"Abbiamo visto uno Jannik Sinner principesco. Ha giocato in un modo talmente sontuoso che non poteva fare altro che vincerlo questo torneo. Un Sinner semplicemente magnifico. Un atleta di cui dobbiamo essere orgogliosi, per come gioca, per la sua solidità e ancor di più per i suoi valori, per il suo comportamento, per come sa gestire le rare sconfitte che gli capita di dover fronteggiare e soprattutto per la signorilità con cui gestisce le tante vittorie, compresa quella di ieri, contro il rivale di sempre, in condizioni che sulla carta erano a lui sfavorevoli. In questo senso il successo di ieri è importantissimo, è in un certo senso come se a Montecarlo avesse vinto due partite.
Perché si tratta di un risultato straordinario prima di tutto sotto il profilo psicologico. Si giocava sul terreno - letteralmente - del suo avversario, di Carlos Alcaraz, che sulla terra ci è nato. Se dovesse scegliere dove giocarsi il match della vita, Jannik non opterebbe certo per la terra. Sulla terra Jannik si adatta, Carlos ci sguazza. Eppure ieri ha vinto Sinner. Oltretutto in un momento che in quanto a condizione fisica avrebbe dovuto essere di molto favorevole allo spagnolo, di sicuro più riposato rispetto all’italiano che veniva dalle fatiche dei tornei americani giocati fino in fondo. E vinti, senza peraltro minimamente appagarlo, come s’è visto. Alcaraz ha avuto tempo di allenarsi al cambio di superfice, certamente ben di più delle cinque sedute che sulla terra è riuscito a fare Sinner.
Vantaggio psicologico tutti fattori che sono da tenere in considerazione nel valutare un match durissimo, un vero braccio di ferro. E che alla fine Jannik ha saputo far diventare un successo dal valore doppio. Perché al prestigio, al palmares, al significato strettamente tecnico, aggiunge la valenza simbolica. È in questo senso che ieri è stato come se di partite ne avesse vinte due. Per i pronostici e le circostanze che ha ribaltato. Tanto più che la sua superiorità è uscita nei momenti di massima tensione, a riprova che quando il gioco si fa duro è lui quello che gestisce meglio gli aspetti mentali. Averla spuntata ieri, in quel modo, adesso gli darà un vantaggio. Ovviamente nel corso della stagione potranno accadere chissà quanti imprevisti, ma essere partiti così è un segnale molto forte. Spedito ad Alcaraz e a tutti gli altri, al mondo intero. Da qui in avanti per Sinner sarà come cominciare tutti i game avanti 15-0.
Particolari decisivi A Montecarlo ieri è stata particolarmente dura anche per un altro aspetto: per il vento che ha molto infastidito entrambi e che, soprattutto, potrebbe averli costretti a dover cambiare piani di gioco, strategia. Oltretutto cambiando più volte direzione. È stato un elemento di imprevisto in più. E in questo senso Jannik è stato bravo a non farsi destabilizzare. Nel primo set è riuscito a rimanere in linea, gestendo l’equilibrio, nonostante una percentuale di servizio piuttosto bassa. Ma poi nel momento decisivo ha messo sei prime consecutivamente, ed è lì che ha fatto la differenza. I fenomeni si vedono proprio da questi particolari, sono quelli che riescono ad alzare il livello nei momenti topici delle partite.
Obiettivo 2026 Nel secondo set è apparentemente andato in difficoltà, subendo il break e finendo sotto 1-3. E anche in quel passaggio ha dimostrato tutto il suo valore, mantenendosi lucido, fiducioso di poter recuperare come poi è riuscito a fare. Peraltro, proprio nel momento in cui il vento ha causato più problemi. Lui non si è scomposto ha fatto valere tutta la sua superiorità mentale con determinazione, concentrazione, continuità. Con una rabbia agonistica che si è rivelata decisiva. Quando Jannik è così, è in grado di dominare contro chiunque, anche contro Alcaraz."
Paolo Bertolucci sulla Gazzetta dello Sport
Perché si tratta di un risultato straordinario prima di tutto sotto il profilo psicologico. Si giocava sul terreno - letteralmente - del suo avversario, di Carlos Alcaraz, che sulla terra ci è nato. Se dovesse scegliere dove giocarsi il match della vita, Jannik non opterebbe certo per la terra. Sulla terra Jannik si adatta, Carlos ci sguazza. Eppure ieri ha vinto Sinner. Oltretutto in un momento che in quanto a condizione fisica avrebbe dovuto essere di molto favorevole allo spagnolo, di sicuro più riposato rispetto all’italiano che veniva dalle fatiche dei tornei americani giocati fino in fondo. E vinti, senza peraltro minimamente appagarlo, come s’è visto. Alcaraz ha avuto tempo di allenarsi al cambio di superfice, certamente ben di più delle cinque sedute che sulla terra è riuscito a fare Sinner.
Vantaggio psicologico tutti fattori che sono da tenere in considerazione nel valutare un match durissimo, un vero braccio di ferro. E che alla fine Jannik ha saputo far diventare un successo dal valore doppio. Perché al prestigio, al palmares, al significato strettamente tecnico, aggiunge la valenza simbolica. È in questo senso che ieri è stato come se di partite ne avesse vinte due. Per i pronostici e le circostanze che ha ribaltato. Tanto più che la sua superiorità è uscita nei momenti di massima tensione, a riprova che quando il gioco si fa duro è lui quello che gestisce meglio gli aspetti mentali. Averla spuntata ieri, in quel modo, adesso gli darà un vantaggio. Ovviamente nel corso della stagione potranno accadere chissà quanti imprevisti, ma essere partiti così è un segnale molto forte. Spedito ad Alcaraz e a tutti gli altri, al mondo intero. Da qui in avanti per Sinner sarà come cominciare tutti i game avanti 15-0.
Particolari decisivi A Montecarlo ieri è stata particolarmente dura anche per un altro aspetto: per il vento che ha molto infastidito entrambi e che, soprattutto, potrebbe averli costretti a dover cambiare piani di gioco, strategia. Oltretutto cambiando più volte direzione. È stato un elemento di imprevisto in più. E in questo senso Jannik è stato bravo a non farsi destabilizzare. Nel primo set è riuscito a rimanere in linea, gestendo l’equilibrio, nonostante una percentuale di servizio piuttosto bassa. Ma poi nel momento decisivo ha messo sei prime consecutivamente, ed è lì che ha fatto la differenza. I fenomeni si vedono proprio da questi particolari, sono quelli che riescono ad alzare il livello nei momenti topici delle partite.
Obiettivo 2026 Nel secondo set è apparentemente andato in difficoltà, subendo il break e finendo sotto 1-3. E anche in quel passaggio ha dimostrato tutto il suo valore, mantenendosi lucido, fiducioso di poter recuperare come poi è riuscito a fare. Peraltro, proprio nel momento in cui il vento ha causato più problemi. Lui non si è scomposto ha fatto valere tutta la sua superiorità mentale con determinazione, concentrazione, continuità. Con una rabbia agonistica che si è rivelata decisiva. Quando Jannik è così, è in grado di dominare contro chiunque, anche contro Alcaraz."
Paolo Bertolucci sulla Gazzetta dello Sport