai clienti) presenti nei sistemi informatici dei concessionari, sistemi che anch'essi devono essere gli stessi decisi dalla casa mandante.
 
Tutti i contratti di concessione, di tutte le case automobilistiche sono contratti capestro, in cui il sillargmatismo non c'è e sempre e comunque fortissimamente sbilanciati a favore della casa mandante, che decide cosa, come e quando devi acquistare, come lo devi vendere, in quali locali, con quale arredamento (da loro gentilmente fornito a prezzi di almeno il doppio rispetto a quelli di mercato), con quale tipo di personale, che deve indossare quale tipo di abbigliamento, e che possono addirittura avere l'accesso a tutti i dati (sia contabili che di vendita che relativi ai clienti) presenti nei sistemi informatici dei concessionari, sistemi che anch'essi devono essere gli stessi decisi dalla casa mandante.
Già.. Lo diceva anche un mio amico d'infanzia che si era aperto un concessionario Yamaha e poi alla fine si é visto costretto a mollare ed aprirsi un'officina in proprio proprio per le condizioni imposte dalla casa madre
 
Tutti i contratti di concessione, di tutte le case automobilistiche sono contratti capestro, in cui il sillargmatismo non c'è e sempre e comunque fortissimamente sbilanciati a favore della casa mandante, che decide cosa, come e quando devi acquistare, come lo devi vendere, in quali locali, con quale arredamento (da loro gentilmente fornito a prezzi di almeno il doppio rispetto a quelli di mercato), con quale tipo di personale, che deve indossare quale tipo di abbigliamento, e che possono addirittura avere l'accesso a tutti i dati (sia contabili che di vendita che relativi ai clienti) presenti nei sistemi informatici dei concessionari, sistemi che anch'essi devono essere gli stessi decisi dalla casa mandante.
Esattamente. Da queste parti una decina di anni fa ha chiuso una conc. di un marchio tedesco nonostante l'ingente investimento in una nuova struttura in linea con i dettami architettonici della casa madre.
 
Esattamente. Da queste parti una decina di anni fa ha chiuso una conc. di un marchio tedesco nonostante l'ingente investimento in una nuova struttura in linea con i dettami architettonici della casa madre.

Chiaro. Ora immagina un imprenditore con una concessionaria Audi, ch magari fa tutto secondo i dettami della casa e realizza anche il famoso "Hangar". Dopo qualche anno, magari entra in conflitto con la casa madre (per qualsiasi ragione, non importa quale o chi abbia torto) e decide di lasciare baracca e burattini però di restare nel settore automotive passando ad un marchio di volume, come può essere (per fare un esempio) Peugeot, ebbene non potrà limitarsi a togliere le Audi e far entrare le Peugeot, perché i francesi vogliono lo scatolone blu, e così per ogni marchio.
 
Chiaro. Ora immagina un imprenditore con una concessionaria Audi, ch magari fa tutto secondo i dettami della casa e realizza anche il famoso "Hangar". Dopo qualche anno, magari entra in conflitto con la casa madre (per qualsiasi ragione, non importa quale o chi abbia torto) e decide di lasciare baracca e burattini però di restare nel settore automotive passando ad un marchio di volume, come può essere (per fare un esempio) Peugeot, ebbene non potrà limitarsi a togliere le Audi e far entrare le Peugeot, perché i francesi vogliono lo scatolone blu, e così per ogni marchio.
Certamente in questi casi vengono abbandonati nonostante gli ingentissimi investimenti, dell'ordine di qualche decina di milioni di euro.
 
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