<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Tornei ATP e WTA 2026 - main topic | Page 24 | Il Forum di Quattroruote

Tornei ATP e WTA 2026 - main topic

Berrettini ha battuto Comesana in 5 combattutissimi set e anche lui approda agli ottavi.
Però vorrei fare una consideraIone: secondo me questi tornei che si giocano 3 su 5 sono diventati anacronistici e improponibili, per un semplice motivo, e cioè perché una volta chi serviva andava subito a rete e faceva il punto con le volée. Oggi questa (la pratica del serve & volley) è una rarità, non si utilizza quasi mai. Si scambia da fondo campo e poi eventualmente si fa la palla corta, sperando che l’avversario non faccia in tempo a prenderla, e se la prende si gioca il punto sotto rete o con il pallonetto.

Pertanto le partite durano molto di più (salvo che siano dominate) e spesso superano le 5 ore. Questo per i giocatori per me è disumano.
 
Berrettini ha battuto Comesana in 5 combattutissimi set e anche lui approda agli ottavi.
Però vorrei fare una consideraIone: secondo me questi tornei che si giocano 3 su 5 sono diventati anacronistici e improponibili, per un semplice motivo, e cioè perché una volta chi serviva andava subito a rete e faceva il punto con le volée. Oggi questa (la pratica del serve & volley) è una rarità, non si utilizza quasi mai. Si scambia da fondo campo e poi eventualmente si fa la palla corta, sperando che l’avversario non faccia in tempo a prenderla, e se la prende si gioca il punto sotto rete o con il pallonetto.

Pertanto le partite durano molto di più (salvo che siano dominate) e spesso superano le 5 ore. Questo per i giocatori per me è disumano.
È un ragionamento molto lucido il tuo e mi sento, da appassionato, di condividerlo.

Vorrebbe dire però stravolgere il tennis nel suo sancta sanctorum, ossia la "partita lunga" degli slam.

Senza voler andare a inserire una regola tipo quella del padel con il punto "secco" quando si va ai vantaggi, un'idea potrebbe essere quella di aggiungere una postilla che in caso un giocatore vince i primi due set vince cmq la partita mentre si prosegue andando al meglio dei tre quando i giocatori si trovano 1 a 1 dopo i primi due set.

Il tennis è cambiato molto, con superfici sempre più veloci, materiali sempre più rigidi e tensionati, giocatori strutturati e muscolari quindi i tempi di "volo" della pallina sono sempre più risicati e di conseguenza anche il tempo per posizionarsi o provare tattiche di gioco diverse viene a mancare.

Dall'altra parte capisco anche che chi paga centinaia e migliaia di euro per vedere una partita dello slam poi debba gustarsi "almeno" tre set, come minimo, altrimenti rischia di vedere due set magari veloci e via...
 
ll torneo del Rolland Garros è quello in cui le partite durano di più perchè i campi sono in terra battuta (mattoni tritati). Il serve and volley sulla terra battuta va praticato con parsimonia, ora, così come lo facevano 30 anni fa, chi si difende ha il tempo di passarti da fondo campo se l'attacco non è fatto bene.

Invece gli altri 3 tornei Slam sono su superfici dove lo scambio dura molto di meno, erba e cemento/sintetico. Specialmente sull'erba, dati i rimbalzi irregolari e bassi delle palline, si è quasi costretti a venire a rete per chiudere.

Quindi la lunghezza delle partite è solo del torneo francese.
 
ll torneo del Rolland Garros è quello in cui le partite durano di più perchè i campi sono in terra battuta (mattoni tritati). Il serve and volley sulla terra battuta va praticato con parsimonia, ora, così come lo facevano 30 anni fa, chi si difende ha il tempo di passarti da fondo campo se l'attacco non è fatto bene.

Invece gli altri 3 tornei Slam sono su superfici dove lo scambio dura molto di meno, erba e cemento/sintetico. Specialmente sull'erba, dati i rimbalzi irregolari e bassi delle palline, si è quasi costretti a venire a rete per chiudere.

Quindi la lunghezza delle partite è solo del torneo francese.


Quindi,
a maggior ragione,
( se negli altri tornei le partite durano meno )
sarebbe il caso di farle cosi' anche a Parigi*: 2 su 3;
come a ROMA del resto, sempre su terrarossa....
O e' la Grandeur, tout court, che impone il 3 su 5

??

:emoji_stuck_out_tongue: :emoji_stuck_out_tongue_winking_eye: :emoji_stuck_out_tongue:

*Come
GIA'
da mio post 344
 
Ultima modifica:
È un ragionamento molto lucido il tuo e mi sento, da appassionato, di condividerlo.

Vorrebbe dire però stravolgere il tennis nel suo sancta sanctorum, ossia la "partita lunga" degli slam.

Senza voler andare a inserire una regola tipo quella del padel con il punto "secco" quando si va ai vantaggi, un'idea potrebbe essere quella di aggiungere una postilla che in caso un giocatore vince i primi due set vince cmq la partita mentre si prosegue andando al meglio dei tre quando i giocatori si trovano 1 a 1 dopo i primi due set.

Il tennis è cambiato molto, con superfici sempre più veloci, materiali sempre più rigidi e tensionati, giocatori strutturati e muscolari quindi i tempi di "volo" della pallina sono sempre più risicati e di conseguenza anche il tempo per posizionarsi o provare tattiche di gioco diverse viene a mancare.

Dall'altra parte capisco anche che chi paga centinaia e migliaia di euro per vedere una partita dello slam poi debba gustarsi "almeno" tre set, come minimo, altrimenti rischia di vedere due set magari veloci e via...


E tornei sempre piu' frequenti
( Manca solo il " master delle 3 Rocche " )
 
I tornei Slam sono tutto di più. Più partecipanti, più sponsor, più biglietti venduti, più premi per i giocatori, più diritti TV. Lo spettacolo che offrono deve essere anche di più: ecco perché sono rimasti alla formula tradizionale del 3 su 5. È un altro sport, differente dal tennis 2 su 3. E infatti vincono quasi sempre i migliori: gli ultimi 9 Slam Alcaraz e Sinner.
 
A mia memoria ci sono sempre stati,
nelle varie decadi, lotti ben ristretti di possibili vincitori....*

Poi,
se si deve/vuole giocare il piu' possibile....

C'e' sempre un mio post adeguato....
POST 336....

Per il resto....
??
Contenti loro....
Maggiorenni e vaccinati....
....Ci si possono anche schiantare dietro ai soldi

*Negli ultimi tempi
Djokovich, Nadal e Federer,
in 3, han vinto solo loro oltre 60 Slam

Piu' indietro nel tempo
Borg
Mc Enroe
Connors
 
Ultima modifica:
Secondo me nel passato c'era necessità di maggiore specializzazione a seconda della superfice , e quindi per me il livello era più alto , ora si è un poco perso questo ,si ammirano i campioni che riescono a primeggiare sia sulla terra rossa che sul erba,che è cosa molto difficile perché sono quasi sport differente ma mediamente con una resa inferiore .
Secondo me senza andare sui mostri sacri ma un Becher ora sul erba probabilmente sarebbe una spanna sopra a tutti ,mentre un Lendle sulla terra rossa non avrebbe rivali , ma questo anche perché c'era una ricerca meno spasmodica di questo numero uno che ora è diventata una mezza ossessione, c'era si quello che era numero uno ma non erano meno campioni anche gli altri che spesso neanche facevano tornei su alcune superfici
 
È un ragionamento molto lucido il tuo e mi sento, da appassionato, di condividerlo.

Vorrebbe dire però stravolgere il tennis nel suo sancta sanctorum, ossia la "partita lunga" degli slam.

Senza voler andare a inserire una regola tipo quella del padel con il punto "secco" quando si va ai vantaggi, un'idea potrebbe essere quella di aggiungere una postilla che in caso un giocatore vince i primi due set vince cmq la partita mentre si prosegue andando al meglio dei tre quando i giocatori si trovano 1 a 1 dopo i primi due set.

Il tennis è cambiato molto, con superfici sempre più veloci, materiali sempre più rigidi e tensionati, giocatori strutturati e muscolari quindi i tempi di "volo" della pallina sono sempre più risicati e di conseguenza anche il tempo per posizionarsi o provare tattiche di gioco diverse viene a mancare.

Dall'altra parte capisco anche che chi paga centinaia e migliaia di euro per vedere una partita dello slam poi debba gustarsi "almeno" tre set, come minimo, altrimenti rischia di vedere due set magari veloci e via...

Si, è gusto anche il tuo ragionamento, ed è vero che i Grandi Slam si differiscono da tutti gli altri tornei proprio per la durata (3 su 5), però giocare tante volte 4-5 ore per qualunque fisico è veramente duro, fa male credo proprio all'organismo, ai muscoli e alle ossa.

Anche Panatta ha detto che oggi i giocatori giocano troppo, anche perchè i tornei ATP sono aumentati, e che le crisi di stanchezza e gli infortun sono amentati. Qualcosa credo che vada fatto a salvaguardia del fisico degli atleti, i quali tra l'altro una volta (in maggioranza) giocavano fino a 30-32 anni e c'era anche qualcuno (come Borg) che si ritirava ben prima dei 30 anni. Ora prima dei 35-36 non si ritira praticamente nessuno.
 
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Secondo me nel passato c'era necessità di maggiore specializzazione a seconda della superfice , e quindi per me il livello era più alto , ora si è un poco perso questo ,si ammirano i campioni che riescono a primeggiare sia sulla terra rossa che sul erba,che è cosa molto difficile perché sono quasi sport differente ma mediamente con una resa inferiore .
Secondo me senza andare sui mostri sacri ma un Becher ora sul erba probabilmente sarebbe una spanna sopra a tutti ,mentre un Lendle sulla terra rossa non avrebbe rivali , ma questo anche perché c'era una ricerca meno spasmodica di questo numero uno che ora è diventata una mezza ossessione, c'era si quello che era numero uno ma non erano meno campioni anche gli altri che spesso neanche facevano tornei su alcune superfici
Si, è gusto anch il tuo ragionamento, ed è vero che i Grandi Slam si differiscono da tutti gli altri tornei proprio per la durata (3 su 5), però giocare tante volte 4-5 ore per qualunque fisico è veramente duro, fa male credo proprio all'organismo, ai muscoli e alle ossa.

Anche Panatta ha detto che oggi i giocatori giocano troppo, anche perchè i tornei ATP sono aumentati, che le crisi di stanchezza e gli infortun sono amentati. Qualcosa credo che vada fatto a salvaguardia del fisico degli atleti, i quali tra l'altro una volta (in maggioranza) giocavano fino a 30-32 anni e c'era anche qualcuno (come Borg) che si ritirava ben prima dei 30 anni. Ora prima dei 35-36 non si ritira praticamente nessuno.
Rispondo a entrambi dicendo però che, proprio per garantire ritorni (e soprattutto soldi), i primi 30 giocatori ATP di oggi sono OBBLIGATI contrattualmente a giocare:

- 4 tornei su 4 del grande slam
- 8 tornei su 9 dei master 1000
- almeno 4 ulteriori tornei master 500
- le finals (se si qualificano)

L'unica valida motivazione per "saltare" un torneo è quella dell'infortunio (o della squalifica), non è più possibile per un giocatore top della ATP scegliere quali grandi eventi "sacrificare", quindi la ricerca del n. 1 del ranking a mio avviso non è una "loro idea" (ovvio ci tengano) ma il prodotto di chi gioca sempre tutti i tornei importanti.

Per quanto i primissimi possano guadagnare (ed è ancora poco rispetto ai guadagni del circuito e degli organizzatori), rimangono obbligati a fare ciò che gli viene imposto.
 
Rispondo a entrambi dicendo però che, proprio per garantire ritorni (e soprattutto soldi), i primi 30 giocatori ATP di oggi sono OBBLIGATI contrattualmente a giocare:

- 4 tornei su 4 del grande slam
- 8 tornei su 9 dei master 1000
- almeno 4 ulteriori tornei master 500
- le finals (se si qualificano)

L'unica valida motivazione per "saltare" un torneo è quella dell'infortunio (o della squalifica), non è più possibile per un giocatore top della ATP scegliere quali grandi eventi "sacrificare", quindi la ricerca del n. 1 del ranking a mio avviso non è una "loro idea" (ovvio ci tengano) ma il prodotto di chi gioca sempre tutti i tornei importanti.

Per quanto i primissimi possano guadagnare (ed è ancora poco rispetto ai guadagni del circuito e degli organizzatori), rimangono obbligati a fare ciò che gli viene imposto.

Si, lo so, e questo rende ancora più gravosa la stagione.
 
Rispondo a entrambi dicendo però che, proprio per garantire ritorni (e soprattutto soldi), i primi 30 giocatori ATP di oggi sono OBBLIGATI contrattualmente a giocare:

- 4 tornei su 4 del grande slam
- 8 tornei su 9 dei master 1000
- almeno 4 ulteriori tornei master 500
- le finals (se si qualificano)

L'unica valida motivazione per "saltare" un torneo è quella dell'infortunio (o della squalifica), non è più possibile per un giocatore top della ATP scegliere quali grandi eventi "sacrificare", quindi la ricerca del n. 1 del ranking a mio avviso non è una "loro idea" (ovvio ci tengano) ma il prodotto di chi gioca sempre tutti i tornei importanti.

Per quanto i primissimi possano guadagnare (ed è ancora poco rispetto ai guadagni del circuito e degli organizzatori), rimangono obbligati a fare ciò che gli viene imposto.

Ma infatti secondo me l'enfasi del numero uno è un escamotage creato proprio per fare si che i giocatori giochino in pratica tutti i principali tornei a cui i giocatori si devono piegare anche immagino per motivi di sponsor, ma accade solo nel tennis perché in tutti gli altri sport questo determinare chi è primo non è dato da una classifica specifica ma è riconosciuto dai risultati che si hanno , la classifica delle nazionali di calcio credo che non la legge nessuno.
Per me è un poco come voler creare una classifica che tiene conto dei 100,200 e 400 metri ,costringendo anche da contratto i velocisti ad allenarsi e correre su distanze differenti perdendo la specificita , e anche la qualità
 
Ma infatti secondo me l'enfasi del numero uno è un escamotage creato proprio per fare si che i giocatori giochino in pratica tutti i principali tornei a cui i giocatori si devono piegare anche immagino per motivi di sponsor, ma accade solo nel tennis perché in tutti gli altri sport questo determinare chi è primo non è dato da una classifica specifica ma è riconosciuto dai risultati che si hanno , la classifica delle nazionali di calcio credo che non la legge nessuno.
Per me è un poco come voler creare una classifica che tiene conto dei 100,200 e 400 metri ,costringendo anche da contratto i velocisti ad allenarsi e correre su distanze differenti perdendo la specificita , e anche la qualità

Si, però nel tennis è sempre stato così. Non c'è un campionato del mondo tipo l'automobilismo, e sarebbe molto difficile organizzarlo, perchè è uno sport molto particolare, con milioni di tesserati nelle federazioni, un numero enormemente superiore per esempio a quello appunto dell'automobilismo, altro sport tipicamente individuale (costa anche molto meno...).

I tesserati praticanti del tennis nel mondo sono 106 milioni, contro le poche centinaia di migliaia dell'automobilismo, dove quindi è molto più facile organizzare campionati "a piramide". Nel tennis la piramide la si deve creare "automaticamente" partecipando prima ai tornei minori e poi a quelli più importanti se si è veramente bravi, e la selezione naturale avvine comunque con i risultati ottenuti. A me sembra un'impostazione sostanzialmente giusta, quasi "obbligatoria", difficile creare alternative.

E' vero che nell'atletica leggera (altro sport individuale con molti iscritti) i praticanti sono alcuni milioni (non 106) e i campionati mondiali ci sono, ma evidentemente lì è stato più facile creare un sistema diverso per far salire di livello i migliori, inoltre ci sono appunto tantissime discipline (come hai accennato tu), mentre il tennis è una disciplina unica.
 
Anche Arnaldi vince in 5 durissimi set (6-4 6-7 5-7 6-4 7-6). 5 ore anche per lui! Agli ottavi troverà Tiafoe, anche lui vincitore al 5° set.

E così abbiamo 3 italiani agli ottavi di finale e quindi alla seconda settimana. Pur mancando Sinner. Grand'Italia.
 
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