<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Un giorno ci salverà l'idrogeno, quando lo vorranno i politici | Il Forum di Quattroruote

Un giorno ci salverà l'idrogeno, quando lo vorranno i politici

Nel 2004 salii su un prototipo di auto ad idrogeno al Motorshow. E' tutto pronto mi dissero, ma la diffusione di massa dipende dalla politica. Dal 2004 ne è passata di acqua sotto i ponti, ma dell'auto a idrogeno nemmeno l'ombra. E allora cosa fanno i politici? Vietano i camini a legna, e si perchè nei secoli scorsi quando le città si riscaldavano solo a legna morivano tutti affogati dalle polveri sottili.
 
Produrre e distribuire idrogeno non è così semplice, e non è gratis anche dal punto di vista energetico e ambientale...l'eventuale passaggio all'idrogeno come scelta di massa, se si concretizzerà, non sarà un processo così rapido.

Dal punto di vista delle vetture, le tecnologie ci sono già, e da anni circolano prototipi allestiti sulla base di vetture esistenti, oltre a due modelli completamente ingnerizzati dal foglio bianco per l'idrogeno, costruiti in serie e disponibili ai clienti privati: la Honda FCX Clarity, che è stata la prima in assoluto, nell'ormai lontano 2007, di cui è già stata presentata la seconda generazione, e la Toyota Mirai, dal 2015.
Per ordinarle, e guidarle senza troppi problemi, però, al momento bisogna vivere in Giappone o in California. E ovviamente bisogna avere un distributore di idrogeno ad una distanza ragionevole. Di FCX ne sono stati immatricolati alcuni esemplari anche in Europa (Inghilterra e Germania), credo che ne arriverà qualcuno anche della Mirai e della nuova FCX, ma penso che i numeri per ora saranno estremamente limitati.

Da politici che per risolvere i problemi vietano le stufe a legna poi non possiamo aspettarci molto...
 
Con le tecnologie attuali, l'unico modo per avere idrogeno in abbondanza senza prosciugare tutto il petrolio del pianeta è il ricorso massiccio al nucleare. In attesa della fusione, che mi sembra ancora di là da venire.
 
Avevo 5 anni e si parlava di imminente fine del petrolio.
C'erano poche auto in giro negli anni 70 e già c'era l'austerity....!
Domeniche a piedi...ecc.

Si parlava di nuove fonti di trazione per auto mosse da energia alernativa perchè il petrolio stava finendo.

Poi aumentarono le tasse e uscì tanto di quel petrolio da sottoterra :shock:

Ma ogni tanto qualcuno ci fa sentire prossimi ad andare a piedi...perchè il petrolio sta finendo, la popolazione aumenta, quelli del terzo mondo vogliono le auto...insomma siamo agli sgoccioli.
E ogni tanto esce il metano, il gpl, l'elettrico, il nucleare, l'eolico, ...!

Sarò sce..ttico ma non ci credo più...sono 40 anni che MI prendono in giro.

Quindi più che l'idrogeno...penso che ci salverà l'ossigeno...con la mascherina però. :lol:

E' TUTTO un fatto politico ... ormai!
 
Il problema è che ci serve una soluzione-ponte, un gap filler tra:
1 - i combustibili fossili derivati dal petrolio
2 - l'idrogeno per tutti, associato al nucleare a fusione
 
l'offerta di petrolio non è mai stata così abbondante, con buona pace delle molteplici teorie sul raggiungimento del picco produttivo che sono state puntualmente smentite
 
l'idrogeno è ancora assolutamente non competitivo in termini di prezzo,oltre che difficile da stoccare. E poi, finchè c'è disponibilità di metano (CH4 composto da Carbonio e Idrogeno) è molto più semplice e conveniente usare quello.
 
chissà...

Da Napoli arriva un piano per un futuro a idrogeno.

Alla conferenza europea sulle fuel cell è stato presentato un progetto per avviare la cosiddetta ?mobilità H2? nel nostro paese.

UN PIANO NAZIONALE - La mobilità a idrogeno è auspicabile per l'ambiente e per l'economia. È quanto emerso agli ?Stati generali dell'idrogeno? di Napoli dello scorso 15-18 dicembre nell'ambito dell'European Fuel Cell Conference ?Piero Lunghi?. Un evento internazionale organizzato dal Distretto alta tecnologia energia e ambiente Atena Scarl e promosso da Enea, Università Parthenope di Napoli e Università degli Studi di Perugia e conclusosi con la consegna al Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti della bozza del Piano nazionale per lo sviluppo della mobilità sostenibile ad impatto zero basata sull?idrogeno.

SFIDA ALLA GERMANIA - Il progetto si concentra soprattutto nello sviluppo delle infrastrutture, oggi quasi inesistenti in Italia se si escludono poche sperimentazioni tecnologiche e il distributore di Bolzano (qui per saperne di più) che rifornisce una piccola flotta di veicoli fuel cell (nella foto la Toyota Mirai già in consegna in alcuni paesi). Una ?rete? inconsistente per favorire la diffusione dei veicoli fuel cell e che rischia di penalizzare l'Italia nell'economia H2 nei confronti dei paesi più evoluti. In Germania, ad esempio, sono già presenti 50 stazioni, destinate a raddoppiare entro il 2017 e ad arrivare a 1.000 per il 2030. Anno, quest'ultimo, nel quale nel Regno Unito sono previste 1.010 erogatori rispetto agli attuali dieci.

95 STAZIONI NEL 2025 - La strategia prevista dal Piano italiano ha come primo obiettivo la creazione di una ridotta rete entro il 2020 destinata al rifornimento di autobus per il trasporto urbano e di piccole flotte di auto. Tra cinque anni ci dovrebbero essere 3 impianti per autobus con potenziale di erogazione di 500 kg, sufficienti per il ?pieno? di 19 bus al giorno, e 7 distributori per auto capaci di erogare 100 kg al giorno di idrogeno per alimentare fino a 170 fuel cell. La rete per autobus andrebbe potenziata nei cinque anni successivi fino ad arrivare a 12 impianti affiancati da altri 13 con capacità di rifornimento triplicata e in grado di soddisfare la domanda di 58 bus. Per le auto la ramificazione di erogatori arriverebbe nel 2025 a 70 stazioni, della quali 36 da 100 kg e 34 da 500 kg capaci di rifornire fino 886 vetture al giorno. Nelle previsioni a lungo termine la rete crescerebbe rapidamente dopo il 2030 giungendo ad avere circa 3.000 punti di rifornimento nel 2040 e 8.000 nel 2050.

2020: PIÙ DI MILLE FUEL CELL - Con lo sviluppo della rete è previsto pure la crescita del parco circolante dei veicoli fuel cell. Le vendite di autobus H2 dovrebbero essere di 50 unità nel 2020 e salire a 385 nel 2025 formando una flotta totale di circa 1.050 unità a metà del prossimo decennio. Più ottimistiche appaiono le stime per le auto che dovrebbero partire da 1.150 consegne nel 2020 per giungere a 16.100 cinque anni più tardi. Una crescita che porterebbe a vedere circolare lungo la Penisola 37.600 modelli fuel cell nel 2025.

FINANZIATA DALL'EUROPA - Il Piano nazionale dell'idrogeno elaborato include pure progetti per l'ottimizzazione della produzione di idrogeno per ridurre le emissioni di CO2 generate per la creazione del vettore energetico. In particolare, si punta a impianti di tre tipi: reforming del gas naturale e del biogas, elettrolisi dell'acqua con energia proveniente da fonti rinnovabili e altre strutture innovative come la gassificazione di biomasse, alghe o batteri. Oltre al trasporto stradale, la produzione di idrogeno sarebbe destinata ad alimentare veicoli industriali (muletti, macchine spazzatrici, ecc.), navi, treni e tram. Quanto alle risorse per lo sviluppo dell'infrastruttura, l'imperativo è sfruttare i finanziamenti europei previsti dalla direttiva 2014/94/UE. Una norma che impone la consegna a Bruxelles entro il 18 novembre 2016 di un piano strategico sui carburanti alternativi. Un'occasione, secondo i relatori degli Stati generali dell'idrogeno, da non perdere per non rimanere al margine di un possibile futuro industriale benefico per l'economia e la salute dei cittadini.

http://goo.gl/i7XVs0
 
Le problematiche dell'idrogeno derivano soprattutto dal metodo con il quale si ricava; il metodo più facile per produrlo è attraverso reazioni chimiche dei combustibili fossili, come appunto il petrolio, il 90% dell'idrogeno di cui disponiamo è ricavato dai combustibili fossili e idrocarburi, quindi detto in parole povere si inquina lo stesso.
Si puo' anche ricavare dall'elettrolisi dell'acqua, dalla termolisi, attraverso produzione biologica con particolari alghe; questi metodi però non sono efficienti per una produzione di massa.
Non è facile da stoccare perchè ha una bassa densità energetica rispetto ad agli idrocarburi; a parità di contenuto energetico per l'idrogeno servono contenitori più grossi e più pesanti ad esempio rispetto al metano.
Per la pericolosità siamo ai livelli del metano.

Per poter permettere lo sviluppo di auto ad idrogeno e, se vogliamo metterle in mezzo, elettriche bisognerebbe che si impegnassero i politici, i governi, con una grande diffusione di punti di rifornimento, incentivi e agevolazioni sull'acquisto di questo tipo di auto e dato che il prezzo immediato di queste auto è molto elevato, qualche ritorno di soldini per coprire la spesa (sarebbe anche un gesto per dimostrare che gli interessa veramente la salvaguardia dell'ambiente), oppure diffondere auto del genere al prezzo di un'utilitaria.

Il fatto è che finché girano tutti quei soldi attorno al petrolio, dell'ambiente e di tutto il resto non fregerà un c@**0 a nessuno, soprattutto ai politici e a quelli che ci guadagnano, però anche a noi cittadini normali, perchè ad esempio nonostante il dieselgate della volkswagen le sue vendite in italia sono aumentate del 26% ahahah ma questa è un'altra storia.

Avevo 5 anni e si parlava di imminente fine del petrolio.
C'erano poche auto in giro negli anni 70 e già c'era l'austerity....!
Domeniche a piedi...ecc.

Si parlava di nuove fonti di trazione per auto mosse da energia alernativa perchè il petrolio stava finendo.

Poi aumentarono le tasse e uscì tanto di quel petrolio da sottoterra

Ma ogni tanto qualcuno ci fa sentire prossimi ad andare a piedi...perchè il petrolio sta finendo, la popolazione aumenta, quelli del terzo mondo vogliono le auto...insomma siamo agli sgoccioli.
E ogni tanto esce il metano, il gpl, l'elettrico, il nucleare, l'eolico, ...!

Sarò sce..ttico ma non ci credo più...sono 40 anni che MI prendono in giro.

E' TUTTO un fatto politico ... ormai!

Quello che dici tu è legato alle teorie della cospirazione, gli Illuminati ecc. se quasi tutti considerano cavolate ma secondo me un fondo di verità c'è, sto cominciando anch'io a diventare scettico su molte cose perchè potrebbe essere veramente tutto pilotato dai politici e dai governi.
 
Knowledge ha scritto:
Nel 2004 salii su un prototipo di auto ad idrogeno al Motorshow. E' tutto pronto mi dissero, ma la diffusione di massa dipende dalla politica. Dal 2004 ne è passata di acqua sotto i ponti, ma dell'auto a idrogeno nemmeno l'ombra. E allora cosa fanno i politici? Vietano i camini a legna, e si perchè nei secoli scorsi quando le città si riscaldavano solo a legna morivano tutti affogati dalle polveri sottili.
Sono piuttosto scettico sulla diffusione di massa dell'idrogeno.

La sua preparazione, distribuzione e conservazione come carburante richiede un forte consumo d'energia; richiede norme di sicurezza molto severe, e sicuramente costi altissimi.... voglio vedere se stazioni di servizio ed automobili, nell'estate italiana a 35°, non avrebbero problemi con un liquido che, per restare tale e non diventare una specie di bomba gassosa, deve restare sotto i - 241° C. ... :shock:

Mi sembra tanto più semplice e razionale l'auto elettrica, che necessita di strutture enormemente meno complesse e costose, che già oggi ha autonomia sufficiente per chi ne fa un uso locale e che, nei molti anni che servirebbero per creare strutture (costosissime) per l'idrogeno, avrà sicuramente molto nettamente aumentato la sua autonomia, che è oggetto di molti studi e sperimentazioni già adesso e lo sarà per molti anni a venire.

E, se l'auto ad idrogeno emette solo vapore acqueo, quella elettrica non emette neppure quello.... dove sarebbero i reali vantaggi dell'idrogeno ?
 
ilopan ha scritto:
Avevo 5 anni e si parlava di imminente fine del petrolio.
C'erano poche auto in giro negli anni 70 e già c'era l'austerity....!
Domeniche a piedi...ecc.

Si parlava di nuove fonti di trazione per auto mosse da energia alernativa perchè il petrolio stava finendo.

Poi aumentarono le tasse e uscì tanto di quel petrolio da sottoterra :shock:
Io invece non avevo 5 anni all'epoca della prima crisi petrolifera del '73, ero già utente di benzina (avevo un Morini Corsarino Scrambler 50 :) ) e ricordo che la crisi iniziò per volontà degli arabi e dell'Iran (OPEC, allora faceva il bello e cattivo tempo) anche a seguito della guerra del Kippur tra Israele ed Egitto.

Se uscì nuovo petrolio, prima considerato antieconomico (vedi quello dal Mare del Nord, oltretutto pregiato) non fu tanto per "le tasse" ma per l'aumentato costo del petrolio, nonché per diminuire lo strapotere dei signori arabi del petrolio; il tutto con l'aiuto di tecnologia (estrazione in profondità) prima impossibile o troppo costosa.

Ma oggi le motivazioni sono più serie e globali, non essenzialmente politiche come allora : la popolazione mondiale è aumentata eccome, la richiesta energetica (Cina docet) anche di più ed il sistema alla lunga non regge più, anche se il petrolio - è vero che allora dicevano che fosse prossimo alla fine, ma era una previsione sbagliata - non manca; e soprattutto c'è la questione del riscaldamento globale e sue conseguenze, altro che un accordo tra lo Scià di Persia e gli arabi come allora....

C'è ben altro, alle spalle, che qualche miserabile ed improbabile Grande Fratello / Burattinaio in cui a te pare piaccia credere.
 
La sua preparazione, distribuzione e conservazione come carburante richiede un forte consumo d'energia; richiede norme di sicurezza molto severe, e sicuramente costi altissimi.... voglio vedere se stazioni di servizio ed automobili, nell'estate italiana a 35°, non avrebbero problemi con un liquido che, per restare tale e non diventare una specie di bomba gassosa, deve restare sotto i - 241° C. ... :shock:

Mi sembra tanto più semplice e razionale l'auto elettrica, che necessita di strutture enormemente meno complesse e costose, che già oggi ha autonomia sufficiente per chi ne fa un uso locale e che, nei molti anni che servirebbero per creare strutture (costosissime) per l'idrogeno, avrà sicuramente molto nettamente aumentato la sua autonomia, che è oggetto di molti studi e sperimentazioni già adesso e lo sarà per molti anni a venire.

E, se l'auto ad idrogeno emette solo vapore acqueo, quella elettrica non emette neppure quello.... dove sarebbero i reali vantaggi dell'idrogeno ?
Lo stoccaggio dell'idrogeno in questi casi avviene sotto forma gassosa, non penso che si azzardino a lavorare con l'idrogeno liquido; lo usano al Cern di Ginevra per raffreddare l'acceleratore di particelle e hanno avuto addirittura lì problemi di perdite.[/quote]

E' vero che l'auto elettrica a differenza di tutto il resto non emette niente, però per produrre egergia elettrica usiamo ancora centrali termoelettriche o termovalorizzatori, che inquinano, quindi siamo punto e a capo.
 
Comunque sia, secondo me, la diffusione in massa di auto ad idrogeno ed elettriche rimane ancora...non dico fantascienza ma quasi.
 
Mastertanto ha scritto:
ilopan ha scritto:
Avevo 5 anni e si parlava di imminente fine del petrolio.
C'erano poche auto in giro negli anni 70 e già c'era l'austerity....!
Domeniche a piedi...ecc.

Si parlava di nuove fonti di trazione per auto mosse da energia alernativa perchè il petrolio stava finendo.

Poi aumentarono le tasse e uscì tanto di quel petrolio da sottoterra :shock:
Io invece non avevo 5 anni all'epoca della prima crisi petrolifera del '73, ero già utente di benzina (avevo un Morini Corsarino Scrambler 50 :) ) e ricordo che la crisi iniziò per volontà degli arabi e dell'Iran (OPEC, allora faceva il bello e cattivo tempo) anche a seguito della guerra del Kippur tra Israele ed Egitto.

Se uscì nuovo petrolio, prima considerato antieconomico (vedi quello dal Mare del Nord, oltretutto pregiato) non fu tanto per "le tasse" ma per l'aumentato costo del petrolio, nonché per diminuire lo strapotere dei signori arabi del petrolio; il tutto con l'aiuto di tecnologia (estrazione in profondità) prima impossibile o troppo costosa.

Ma oggi le motivazioni sono più serie e globali, non essenzialmente politiche come allora : la popolazione mondiale è aumentata eccome, la richiesta energetica (Cina docet) anche di più ed il sistema alla lunga non regge più, anche se il petrolio - è vero che allora dicevano che fosse prossimo alla fine, ma era una previsione sbagliata - non manca; e soprattutto c'è la questione del riscaldamento globale e sue conseguenze, altro che un accordo tra lo Scià di Persia e gli arabi come allora....

C'è ben altro, alle spalle, che qualche miserabile ed improbabile Grande Fratello / Burattinaio in cui a te pare piaccia credere.

Ero piccolo pure io nel 73; ricordo la città deserta di domenica..uno scenario spettrale.

Non credo nel GF o nei burattinai, però che il carburante sia un prodotto dalle dinamiche stravaganti (lo assoccio alla droga per quanto spinge a fare cose strane) e che faccia fare politica pulita e non...insomma non è una notizia che non ci coglierebbe di stucco.

E poi se siamo quasi coetanei, dopo del 73...ma ti ricordi che ogni giorno la notizia principale del telegiornale era l'aumento della benzina?
Fatti di 10 lire...20 lire...15 lire.
Accise temporanee mai ritirate...insomma se non è un GF o un burattinaio, allora è una estersione o quasi.

Eravamo condizionati tutti da questo fluido magico: la benzina.
Fino a quando non lo hanno liberalizzato (si fa per dire) e lo stato ha fatto fare gli esattori alle compagnie petrolifere e a noi...il libero mercato.

Tutto è sfuggito al controllo mediatico (che non serviva a niente se non a darci notizie di cui parlare)...ed ormai si va avanti.

E torniamo ai burattini:
Prova a spazzare (con la mente) via in un mese tutto il settore dei carburanti...quindi sparirebbero:
- tutti i pozzi petroliferi;
- tutte le navi cisterne;
- tutte le raffinerie;
- tutti i distributori;
- tutte le autobotti;
- tutti quelli che fanno manutenzione ai sopracitati lavori;
- tutti quelli che fano le condutture;
- tutti quelli che costruiscono serbatoi;
Ecc,ecc...metteteci quell'altro che vi viene in mente.

IL MONDO chiuderebbe bottega perchè morirebbe uno dei business più ricchi del pianeta...compresi i flussi delle tasse.
Sarebbe una catstrofe!

Quindi possiamo arrivare pure all'auto eolica o con la pillola nucleare che muove la macchina gratis e per 20 anni...ma di sicuro, il mondo sarebbe più povero e quindi le economie fiacche, morirebbero tanti lavori anche di Stato..per cui nessuno sarebbe garantito e nessuno potrà dire: che me ne frega a me del ramo petrolifero...solo perchè lui è medico o impiegato.

E poi lo Stato...se ormai è abituato a prendersi 700? all'anno da ogni automobilista (ipotizzo 700) e l'automobilsita avrà l'auto a vela...gli metterà comunque una tassa di mobilità o qualsiasi altro vezzo...perchè la cassa di Stato deve essere alimentata dal parco viaggiante...con o senza benzina.

Se no lo Stato (vorace come il nostro ma gli altri non scherzano mica)...si vede perdere un business fondamentale.

Quindi morirrebbero molti stati, anche impiegati statatli ed inutili uffici e ruoli pagati dalla benzina.

Allora gridare alle fonti alternative non prevedendo lo scenario che ne consegue è davvero uno slogan tipo partiti neonati...che attirano l'attenzione...ma nei fatti fanno danni.

L'economia sarà poco etica, ma deve funzionare.
;)
 

Utenti online

Statistiche del Forum

Discussioni
186.325
Messaggi
4.108.555
Membri
194.943
Ultimo Iscritto
Utente_2034733691
Back
Alto