a_gricolo ha scritto:Una volta ho detto che da bambino volevo fare l'avvocato, poi ho capito che non faceva per me.... Allora, le motivazioni ben espresse da Belpi le avevo più o meno intuite. e sono perfettamente d'accordo che per i casi di Roma e Avetrana va bene che sia così, ci mancherebbe. Quello che continua a non entrarmi nella crapa (e non mi entrerà MAI), è il motivo per cui di fronte a una persona rea confessa di omicidio PREMEDITATO, e non in preda alla disperazione, ma abbastanza in sentimenti da SIMULARE il suicidio per cavarsela rimanga fuori. O meglio, chiedo di nuovo a chi è del settore: un altro GIP nelle stesse circostanze avrebbe potuto ravvisare gli estremi per la custodia cautelare?
Tra l'altro mi risulta che la custodia cautelare viene poi detratta dalla condanna finale.
All'atto pratico uno "sta fuori" in attesa di giudizio, ma in un caso palese in cui la condanna è (dovrebbe essere) certa di fatto rimanda solo le cose (a spese dei cittadini)