A tutti capita di vedere qualcosa, di memorizzare una immagine che poi viene scartata da altri pensieri.
Ma poi ritorna perchè ha lasciato una traccia.
Ero in auto con mia moglie, curvo e passo davanti al cimitero e ricordo la frase " eravamo come voi, sarete come noi " ma poi cancello questa nota negativa e cerco di immaginare che la clessidra della mia vita abbia ancora molta sabbia. Vedo i limiti della strada, il grande cancello, i parcheggi con ancora poche auto, percepisco il silenzio esterno e poi la panchina dove accomodarsi in attesa dell'autobus che passa ogni chissà quanto.
Era seduto un vecchietto e in quei pochi secondi ho visto la sua solitudine ed il fazzoletto col quale si asciugava gli occhi confermava ciò che pensavo.
Forse aveva perso la moglie da poco, di solito è così e si va a trovare i resti di chi ha condiviso la nostra storia.
Oltre quel muro c'è anche mio padre, mia nonna, mia suocera e immagino finirò anche io ma oggi avrei potuto fermarmi e gettare via la solita maschera che indosso, avrei potuto domandare a quel vecchietto se aveva bisogno.
Una frase fatta quella ma avrebbe capito che volevo aiutarlo anche solo con una parola, un sorriso a volte basta per capire che oltre le nuvole esiste il sole.
Invece l'auto diventa più veloce in quel momento, come fosse lei a farmi capire che non devo farmi del male e devo proseguire per cose più importanti.
Certo, comprare le scarpe è davvero importante, quasi come fossi stato scalzo mentre guidavo.
Certo, avevo auto dietro e non potevo rallentare, forse ero imbarazzato a dover spiegare a mia moglie perchè mi sarei fermato.
Il risultato è che comunque ho proseguito e il vecchietto ha finito di asciugarsi le lacrime, l'autobus sarà arrivato e lui avrà proseguito la sua vita senza quel sorriso che forse varebbe fatto la differenza tra tornare a casa con i ricordi " taglienti " ed una passeggiata cercando qualche segno di primavera che convinca che la vita continua.
Ma poi ritorna perchè ha lasciato una traccia.
Ero in auto con mia moglie, curvo e passo davanti al cimitero e ricordo la frase " eravamo come voi, sarete come noi " ma poi cancello questa nota negativa e cerco di immaginare che la clessidra della mia vita abbia ancora molta sabbia. Vedo i limiti della strada, il grande cancello, i parcheggi con ancora poche auto, percepisco il silenzio esterno e poi la panchina dove accomodarsi in attesa dell'autobus che passa ogni chissà quanto.
Era seduto un vecchietto e in quei pochi secondi ho visto la sua solitudine ed il fazzoletto col quale si asciugava gli occhi confermava ciò che pensavo.
Forse aveva perso la moglie da poco, di solito è così e si va a trovare i resti di chi ha condiviso la nostra storia.
Oltre quel muro c'è anche mio padre, mia nonna, mia suocera e immagino finirò anche io ma oggi avrei potuto fermarmi e gettare via la solita maschera che indosso, avrei potuto domandare a quel vecchietto se aveva bisogno.
Una frase fatta quella ma avrebbe capito che volevo aiutarlo anche solo con una parola, un sorriso a volte basta per capire che oltre le nuvole esiste il sole.
Invece l'auto diventa più veloce in quel momento, come fosse lei a farmi capire che non devo farmi del male e devo proseguire per cose più importanti.
Certo, comprare le scarpe è davvero importante, quasi come fossi stato scalzo mentre guidavo.
Certo, avevo auto dietro e non potevo rallentare, forse ero imbarazzato a dover spiegare a mia moglie perchè mi sarei fermato.
Il risultato è che comunque ho proseguito e il vecchietto ha finito di asciugarsi le lacrime, l'autobus sarà arrivato e lui avrà proseguito la sua vita senza quel sorriso che forse varebbe fatto la differenza tra tornare a casa con i ricordi " taglienti " ed una passeggiata cercando qualche segno di primavera che convinca che la vita continua.