arizona77 ha scritto:
quadrif ha scritto:
Le polizze che stipulano i medici in proprio le pagano di tasca loro ed operano a secondo rischio rispetto alla copertura principale dell'ospedale presso il quale lavorano. Secondo rischio significa che subentrano, se necessario, ad integrare il massimale o, più raramente, una limitazione di garanzia della polizza ospedaliera.
Dal punto di vista civilistico, se il paziente ha avuto un danno imputabile alla struttura ospedaliera, il risarcimento gli spetta in ogni caso. Gli eventuali atti fraudolenti volti ad occultare le responsabilità riguardano la responsabilità penale dei singoli soggetti coinvolti.
Piuttosto, va considerato come sia sempre più difficile per ospedali e medici procurarsi una copertura assicurativa. Mi risulta che alcune ASL ne siano sprovviste, nel qual caso pagano con i propri fondi, che equivale a dire che "paga pantalone".
Il caso citato nel topic appare come una transazione raggiunta dai familiari della vittima con l'ospedale, accordo definitivo che non sarà soggetto ad appello, che è già stato proposto in sede penale.
pero' da quello che so io.....indipendentemente da.....
Le Assicurazioni non pagano mai o quasi mai,
il tutto, se non dopo cause estenuanti
Dipende...la famiglia Cucchi non ha dovuto attendere tempi biblici per incassare il risarcimento e stiamo parlando di una cifra ragguardevole.
Nella maggior parte dei casi il contenzioso si radica non tanto sulla responsabilità, ma sul "quantum" da pagare. E' chiaro che se voglio 3000 e l'assicurazione me ne offre 1000, vado in causa e poi attendo con pazienza una possibilità di transazione o la sentenza.
Sul fatto che le compagnie non paghino quasi mai, sei libero di crederci o meno, ma se arrivano al punto da rifiutare la polizza o a proporla a costi pesantissimi, vuol dire che su quei contratti non ci hanno guadagnato.