Dalle auto a l'edilizia? :shock:
Tata scommette sulle case low cost
La divisione House Development, guidato da Ratan Tata, ha presentato a fine maggio il progetto della nuova abitazione a prezzi irrisori
C'era da aspettarselo: dopo l'auto arriva anche la casa low cost. Unità abitative da 27 a 43 metri quadrati vendute rispettivamente a 390 mila rupie (all'incirca 6 mila euro) e 670 mila rupie (circa 10 mila euro).
Il responsabile del progetto Brotin Banerjee ha dichiarato di voler riuscire a dimostrare che un'azienda privata può guadagnare anche costruendo questo tipo di abitazione. Questo progetto offrirebbe una valida alternativa alle casupole in cartone e lamiera che continuano a spuntare alla periferia delle metropoli indiane.
Con le case low cost milioni di indiani potrebbero vivere in una casa vera, con luce, acqua e gas. Il primo insediamento delle abitazioni ribattezzate ?shubh griha?- case della speranza, sta sorgendo a Boisar, a 60 chilometri da Mumbai. Sono previste circa 3.000 unità abitative destinate a famiglie con redditi di 9 o 10 mila rupie al mese e oltre 5.000 sono già le richieste avanzate.
Un mercato che promette bene: circa 180 milioni di famiglie indiane vivono con un reddito fra 90 mila e 200 mila rupie all'anno. Ed è proprio in base a questi numeri che anche altre aziende, avendone capito le enormi potenzialità, investono nel mercato edilizio a basso costo. Come per esempio Value and Budget Housing, una compagnia fondata da Jaithirt Rao, ex amministrtotre delegato della società hi-tech Mphasis e Ps Jayakumar, ex dirigente Citigroup. Sono già in previste circa 37.500 case a Bangalore e Chennai e in altre città indiane.
http://progressonline.it/index.php?livello=Economia&sezione=31&articolo=1825&lang=it
Tata scommette sulle case low cost
La divisione House Development, guidato da Ratan Tata, ha presentato a fine maggio il progetto della nuova abitazione a prezzi irrisori
C'era da aspettarselo: dopo l'auto arriva anche la casa low cost. Unità abitative da 27 a 43 metri quadrati vendute rispettivamente a 390 mila rupie (all'incirca 6 mila euro) e 670 mila rupie (circa 10 mila euro).
Il responsabile del progetto Brotin Banerjee ha dichiarato di voler riuscire a dimostrare che un'azienda privata può guadagnare anche costruendo questo tipo di abitazione. Questo progetto offrirebbe una valida alternativa alle casupole in cartone e lamiera che continuano a spuntare alla periferia delle metropoli indiane.
Con le case low cost milioni di indiani potrebbero vivere in una casa vera, con luce, acqua e gas. Il primo insediamento delle abitazioni ribattezzate ?shubh griha?- case della speranza, sta sorgendo a Boisar, a 60 chilometri da Mumbai. Sono previste circa 3.000 unità abitative destinate a famiglie con redditi di 9 o 10 mila rupie al mese e oltre 5.000 sono già le richieste avanzate.
Un mercato che promette bene: circa 180 milioni di famiglie indiane vivono con un reddito fra 90 mila e 200 mila rupie all'anno. Ed è proprio in base a questi numeri che anche altre aziende, avendone capito le enormi potenzialità, investono nel mercato edilizio a basso costo. Come per esempio Value and Budget Housing, una compagnia fondata da Jaithirt Rao, ex amministrtotre delegato della società hi-tech Mphasis e Ps Jayakumar, ex dirigente Citigroup. Sono già in previste circa 37.500 case a Bangalore e Chennai e in altre città indiane.
http://progressonline.it/index.php?livello=Economia&sezione=31&articolo=1825&lang=it