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"Sbarchi record non casuali"

Stato
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Scusa, e non ti sembra che il problema sia esattamente questo?

E' completamente diverso.

Se fosse così per gli scafisti sarebbe finita, una volta e per sempre. Ma sarebbe finita anche per i caporali e questo non ci sta tanto bene, anche se le nostre leggi puniscono il caporalato degli schiavi fanno sempre comodo...

Se fosse così si potrebbe arrivare in Italia legalmente, con un volo di linea (spenderebbero anche meno di quel che spendono per un barcone che in una buona percentuale dei casi li porta a morire annegati).
 
Tutti o quasi contro Orban, ma finalmente quello che ci vede chiaro è lui, perché dovrebbe accollarsi questa invasione che altri generosamente e negligentemente incoraggiano fra cui l'Italia, li volete?? Teneteveli!
 
Chiedo io a te: perché sarebbero tanto stupidi da imbarcarsi sulle carrette del mare?

Perchè sanno benissimo che se sbarcassero in Italia - come in qualsiasi altro paese - via aereo o nave sarebbero identificati e potrebbero fermarsi legalmente quel tanto che lo stato di "turista" consente, come peraltro avviene in tutti i paesi del mondo. La differenza è che in tutti gli altri paesi i clandestini primo, vengono respinti immediatamente, con le buone o con le cattive, secondo, se riescono a entrare vengono sbattuti fuori appena mettono fuori il naso. Qui, e solo qui, i clandestini godono della più totale immunità e impunità, e ciò fa buon gioco a quelli che vengono qui al solo e unico scopo di farsi mantenere, e contemporaneamente danneggia gravemente quelli che invece vorrebbero davvero trovare un lavoro e integrarsi.
 
Chiedo io a te: perché sarebbero tanto stupidi da imbarcarsi sulle carrette del mare?


Forse qui la risposta..

Hans Rosling fa emergere una verità piuttosto interessante: l'Unione Europea lascia alle compagnie aeree la decisione di imbarcare o meno un migrante senza visto, attribuendo a queste ultime la responsabilità
di "determinare" chi è un rifugiato e chi non lo è.
Se le compagnie prendono una decisione sbagliata, il viaggio di ritorno è a carico loro. Non sorprende, dunque, che queste optino per la prudenza e non imbarchino chi non ha il visto.

https://www.vice.com/it/article/perch-i-rifugiati-non-vengono-in-europa-in-aereo-hans-rosling-765
 
Se le compagnie prendono una decisione sbagliata, il viaggio di ritorno è a carico loro

a me risulta che gli accordi per il trasporto aereo civile vengono stipulati nel nostro caso di solito tra la comunità Europea e gli altri paesi, nel momento in cui c'è un accordo le compagnie aeree che disbrigano le operazioni di checkin permettono o meno l'imbarco a seconda dell'accordo, non è che decidono a loro piacimento.

ma questa è una procedura che utilizzano tutti i paesi , anche la Russia ad esempio riconosce agli operatori delle compagnie aeree il potere di rifiutare l'imbarco se il passeggero non è a posto con i documenti, ma non è che l'operatore decide a suo piacere.
 
Ultima modifica:
@a_gricolo Innanzitutto una precisazione: il fatto che una cosa avvenga in tutti i Paesi del mondo non vuol dire che sia giusta, basti pensare che qualche secolo fa la pena di morte era presente in ogni ordinamento giuridico mentre oggi è proibita per chi voglia entrare nell'UE e sono in corso interventi dissuasivi da parte dell'ONU che più di tanto non può perché è sotto scacco di Paesi molto potenti ma non altrettanto civili (io abolirei anche l'ergastolo, ma questo è un altro discorso).

Gli immigrati che non voglio farsi identificare lo fanno "in gran parte" (visto che le mele marce ci sono sempre e dappertutto) per lavorare in altri Paesi europei nei quali non sarebbero poi ammessi per il Trattato di Dublino: molte di queste persone hanno una dignità e non intendono farsi mantenere da nessuno.

Secondo il modello di Stato che ipotizzavo ("no-borders") non ci sarebbe motivo di respingere nessuno alla scadenza del visto turistico: l'unico obbligo è quello di rispettare le leggi e (ad esempio) oggi in Italia lavorare non è un obbligo normativo. L'esistenza di leggi diverse legate al permesso di soggiorno per alcune categorie di persone la considero una forma di discriminazione.

L'eventuale immunità e impunità dei clandestini così come il fatto che si mantengano persone che non abbiano dichiarato le proprie generalità (o alle quali non ne siano state attribuite di convenzionali attraverso le impronte digitali) sono altrettanto inaccettabili: non avere un nome equivale a non avere responsabilità ed è quest'ultima il fulcro della cittadinanza universale! Se ci sono forme di assistenzialismo per le categorie deboli devono valere per tutti (altrimenti sarebbe una discriminazione "al contrario").

Ed è lapalissiano come non possano essere le Compagnie aeree a stabilire chi sia rifugiato e chi no e il primo passo per un progresso civile è quello di riformulare i criteri per stabilire chi sia da considerare tale. (@trinacrio)

P. S. Io sono uno e voi siete tanti a pensarla (legittimamente) in maniera diversa: finché ho tempo di stare dietro a tutti lo faccio volentieri, poi mi perdonerete...
 
Forse qui la risposta..

Hans Rosling fa emergere una verità piuttosto interessante: l'Unione Europea lascia alle compagnie aeree la decisione di imbarcare o meno un migrante senza visto, attribuendo a queste ultime la responsabilità
di "determinare" chi è un rifugiato e chi non lo è.
Se le compagnie prendono una decisione sbagliata, il viaggio di ritorno è a carico loro. Non sorprende, dunque, che queste optino per la prudenza e non imbarchino chi non ha il visto.

https://www.vice.com/it/article/perch-i-rifugiati-non-vengono-in-europa-in-aereo-hans-rosling-765

Siamo sempre lì: se i clandestini che sono consapevoli di non essere in possesso dei requisiti per la richiesta di asilo sapessero in partenza di non avere alcuna possibilità di entrare in UE attraverso l'Italia (come sanno benissimo che invece avviene nel resto del mondo - prova a entrare clandestinamente in Australia o in Canada....), non partirebbero in massa e non ci sarebbe il problema di filtrare i pochi in mezzo ai tanti, così il problema dei rifugiati sarebbe molto meglio gestibile. In Germania, se non ricordo male e se è ancora così, basta dichiarare alla frontiera di essere rifugiato e ti lasciano entrare. Però, se risulta che hai raccontato una balla, ti fanno il baragnaus come una pentola.
 
(...) filtrare i pochi in mezzo ai tanti, così il problema dei rifugiati sarebbe molto meglio gestibile. (...)

Se una persona rischia seriamente la vita propria e quella dei suoi cari per arrivare lo status di rifugiato deve in qualche modo ottenerlo. Forse ci fa comodo considerare tale solo una piccola percentuale di quanti effettivamente hanno necessità di lasciare le proprie origini.
 
Gli immigrati che non voglio farsi identificare lo fanno "in gran parte" (visto che le mele marce ci sono sempre e dappertutto) per lavorare in altri Paesi europei nei quali non sarebbero poi ammessi per il Trattato di Dublino: molte di queste persone hanno una dignità e non intendono farsi mantenere da nessuno.

Abbi pazienza: se vuoi davvero lavorare in un paese straniero, l'ultima cosa da fare è entrarci da clandestino, e la penultima è scegliere un paese dove il lavoro non c'è.
 
Abbi pazienza: se vuoi davvero lavorare in un paese straniero, l'ultima cosa da fare è entrarci da clandestino, e la penultima è scegliere un paese dove il lavoro non c'è.

Questa gente lavora comunque (anche perché è una tendenza naturale dell'uomo) ma spesso non lo fa con un contratto regolare perché altrimenti non potrebbe più essere sfruttata. I fiumi di denaro stanziati per mantenere gli immigrati non arrivano a destinazione se non in minima parte (io sono comunque contrario ad aiutare loro più degli italiani).
 
Se una persona rischia seriamente la vita propria e quella dei suoi cari per arrivare lo status di rifugiato deve in qualche modo ottenerlo.

Ma anche no. Ad esempio, i nigeriani maschi di vent'anni che dichiarano di fuggire da Boko Haram, prima di ottenere lo status di rifugiati dovrebbero dimostrarmi di non avere lasciato in patria mogli, sorelle, madri e figlie che invece avrebbero davvero il diritto di fuggire. Io, se vivessi in un paese in cui mia moglie o mia madre o mia figlia o mia sorella potrebbero essere in qualsiasi momento stuprate, ridotte in schiavitù o trasformate in bombe umane, non ci penserei manco per un istante a scappare come un coniglio lasciandole alla mercè di selvaggi fanatici.

Forse ci fa comodo considerare tale solo una piccola percentuale di quanti effettivamente hanno necessità di lasciare le proprie origini.

Forse ci fa comodo..... a chi?
 
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