Che la diffamazione l'abbia fatta lui o un altro, allo stato dei fatti è ininfluente. Lui, quale direttore responsabile, può far scrivere chi gli pare sul suo giornale, ma se l'altro non ci mette la faccia e lui lo "copre", automaticamente è come se l'articolo l'avesse scritto lui.belpietro ha scritto:peraltro andrebbe "in galera" non per avere scritto qualcosa, che non ha scritto, ma perché un altro ha commentato in modo diffamatorio una notizia (data da altri ancora) che non era esatta
e su questo, ha ragione Bumper
Detto questo, non era tanto il commento o l'opinione dello scrivente ad essere diffamatorio, ma la notizia stessa, in quanto falsa (e non "non esatta").
Inoltre il non aver accettato l'invito a rettificare dimostra che l'intento non era dare una notizia, vera o falsa che fosse, ma diffamare senza se e senza ma, e per questo si va in galera un po' ovunque nel mondo. Ergo il buon bumper imho ha torto.
Meglio tardi che mai, anche se ciò non aumenta la mia stima dell'Ordine in questione.ma il punto "buffo" è che per il fatto relativo alla diffamazione a mezzo stampa (commessa da altri) per il quale è stato condannato, il disOrdine dei giornalisti non ha preso provvedimenti.
mentre li prende ora, per un fatto "esibizionista" ancora in corso di valutazione penale.
Forse per altri, non per me.però, come si diceva, il problema non è quello che fa ma da che parte sta.