La mia spregevole "dittarella" che, grazie al Cielo, non ha mai avuto appalti con la PA ed anzi se n'è sempre tenuta alla massima distanza possibile, aveva tre dipendenti, regolarissimi, con paghe onorate ogni ultimo giorno del mese (al massimo, ed in via del tutto sporadica, si andava al giorno 1 o 2 del mese immediatamente successivo). I miei dipendenti avevno scelto con fiducia di lasciare il TFR "in ditta", fidandosi ben poco dei "fondi" (ed i fatti hanno dato loro più che ragione). In tempi migliori, c'erano pure dei premi o bonus se l'annata andava bene. Poi sono iniziate le difficoltà: prima spariti i bonus, poi, con dispiacere, tolti i benefit. Ad un certo punto, proprio a causa delle difficoltà di incasso, ho dovuto attingere al TFR che avevo oculatamente accantonato per pagare le tasse. Al che fatto l'esame della situazione generale, ho "ripulito" la clientela, e quindi ho dovuto necessariamente affrontare la questione personale, che era divenuto esuberante. Ho fatto una proposta per un nuova e diversa modalità organizzativa, che prevedeva una congrua partecipazione al rischi ed ai benefici d'impresa. Dei tre, uno ha aderito e due no. Sto finendo di pagare il TFR ratealmente, con gli interessi di legge (ma i miei lo percepiscono integralmente ed in massimo 6 rate mensili, mentre altri loro "colleghi" che avevano aderito ai fondi stanno ancora leccandosi le ferite). Dopo di che, potranno fare anche il mega-big-ultrasexy job act che, almeno per quanto concerne la mia piccola modesta "dittarella", alla casella "spese per lavoro subordinato" non ci sarà mai più un numero diverso da 0,00