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?Tu scendi dalle stelle?

Nunsepò cantà :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/27/scuola-niente-canti-di-natale-in-nome-della-laicita-solo-la-festa-dinverno-il-21-gennaio/2258458/
 
Se le cose stanno come descritto nell'articolo, sono completamente d'accordo col preside. E il fatto che Formigoni e Salvini siano di parere opposto non fa altro che rafforzarmi nella mia opinione.
 
Nunsepò cantà a scuola, anzi, in quella scuola. Possono farlo a casa propria, il problema non è dei bambini che ormai delle canzoni natalizie si disinteressano. Ieri sera ho visto la pubblicità della Chicco sul tablet per bambini dai 18 mesi in su. Vedi tu quale sia il peggio...
 
Va bene. Però stop anche a ramadan e bistecche differenziate. E naturalmente, se il 25 dicembre casca di giovedì si va regolarmente a scuola.
 
L'effetto di nascondere o peggio le proprie tradizioni lo si vede bene in Francia e Belgio. Altri voti per Salvini.
 
a_gricolo ha scritto:
Va bene. Però stop anche a ramadan e bistecche differenziate. E naturalmente, se il 25 dicembre casca di giovedì si va regolarmente a scuola.
Il ramadan non è una ricorrenza festeggiata a scuola, se non ricordo male.

Altrettanto, le bistecche differenziate imho sono un "plus": se posso, lo offro volentieri, se non posso, estiqaatsi. Logico che, se devo fornire due secondi, il giorno che uno dei due è qualcosa di "off-limits" per buona parte dell'utenza non credo comporti un costo aggiuntivo fare in modo che l'altro secondo sia qualcosa di più "neutro" possibile. E se non mi costa di più perché non darlo? Sono bambini, cribbio...

Il 25 dicembre è festa nazionale. Come il 2 giugno, il primo maggio e ferragosto. Se papà non va a lavorare perché il pupo deve fare diversamente?

Ribaltando la situazione: se io dovessi trovarmi in un paese democratico a tradizione islamica, probabilmente mi opporrei (o sopporterei comunque con enorme fastidio) all'obbligo per i miei figli di pregare, di indossare veli, di sottostare a divieti alimentari religiosi a scuola, ma non mi sognerei mai di pretendere, né tantomeno mi aspetterei, che i muezzin non intonassero le loro litanie o che i fedeli non si attenessero ai loro precetti come il ramadan o altro fuori dalla scuola.

Il preside di Rozzano in fondo imho dice questo: per questi bambini è già difficile integrarsi e socializzare a causa delle tante differenze (culturali, di lingua, ecc) e dei mille problemi di ognuno di noi che finiscono per gravare sulle loro piccole spalle, se ci mettiamo anche a introdurre, favorire, aumentare gli elementi di frizione, di esclusione o non-inclusione, di incomprensione, di discriminazione, di scontro, si finisce per tradire la "mission" dell'istituto scolastico medesimo, che non è insegnare a pregare un dio, ma far crescere l'intelligenza, la cultura e la maturità dei bambini che lo frequentano, mentre il tempo li trasforma in uomini e donne.
 
Te l'ho già detto, Santo, leggere i tuoi interventi é sempre interessante.

Ero dell'idea che il preside avesse torto marcio, ma dopo aver letto le tue considerazioni non ne sono più sicuro. Anzi, forse arrivo a dire che il preside ha ragione, guarda un pò te. ;)
 
È terribile vedere come, in nome di pretese radici cristiane si usino le tradizioni per alimentare un clima d'odio e risentimento.
Col risultato logico di frapporre sempre più barriere ad una possibile integrazione su basi comuni di vivere civile e rispetto reciproco.
Queste tradizioni così sbandierate e così prive di valori mi ricordano tanto le processioni al sud con l'omaggio dei portatori del santo o della madonna alla casa del boss.
Eppure anche queste sono tradizioni religiose.
 
maddeche! ha scritto:
Te l'ho già detto, Santo, leggere i tuoi interventi é sempre interessante.
Grazie, troppo buono... :oops: :oops: :oops: :oops:

(come hai detto che era l'IBAN? :lol: )

Ero dell'idea che il preside avesse torto marcio, ma dopo aver letto le tue considerazioni non ne sono più sicuro. Anzi, forse arrivo a dire che il preside ha ragione, guarda un pò te. ;)
Se può consolarti, quando ho letto il titolo la pensavo come te. Poi ho letto anche l'articolo, e ho scoperto con piacere che la prima impressione era sbagliata.

Chiudo con una nota personale: sono padre anch'io, di due PanDemonietti che frequentano scuole pubbliche e sovraffollate di bambini diversamente italiani/cattolici, e credo di essere più o meno coetaneo dei genitori che si stanno stracciando le vesti in nome delle italiche tradizioni religiose e del crocifisso in aula. Ora, dall'epoca della scuola primaria sono passati molti anni, e la memoria non è mai stata il mio forte, ma ho un chiaro ricordo dei sentimenti religiosi che provavo all'epoca e dell'importanza della presenza del crocifisso in aula: la massima espressione dei primi erano i pomeriggi passati in canonica a giocare a calcino (calcio balilla per i non pratesi) o le barzellette sconce che ci raccontavamo con gli altri chierichetti prima e dopo aver servito messa (e a volte anche durante...), mentre la seconda era assolutamente fondamentale e fuori discussione: quella sagoma pallida su quel crocino di legno era un alleato insostituibile per calibrare il tiro delle cerbottane prima di cominciare a tirare al maestro, quando naturalmente non passava prima il pierino della situazione a nasconderlo e ad appendere su il cartello con scritto "torno subito".

Mentre mi asciugo una lacrimuccia nostalgica, mi viene da pensare: ma ero strano io, e con me i nove decimi della mia classe, a impiparmene allegramente all'epoca delle tradizioni religiose e relativi simboli, o sono loro a voler vedere oggi a tutti i costi il diavolo dove non c'era per loro negli stessi giorni miei e molto probabilmente c'è ancora meno per i loro figli adesso?

Ognuno di voi ha sicuramente la propria risposta, che magari fornirà una chiave di lettura migliore di tutta 'sta manfrina.

Buonanotte, Buon Natale e Buon Ramadan a tutti.
 
Posso fornire una chiave di lettura molto semplificata? Per me, e sottolineo per me, i canti di Natale li hanno sempre fatti e restano dove sono. A chi non va bene,la porta è aperta. Nei due sensi.
 
Io sono per una scuola laica, ma ho paura a diro perchè mi potrebbero prendere per fiancheggiatore del terrorismo :lol:
 
Sappiamo tutti che ormai Natale si festeggia più a Mediaworld che in chiesa. Però resto del parere che dovremmo ribadire che questa è casa nostra, e se questo passa per cantare tu scendi dalle stelle, va bene così. Anzi, io farei cantare anche jingle bells, stille nacht e feliz navidad. A chi non va bene, la porta è aperta, nei due sensi.
 
Ora PRETENDO l'abolizione di tutte le feste PAGATE relative al Natale.
E' bene che questi parassiti che buttano a mare la nostra cultura perdano anche i relativi agi!!!!!

Intanto, quel preside, e quelli allineati con lui, li voglio al lavoro 25 e 26 Dicembre .
 
PanDemonio ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Va bene. Però stop anche a ramadan e bistecche differenziate. E naturalmente, se il 25 dicembre casca di giovedì si va regolarmente a scuola.
Il ramadan non è una ricorrenza festeggiata a scuola, se non ricordo male.

Altrettanto, le bistecche differenziate imho sono un "plus": se posso, lo offro volentieri, se non posso, estiqaatsi. Logico che, se devo fornire due secondi, il giorno che uno dei due è qualcosa di "off-limits" per buona parte dell'utenza non credo comporti un costo aggiuntivo fare in modo che l'altro secondo sia qualcosa di più "neutro" possibile. E se non mi costa di più perché non darlo? Sono bambini, cribbio...

Il 25 dicembre è festa nazionale. Come il 2 giugno, il primo maggio e ferragosto. Se papà non va a lavorare perché il pupo deve fare diversamente?

Ribaltando la situazione: se io dovessi trovarmi in un paese democratico a tradizione islamica, probabilmente mi opporrei (o sopporterei comunque con enorme fastidio) all'obbligo per i miei figli di pregare, di indossare veli, di sottostare a divieti alimentari religiosi a scuola, ma non mi sognerei mai di pretendere, né tantomeno mi aspetterei, che i muezzin non intonassero le loro litanie o che i fedeli non si attenessero ai loro precetti come il ramadan o altro fuori dalla scuola.

Il preside di Rozzano in fondo imho dice questo: per questi bambini è già difficile integrarsi e socializzare a causa delle tante differenze (culturali, di lingua, ecc) e dei mille problemi di ognuno di noi che finiscono per gravare sulle loro piccole spalle, se ci mettiamo anche a introdurre, favorire, aumentare gli elementi di frizione, di esclusione o non-inclusione, di incomprensione, di discriminazione, di scontro, si finisce per tradire la "mission" dell'istituto scolastico medesimo, che non è insegnare a pregare un dio, ma far crescere l'intelligenza, la cultura e la maturità dei bambini che lo frequentano, mentre il tempo li trasforma in uomini e donne.

E no il 25 e 26 paparino va a lavoro.

Ovviamente per chi lavora a scuola saltano i ponti Natalizi, Pasquali etc.. etc...

Non tutto il male viene per nuocere ....
 
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