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Riflessione

@ Nama:
grazie, si tratta di una cosa molto bella, che mi ha fatto riflettere con un pizzico di malinconia ed un sorriso di gioia.

@ tutti
Ciao, scusate l'assenza da molto tempo, tutto procede bene ma con ritmi molto elevati: a Luglio cambierò lavoro e mi sto attrezzando per fare il passaggio di consegne nel modo più completo e chiaro possibile, per far ciò occorre dedicare molto tempo. Dopo Luglio in compenso non avrò più orari, per cui credo che la mia presenza sarà piuttosto discontinua. Saluto tutti ed in particolare chi ho avuto il piacere di conoscere personalmente a Cornelliano d'Alba.

@ Miranda
Sono molto contento che tu e tuo figlio vi stiate "parlando", ancorché con parola scritta piuttosto che parlata: meno imbarazzi, zero comunicazione non verbale, meno impulsività e più tempo per riflettere. Può sembrare strano che un genitore ed un figlio comunichino "a distanza", ma meglio così che un muro contro muro. E' una buona cosa, mantieni il canale di comunicazione aperto, senza saturarlo di parole, ma senza neanche farlo affievolire.
 
bigfab ha scritto:
@ Nama:
grazie, si tratta di una cosa molto bella, che mi ha fatto riflettere con un pizzico di malinconia ed un sorriso di gioia.

@ tutti
Ciao, scusate l'assenza da molto tempo, tutto procede bene ma con ritmi molto elevati: a Luglio cambierò lavoro e mi sto attrezzando per fare il passaggio di consegne nel modo più completo e chiaro possibile, per far ciò occorre dedicare molto tempo. Dopo Luglio in compenso non avrò più orari, per cui credo che la mia presenza sarà piuttosto discontinua. Saluto tutti ed in particolare chi ho avuto il piacere di conoscere personalmente a Cornelliano d'Alba.

@ Miranda
Sono molto contento che tu e tuo figlio vi stiate "parlando", ancorché con parola scritta piuttosto che parlata: meno imbarazzi, zero comunicazione non verbale, meno impulsività e più tempo per riflettere. Può sembrare strano che un genitore ed un figlio comunichino "a distanza", ma meglio così che un muro contro muro. E' una buona cosa, mantieni il canale di comunicazione aperto, senza saturarlo di parole, ma senza neanche farlo affievolire.

;)
 
dopo qualche giorno trovo qualcosa da dire pure io...

porto dentro uno splendidoo ricordo del mio nonno paterno scomparso oramai 2 anni fa, ripeteva spesso le stesse cose, gli stessi aneddoti ma lo stavo sempre ad ascoltare perchè alui faceva piacere, e a me faceva piacere vederlo felice di lasciarmi qualche cosa. Purtroppo molti oggi come oggi non hanno questa "pazienza"...
 
gianko1982 ha scritto:
dopo qualche giorno trovo qualcosa da dire pure io...

porto dentro uno splendidoo ricordo del mio nonno paterno scomparso oramai 2 anni fa, ripeteva spesso le stesse cose, gli stessi aneddoti ma lo stavo sempre ad ascoltare perchè alui faceva piacere, e a me faceva piacere vederlo felice di lasciarmi qualche cosa. Purtroppo molti oggi come oggi non hanno questa "pazienza"...

E' una ruota che gira, a volte mi accorgo che anche mio figlio mi guarda come io guardavo mia nonna sottointendendo sopportazione ma nel mio caso era affettuosa.
I ricordi se ne vanno ma resta il " gusto " di qualcosa di buono.
 
gianko1982 ha scritto:
dopo qualche giorno trovo qualcosa da dire pure io...

porto dentro uno splendidoo ricordo del mio nonno paterno scomparso oramai 2 anni fa, ripeteva spesso le stesse cose, gli stessi aneddoti ma lo stavo sempre ad ascoltare perchè alui faceva piacere, e a me faceva piacere vederlo felice di lasciarmi qualche cosa. Purtroppo molti oggi come oggi non hanno questa "pazienza"...

... anche io ancora sento la mancanza di mio nonno scomparso molti anni fà (nel '95).
Da lui ho preso l'inventiva e la manualità ma anche i valori della vita.
Pensa che lui è stato prigionero di guerra in uno Stalag Ungherese, ma oltre questo non sono mai riuscito a sapere. Questo perchè lui ci ha sempre "nascosto" gli orrori che ha vissuto in quei tempi per "proteggerci" da tali eventi.
Da piccolo infatti non capivo perchè lui odiasse i film di guerra (che a me piacevano molto) e non riuscivo a comprendere la sua reazione stizzita anche solo a vedere una bandiera tedesca. Anche a distanza di anni.
L'unico rammarico però è quallo che, andando via, ha portato con se tutti i ricordi e le esperienze che ha vissuto (nel bene e nel male).

Non stanchiamoci mai di ascoltare chi un giorno non potrà più raccontarci nulla.

Marcello
 
Nama68 ha scritto:
Pensa che lui è stato prigionero di guerra in uno Stalag Ungherese, ma oltre questo non sono mai riuscito a sapere. Questo perchè lui ci ha sempre "nascosto" gli orrori che ha vissuto in quei tempi per "proteggerci" da tali eventi.
Da piccolo infatti non capivo perchè lui odiasse i film di guerra (che a me piacevano molto) e non riuscivo a comprendere la sua reazione stizzita anche solo a vedere una bandiera tedesca. Anche a distanza di anni.
L'unico rammarico però è quallo che, andando via, ha portato con se tutti i ricordi e le esperienze che ha vissuto (nel bene e nel male).

Non stanchiamoci mai di ascoltare che un giorno non potrà più raccontarci nulla.

Marcello

anche mio nonno è stato prigioniero in Albania e della guerra mi ha raccontato ben poco, solo che gli albanesi erano diffidenti e guardavano male gli italiani invasori finchè in un villaggio vicino dei Tedeschi non hanno fatto sdraiare delle persone per terra e ci sono passati sopra con un Tank...
mi ricordo benissimo le reazioni di mio nonno nel "vedere" i tedeschi nel film di guerra, le volte che mi ha raccontato che verso la fine del 44 o inizi '45 quando rientrò in italia dal campo di prigionia fu portato all'ospedale di Padova e suo fratello e mia nonna andarono in bici da Angiari a Padova (una 60ina di km solo andata tra i bombardamenti e gli aerei che passavano a livello del suolo a mitragliare) per trovarlo.. i 2 mesi nascosto in casa (finita la licenza per malattia concessagli dal medico) in attesa che gli Alleati arrivassero al Nord, senza poter uscire dalla porta di casa perchè all'epoca abitava davanti alla caserma fascista...

da lui ho imparato molto, in primis la semplicità e l'onestà
 
gianko1982 ha scritto:
Nama68 ha scritto:
Pensa che lui è stato prigionero di guerra in uno Stalag Ungherese, ma oltre questo non sono mai riuscito a sapere. Questo perchè lui ci ha sempre "nascosto" gli orrori che ha vissuto in quei tempi per "proteggerci" da tali eventi.
Da piccolo infatti non capivo perchè lui odiasse i film di guerra (che a me piacevano molto) e non riuscivo a comprendere la sua reazione stizzita anche solo a vedere una bandiera tedesca. Anche a distanza di anni.
L'unico rammarico però è quallo che, andando via, ha portato con se tutti i ricordi e le esperienze che ha vissuto (nel bene e nel male).

Non stanchiamoci mai di ascoltare che un giorno non potrà più raccontarci nulla.

Marcello

anche mio nonno è stato prigioniero in Albania e della guerra mi ha raccontato ben poco, solo che gli albanesi erano diffidenti e guardavano male gli italiani invasori finchè in un villaggio vicino dei Tedeschi non hanno fatto sdraiare delle persone per terra e ci sono passati sopra con un Tank...
mi ricordo benissimo le reazioni di mio nonno nel "vedere" i tedeschi nel film di guerra, le volte che mi ha raccontato che verso la fine del 44 o inizi '45 quando rientrò in italia dal campo di prigionia fu portato all'ospedale di Padova e suo fratello e mia nonna andarono in bici da Angiari a Padova (una 60ina di km solo andata tra i bombardamenti e gli aerei che passavano a livello del suolo a mitragliare) per trovarlo.. i 2 mesi nascosto in casa (finita la licenza per malattia concessagli dal medico) in attesa che gli Alleati arrivassero al Nord, senza poter uscire dalla porta di casa perchè all'epoca abitava davanti alla caserma fascista...

da lui ho imparato molto, in primis la semplicità e l'onestà

Frequentemente mi accade di servire allo sportello delle persone anziane e chissa' quante di loro hanno subito cose simili a quelle di tuo nonno.....
Rispetto per queste persone anche se me ne dimentico io stesso.
 
Io con mio nonno paterno stavo ad ascoltarlo quando mi raccontava della I^ Guerra Mondiale, le avventure che aveva passato, quando andava a minare i reticolati e quando fu fatto prigioniero. Il 4 Novembre era una festa come il Natale. L'unico rammarico è stato quello di non poter ritirare la medaglia di Cav. di Vittorio Veneto, lui era morto a Maggio del '68 mentre la medaglia l'hanno consegnata a Novembre. Siamo andati io e mio padre a ritirarla, chissò lui da lassù cosa pensava.
 
ivanpg ha scritto:
Io con mio nonno paterno stavo ad ascoltarlo quando mi raccontava della I^ Guerra Mondiale, le avventure che aveva passato, quando andava a minare i reticolati e quando fu fatto prigioniero. Il 4 Novembre era una festa come il Natale. L'unico rammarico è stato quello di non poter ritirare la medaglia di Cav. di Vittorio Veneto, lui era morto a Maggio del '68 mentre la medaglia l'hanno consegnata a Novembre. Siamo andati io e mio padre a ritirarla, chissò lui da lassù cosa pensava.

... pensa che invece il mio le medaglie non le ha mai volute (le teneva buttate in una scatola): pensa quanto ripudiava quel periodo!
 
Nama68 ha scritto:
ivanpg ha scritto:
Io con mio nonno paterno stavo ad ascoltarlo quando mi raccontava della I^ Guerra Mondiale, le avventure che aveva passato, quando andava a minare i reticolati e quando fu fatto prigioniero. Il 4 Novembre era una festa come il Natale. L'unico rammarico è stato quello di non poter ritirare la medaglia di Cav. di Vittorio Veneto, lui era morto a Maggio del '68 mentre la medaglia l'hanno consegnata a Novembre. Siamo andati io e mio padre a ritirarla, chissò lui da lassù cosa pensava.

... pensa che invece il mio le medaglie non le ha mai volute (le teneva buttate in una scatola): pensa quanto ripudiava quel periodo!

pure il mio ne teneva una in una scatola.. non ho mai saputo dell'esistenza della medaglia finchè non è morto...
 
Forse la loro sensibilita', o l'esperienza, esigeva il non ostentare simboli dietro i quali la morte era la naturale conseguenza del merito.
Li comprendo, la guerra e' una cosa terribile.
 
miranda453 ha scritto:
Forse la loro sensibilita', o l'esperienza, esigeva il non ostentare simboli dietro i quali la morte era la naturale conseguenza del merito.
Li comprendo, la guerra e' una cosa terribile.

infatti ottenere un'onorificienza per le neffandezze compiute la consideravano probabilmente una cavolata stratosferica.. oppure più semplicemente non si sentivano così fighi da esibire una medaglia perchè magari si sentono in colpa versoo chi non è tornato...
 
gianko1982 ha scritto:
miranda453 ha scritto:
Forse la loro sensibilita', o l'esperienza, esigeva il non ostentare simboli dietro i quali la morte era la naturale conseguenza del merito.
Li comprendo, la guerra e' una cosa terribile.

infatti ottenere un'onorificienza per le neffandezze compiute la consideravano probabilmente una cavolata stratosferica.. oppure più semplicemente non si sentivano così fighi da esibire una medaglia perchè magari si sentono in colpa versoo chi non è tornato...

Vero, anche quello puo' essere un valido motivo.
 
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