<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Sono inkakkiato abbestia | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

Sono inkakkiato abbestia

...se "l'errore" è volontario e ricercato, parliamo di avanguardia. Se è involontario, è un errore...
Mi sembra un "principio" assai poco galleggiante.

Io scrivo (un articolo di giornale, un messaggio su un forum, un libro...) oppure parlo in maniera grammaticalmente oscena e qualcuno si permette di criticarmi per questo? Nessun problema: faccio notare che il mio modo di scrivere e parlare è volontario e ricercato ed ecco che nessuno più accusarmi di alcun che. Come per magia, con questa semplice formula mi trasformo da ignorante (non solo in senso letterale) a emerito avanguardista.

In effetti, stando a quanto si legge e si sente in giro, questo tipo di approccio deve essere oltremodo diffuso.

La questione che ho sollevato nel mio messaggio precedente, però, non si sposta di un millimetro. Anzi.
 
marimasse ha scritto:
...se "l'errore" è volontario e ricercato, parliamo di avanguardia. Se è involontario, è un errore...
Mi sembra un "principio" assai poco galleggiante.

Io scrivo (un articolo di giornale, un messaggio su un forum, un libro...) oppure parlo in maniera grammaticalmente oscena e qualcuno si permette di criticarmi per questo? Nessun problema: faccio notare che il mio modo di scrivere e parlare è volontario e ricercato ed ecco che nessuno più accusarmi di alcun che. Come per magia, con questa semplice formula mi trasformo da ignorante (non solo in senso letterale) a emerito avanguardista.

In effetti, stando a quanto si legge e si sente in giro, questo tipo di approccio deve essere oltremodo diffuso.

La questione che ho sollevato nel mio messaggio precedente, però, non si sposta di un millimetro. Anzi.
La fai facile, non funziona così... ;)

Ad assegnare lo status di avanguardia non è l'autore ma il lettore/pubblico. Se scrivo una castroneria non sono io che la "scuso" ma è chi legge che in base alla caratura dell'autore interpreta in un modo o nell'altro. Ciò detto, la consapevolezza dell'autore dev'essere quantomeno palese... ;)
 
jaccos ha scritto:
...Ad assegnare lo status di avanguardia non è l'autore ma il lettore/pubblico...
Il fatto è che è molto più gratificante vedersi e vendersi in veste di innovatori piuttosto che in veste di ignoranti.
DI conseguenza se io non sono capace di scrivere in italiano (perché magari non so coniugare i verbi, usare la punteggiatura e gli accenti, scrivere le parole per intero, fare un discorso senza infarcirlo di inutili acronimi o vocaboli stranieri ecc.) sarò "istintivamente" portato ad essere d'accordo con chi parla con compiacimento di evoluzione della lingua e di graduale semplificazione del lessico (che ha ovviamente come traguardo ultimo il ritorno ai... semplicissimi grugniti dei nostri remoti antenati) e a unirmi al coro di coloro che considerano vecchio, retrogrado, ottuso ecc. chiunque si permetta di dissentire.

Il che produce, come risultato su larga scala, una collettività di individui che non sanno più parlare né scrivere (quella che dovrebbe essere) la propria lingua e per questo non solo non si sentono a disagio o in errore ma ne sono addirittura compiaciuti e orgogliosi.

Non a caso in molti atenei sono stati introdotti negli ultimi anni dei corsi e degli esami di lingua italiana per le matricole, che sempre più frequentemente arrivano all'università senza saper scrivere una sequenza di frasi di senso compiuto.
Il che non mi pare particolarmente entusiasmante.
 
marimasse ha scritto:
jaccos ha scritto:
...Ad assegnare lo status di avanguardia non è l'autore ma il lettore/pubblico...

Non a caso in molti atenei sono stati introdotti negli ultimi anni dei corsi e degli esami di lingua italiana per le matricole, che sempre più frequentemente arrivano all'università senza saper scrivere una sequenza di frasi di senso compiuto.
Il che non mi pare particolarmente entusiasmante.

ovvio.
ma questo, trattandosi di neo diplomati, non dipende dalla collettività di lazzaroni bensì dalla qualità dell'insegnamento superiore.
che evidentemente non dipende dal bilancio, ma dalla qualificazione degli insegnanti.
 
belpietro ha scritto:
...trattandosi di neo diplomati...
Purtroppo quei neo diplomati diventano in seguito neo laureati e poi professionisti, giornalisti, insegnanti, portandosi appresso la loro... indole avanguardista, che poi (più o meno consapevolmente) trasmetteranno al prossimo, mai incontrando sul proprio cammino concreti ostacoli di sorta perché, si sa, la lingua si evolve...

Non a caso, ci sono dei quotidiani le cui redazioni sembrano scegliere i propri collaboratori in base ad un principio ben preciso: se dimostri di saper scrivere correttamente dieci righe consecutive non vieni ingaggiato.
 
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