La Grande Depressione, in America, si trascinò oltre dieci anni dopo il '29. Rileggerla in prospettiva può essere un'importante lezione per noi, oggi. Le più recenti ricostruzioni storiografiche, tra cui quella di Amity Shlaes, aiutano a capire perché ci volle così tanto per uscire da una trappola costruita da buone intenzioni.
La colpa fu di una serie di errori: l'incremento eccessivo delle imposte, insieme a una politica monetaria e commerciale decisamente pro-ciclica; l'accento sul lavoro come "bene" offribile, anziché sulle condizioni che ne favorissero la domanda; lo spiazzamento della mano invisibile ad opera di quella visibile, azionata dallo stato.
Fu il combinato disposto che scatenò, allora come oggi, un clima d'incertezza che scoraggiò l'intrapresa e provocò un impoverimento generalizzato. Il ruolo giocato dall'inasprimento fiscale fu determinante. A poco più di due anni di distanza dal martedì nero, il Presidente Hoover sollecitò il Congresso ad aumentare tutte le imposte. Il deficit federale si era impennato e si preferì ristabilire immediatamente l'equilibrio di bilancio. S'introdussero nuove aliquote, quasi da economia di guerra. L'imposta che creò più difficoltà a tanti americani fu quella sugli immobili. La deflazione rendeva non solo più arduo pagare il mutuo ma anche trovare i soldi per la tassa sulla casa.
La colpa fu di una serie di errori: l'incremento eccessivo delle imposte, insieme a una politica monetaria e commerciale decisamente pro-ciclica; l'accento sul lavoro come "bene" offribile, anziché sulle condizioni che ne favorissero la domanda; lo spiazzamento della mano invisibile ad opera di quella visibile, azionata dallo stato.
Fu il combinato disposto che scatenò, allora come oggi, un clima d'incertezza che scoraggiò l'intrapresa e provocò un impoverimento generalizzato. Il ruolo giocato dall'inasprimento fiscale fu determinante. A poco più di due anni di distanza dal martedì nero, il Presidente Hoover sollecitò il Congresso ad aumentare tutte le imposte. Il deficit federale si era impennato e si preferì ristabilire immediatamente l'equilibrio di bilancio. S'introdussero nuove aliquote, quasi da economia di guerra. L'imposta che creò più difficoltà a tanti americani fu quella sugli immobili. La deflazione rendeva non solo più arduo pagare il mutuo ma anche trovare i soldi per la tassa sulla casa.