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Se anche le Poste " spacciano " "....

Negli anni 80 la faccenda era pero' completamente diversa.
Erano infatti nate societa' apposite per vendere queste " opportunita' "
Poi come dici Tu, il grosso era in commissioni, quelle che vedevi e quelle che non....
Te lo dico perche' alcuni gestori locali di queste societa'
( specie i primi e i piu' dotati di pelo gastrico )
fecero delle piccole fortune in breve tempo, fra queste un amico carissimo....
Pero' li', gia' entravi con il miraggio di rendimenti spropositati;
ben diversa la Banca, o la Posta ( che sono, o meglio erano le Istituzioni sane di un Paese ),
quelle che, proprio per questo, nascono a tutela ( con giusto corrispettivo ovviamente ) del risparmio dei cittadini
 
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E comunque pure io "pollo" negli anni 80 provai con i "fondi comuni" in voga all'epoca, attirato dai rendimenti elevati che mi furono prospettati in banca, rendimenti che effettivamente all' inizio (+o- l'anno 1984) volavano.
Per 8 anni seguii l'andamento delle quote e non ci fu una volta che vidi il segno + :(:mad:.
Chissa' quanti come me, non riuscii nemmeno a recuperare il capitale investito al netto delle commissioni, ma una cifra inferiore. Potevo lasciarli su un c/c avrebbero reso di piu'.
Ma le societa' che li gestivano i fondi le commissioni se le intascavano subito alla sottoscrizione, mica fessi....:rolleyes:
E' sempre la solita storia;)

La componente "rischio" dei fondi comuni era comunque abbastanza evidente già agli esordi e scritta a chiare lettere negli opuscoli informativi che accompagnavano tali programmi finanziari .

Quindi le tante "vittime" che ci son state , possono a buon diritto rientrare fra "coloro che se la cercano" per avidità o ipocrisia e in questo modo si fanno vittime/complici dei furbi e raccontatori di balle .

Per quanto a distanza di anni non credo vi sia stato alcun fondo a non aver recuperato quanto dal risparmiatore versato , certo se questi ha avuto la pazienza e la possibilità di aspettare

Diverso il caso di conti correnti , obbligazioni acquistate in banca o prodotti della Posta , enti che si pongono da sempre come garanti per la sicurezza del risparmiatore/correntista ed hanno tradito artatamente questa loro funzione a proprio vantaggio o di altri soggetti estranei al patto , come nei casi Etruria , Monte Paschi ed ora Poste italiane, creando danni evidenti , quando non totali ai risparmi investiti , senza praticamente possibilità di recupero con il tempo.
 
Io non entro nel merito di discorsi tecnici perchè devo ammettere che sono,forse anche volutamente,ignorante in materia di investimenti.
Posso però riportare la mia esperienza personale con le poste.
Ho trovato un ambiente molto simile a quello delle banche,proposte insistenti di investimenti che al cliente non interessavano,scarsa trasparenza e anche purtroppo grande ignoranza sulle norme di legge,tutto a scapito del cliente.
A queste criticità vanno aggiunte secondo me pessime politiche gestionali e una burocrazia contorta e esagerata,che comportano spesso per i clienti attese interminabili,si parla anche di mesi,e tonnellate di scartoffie,una quantità tale da far impallidire qualsiasi banca.
Personalmente io non nutro maggiore fiducia verso le poste rispetto alle banche e possibilmente cercherò di evitare,vista la disorganizzazione imperante,rapporti finanziari con gli uffici postali che vadano al di la del pagamento di un bollettino una volta ogni tanto.
 
E comunque pure io "pollo" negli anni 80 provai con i "fondi comuni" in voga all'epoca, attirato dai rendimenti elevati che mi furono prospettati in banca, rendimenti che effettivamente all' inizio (+o- l'anno 1984) volavano.
Per 8 anni seguii l'andamento delle quote e non ci fu una volta che vidi il segno + :(:mad:.
Chissa' quanti come me, non riuscii nemmeno a recuperare il capitale investito al netto delle commissioni, ma una cifra inferiore. Potevo lasciarli su un c/c avrebbero reso di piu'.
Ma le societa' che li gestivano i fondi le commissioni se le intascavano subito alla sottoscrizione, mica fessi....:rolleyes:
E' sempre la solita storia;)
Rendimento elevato è sempre sinonimo di rischio elevato.
 
Le banche e la posta, hanno guadagnato con le commissioni, comunque andassero gli indici, negativi o positivi, per loro non importava :(
 
Sono due anni che alle Poste provano a rifilarmi fondi di investimento spacciati come sicuri per il solo fatto che altri miei concittadini hanno deciso di sottoscriverli ed ancora non hanno perso nulla, così diceva l'addetto. Peccato che leggendo un semplice dépliant del prodotto in questione fosse chiaramente scritto che il capitale investito non è garantito, e non mi garantisce nemmeno un rendimento minimo.
Capisco che il responsabile delle vendite abbia sicuramente una commissione su ogni fondo/polizza che riesce a vendere, ma io non sono il farmacista del paese che nel 2012 dichiarò 1,2 milioni di euro e quello che ho da parte lo vorrei far fruttare, anche poco, ma senza rischi.
Oramai siamo delle prede, sia che si vada in Chiesa che alle Poste.
 
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Il problema in tante delle ultime occasioni è che i rendimenti non erano nemmeno cosí elevati da destare sospetti


Il rischio, nei casi ultimi, non c' entra nulla.
Se un imprenditore, anche il piu' bravo, bara,
vedi Calisto....non c'e' difesa per il risparmiatore,
vista poi la viglianza degli Enti Preposti.
Se incassi 1000 il giorno e ne spendi 2000 la notte, puoi essere il piu' bravo sul lavoro....ma e' solo questione di tempo
 
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