<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Sembra scritto oggi | Il Forum di Quattroruote

Sembra scritto oggi

La Grande Depressione, in America, si trascinò oltre dieci anni dopo il '29. Rileggerla in prospettiva può essere un'importante lezione per noi, oggi. Le più recenti ricostruzioni storiografiche, tra cui quella di Amity Shlaes, aiutano a capire perché ci volle così tanto per uscire da una trappola costruita da buone intenzioni.

La colpa fu di una serie di errori: l'incremento eccessivo delle imposte, insieme a una politica monetaria e commerciale decisamente pro-ciclica; l'accento sul lavoro come "bene" offribile, anziché sulle condizioni che ne favorissero la domanda; lo spiazzamento della mano invisibile ad opera di quella visibile, azionata dallo stato.
Fu il combinato disposto che scatenò, allora come oggi, un clima d'incertezza che scoraggiò l'intrapresa e provocò un impoverimento generalizzato. Il ruolo giocato dall'inasprimento fiscale fu determinante. A poco più di due anni di distanza dal martedì nero, il Presidente Hoover sollecitò il Congresso ad aumentare tutte le imposte. Il deficit federale si era impennato e si preferì ristabilire immediatamente l'equilibrio di bilancio. S'introdussero nuove aliquote, quasi da economia di guerra. L'imposta che creò più difficoltà a tanti americani fu quella sugli immobili. La deflazione rendeva non solo più arduo pagare il mutuo ma anche trovare i soldi per la tassa sulla casa.
 
Ci troviamo nella m...a, perchè settori trainanti della nostra economia non .........................trainano più: delocalizzano o chiudono lasciando in mezzo ad una strada migliaia di persone. Occorre quindi individuare dei nuovi fattori di sviluppo in base alle nostre peculiarità, e penso che la risposta la conosciamo tutti: Agroalimentare ( con tutte le eccellenze che abbiamo), Culturale ( non abbiamo certo bisogno di presentazioni in questo campo), Turistico e ultimo ma non ultimo: la Ricerca ( in alcuni campi non siamo secondi a nessuno ).
 
Siamo circa 60 milioni tra Italiani ed Immigrati. Con Agroalimentare, Turismo, Cultura e Ricerca, non riusciamo a sbarcare il Lunario tutti in comitiva. :D

Ci vuole l'Industria.

L'Agroalimentare per stare in piedi si è inventato l'Agroturismo.

il Turismo oggi subisce la concorrenza di altre Destinazioni più a Buon Mercato.

La Cultura per generare profitti ha bisogno del Turismo. In più moltissime opere sono accatastate nei magazzini invece che disponibili al Pubblico.

Ricerca - non tutti possono essere ricercatori e non tutta la ricerca porta risultati che possono trovare applicazioni pratiche.

Per rilanciare l'Italia è necessario trovare mercati in cui i prodotti Italiani siano apprezzati più di quelli dei nostri concorrenti. I tempi sono cambiati da un TOT. e non tutti se ne sono accorti. Se prima vigeva una concorrenza concertata che assicurava a tutti il lavoro, da tempo non è più così vige la legge del più Forte, Innovativo, capace di conquistare e di aprire nuovi mercati anche distruggendo la concorrenza, Soprattutto sbaragliando i concorrenti iun quanti più mercati è possibile.

Per i Lavoratori Italiani che hanno i Netti in Busta Paga tra i più Leggeri d'Europa stare al pari con la concorrenza è problematico. Come è problematico rilanciare i consumi interni ...
 
Cippo1021 ha scritto:
Siamo circa 60 milioni tra Italiani ed Immigrati. Con Agroalimentare, Turismo, Cultura e Ricerca, non riusciamo a sbarcare il Lunario tutti in comitiva. :D

Ci vuole l'Industria.

L'Agroalimentare per stare in piedi si è inventato l'Agroturismo.

il Turismo oggi subisce la concorrenza di altre Destinazioni più a Buon Mercato.

La Cultura per generare profitti ha bisogno del Turismo. In più moltissime opere sono accatastate nei magazzini invece che disponibili al Pubblico.

Ricerca - non tutti possono essere ricercatori e non tutta la ricerca porta risultati che possono trovare applicazioni pratiche.

Per rilanciare l'Italia è necessario trovare mercati in cui i prodotti Italiani siano apprezzati più di quelli dei nostri concorrenti. I tempi sono cambiati da un TOT. e non tutti se ne sono accorti. Se prima vigeva una concorrenza concertata che assicurava a tutti il lavoro, da tempo non è più così vige la legge del più Forte, Innovativo, capace di conquistare e di aprire nuovi mercati anche distruggendo la concorrenza, Soprattutto sbaragliando i concorrenti iun quanti più mercati è possibile.

Per i Lavoratori Italiani che hanno i Netti in Busta Paga tra i più Leggeri d'Europa stare al pari con la concorrenza è problematico. Come è problematico rilanciare i consumi interni ...
C'è industria e industria.
La grande industria, quella di massa, è destinata a scomparire da noi.
L'alta tecnologia, quella ad alto tasso di innovazione; le lavorazioni non standardizzate e di precisione; le energie rinnovabili... insomma, tutto ciò che non è facilmente e rapidamente replicabile può andare bene, ma prima o dopo ci raggiungeranno.
Ci sono pochissime cose in cui saremo sempre superiori, una cosa che nessuno ci potrà mai portare via o replicare tale e quale: la storia, la cultura, i paesaggi.
Lo ripeto per l'ennesima volta: camminiamo sull''oro e non ce ne rendiamo conto.
Una seria politica su questi tre punti e soprattutto un marketing fatto bene, ecco cosa ci vuole. Ora come ora la promozione è a livello regionale... noi vediamo pubblicità promozionali sull'india, il marocco, l'egitto, ultimamente addirittura la finlandia... avremmo bisogno di promuoverci all'estero in maniera massiccia e unitaria.
Poi, una volta che le persone si interessano a noi, vale la pena proporre le varie regioni in modo da soddisfare tutte le esigenze (la nostra grande varietà e diversità è una grande forza).
 
Custa tropp. C'è ne minga de trippa per ratt. I gatt han già putàa via tutt' cos'.

Dove c'è soldo c'è anche chi mangia a U.F.O.

Pubblicita. E' un di quei settori che, notoriamente, permettono di far arrivare mazzette a certe congregazioni. E' un po' come le consulenze, che nessuno le vole, ma le fan fare a tutti.
 
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