<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Riflessioni sulla rappresentanza. | Il Forum di Quattroruote

Riflessioni sulla rappresentanza.

G5

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Ieri sera durante una cena discutevo con un amico del suo lavoro. Lui è autista di BUS in una grossa azienda di trasporto pubblico altamente sindacalizzata.
Mi ha fatto leggere una ipotesi di accordo loro proposta dall'azienda. Il 70% degli autisti ha firmato il resto no ( i soliti del resto).
Il punto però è questo. Il modo con cui è stata scritta quella ipotesi di accordo. In sostanza, la privazione della punteggiatura dava adito ad una miriade di interpretazioni differenti. Secondo me alla fine della fiera l'azienda avrà comunque facoltà di fare come cacchio gli pare e davanti al giudice se la giocheranno a suon di avvocati.
Ma il vero e fondamentale problema è che non sappiamo fare la scelta della rappresentanza. Per esteso a tutti i livelli.
Basta che uno si proponga esponendosi o che venga proposto da altri per elevarlo subito a "uno che ne sa di più" di fronte alla "massa". Nessuno si preoccupa di verificare se effettivamente ne sa o seppure è un arrivista, un profittatore o semplicemente uno che crede di ........
Il problema è grosso e ingombrante.
 
E' il solito problema.
Da un lato, si dice che il voto sia l'espressione massima di democrazia.
Talvolta però si pensa che la base votante non sia in grado di comprendere a fondo la questione, e quindi sbaglia nella sua scelta.

Se la maggioranza vota un cretino (che sia un politico, un sindacalista, il presidente di un club di bocce, quello che vuoi), allora significa che la maggioranza vuole un cretino.

E' il bello della demcorazia, baby
Perchè in alternativa dovresti andare a limitare il diritto di voto in base a qualche criterio più o meno arbitrario....
E mi viene in mente ciò che ha fatto la Cgil per escludere i cobas :D
 
In realtà immaginavo una maggiore partecipazione alla vita collettiva in modo da ampliare il ventaglio di "offerta" di rappresentanza anche a quelle persone che, proprio in virtù del disinteresse interessato degli "elettori", si chiamano fuori da qualsiasi possibilità di partecipazione.
Partecipo spesso a riunioni di associazioni varie ed ogni volta mi stupisco di come le persone più attive siano anche quelle che in realtà son li solo per alzare polvere ma non comprendono compiutamente ciò di cui parlano. La maggioranza è silente ed i "migliori" se ne vanno nauseati per limitare la partecipazione a pochi eventi concreti.
 
alkiap ha scritto:
E' il solito problema.
Da un lato, si dice che il voto sia l'espressione massima di democrazia.
Talvolta però si pensa che la base votante non sia in grado di comprendere a fondo la questione, e quindi sbaglia nella sua scelta.

Se la maggioranza vota un cretino (che sia un politico, un sindacalista, il presidente di un club di bocce, quello che vuoi), allora significa che la maggioranza vuole un cretino.

E' il bello della demcorazia, baby
Perchè in alternativa dovresti andare a limitare il diritto di voto in base a qualche criterio più o meno arbitrario....
E mi viene in mente ciò che ha fatto la Cgil per escludere i cobas :D

In un certo senso con il porcellum questo si è fatto.
 
alkiap ha scritto:
E' il solito problema.
Da un lato, si dice che il voto sia l'espressione massima di democrazia.
Talvolta però si pensa che la base votante non sia in grado di comprendere a fondo la questione, e quindi sbaglia nella sua scelta.

Se la maggioranza vota un cretino (che sia un politico, un sindacalista, il presidente di un club di bocce, quello che vuoi), allora significa che la maggioranza vuole un cretino.

E' il bello della demcorazia, baby
Perchè in alternativa dovresti andare a limitare il diritto di voto in base a qualche criterio più o meno arbitrario....
E mi viene in mente ciò che ha fatto la Cgil per escludere i cobas :D

La tua opinione è rispettabile e condivisibile, ma devo rilevare che chi avanza dubbi sulla capacità di capire i problemi da parte di una base votante non sempre acculturata e considerata non all'altezza intellettuale necessaria, è sempre lo schieramento che viene messo in minoranza. Io la chiamo teoria del "se non la pensi come me, non sei in grado di pensare" e credo che sia il massimo dell'arroganza e della supponenza.
 
G5 ha scritto:
In realtà immaginavo una maggiore partecipazione alla vita collettiva in modo da ampliare il ventaglio di "offerta" di rappresentanza anche a quelle persone che, proprio in virtù del disinteresse interessato degli "elettori", si chiamano fuori da qualsiasi possibilità di partecipazione.
Partecipo spesso a riunioni di associazioni varie ed ogni volta mi stupisco di come le persone più attive siano anche quelle che in realtà son li solo per alzare polvere ma non comprendono compiutamente ciò di cui parlano. La maggioranza è silente ed i "migliori" se ne vanno nauseati per limitare la partecipazione a pochi eventi concreti.

Quoto il tuo pensiero in quanto nella mia vita lavorativa ho assistito a molti episodi come quelli da te citati. Negli ultimi 10 anni non ho più partecipato a queste riunioni sindacali in quanto era quasi impossibile esprimere il proprio parere essendo immediatamente "oscurati" da questi professionisti del bla bla.
 
Sono Presidente di una Associazione da 4 anni, ne avrei altri due ma penso che lascerò molto presto perché non riesco a comunicare con chi mi ha votato. I primi tre anni ho avuto a disposizione un consiglio che ha ben lavorato ma alla rielezione quel consiglio (che aveva ben fatto) non è stato confermato ed il nuovo consiglio lavora a singhiozzo e non riesce a promuovere una azione innovativa. Stiamo tornando indietro al modus operandi delle vecchie gestioni, quelle che abbiamo buttato fuori a pedate. Siccome non è il mio volere farò un passo indietro. Anche nel nostro caso la base ha sbagliato la rappresentanza.
 

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