Esco per fare la spesa.
A piedi, il supermercato ce l'ho davanti casa. Pieno centro città.
Arrivo al semaforo, aspetto il verde per attraversare.
Verde, comincio a camminare.
Al secondo passo vedo una twingo rossa, modello nuovo, che ha attraversato praticamente col rosso e arriva verso di me (l'incrocio è abbastanza ampio).
Penso: ora mi vede e si ferma. Ma procede lentamente, come se passeggiasse. E non accenna a fermarsi.
Guardo attraverso il parabrezza. Lo vedo: brizzolato, capelli cortissimi, viso tondo, 50 anni più o meno, aspetto ordinario. Guida piegato verso il centro del cruscotto. Guarda in basso. Non mi vede.
Faccio un passo indietro, lo lascio sfilare a passo d'uomo sulle strisce, non sono il solo a essersi dovuto fermare per non essere travolto, sia pure al rallentatore.
Mentre mi passa davanti guardo dal finestrino del passeggero: con una mano tiene il volante, con l'altra regge uno smartphone con aperto whatsapp, ma contemporaneamente sta digitando qualcosa sul navigatore a centro plancia. Contemporaneamente. E da come strabuzza gli occhi non ci vede nemmeno troppo bene da vicino. Contemporaneamente.
Allungo un passo. Vedo il lunotto. C'è una scritta a caratteri cubitali, il logo di una carrozzeria o di un concessionario. L'auto quindi non è nemmeno la sua...
Gli mollo un cazzotto sul vetro. Gli grido "STRONZO! GUARDA DOVE CAZZO VAI INVECE DI GIOCARE COL TELEFONO!"
Sobbalza. Accelera. Se ne va.
Cento metri dopo rallenta di nuovo, ma non si ferma. Sta di nuovo pistolando con gli schermi.
Dio che rabbia....
A piedi, il supermercato ce l'ho davanti casa. Pieno centro città.
Arrivo al semaforo, aspetto il verde per attraversare.
Verde, comincio a camminare.
Al secondo passo vedo una twingo rossa, modello nuovo, che ha attraversato praticamente col rosso e arriva verso di me (l'incrocio è abbastanza ampio).
Penso: ora mi vede e si ferma. Ma procede lentamente, come se passeggiasse. E non accenna a fermarsi.
Guardo attraverso il parabrezza. Lo vedo: brizzolato, capelli cortissimi, viso tondo, 50 anni più o meno, aspetto ordinario. Guida piegato verso il centro del cruscotto. Guarda in basso. Non mi vede.
Faccio un passo indietro, lo lascio sfilare a passo d'uomo sulle strisce, non sono il solo a essersi dovuto fermare per non essere travolto, sia pure al rallentatore.
Mentre mi passa davanti guardo dal finestrino del passeggero: con una mano tiene il volante, con l'altra regge uno smartphone con aperto whatsapp, ma contemporaneamente sta digitando qualcosa sul navigatore a centro plancia. Contemporaneamente. E da come strabuzza gli occhi non ci vede nemmeno troppo bene da vicino. Contemporaneamente.
Allungo un passo. Vedo il lunotto. C'è una scritta a caratteri cubitali, il logo di una carrozzeria o di un concessionario. L'auto quindi non è nemmeno la sua...
Gli mollo un cazzotto sul vetro. Gli grido "STRONZO! GUARDA DOVE CAZZO VAI INVECE DI GIOCARE COL TELEFONO!"
Sobbalza. Accelera. Se ne va.
Cento metri dopo rallenta di nuovo, ma non si ferma. Sta di nuovo pistolando con gli schermi.
Dio che rabbia....