ch4 ha scritto:
Nella rigenerazione di un FAP le particelle trattenute non vengono sminuzzate come dici tu bensì combuste.
Ipotizzando perciò che il filtro abbia trattenuto 100 gr di particelle tra i 2,5 micron ed i 10 di diametro non otterrai quindi un etto di particelle inferiori ai 2,5 micron ma molte meno dal momento che la rigenerazione del filtro si effettua mediante una combustione quasi quantitativa.
Prova a documentarti meglio sul funzionamento dei filtri antiparticolato e sulle loro rigenerazioni, la tua versione sa tanto di leggenda metropolitana al pari dei coccodrilli nelle fogne di Manhattan.
Premesso che il "molto meno" non lo misura nessuno, (perché l'omologazione non si fa mica durante la rigenerazione) e premesso che le cose non misurate, per me, valgono come i coccodrilli nelle fogne di Manhattan (che a quanto ne so non vengono censiti, quindi magari potrebbero anche esserci), avresti ragione se il particolato emesso dai motori fosse composto solo da particelle parzialmente incombuste...si da il caso che contenga però anche fosfati solfati più vari altri.composti che variano in base al carburante...infatti i motori con dpf richiedono i famosi olii ashless, i cui residui di combustione non contengono parti solide come i fosfati...che durante la rigenerazione non reagiscono quantitativamente con l'ossigeno, quindi non bruciano....perché sono già ossidati! (Visto che ho odiato l'esame di chimica fermiamoci qua, in teoria reagirebbero con.tmeperature altissime, ma da come hai impostato il discorso probabilmente lo sai meglio di me)
Bisognerebbe adesso stabilire quale frazione del particolato è costituita da questi particelle che sono ineliminabili tramite combustione quindi vengono semplicemente sminuzzate ed espulse tal quali (con un filtro "chiuso" verrebebrp trattenute e successivamente smaltite)
Concentrandoci sui residui carboniosi, che come dici giustamente tu POTREBBERO essere combusti reagendo quantitativamente con l'aria, bisogna vedere anche qui quale frazione è in grado di bruciare alle temperature raggiunte dal filtro (temperature raggiunte bruciando carburante pagato dall'utilizzatore, per la precisione)...perché non.dimentichiamoci che il particolato proviene da un ambiente con eccesso di ossigeno e con 600 gradi di temperatura, e se non ha bruciato lì non vedo perché dovrebbe bruciare nel filtro che ha temperature analoghe.
Tralasciando la chimica che mi è antipatica, converrai con me sul fatto che bruciare "una.parte" non meglio quanttificata è peggio di trattenere la.totalità delle particelle.
Poi vbb...alla fine era un'ipotesi la mia