<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Sallusti....boccaccia ( sua ) stattezzzzitttta | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Sallusti....boccaccia ( sua ) stattezzzzitttta

non avevo seguito bene la storia ma stamattina tra giornali e TV giornalisti e non sono tutti d'accordo che tutto ciò è uno schifo, roba da repubblica delle banane; quel giudice dovrebbe vergognarsi.Va bene pagare ma con la galera no soprattutto in momenti in cui non vanno dentro neppure coloro che commettono atti peggiori.
Ma i nemici politici si fanno fuori anche così :evil:
 
Corazon Habanero ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
Corazon Habanero ha scritto:
Mi chiedo come mai lo stesso metodo non venga usato con i ladri recidivi reiterati infraquinquennali ai quali uno sconticino di pena non si nega (quasi) mai....
E lo dico a ragion veduta.
In un Paese dove di esemplare c'è ben poco. si è voluto impartire una lezione che serva per il futuro.
Quando la Cassazione ha voluto distruggere di fatto (con una interpretazione singolare e contestabile) l'impostazione della legge sugli aumenti automatici di pena ai recidivi ha applicato il parametro opposto...
Questo è il problema.

poi ti posto un bell'articolo (IMHO) di Massimo Fini, comunque ho l'impressione che Sallusti & C. ci stiano marciando alla grandissima, detto questo la radiazione dall'albo sarebbe stata più che sufficiente...
Sono completamente d'accordo.

su cosa?
Fini ( Massimo ) e' daccordo
( cosi' dicevano stamane nel solito dibattito fra pro e contro )
sul fatto che S vada in galera,
 
Corazon Habanero ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
Ho letto la storia, sinceramente la cosa mi sembra del tutto eccessiva

:?:
in cosa
-Che Sallusti calca sempre la " bocca " e dai e dai
-Che la pena sia alta
:?:

La pena; se io domani ti auguro di crepare, cosa che mi ne guarderei bene dal fare, mica mi becco 14 mesi di galera

Da quello che ho letto
i 14 mesi dipenderebbero dal fatto che S ha finito " i bonus "
per somma di querele :D
Mi chiedo come mai lo stesso metodo non venga usato con i ladri recidivi reiterati infraquinquennali ai quali uno sconticino di pena non si nega (quasi) mai....
E lo dico a ragion veduta.
In un Paese dove di esemplare c'è ben poco, si è voluto impartire una lezione che serva per il futuro.
Quando la Cassazione ha voluto distruggere di fatto (con una interpretazione singolare e contestabile) l'impostazione della legge sugli aumenti automatici di pena ai recidivi ha applicato il parametro opposto...
Questo è il problema.

galera ai giornalisti....
mi pare la richieda il PDL per quelli che pubblicano
intercetttazioni.
La Cassazione si e' portata avanti col lavoro
 
MASSIMO FINI ? NIENTE CASTA PER I GIORNALISTI

Non sono per niente d?accordo con l?articolo di Marco Travaglio (22/9) in cui il vicedirettore del Fatto ritiene ingiusto, e quasi obbrobrioso, che il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, rischi di scontare un anno e due mesi di carcere in seguito a una condanna che la Corte d?appello di Milano gli ha inflitto per aver diffamato, su Libero, un giudice tutelare di Torino. Si tratta di una difesa corporativa. Noi giornalisti siamo una corporazione, attenti, come ogni altra corporazione, a mantenere i nostri privilegi (in oltre sessant?anni di vita repubblicana un solo giornalista, che io ricordi, ha scontato effettivamente il carcere: Giovannino Guareschi che aveva diffamato il presidente della Repubblica, Luigi Einaudi). A differenza di Travaglio io considero Sallusti un ottimo professionista, lo stimo come tale e ne sono ricambiato tant?è che più volte, e ancora pochi mesi fa, mi ha proposto di andare a lavorare per i giornali che dirige (ma io non posso, non ho la disinvoltura dei Santoro e dei D?Alema). Ma qui non è in discussione se Sallusti sia o meno un ottimo collega, sono in gioco questioni di principio come dice lo stesso Travaglio (?ciò che conta è il principio?). E questa volta Travaglio, in genere così lucido e incisivo, si ingarbuglia in un articolo insolitamente faticoso e contorto.

Prima scrive che il carcere dovrebbe essere riservato ai delitti dolosi, poi che ?in tutti i Paesi civili nessun giornalista può rischiare in prima battuta il carcere per quello che scrive? neanche se è intenzionalmente diffamatorio?. Il diffamato, secondo Travaglio, dovrebbe accontentarsi della rettifica, solo se questa non c?è potrebbe adire le vie legali, penali e civili. Il fatto è che il nostro Codice penale non fa distinzione fra diffamazione dolosa e colposa e non prevede che la rettifica sia esaustiva. Se la Cassazione confermerà la sentenza della Corte d?appello Sallusti deve andare in carcere, come qualunque altro cittadino che sia nelle sue stesse condizioni. Che la legge debba essere ?uguale per tutti? è proprio una battaglia del Fatto , quasi la sua ragione sociale, e non possiamo sconfessarla perché oggi nei guai è un nostro collega, simpatico o antipatico che sia. Noi giornalisti non siamo cittadini speciali, killer con la ?licenza di uccidere? come gli agenti della Cia. Dobbiamo rispondere di ciò che scriviamo. Io, che ho qualche anno più di Travaglio, ho assistito a troppi massacri perpetrati dalla stampa, con conseguenze tragiche, prima che ?lor signori?, con Mani Pulite, scoprissero improvvisamente, e del tutto strumentalmente, il ?garantismo?. Cito, per tutte, la vicenda, del 1969, di Adolfo Meciani, implicato nel ?caso Lavorini?, che si uccise, innocente, in carcere impiccandosi a un lenzuolo. Un autentico omicidio di stampa. Questo de iure condito come suol dirsi. De iure condendo si possono e si debbono fare delle riforme sulla questione della diffamazione a mezzo stampa.

1) Un tempo, quando le persone avevano più a cuore il proprio onore che i quattrini, si querelava ?con ampia facoltà di prova?. Se il giornalista dimostrava di aver scritto il vero era a posto. La ?facoltà di prova? dovrebbe essere resa obbligatoria in ogni procedimento penale per diffamazione.
2) Dovrebbero essere inibite le azioni civili di danno prima della querela penale. Perché nell?azione civile quel che conta, più della verità dei fatti, è il danno e anche un ladro può essere danneggiato se viene definito ladro ?in termini non continenti?. La definizione è talmente generica e vaga che il giornalista viaggia col freno a mano tirato. Se io attraverso col rosso so di aver commesso un?infrazione. Se uccido un uomo so che è un omicidio. Ma quali sono i termini non continenti?
3) Ha ragione Travaglio quando scrive che i polipolitici inondano i giornalisti con azioni penali e civili per diffamazione con richieste milionarie di risarcimento che sono chiaramente intimidatorie. Se un presunto diffamato perde la causa dovrebbe essere obbligato a pagare una penale proporzionata alla sua richiesta. Così ci penserebbe due volte. Il corporativismo dei giornalisti è anche una delle cause per cui non si riesce a risolvere l?annosa questione delle intercettazioni.

Qui sono in gioco tre interessi contrastanti. 1) L?interesse all?efficacia delle indagini e quindi a una efficiente amministrazione della Giustizia. 2) L?interesse del cittadino, coinvolto a qualsiasi titolo in un procedimento penale, a non veder lesa anzitempo la propria reputazione. 3) L?interesse del giornalista a informare e, soprattutto, quello della comunità a essere informata. Sappiamo benissimo che i berlusconiani (e non solo loro) vorrebbero limitare al massimo le intercettazioni perché hanno la coda di paglia. Non è questa la strada. Oggi per i reati associativi, soprattutto quelli finanziari, in una società complessa come l?attuale, le intercettazioni, telefoniche e ambientali, sono uno strumento indispensabile e la magistratura deve poterlo utilizzare, anche a tappeto. Degli altri due interessi in gioco, nella fase istruttoria deve prevalere quello della difesa dell?onorabilità delle persone, perché nella fase delle indagini preliminari, inevitabilmente incerta, a tentoni, possono essere coinvolte, con dettagli scabrosi sulla loro vita privata ma del tutto irrilevanti, persone che risulteranno poi estranee al procedimento in corso e che hanno il sacrosanto diritto alla tutela della loro privacy. Al dibattimento il discorso si capovolge: l?interesse della comunità a essere informata prevale su quello della tutela dell?onorabilità degli indagati e anche dei comprimari, perché in quella fase arrivano solo i materiali effettivamente utili al processo. Questo (istruttoria segreta, dibattimento pubblico) era il sistema del Codice penale di Alfredo Rocco che sarà stato anche un fascista, ma era un giurista di primissimo ordine. Oggi siamo in mano a dei dilettanti allo sbaraglio e, quasi sempre, anche in malafede.


da Il Fatto Quotidiano di martedì 25 settembre 2012
 
bumper morgan ha scritto:
non avevo seguito bene la storia ma stamattina tra giornali e TV giornalisti e non sono tutti d'accordo che tutto ciò è uno schifo, roba da repubblica delle banane; quel giudice dovrebbe vergognarsi.Va bene pagare ma con la galera no soprattutto in momenti in cui non vanno dentro neppure coloro che commettono atti peggiori.
Ma i nemici politici si fanno fuori anche così :evil:

" I nemici politici si fanno fuori non cambiando le leggi "....
Guareschi 60 anni fa ando' in galera per lo stesso reato.
Ha fatto qualcosa qualcuno....ti risulta?
A me no...ergo....
 
arizona77 ha scritto:
Corazon Habanero ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
Ho letto la storia, sinceramente la cosa mi sembra del tutto eccessiva

:?:
in cosa
-Che Sallusti calca sempre la " bocca " e dai e dai
-Che la pena sia alta
:?:

La pena; se io domani ti auguro di crepare, cosa che mi ne guarderei bene dal fare, mica mi becco 14 mesi di galera

Da quello che ho letto
i 14 mesi dipenderebbero dal fatto che S ha finito " i bonus "
per somma di querele :D
Mi chiedo come mai lo stesso metodo non venga usato con i ladri recidivi reiterati infraquinquennali ai quali uno sconticino di pena non si nega (quasi) mai....
E lo dico a ragion veduta.
In un Paese dove di esemplare c'è ben poco, si è voluto impartire una lezione che serva per il futuro.
Quando la Cassazione ha voluto distruggere di fatto (con una interpretazione singolare e contestabile) l'impostazione della legge sugli aumenti automatici di pena ai recidivi ha applicato il parametro opposto...
Questo è il problema.

galera ai giornalisti....
mi pare la richieda il PDL per quelli che pubblicano
intercetttazioni.
La Cassazione si e' portata avanti col lavoro
A me di quello che dicono e fanno i politici non importa nulla, così come poco mi importa dei giornalisti.
A me interessa il sistema giuridico. Andare in galera per responsabilità oggettiva non è neppure pensabile in un Paese che voglia definirsi civile.
Ma trattandosi di sentenza che molti colorano di politico è inutile stare a discutere.
Ho evidenziato una cosa e tu hai risposto tutt'altro.
 
arizona77 ha scritto:
Corazon Habanero ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
Corazon Habanero ha scritto:
Mi chiedo come mai lo stesso metodo non venga usato con i ladri recidivi reiterati infraquinquennali ai quali uno sconticino di pena non si nega (quasi) mai....
E lo dico a ragion veduta.
In un Paese dove di esemplare c'è ben poco. si è voluto impartire una lezione che serva per il futuro.
Quando la Cassazione ha voluto distruggere di fatto (con una interpretazione singolare e contestabile) l'impostazione della legge sugli aumenti automatici di pena ai recidivi ha applicato il parametro opposto...
Questo è il problema.

poi ti posto un bell'articolo (IMHO) di Massimo Fini, comunque ho l'impressione che Sallusti & C. ci stiano marciando alla grandissima, detto questo la radiazione dall'albo sarebbe stata più che sufficiente...
Sono completamente d'accordo.

su cosa?
Fini ( Massimo ) e' daccordo
( cosi' dicevano stamane nel solito dibattito fra pro e contro )
sul fatto che S vada in galera,
Non avendo letto l'articolo di Fini, sono d'accordo sul resto.
 
matteomatte1 ha scritto:
MASSIMO FINI ? NIENTE CASTA PER I GIORNALISTI

Non sono per niente d?accordo con l?articolo di Marco Travaglio (22/9) in cui il vicedirettore del Fatto ritiene ingiusto, e quasi obbrobrioso, che il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, rischi di scontare un anno e due mesi di carcere in seguito a una condanna che la Corte d?appello di Milano gli ha inflitto per aver diffamato, su Libero, un giudice tutelare di Torino. Si tratta di una difesa corporativa. Noi giornalisti siamo una corporazione, attenti, come ogni altra corporazione, a mantenere i nostri privilegi (in oltre sessant?anni di vita repubblicana un solo giornalista, che io ricordi, ha scontato effettivamente il carcere: Giovannino Guareschi che aveva diffamato il presidente della Repubblica, Luigi Einaudi). A differenza di Travaglio io considero Sallusti un ottimo professionista, lo stimo come tale e ne sono ricambiato tant?è che più volte, e ancora pochi mesi fa, mi ha proposto di andare a lavorare per i giornali che dirige (ma io non posso, non ho la disinvoltura dei Santoro e dei D?Alema). Ma qui non è in discussione se Sallusti sia o meno un ottimo collega, sono in gioco questioni di principio come dice lo stesso Travaglio (?ciò che conta è il principio?). E questa volta Travaglio, in genere così lucido e incisivo, si ingarbuglia in un articolo insolitamente faticoso e contorto.

Prima scrive che il carcere dovrebbe essere riservato ai delitti dolosi, poi che ?in tutti i Paesi civili nessun giornalista può rischiare in prima battuta il carcere per quello che scrive? neanche se è intenzionalmente diffamatorio?. Il diffamato, secondo Travaglio, dovrebbe accontentarsi della rettifica, solo se questa non c?è potrebbe adire le vie legali, penali e civili. Il fatto è che il nostro Codice penale non fa distinzione fra diffamazione dolosa e colposa e non prevede che la rettifica sia esaustiva. Se la Cassazione confermerà la sentenza della Corte d?appello Sallusti deve andare in carcere, come qualunque altro cittadino che sia nelle sue stesse condizioni. Che la legge debba essere ?uguale per tutti? è proprio una battaglia del Fatto , quasi la sua ragione sociale, e non possiamo sconfessarla perché oggi nei guai è un nostro collega, simpatico o antipatico che sia. Noi giornalisti non siamo cittadini speciali, killer con la ?licenza di uccidere? come gli agenti della Cia. Dobbiamo rispondere di ciò che scriviamo. Io, che ho qualche anno più di Travaglio, ho assistito a troppi massacri perpetrati dalla stampa, con conseguenze tragiche, prima che ?lor signori?, con Mani Pulite, scoprissero improvvisamente, e del tutto strumentalmente, il ?garantismo?. Cito, per tutte, la vicenda, del 1969, di Adolfo Meciani, implicato nel ?caso Lavorini?, che si uccise, innocente, in carcere impiccandosi a un lenzuolo. Un autentico omicidio di stampa. Questo de iure condito come suol dirsi. De iure condendo si possono e si debbono fare delle riforme sulla questione della diffamazione a mezzo stampa.

1) Un tempo, quando le persone avevano più a cuore il proprio onore che i quattrini, si querelava ?con ampia facoltà di prova?. Se il giornalista dimostrava di aver scritto il vero era a posto. La ?facoltà di prova? dovrebbe essere resa obbligatoria in ogni procedimento penale per diffamazione.
2) Dovrebbero essere inibite le azioni civili di danno prima della querela penale. Perché nell?azione civile quel che conta, più della verità dei fatti, è il danno e anche un ladro può essere danneggiato se viene definito ladro ?in termini non continenti?. La definizione è talmente generica e vaga che il giornalista viaggia col freno a mano tirato. Se io attraverso col rosso so di aver commesso un?infrazione. Se uccido un uomo so che è un omicidio. Ma quali sono i termini non continenti?
3) Ha ragione Travaglio quando scrive che i polipolitici inondano i giornalisti con azioni penali e civili per diffamazione con richieste milionarie di risarcimento che sono chiaramente intimidatorie. Se un presunto diffamato perde la causa dovrebbe essere obbligato a pagare una penale proporzionata alla sua richiesta. Così ci penserebbe due volte. Il corporativismo dei giornalisti è anche una delle cause per cui non si riesce a risolvere l?annosa questione delle intercettazioni.

Qui sono in gioco tre interessi contrastanti. 1) L?interesse all?efficacia delle indagini e quindi a una efficiente amministrazione della Giustizia. 2) L?interesse del cittadino, coinvolto a qualsiasi titolo in un procedimento penale, a non veder lesa anzitempo la propria reputazione. 3) L?interesse del giornalista a informare e, soprattutto, quello della comunità a essere informata. Sappiamo benissimo che i berlusconiani (e non solo loro) vorrebbero limitare al massimo le intercettazioni perché hanno la coda di paglia. Non è questa la strada. Oggi per i reati associativi, soprattutto quelli finanziari, in una società complessa come l?attuale, le intercettazioni, telefoniche e ambientali, sono uno strumento indispensabile e la magistratura deve poterlo utilizzare, anche a tappeto. Degli altri due interessi in gioco, nella fase istruttoria deve prevalere quello della difesa dell?onorabilità delle persone, perché nella fase delle indagini preliminari, inevitabilmente incerta, a tentoni, possono essere coinvolte, con dettagli scabrosi sulla loro vita privata ma del tutto irrilevanti, persone che risulteranno poi estranee al procedimento in corso e che hanno il sacrosanto diritto alla tutela della loro privacy. Al dibattimento il discorso si capovolge: l?interesse della comunità a essere informata prevale su quello della tutela dell?onorabilità degli indagati e anche dei comprimari, perché in quella fase arrivano solo i materiali effettivamente utili al processo. Questo (istruttoria segreta, dibattimento pubblico) era il sistema del Codice penale di Alfredo Rocco che sarà stato anche un fascista, ma era un giurista di primissimo ordine. Oggi siamo in mano a dei dilettanti allo sbaraglio e, quasi sempre, anche in malafede.


da Il Fatto Quotidiano di martedì 25 settembre 2012
Grazie Augusto!
Non sono d'accordo praticamente su nulla.
Secondo me bastano e avanzano la radiazione dall'ordine e una sanzione civile adeguata.
Quanto al sistema del Codice di procedura penale di Rocco posso convenire che fosse un fine giurista ma si vede che Fini ignora l'applicazione concreta dei principi da lui stesso descritti (mi sorridere se non ci fosse da piangere il riferimento ai materiali effettivamente utili al processo...avesse scritto utili alla decisione anche assolutoria mi sarei buttato dal terzo piano).
 
Corazon Habanero ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Corazon Habanero ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
Ho letto la storia, sinceramente la cosa mi sembra del tutto eccessiva

:?:
in cosa
-Che Sallusti calca sempre la " bocca " e dai e dai
-Che la pena sia alta
:?:

La pena; se io domani ti auguro di crepare, cosa che mi ne guarderei bene dal fare, mica mi becco 14 mesi di galera

Da quello che ho letto
i 14 mesi dipenderebbero dal fatto che S ha finito " i bonus "
per somma di querele :D
Mi chiedo come mai lo stesso metodo non venga usato con i ladri recidivi reiterati infraquinquennali ai quali uno sconticino di pena non si nega (quasi) mai....
E lo dico a ragion veduta.
In un Paese dove di esemplare c'è ben poco, si è voluto impartire una lezione che serva per il futuro.
Quando la Cassazione ha voluto distruggere di fatto (con una interpretazione singolare e contestabile) l'impostazione della legge sugli aumenti automatici di pena ai recidivi ha applicato il parametro opposto...
Questo è il problema.

galera ai giornalisti....
mi pare la richieda il PDL per quelli che pubblicano
intercetttazioni.
La Cassazione si e' portata avanti col lavoro
A me di quello che dicono e fanno i politici non importa nulla, così come poco mi importa dei giornalisti.
A me interessa il sistema giuridico. Andare in galera per responsabilità oggettiva non è neppure pensabile in un Paese che voglia definirsi civile.
Ma trattandosi di sentenza che molti colorano di politico è inutile stare a discutere.
Ho evidenziato una cosa e tu hai risposto tutt'altro.

non ti ho risposto " tutt' altro in malafede "
Semplicemente,
non essendo io un competente
in materia,
ti ho fatto notare una discrepanza.
Di qua l' indignazione per la condanna,
frega niente se la legge e' sbagliata, e' la stessa legge che
mando' in galera Guareschi 60 anni fa.
Di la' la richiesta del carcere per quegli stessi giornalisti che
pubblicano intercettazioni....
Quindi
galera si o galera no :?:
 
arizona77 ha scritto:
Corazon Habanero ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Corazon Habanero ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
Ho letto la storia, sinceramente la cosa mi sembra del tutto eccessiva

:?:
in cosa
-Che Sallusti calca sempre la " bocca " e dai e dai
-Che la pena sia alta
:?:

La pena; se io domani ti auguro di crepare, cosa che mi ne guarderei bene dal fare, mica mi becco 14 mesi di galera

Da quello che ho letto
i 14 mesi dipenderebbero dal fatto che S ha finito " i bonus "
per somma di querele :D
Mi chiedo come mai lo stesso metodo non venga usato con i ladri recidivi reiterati infraquinquennali ai quali uno sconticino di pena non si nega (quasi) mai....
E lo dico a ragion veduta.
In un Paese dove di esemplare c'è ben poco, si è voluto impartire una lezione che serva per il futuro.
Quando la Cassazione ha voluto distruggere di fatto (con una interpretazione singolare e contestabile) l'impostazione della legge sugli aumenti automatici di pena ai recidivi ha applicato il parametro opposto...
Questo è il problema.

galera ai giornalisti....
mi pare la richieda il PDL per quelli che pubblicano
intercetttazioni.
La Cassazione si e' portata avanti col lavoro
A me di quello che dicono e fanno i politici non importa nulla, così come poco mi importa dei giornalisti.
A me interessa il sistema giuridico. Andare in galera per responsabilità oggettiva non è neppure pensabile in un Paese che voglia definirsi civile.
Ma trattandosi di sentenza che molti colorano di politico è inutile stare a discutere.
Ho evidenziato una cosa e tu hai risposto tutt'altro.

non ti ho risposto " tutt' altro in malafede "
Semplicemente,
non essendo io un competente
in materia,
ti ho fatto notare una discrepanza.
Di qua l' indignazione per la condanna,
frega niente se la legge e' sbagliata, e' la stessa legge che
mando' in galera Guareschi 60 anni fa.
Di la' la richiesta del carcere per quegli stessi giornalisti che
pubblicano intercettazioni....
Quindi
galera si o galera no :?:
Galera no. Soprattutto nel caso di Sallusti visto che è accusato di omesso controllo (responsabilità oggettiva).
 
arizona77 ha scritto:
Sai che sono preoccupato....
3 gradi di giudizio danno tutti lo stesso responso....
e....

io no.
Proprio perché il magistrato ha chiesto la rettifica dell'articolo (articolo è un eufemismo) e S ha bellamente ignorato la situazione. Poi l'ha querelato. E sono passati 5 anni, non due giorni.
Poi mettiamoci che ha scritto uno che non poteva scrivere, che non era un trafiletto di due righe in 30a pagina ma titolone e 2 pagine interne, che se ne è strabattuto di correggere il tutto...
vedi tu se è un complotto (sic) per eliminarlo o è uno che ci sta marciando a fare il martire....
 
Non sono molto d'accordo sul termine "giornalista" + sallusti ...

se ci fosse ancora in vita Montanelli ( pur con tutti i suoi difetti) nel vedere cosa e' diventato il giornale....avrebbe preso misure piu' drastiche ben prima dei magistrati...
 
silverrain ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Sai che sono preoccupato....
3 gradi di giudizio danno tutti lo stesso responso....
e....

io no.
Proprio perché il magistrato ha chiesto la rettifica dell'articolo (articolo è un eufemismo) e S ha bellamente ignorato la situazione. Poi l'ha querelato. E sono passati 5 anni, non due giorni.
Poi mettiamoci che ha scritto uno che non poteva scrivere, che non era un trafiletto di due righe in 30a pagina ma titolone e 2 pagine interne, che se ne è strabattuto di correggere il tutto...
vedi tu se è un complotto (sic) per eliminarlo o è uno che ci sta marciando a fare il martire....

certo che a essere sintetici....
sono preoccupato perche' tanti,troppi, tutti
danno contro la Cassazione....
terzo grado di giustizia appunto.
Vedi che e ' meglio che ti preoccupi....siamo circondati :D
 
Corazon Habanero ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Corazon Habanero ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
Ho letto la storia, sinceramente la cosa mi sembra del tutto eccessiva

:?:
in cosa
-Che Sallusti calca sempre la " bocca " e dai e dai
-Che la pena sia alta
:?:

La pena; se io domani ti auguro di crepare, cosa che mi ne guarderei bene dal fare, mica mi becco 14 mesi di galera

Da quello che ho letto
i 14 mesi dipenderebbero dal fatto che S ha finito " i bonus "
per somma di querele :D
Mi chiedo come mai lo stesso metodo non venga usato con i ladri recidivi reiterati infraquinquennali ai quali uno sconticino di pena non si nega (quasi) mai....
E lo dico a ragion veduta.
In un Paese dove di esemplare c'è ben poco, si è voluto impartire una lezione che serva per il futuro.
Quando la Cassazione ha voluto distruggere di fatto (con una interpretazione singolare e contestabile) l'impostazione della legge sugli aumenti automatici di pena ai recidivi ha applicato il parametro opposto...
Questo è il problema.

galera ai giornalisti....
mi pare la richieda il PDL per quelli che pubblicano
intercetttazioni.
La Cassazione si e' portata avanti col lavoro
A me di quello che dicono e fanno i politici non importa nulla, così come poco mi importa dei giornalisti.
A me interessa il sistema giuridico. Andare in galera per responsabilità oggettiva non è neppure pensabile in un Paese che voglia definirsi civile.
Ma trattandosi di sentenza che molti colorano di politico è inutile stare a discutere.
Ho evidenziato una cosa e tu hai risposto tutt'altro.

allora il colpevole e' tal Farina....
( si e' autoaccusato )
ex " giornalista " indovina di chi :?: , radiato dall' albo....
e finito in Parlamento indovina sempre nelle fila di chi
ahahahahahahahahahahahahahahahaha :D :D
 
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