Io dico semplicemente che l'evoluzione, per qualsiasi specie compreso la nostra, consiste nel mantenere quelle mutazioni naturali che si rivelano vincenti e consentono quindi di venir trasmesse ai discendenti e di lasciar estinguere quelle dannose. In questo filone certamente l'utilizzo dell'intelligenza e lo sviluppo della stessa è da considerarsi un fatto evolutivo"naturale" che ha consentito all'uomo di diventare specie dominante.IDrAcula ha scritto:In realtà non avevo proprio letto tutto, ho letto "fede", mi ha dato fastidio, ed ho risposto.
I diritti sono un'invenzione dell'uomo, ergo che senso ha allargarli agli animali? Sono, gli animali, capaci di pretendere i loro diritti?
Giri sempre attorno a questo giro di soldi, ok, ma mi pare che comunque ci sia qualcosa in cambio.
I dubbi ci sono sempre, ma considerando l'età media attuale con quella passata, direi che ci siamo evoluti. Che poi, l'impatto di cosa sul nostro patrimonio genetico?
Poi, paragonare qualcosa di nocivo alla SA lo trovo francamente assurdo.
Il mio dubbio, e vedo che è solo mio dal momento che nessuno ha affrontato l'argomento per esprimere il suo parere, è se sia etico (concetto che solo l'intelligenza della nostra specie ci consente di formulare) spingere il nostro predominio sul pianeta, e non parlo solo di S.A., di depredarne le risorse e, in ultima analisi anche di esercitare una spinta antievolutiva dal punto di vista biologico consentendo con lo sviluppo della medicina il mantenersi di tutte quelle mutazioni negative che, naturalmente avrebbero portato a morti precoci o all'infertilità.
Se vogliamo i miei dubbi possono essere sintetizzati in una contraddizione tra civiltà la cui cultura può crescere sfruttando anche l'apporto di persone con menti estremamente valide pur se affetti da patologie che in società meno evolute ed organizzate ne avrebbero determinato la soppressione ed invece la considerazione che, anzichè combattere le malattie in realtà le stiamo solo arginando e consentendo che vengano trasmesse.