Il ramadan non è una ricorrenza festeggiata a scuola, se non ricordo male.a_gricolo ha scritto:Va bene. Però stop anche a ramadan e bistecche differenziate. E naturalmente, se il 25 dicembre casca di giovedì si va regolarmente a scuola.
Grazie, troppo buono...maddeche! ha scritto:Te l'ho già detto, Santo, leggere i tuoi interventi é sempre interessante.
Se può consolarti, quando ho letto il titolo la pensavo come te. Poi ho letto anche l'articolo, e ho scoperto con piacere che la prima impressione era sbagliata.Ero dell'idea che il preside avesse torto marcio, ma dopo aver letto le tue considerazioni non ne sono più sicuro. Anzi, forse arrivo a dire che il preside ha ragione, guarda un pò te.![]()
PanDemonio ha scritto:Il ramadan non è una ricorrenza festeggiata a scuola, se non ricordo male.a_gricolo ha scritto:Va bene. Però stop anche a ramadan e bistecche differenziate. E naturalmente, se il 25 dicembre casca di giovedì si va regolarmente a scuola.
Altrettanto, le bistecche differenziate imho sono un "plus": se posso, lo offro volentieri, se non posso, estiqaatsi. Logico che, se devo fornire due secondi, il giorno che uno dei due è qualcosa di "off-limits" per buona parte dell'utenza non credo comporti un costo aggiuntivo fare in modo che l'altro secondo sia qualcosa di più "neutro" possibile. E se non mi costa di più perché non darlo? Sono bambini, cribbio...
Il 25 dicembre è festa nazionale. Come il 2 giugno, il primo maggio e ferragosto. Se papà non va a lavorare perché il pupo deve fare diversamente?
Ribaltando la situazione: se io dovessi trovarmi in un paese democratico a tradizione islamica, probabilmente mi opporrei (o sopporterei comunque con enorme fastidio) all'obbligo per i miei figli di pregare, di indossare veli, di sottostare a divieti alimentari religiosi a scuola, ma non mi sognerei mai di pretendere, né tantomeno mi aspetterei, che i muezzin non intonassero le loro litanie o che i fedeli non si attenessero ai loro precetti come il ramadan o altro fuori dalla scuola.
Il preside di Rozzano in fondo imho dice questo: per questi bambini è già difficile integrarsi e socializzare a causa delle tante differenze (culturali, di lingua, ecc) e dei mille problemi di ognuno di noi che finiscono per gravare sulle loro piccole spalle, se ci mettiamo anche a introdurre, favorire, aumentare gli elementi di frizione, di esclusione o non-inclusione, di incomprensione, di discriminazione, di scontro, si finisce per tradire la "mission" dell'istituto scolastico medesimo, che non è insegnare a pregare un dio, ma far crescere l'intelligenza, la cultura e la maturità dei bambini che lo frequentano, mentre il tempo li trasforma in uomini e donne.
agricolo - 1 giorno fa
Carloantonio70 - 6 ore fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa