<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> sperimentazione: basta no? | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

sperimentazione: basta no?

economyrunner ha scritto:
Ridurre all'indispensabile la vivisezione e non a tanto il chilo sarebbe già più "umano", dare degli spazi vitali più congrui fino al loro sacrificio sarebbe già più umano. Credo che l'amico forumista dica questo, spero.

Ed è ciò che avviene.

Ho linkato prima le procedure per avere l'autorizzazione ad un progetto che richieda SA, tra queste procedure è richieste l'indispensabilità all'utilizzo di animali, e che non si possano utilizzare i metodi alternativi.

Negli stabulari gli animali sono trattati benissimo (altrimenti non sarebbero utili), con spazi vitali più che a sufficienza (anche il benessere mentale dell'animale è fondamentale).
 
IDrAcula ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Ridurre all'indispensabile la vivisezione e non a tanto il chilo sarebbe già più "umano", dare degli spazi vitali più congrui fino al loro sacrificio sarebbe già più umano. Credo che l'amico forumista dica questo, spero.

Ed è ciò che avviene.

Rischieresti la vita per il tuo cane? Sii sincero.

È in pericolo, devi salvarlo, forse a costo della tua vita. Che fai?
 
chiaro_scuro ha scritto:
Per me solo un collione potrebbe mettere a rischio la sua vita e lascerebbe da soli suoi cari per proteggere un animale.

Ciao.

Attieniti e non divagare. Per assurdo, si tratta di TE e del tuo CANE. Non condire la cosa con tutto il parentato, o sei di quelli che rispondono a:

-saresti contento di possedere una Ferrari?-

con -oh mamma, chissà quanto pagherei i tagliandi...-

La morale della favola è semplice: è presto detto che chi non sia disposto a sacrificarsi in prima persona non lo farebbe per un cane, per un uomo qualunque o per un parente. Non si scappa. Si tratta di avere le palle o non averle, di mettersi in gioco o di non farlo. I cosìddetti atti di eroismo narrano di persone che si attivano per gli altri (di norma sconosciuti) e di persone che tirano dritto.

Questa è la differenza tra l'altruista e l'individualista, pur con tante sfumature di grigio, sei uno o sei l'altro, hai le palle oppure no. Non tutti le hanno quando c'è da sacrificarsi, non bisogna vergognarsi.

Per l'individualista è difficile intravedere qualcosa che vada oltre il beneficio personale.
 
Si tratta di avere le palle
Per me si tratta di essere un collione: mio figlio merita la mia morte il mio cane no. Mi sono attenuto.
Se proprio dovessi pensare che il mio cane meriti la mia morte non potrei mai immaginarmi di far meritare la mia morte a mio figlio. Divago.

E' quello che ho detto anche prima: per me è un collione sia mettere a rischio la propria vita per un cane sia lasciare solo i propri cari per un cane.

Ed io uno specchietto alla schiena me lo sono preso perchè mio figlio stava per essere investito: le palle da mettere in gioco le ho, solo che non valgono così poco da giocarmele per un cane.

Per l'individualista è difficile intravedere qualcosa che vada oltre il beneficio personale.
Si può vedere anche diversamente: ritieni che il tuo cane ti dia un grande beneficio personale e per questo te ne freghi delle conseguenze di chi ti sta attorno.

Ciao.
 
provo ancora a porre i miei due quesiti in forma estremamente semplice.
1)La cura delle malattie diciamo "ad ogni costo" è senz'altro un'ottima cosa dal punto di vista del singolo, ma lo è altrettanto per la specie? (ovverossia stiamo andando o no in direzione contraria all'evoluzione ed alla selezione naturale?)
2) L'uomo inteso come specie ha il diritto certamente di attingere alle risorse naturali ed organizzarsi per essere più efficiente, ma non credete voi che dovrebbe esistere un limite nello sfruttamento di tali risorse per altri fini (caccia o sperimentazione animale che siano)
io da parte mia ho già chiarito che ho dei dubbi e mi basta cambiare il sistema di riferimento per oscillare tra una visione e l'altra.
Ammiro la certezza di alcuni che non ammettono dubbi, ma la trovo "poco scientifica" perchè se non ci si pongono delle domande difficilmente avremo delle risposte.
Sul fatto poi che si investano su questi settori tanti quattrini da parte di multinazionali orientate a massimizzare il profitto la dice lunga sulle reali intenzioni se indirizzate a risolvere le sofferenze dei pazienti o ad accrescerne la dipendenza da farmaci.
Abbiamo un mondo dove persone sane muoiono di fame ogni giorno e con i soldi spesi per la ricerca farmaceutica se ne salverebbero in buona parte, come mai queste società filantropiche si dedicano alla ricerca su malattie "da ricchi" e tralasciano di intervenire sulle cause di morte nel terzo mondo ed anzi si oppongono che vengano distribuiti i loro farmaci protetti da brevetto sintetizzati in case farmaceutiche di altri paesi alla stregua dei nostri "generici".
Comunque mi auguro che si smetta con la mistificazione del tipo "sacrifico il mio cane per salvare mio figlio" le due cose non sono minimamente correlate.
 
il_chicco_show ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
Per me solo un collione potrebbe mettere a rischio la sua vita e lascerebbe da soli suoi cari per proteggere un animale.

Ciao.

Attieniti e non divagare. Per assurdo, si tratta di TE e del tuo CANE. Non condire la cosa con tutto il parentato, o sei di quelli che rispondono a:

-saresti contento di possedere una Ferrari?-

con -oh mamma, chissà quanto pagherei i tagliandi...-

La morale della favola è semplice: è presto detto che chi non sia disposto a sacrificarsi in prima persona non lo farebbe per un cane, per un uomo qualunque o per un parente. Non si scappa. Si tratta di avere le palle o non averle, di mettersi in gioco o di non farlo. I cosìddetti atti di eroismo narrano di persone che si attivano per gli altri (di norma sconosciuti) e di persone che tirano dritto.

Questa è la differenza tra l'altruista e l'individualista, pur con tante sfumature di grigio, sei uno o sei l'altro, hai le palle oppure no. Non tutti le hanno quando c'è da sacrificarsi, non bisogna vergognarsi.

Per l'individualista è difficile intravedere qualcosa che vada oltre il beneficio personale.

Per dire si o no ( lo faccio o meno ) ad un atto di eroismo bisogna trovarcisi dentro
Qui, anche il piu' vile, pensando a Sordi e Gassman,
( La grande guerra ),
puo' diventare un eroe,
diversamente, l' esempio contrario, lo abbiamo avuto al Giglio
anni fa.
 
ch4 ha scritto:
Ammiro la certezza di alcuni che non ammettono dubbi,

Chi ha detto ciò? I dubbi sono insiti in noi, è per questo che la ricerca non si può fermare.

.

Nessuno ha mai negato che le case farmaceutiche lo facciano per profitto, come in ogni altro campo.

.

Non sono correlate, quindi che non venga chiesto cosa faremmo del nostro cane.
 
chiaro_scuro ha scritto:
Si tratta di avere le palle
Per me si tratta di essere un collione: mio figlio merita la mia morte il mio cane no. Mi sono attenuto.
Se proprio dovessi pensare che il mio cane meriti la mia morte non potrei mai immaginarmi di far meritare la mia morte a mio figlio. Divago.

E' quello che ho detto anche prima: per me è un collione sia mettere a rischio la propria vita per un cane sia lasciare solo i propri cari per un cane.

Ed io uno specchietto alla schiena me lo sono preso perchè mio figlio stava per essere investito: le palle da mettere in gioco le ho, solo che non valgono così poco da giocarmele per un cane.

Per l'individualista è difficile intravedere qualcosa che vada oltre il beneficio personale.
Si può vedere anche diversamente: ritieni che il tuo cane ti dia un grande beneficio personale e per questo te ne freghi delle conseguenze di chi ti sta attorno.

Ciao.

Hai travisato, e te l'avevo detto.

Se sei altruista le palle le hai in qualsiasi caso, si tratti del figlio (e ci mancherebbe), di uno sconosciuto (e ci mancherebbe) o di un cane (tuo, o di altri, E CI MANCHEREBBE).

La domanda non era rivolta a te o a IDrAcula, è semplicemente la spiegazione dell'essere altruista o individualista.

Seguiti a parlare di TUO figlio, io ti parlo di mettersi in gioco per CHIUNQUE, umano o no.

Io ho le palle per considerare un eventuale sacrificio, la differenza tra me e te sta nel fatto che io per te, sconosciuto, mi fermerei, tu per me non ti metteresti in pericolo.

Modestamente ho ricevuto un'educazione che mi tiene lontano dagli eccessi ma non mi fa dimenticare che le necessità non sono solo le proprie: altruismo.
 
IDrAcula ha scritto:
ch4 ha scritto:
Ammiro la certezza di alcuni che non ammettono dubbi,

Chi ha detto ciò? I dubbi sono insiti in noi, è per questo che la ricerca non si può fermare.

.

Nessuno ha mai negato che le case farmaceutiche lo facciano per profitto, come in ogni altro campo.

.

Non sono correlate, quindi che non venga chiesto cosa faremmo del nostro cane.
Io ho solo preso nota di alcuni fatti e cioè che prendi per assolutamente degni di fede le relazioni di chi lavora e pubblica risultati ottenuti dalla sperimentazione su animali. E' assodato che questi siano scienziati validi e che i risultati siano buoni o eccellenti. Non metto in dubbio questo ma mi pare, banalizzando, come chiedere all'oste se il vino è buono.
Come avrai capito perciò io non contesto l'utilità della S.A. ma solo la liceità di alienare i diritti degli animali non per fini di sopravvivenza immediata (alimentazione), ma per altri fini, il principale dei quali è comunque un vorticoso giro di soldi.
L'altro dubbio al quale non hai mai risposto consiste, tralasciando la visione egoistica del singolo, se l'impatto sul patrimonio genetico della nostra specie sia positivo, indifferente o negativo.
Per fare un paragone in un campo più attinente alla rivista che ci ospita equivale a porsi l'obiettivo di limitare l'emissione dei gas serra accettando misure che limitino le nostre libertà personali ma a vantaggio dell'ambiente. Tutti noi privilegiamo le nostre libertà di usare la macchina, di stare ben caldi d'inverno e freschi d'estate nonostante sia ormai evidente che i cambiamenti climatici siano notevoli.
Anche in questo caso il vantaggio del singolo va a discapito dell'umanità intera ed è per questo che ritengo che i problemi di questo tipo dovrebbero venir valutati ad un livello di interessi non del singolo, ma del pianeta intero.
Questi sono perciò i miei dubbi e pertanto mi sento autorizzato a credere che, se tu non hai mai risposto nel merito dei miei quesiti, ciò possa significare solo che queste mie perplessità tu proprio non le abbia e da qui la mia asserzione che tu, in merito, non hai dubbi.
 
In realtà non avevo proprio letto tutto, ho letto "fede", mi ha dato fastidio, ed ho risposto.

I diritti sono un'invenzione dell'uomo, ergo che senso ha allargarli agli animali? Sono, gli animali, capaci di pretendere i loro diritti?

Giri sempre attorno a questo giro di soldi, ok, ma mi pare che comunque ci sia qualcosa in cambio.

I dubbi ci sono sempre, ma considerando l'età media attuale con quella passata, direi che ci siamo evoluti. Che poi, l'impatto di cosa sul nostro patrimonio genetico?

Poi, paragonare qualcosa di nocivo alla SA lo trovo francamente assurdo.
 
@il_chicco_show
In certe situazioni è difficile ragionare fino in fondo ma stai sicuro che non avrei rischiato di andare sotto un auto per paura che ci andasse un cane.
Ti faccio un esempio: sono un pessimo nuotatore e se dovessi buttarmi in mare per salvare qualcuno quasi sicuramente non lo farei ma se quel qualcuno fosse mio figlio lo farei. Ho un cervello e, nei limiti di una situazione di emergenza, cerco di usarlo. Una cosa è aiutare il prossimo un'altra e dare la vita per il prossimo.

@ch4
E' vero che l'evoluzione "naturale" prevede altri meccanismi ma in fondo anche il progresso dovuto all'ingegno dell'uomo può essere visto come una forma di evoluzione "naturale": invece di usare solo l'arma genetica uso l'arma dell'intelligenza che pur sempre deriva dall'evoluzione genetica.
Intanto non vedo nessuno stracciarsi le vesti per una pianta o per un batterio e già questo fa capire che qualcosa non quadra.

Ciao.
 
chiaro_scuro ha scritto:
@il_chicco_show
In certe situazioni è difficile ragionare fino in fondo ma stai sicuro che non avrei rischiato di andare sotto un auto per paura che ci andasse un cane.
Ti faccio un esempio: sono un pessimo nuotatore e se dovessi buttarmi in mare per salvare qualcuno quasi sicuramente non lo farei ma se quel qualcuno fosse mio figlio lo farei. Ho un cervello e, nei limiti di una situazione di emergenza, cerco di usarlo. Una cosa è aiutare il prossimo un'altra e dare la vita per il prossimo.

@ch4
E' vero che l'evoluzione "naturale" prevede altri meccanismi ma in fondo anche il progresso dovuto all'ingegno dell'uomo può essere visto come una forma di evoluzione "naturale": invece di usare solo l'arma genetica uso l'arma dell'intelligenza che pur sempre deriva dall'evoluzione genetica.
Intanto non vedo nessuno stracciarsi le vesti per una pianta o per un batterio e già questo fa capire che qualcosa non quadra.

Ciao.

" in certe situazioni e' difficile ragionare....."
Da giovane, giravo parecchio, ho rischiato 2 volte, una delle quali
incredibile sia qui a scriverlo, per non investire 2 lepri in attraversamento,
e 1 volta un gatto.....
Mi sono riproposto di conservare la calma e di tenere lo sterzo il piu' stretto possibile.....e..... :cry:
 

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