<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> The Martian: sarà per la prossima volta.... | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

The Martian: sarà per la prossima volta....

La guida autonoma E' certamente molto più sicura di quella umana.
Basta usarla nel modo giusto.

Se utilizzo SOLO mezzi a guida autonoma su un'infrastruttura di spostamento (strada, binario, corso d'acqua, aerovia) progettata, costruita e gestita nel rigido rispetto di regole e misure, una volta messo a punto il sistema (mezzi+infrastruttura) dopo un'adeguata fase di test non avrò mai incidenti dovuti a "errori di calcolo" o simili.

Il problema nasce nel momento in cui decido di far viaggiare veicoli a guida autonoma INSIEME a veicoli a guida umana, il tutto per giunta su strade disomogenee, spesso carenti dal punto di vista progettuale e gestionale quando non fatiscenti o in completo stato d'abbandono: l'incidente non è solo possibile o probabile, ma semplice questione di tempo.

Rimedi? Al volo vedo 3 vie, non necessariamente alternative:

1) Ridurre il numero delle variabili in gioco (strade progettate, costruite e riservate al solo traffico autonomo).

2) Potenziare i veicoli (aumentare portata e sensibilità dei sensori, potenza di calcolo, dispositivi di sicurezza attiva e passiva) e ridurre i fattori di rischio (velocità, accelerazione, prossimità tra veicoli o tra questi e gli altri utenti della strada).

3) Lasciar perdere la guida autonoma (o riservarla a ambiti particolari e ristretti, tenendo presente quanto detto sopra) e concentrarsi sul recepimento e rispetto delle regole da parte di tutti gli utenti della strada, a qualunque titolo e in qualunque modo.

Altro non mi viene in mente.

Se hai letto qualche mio recente intervento, è quello che scrivo da sempre..... Quello che intendevo con la mia riflessione era che c'è sempre qualche circostanza che può sfuggire ai sensori. Quando tira vento di traverso gli aerei non atterrano in modalità automatica....
 
Ci sarà sempre qualche circostanza non contemplata in sede di progetto e mai incontrata durante i test. Peraltro, anche gli esseri umani vanno in crisi in queste condizioni e/o in condizioni di panico/stress. Penso, quindi, che si punterà a ridurre le circostanze "sconosciute" sotto una certa soglia tollerabile con l'obiettivo di ottenere un numero d'incidenti comunque molto inferiore, in percentuale, a quelli provocati dagli esseri umani. Ora un incidente fatto da una Tesla fa scalpore, ma se pensi a quanti chilometri sono stati percorsi dalle auto di Google (se non ricordo male solo in extraurbano) con pochissimi incidenti...



Se hai letto qualche mio recente intervento, è quello che scrivo da sempre..... Quello che intendevo con la mia riflessione era che c'è sempre qualche circostanza che può sfuggire ai sensori. Quando tira vento di traverso gli aerei non atterrano in modalità automatica....
 
Il sorvegliante è necessario proprio perché siamo ancora nella fase di apprendimento: stanno facendo milioni di chilometri proprio per far sì di incontrare il maggior numero possibile di situazioni particolari, in modo da contemplarle nelle release successive del software di controllo (e/o, se usano algoritmi "self-learning" perché l'auto impari). Secondo i report di Google, in solo un caso il software ha sbagliato causando un (piccolo) incidente con un bus. Negli altri casi la colpa è sempre stata attribuita alle altre vetture e/o al sorvegliante che aveva preso il controllo dell'auto.
Ovviamente ci vorrà una fase di apprendimento supplementare se dagli USA vogliamo spostare le auto in altre parti del mondo dove gli spazi sono diversi e la guida è più caotica.

Vorrei chiarire che io amo guidare e non intendo smettere presto. Però, lavorando nel settore dell'informatica, non posso non riconoscere i progressi della guida autonoma e constatare che ci siamo quasi, è ormai inevitabile che ci si arrivi. In quali forme e modi decideranno i costruttori ed i vari legislatori, ma la tecnologia ormai c'è. Semmai vedo ancora un grosso problema di responsabilità: se la mia auto a guida autonoma fa un incidente, la responsabilità di chi è, mia o del costruttore? Non credo che molti sarebbero disposti ad assumersi la responsabilità di un incidente mentre guidava un computer e, dall'altro lato, non penso che i costruttori si assumeranno alcuna responsabilità.

Ricordo che alcune forme di guida autonoma (frenata di emergenza, mantenimento corsia, ...) sono già sulle vetture in vendita e che praticamente tutti i costruttori, in una forma o in un'altra, ci stanno lavorando. Ricordo anche che ci sono già, sulle auto di tutti, decine di piccoli computer che controllano varie funzioni delle auto, dal sistema di infotainment a... ABS, ESP e compagnia bella: ormai non avete scampo! :D:D:D Ci sarà sempre il caso particolarissimo in cui, un pilota addestrato, può fare meglio di questi aggeggi elettronici, ma nel caso medio non c'è storia, è inutile anche parlarne. Il sistema IBS da poco introdotto sulla Giulia è un sistema di frenata totalmente controllato dall'elettronica con frenata ottimizzata sulla singola ruota... Credi che una persona umana possa fare una cosa del genere, magari usando 4 pedali? :D

...di cui neanche un metro senza sorveglianza a bordo, però.
 
Il sorvegliante è necessario proprio perché siamo ancora nella fase di apprendimento: stanno facendo milioni di chilometri proprio per far sì di incontrare il maggior numero possibile di situazioni particolari, in modo da contemplarle nelle release successive del software di controllo (e/o, se usano algoritmi "self-learning" perché l'auto impari). Secondo i report di Google, in solo un caso il software ha sbagliato causando un (piccolo) incidente con un bus. Negli altri casi la colpa è sempre stata attribuita alle altre vetture e/o al sorvegliante che aveva preso il controllo dell'auto.
Ovviamente ci vorrà una fase di apprendimento supplementare se dagli USA vogliamo spostare le auto in altre parti del mondo dove gli spazi sono diversi e la guida è più caotica.

Vorrei chiarire che io amo guidare e non intendo smettere presto. Però, lavorando nel settore dell'informatica, non posso non riconoscere i progressi della guida autonoma e constatare che ci siamo quasi, è ormai inevitabile che ci si arrivi. In quali forme e modi decideranno i costruttori ed i vari legislatori, ma la tecnologia ormai c'è. Semmai vedo ancora un grosso problema di responsabilità: se la mia auto a guida autonoma fa un incidente, la responsabilità di chi è, mia o del costruttore? Non credo che molti sarebbero disposti ad assumersi la responsabilità di un incidente mentre guidava un computer e, dall'altro lato, non penso che i costruttori si assumeranno alcuna responsabilità.

Ricordo che alcune forme di guida autonoma (frenata di emergenza, mantenimento corsia, ...) sono già sulle vetture in vendita e che praticamente tutti i costruttori, in una forma o in un'altra, ci stanno lavorando. Ricordo anche che ci sono già, sulle auto di tutti, decine di piccoli computer che controllano varie funzioni delle auto, dal sistema di infotainment a... ABS, ESP e compagnia bella: ormai non avete scampo! :D:D:D Ci sarà sempre il caso particolarissimo in cui, un pilota addestrato, può fare meglio di questi aggeggi elettronici, ma nel caso medio non c'è storia, è inutile anche parlarne. Il sistema IBS da poco introdotto sulla Giulia è un sistema di frenata totalmente controllato dall'elettronica con frenata ottimizzata sulla singola ruota... Credi che una persona umana possa fare una cosa del genere, magari usando 4 pedali? :D
Alberto, io sono assolutamente a favore degli sviluppi tecnologici, (mi piacciono le auto storiche, ma quella che possiedo è infarcita di elettronica.... tanto per dire) compresa la guida autonoma, ma riguardo a questa sono convinto che non possa essere mischiata con il traffico normale. Troppe variabili incontrollabili.
 
Chi vivrà vedrà ;)
E' indubbio che i computer dovranno imparare a difendersi dall'imbecillità degli umani :rolleyes:

Alberto, io sono assolutamente a favore degli sviluppi tecnologici, (mi piacciono le auto storiche, ma quella che possiedo è infarcita di elettronica.... tanto per dire) compresa la guida autonoma, ma riguardo a questa sono convinto che non possa essere mischiata con il traffico normale. Troppe variabili incontrollabili.
 
Assolutamente si, sono imbecilli, ma quando "imparano" a fare qualcosa la fanno bene.

Gli umani, invece, dovrebbero essere esseri senzienti, ma i fatti dimostrano che spesso mandano il cervello in vacanza diventando più imbecilli di un computer programmato da una scimmia senza testa.

I computer sono imbecilli per definizione, sono che fanno i conti in fretta....
 
Assolutamente si, sono imbecilli, ma quando "imparano" a fare qualcosa la fanno bene.

Gli umani, invece, dovrebbero essere esseri senzienti, ma i fatti dimostrano che spesso mandano il cervello in vacanza diventando più imbecilli di un computer programmato da una scimmia senza testa.
L'unico problema è che a programmare i computer sono proprio gli umani....
 
I computer sono stupidi mentre certi guidatori sono imbecilli.
Riguardo alla responsabilità: anche oggi il responsabile di un incidente può essere la casa costruttrice, figuriamoci un domani con la guida autonoma.
Non problem: ci saranno le assicurazioni anche per loro e, finalmente, lo Stato comincerà a trattare gli incidenti seri come incidenti e non, fino a durissima prova contraria, come omicidi stradali (una delle leggi più cretine in circolazione).

Ciao.
 
Schiapparelli SPLAT !.jpg
Le stime, riferisce l'Esa, sono che Schiaparelli sia caduto "da un'altezza tra i 2 e i 4 chilometri, quindi un impatto a notevole velocità, superiore a 300 km/h. E' anche possibile che il lander sia esploso al momento dell'impatto. Queste interpretazioni preliminari saranno perfezionate a seguito di ulteriori analisi. Uno sguardo più da vicino sarà possibile la prossima settimana con HiRise, la fotocamera a più alta risoluzione a bordo Mro.

Ripeto quello che avevo già detto: errore fatale a non scegliere la protezione airbag!
Tanto più che, avendo scelto di atterrare in stagione di tempeste, era "abbastanza prevedibile" che la linea di discesa (tramite paracadute) sarebbe stata deviata dai forti venti ... il paracadute ha fatto vela e ha angolato la navicella, che poi ha proseguito angolata e quindi tutti i sistemi si sono messi su off.
Certo che ha fatto un bel cratere, per pesare solo 600 kg !

La prossima missione peserà 2 tonnellate e - guardacaso - sarà previsto l'airbag (ma siete geni?) però ci aggiungeranno i retrorazzi ...
Fatico a capirli ...
 
io ho ascoltato l'altro giorno il presidente dell'ente spaziale italiano che spiegava che l'atterraggio e la permanenza su marte non erano i punti principali della missione, quello che più interessava era l'aggancio dell'orbita e i dati rilevati nella discesa. Inoltre sapevano che la discesa avveniva in condizioni difficili e quindi si stava tentando una decellerazione e frenata molto complessa mai provata prima.
 
Le prove sono state effettuate nel deserto del Marocco, considerato un ambiente compatibile con Marte.
Da quello che si capisce, tutto lo Staff aveva già messo in conto un elevato rischio nell'aver scelto questa modalità di discesa.
Ripeto: sapevano di fare la discesa nel bel mezzo di una tempesta marziana, anzi, lo hanno proprio scelto loro.

A nessuno è passato per la testa che magari il paracadute avrebbe fatto vela?
Al limite fate 'sta prova di "schianto controllato" ma almeno usate l'accortezza di non metterci su nessuno strumento ultracostoso !!
 
Il costo di arrivare fino a là (sai, Marte non è proprio dietro l'angolo) penso faccia valer la pena anche di rischiare strumenti costosi: nel budget totale della missione influiscono in modo relativo, ma se va bene puoi utilizzarli per rilevare dati importanti. Se poi li hanno anche usati per rilevare dati durante la discesa, si sono già ripagati.

Ripeto, il progresso tecnologico e scientifico passa anche da errori più o meno consapevoli: alcune cose bisogna provarle, a volte si riesce a farne a meno, altre volte invece no. Se si vuole progredire bisogna prendere dei rischi calcolati... Hai idea di quanti soldi vengano "buttati" nelle aziende per fare ricerca e sviluppo? I fallimenti (o presunti tali) sono un costo che fa parte della ricerca.

Le prove sono state effettuate nel deserto del Marocco, considerato un ambiente compatibile con Marte.
Da quello che si capisce, tutto lo Staff aveva già messo in conto un elevato rischio nell'aver scelto questa modalità di discesa.
Ripeto: sapevano di fare la discesa nel bel mezzo di una tempesta marziana, anzi, lo hanno proprio scelto loro.

A nessuno è passato per la testa che magari il paracadute avrebbe fatto vela?
Al limite fate 'sta prova di "schianto controllato" ma almeno usate l'accortezza di non metterci su nessuno strumento ultracostoso !!
 

Statistiche del Forum

Discussioni
186.351
Messaggi
4.110.936
Membri
195.093
Ultimo Iscritto
Rudy's
Back
Alto