<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Tira tira, la corda presto o tardi si rompera'. | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Tira tira, la corda presto o tardi si rompera'.

ZioLord ha scritto:
nel senso che le bocce venezuelane in quanto esotiche son migliori e più sode??

:lol: :lol:

Migliori ....non saprei ,dipende , certamente non sono uguali in Venezuela ,in Padania o a Roma , vive la difference :!: :lol: :lol:

bon152x01.jpg


vv3472x05.jpg


rassegnazione-stampa-hollywood-p.asp45835img1.jpg
 
key-one ha scritto:
Economia ,ragazzi :lol: ,economia ! La politica da sola non significa granchè.Il Brasile non avrà più una dittatura sanguinaria perchè la sua economia sta crescendo e quindi le sue masse stanno diventando o diventeranno presto consumatori e non più solo produttori a bassi salari.
Lo Stato ha gran peso ed è proprietario di industrie e servizi perchè lo sviluppo e la circolazione di capitali ,anche se sono in risveglio, presentano tuttora fragilità e quindi abbisognano che alcune produzioni e servizi siano o restino nazionalizzati : vedi Italia dell'Iri mussolinana e poi del capitalismo di stato democristiano : Eni ,Italsider, Ansaldo, Italimpianti , Elsag, Cidag, Cirio ,Enel ecc.
La crescita del Pil consentirà una certa "socialdemocratizzazione" cioè la creazione di uno stato sociale più efficiente e generoso : sanità ,pensioni , previdenza ,assistenza agli anziani e disabili ecc. , e ciò produrrà un circolo virtuoso : maggiori sicurezze ,più risorse delle famiglie da destinare ai consumi , ulteriore crescita del Pil : come nell'Italia democristiana degli anni '60 e '70. Certo la storia non si ripete eguale e la politica di ogni nazione ,lungi dall'essere una mera sovrastruttura - come papagalla(va?)no i marxisti sciocchi- presenta particolarità e aspetti propri e può influenzare a sua volta -come in Italia per esempio l'endemica propaganda dell'Urss e del comunismo alla russa- lo sviluppo economico e la stratificazione sociale.
Questo per dire che probabilmente Lula rappresenta un passo verso la democrazia , in quanto questa è un'esigenza delle forze economiche e dell'attuale o prossimo livello di sviluppo del Brasile.Saluti

Ma anche l'economia da sola non significa granche': per un'economia libera servono nazioni libere e democratiche.
Vedasi l'Italia, dove vige un livello di governance ancora soffocante e dove la liberta' economica e' a livelli tra i piu' bassi al mondo, con false privatizzazioni servite solo a mettere la grande impresa nelle mani degli oligarchi.
E il Brasile si avvia verso una forma di capitalismo corrotto e illiberale del tutto analogo a quello italiano.
 
key-one ha scritto:
ZioLord ha scritto:
nel senso che le bocce venezuelane in quanto esotiche son migliori e più sode??

:lol: :lol:

Migliori ....non saprei ,dipende , certamente non sono uguali in Venezuela ,in Padania o a Roma , vive la difference :!: :lol: :lol:

bon152x01.jpg


vv3472x05.jpg


Io propendo decisamente per la terza!!!!

CHE GNOCCCCCAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!

SLUUUURRRPPPP!!!
:D :D :D :D :lol: :lol: :lol: :lol:

rassegnazione-stampa-hollywood-p.asp45835img1.jpg
 
99octane ha scritto:
key-one ha scritto:
Economia ,ragazzi :lol: ,economia ! La politica da sola non significa granchè.Il Brasile non avrà più una dittatura sanguinaria perchè la sua economia sta crescendo e quindi le sue masse stanno diventando o diventeranno presto consumatori e non più solo produttori a bassi salari.
Lo Stato ha gran peso ed è proprietario di industrie e servizi perchè lo sviluppo e la circolazione di capitali ,anche se sono in risveglio, presentano tuttora fragilità e quindi abbisognano che alcune produzioni e servizi siano o restino nazionalizzati : vedi Italia dell'Iri mussolinana e poi del capitalismo di stato democristiano : Eni ,Italsider, Ansaldo, Italimpianti , Elsag, Cidag, Cirio ,Enel ecc.
La crescita del Pil consentirà una certa "socialdemocratizzazione" cioè la creazione di uno stato sociale più efficiente e generoso : sanità ,pensioni , previdenza ,assistenza agli anziani e disabili ecc. , e ciò produrrà un circolo virtuoso : maggiori sicurezze ,più risorse delle famiglie da destinare ai consumi , ulteriore crescita del Pil : come nell'Italia democristiana degli anni '60 e '70. Certo la storia non si ripete eguale e la politica di ogni nazione ,lungi dall'essere una mera sovrastruttura - come papagalla(va?)no i marxisti sciocchi- presenta particolarità e aspetti propri e può influenzare a sua volta -come in Italia per esempio l'endemica propaganda dell'Urss e del comunismo alla russa- lo sviluppo economico e la stratificazione sociale.
Questo per dire che probabilmente Lula rappresenta un passo verso la democrazia , in quanto questa è un'esigenza delle forze economiche e dell'attuale o prossimo livello di sviluppo del Brasile.Saluti

Ma anche l'economia da sola non significa granche': per un'economia libera servono nazioni libere e democratiche.
Vedasi l'Italia, dove vige un livello di governance ancora soffocante e dove la liberta' economica e' a livelli tra i piu' bassi al mondo, con false privatizzazioni servite solo a mettere la grande impresa nelle mani degli oligarchi.
E il Brasile si avvia verso una forma di capitalismo corrotto e illiberale del tutto analogo a quello italiano.

Ho scritto anch'io come l'economia interagisca con la politica e le particolarità delle varie nazioni e che quindi da sole nè l'una nè tantomeno l'altra spieghino granchè. Sulle false liberalizzazioni italiane sono d'accordo con te : lungi dal migliorare ll'efficienza di tali imprese,sono stati favoriti gli amici che tu chiami oligarchi nello smantellamento di buona parte del capitalismo statale della penisola. Non credo però che l'Italia ,dal punto di vista della corruzione, sia messa molto peggio degli altri paesi .La corruzione è infatti un fenomeno che caratterizza attualmente quasi tutti i sistemi industriali e finanziari e insieme al parassitismo ,vedi posti di lavoro di comodo e improduttivi e costi eccessivi della politica, ne rallenta e insieme caratterizza lo sviluppo ,assorbendo una quantità di risorse immane al solo fine di organizzare il consenso e spartire il maltolto.Che questo avvenga solo e soprattutto in Italia non credo ,penso piuttosto che qui si manifesti con modi tipici italiani ,diversi da quelli delle altre nazioni.Probabile pertanto che il Brasile con le sue peculiarità si adatti a questo andazzo attuale.Saluti
 
Back
Alto