jaccos ha scritto:
Come dicevo sopra, porsi in questo modo con la manovalanza è un ricatto ignobile. Non solo nei confronti degli operai, ma dell'italia intera. Non parlo solo di chi ha a cuore la questione, ma proprio tutti perchè volenti o nolenti questo referendum può cambiare il mercato del lavoro per intero facendoci tornare indietro di parecchie decadi.
che sia un "tornare indietro" è una affermazione di puro principio.
uno ne è convinto, un altro no.
è inutile discuterne.
si può invece discutere se la modifica contrattuale sia opportuna o inopportuna, e poi se sia tollerabile o non tollerabile; e anche discutere se, in queste condizioni, non sarebbe stato possibile ottenere per i lavoratori qualche condizione migliore sul lato retributivo.
bisogna partire dalla considerazione (abbastanza ovvia) che un cattivo utilizzo delle energie lavorative, e il conseguente eccesso di stress sul lavoratore, è causa certa del peggioramento dell'efficienza complessiva (perdita di qualità durante il processo, aumento della difettosità, innalzamento del rischio infortunio eccetera).
tutto cose che un imprenditore accorto (nel proprio egoistico interesse) non può trascurare
da lì, si può discutere se l'azienda (sul proprio egoistico interesse) stia agendo "bene", cioè utilmente per sé
cioè, se realmente quello è il modo per conservare o incrementare una redditività
se lo fosse, è tollerabile che ci siano dei prezzi da pagare da parte di tutti: azienda, lavoratori, sistema Paese
si tratta di vedere quali sono questi prezzi; finché sono le pause spostate, mi pare sproporzionato farne un caso di reintroduzione della schiavitù
ci sono invece due modi di ragionare "pregiudiziali", che secondo me non aiutano: quello di chi pensa che marchionne sia un genio, che non possa sbagliare e che voglia far solo del bene al Paese
e quello di chi pensa che il tema di questi accordi (che, ribadisco, non sono unilaterali ma sono condivisi con quasi tutti i sindacati interessati) sia la eliminazione della tutela sindacale a prescindere dalla utilità per l'azienda, per una cruda questione di reintroduzione della "classe padrona"