Poichè ancora oggi molti non distinguono la Rapid indiana dalla Mission L e dato che numerosi render completamente errati circolano in rete ed aumentano la confusione, è opportuno dare qualche indicazione sui tratti che differenziano la Skoda indiana da quella europea.
L'indiana ha il frontale classico stile Fabia, la porta posteriore è simile nella forma a quelle delle station con finestrino squadrato e senza deflettore fisso, è presente una terza luce laterale fissa dopo la porta posteriore, il faro posteriore si allarga verso la parte bassa.
L'europea ha un innovativo frontale che rappresenta il nuovo corso stilistico ceco, la porta posteriore è quella classica di una berlina con deflettore fisso e non c'è terza luce laterale, il faro posteriore si restringe verso la parte bassa.
INDIA
Quella che tutti chiamavano Lauretta è stata chiamata Rapid ed simile ad una Fabia tre volumi con passo e larghezza (e, ovviamente lunghezza) aumentati.
E' stata pensata e viene prodotta SOLO per il mercato indiano, mercato che adesso avrà a disposizione la seguente gamma di auto (alla quale mancano totalmente le Station):
Fabia, Rapid, Laura (la nostra Octavia), Yeti e Superb. Verrà valutato in futuro come ottimizzare la gamma, soprattutto la Laura, che potrebbe sparire oppure, se dovesse continuare a vendere nonostante la concorrenza casalinga della nuova proposta, essere sostituita, sulla falsariga di quanto appena proposto con la Rapid, da un modello equivalente specifico per l'India.
Il mercato indiano ha prospettive di sviluppo immense e Skoda, non volendo perdere il passo, non si tirerà indietro se riterrà essere il caso di inventare altre versioni specifiche ed esclusive per quella realtà, invece di continuare a proporre i modelli europei come ha fatto sinora. E', infatti, da tenere presente che Skoda India tenderà a diventare sempre più autonoma rispetto alla Casa madre, così come oggi è Fiat Brasile che poco o nulla ha a che fare con la produzione italiana, o italo/americana che dir si voglia, della Fiat nostrana.
EUROPA
Skoda ha presentato una concept due volumi (la Vision D), che molti prefigurano essere la Golf ceca, e una tre volumi (la Mission L) che, contrariamente alla prima, è stata definita come praticamente pronta alla produzione di serie.
Poichè è stato dichiarato che il corso stilistico futuro ricalcherà quello appena mostrato da queste due vetture, tutta la stampa e i siti specializzati si sono accalcati a disegnare, e a "dare in pasto" agli appassionati, render che ne ricalcano i canoni estetici, cosa che ha ingenerato un po' di confusione.
Per ora basti sapere che la Mission L, che non sappiamo ancora che nome avrà una volta divenuta di serie, è una nuova berlina cinque porte, 450 cm, basata su un VAG-mix, volutamente mantenuta ad un profilo relativamente basso, caratterizzata da elementi meccanici non eccessivamnete raffinati, che non avrà il DSG, che non salirà eccessivamente con la potenza dei propulsori, che non sarà HI-TEC SUPERLUX come quella vista a Francoforte, che spingerà la nuova Octavia a salire di dimensioni per permettere ad ambedue di avere una loro specifica fetta di mercato, che probabilmente eliminerà la Fabia Station, dato che verrà declinata anch'essa in tale configurazione.
Una volta "compresa" la Mission L, il nodo focale su cui accentrare la nostra curiosità è quello di comprendere di quale entità sarà la presa di distanze della nuova Octavia III e quanto di questa azione corrisponderà alla reazione della Superb che verrà: basti ricordare le voci che vogliono dare per assodata l'eliminazione dell'ammiraglia ceca, troppo concorrenziale nei confronti delle cugine "ricche" Audi e VW, che verrebbe attuata mettendo in essere l'escamotage già adottato da Peugeot che da un parte ha eliminato 407 e 607 e, dall'altra, le ha ambedue sostituite con la nuova 508, prendendo così due piccioni con una fava.
8) Sandro
L'indiana ha il frontale classico stile Fabia, la porta posteriore è simile nella forma a quelle delle station con finestrino squadrato e senza deflettore fisso, è presente una terza luce laterale fissa dopo la porta posteriore, il faro posteriore si allarga verso la parte bassa.
L'europea ha un innovativo frontale che rappresenta il nuovo corso stilistico ceco, la porta posteriore è quella classica di una berlina con deflettore fisso e non c'è terza luce laterale, il faro posteriore si restringe verso la parte bassa.
INDIA
Quella che tutti chiamavano Lauretta è stata chiamata Rapid ed simile ad una Fabia tre volumi con passo e larghezza (e, ovviamente lunghezza) aumentati.
E' stata pensata e viene prodotta SOLO per il mercato indiano, mercato che adesso avrà a disposizione la seguente gamma di auto (alla quale mancano totalmente le Station):
Fabia, Rapid, Laura (la nostra Octavia), Yeti e Superb. Verrà valutato in futuro come ottimizzare la gamma, soprattutto la Laura, che potrebbe sparire oppure, se dovesse continuare a vendere nonostante la concorrenza casalinga della nuova proposta, essere sostituita, sulla falsariga di quanto appena proposto con la Rapid, da un modello equivalente specifico per l'India.
Il mercato indiano ha prospettive di sviluppo immense e Skoda, non volendo perdere il passo, non si tirerà indietro se riterrà essere il caso di inventare altre versioni specifiche ed esclusive per quella realtà, invece di continuare a proporre i modelli europei come ha fatto sinora. E', infatti, da tenere presente che Skoda India tenderà a diventare sempre più autonoma rispetto alla Casa madre, così come oggi è Fiat Brasile che poco o nulla ha a che fare con la produzione italiana, o italo/americana che dir si voglia, della Fiat nostrana.
EUROPA
Skoda ha presentato una concept due volumi (la Vision D), che molti prefigurano essere la Golf ceca, e una tre volumi (la Mission L) che, contrariamente alla prima, è stata definita come praticamente pronta alla produzione di serie.
Poichè è stato dichiarato che il corso stilistico futuro ricalcherà quello appena mostrato da queste due vetture, tutta la stampa e i siti specializzati si sono accalcati a disegnare, e a "dare in pasto" agli appassionati, render che ne ricalcano i canoni estetici, cosa che ha ingenerato un po' di confusione.
Per ora basti sapere che la Mission L, che non sappiamo ancora che nome avrà una volta divenuta di serie, è una nuova berlina cinque porte, 450 cm, basata su un VAG-mix, volutamente mantenuta ad un profilo relativamente basso, caratterizzata da elementi meccanici non eccessivamnete raffinati, che non avrà il DSG, che non salirà eccessivamente con la potenza dei propulsori, che non sarà HI-TEC SUPERLUX come quella vista a Francoforte, che spingerà la nuova Octavia a salire di dimensioni per permettere ad ambedue di avere una loro specifica fetta di mercato, che probabilmente eliminerà la Fabia Station, dato che verrà declinata anch'essa in tale configurazione.
Una volta "compresa" la Mission L, il nodo focale su cui accentrare la nostra curiosità è quello di comprendere di quale entità sarà la presa di distanze della nuova Octavia III e quanto di questa azione corrisponderà alla reazione della Superb che verrà: basti ricordare le voci che vogliono dare per assodata l'eliminazione dell'ammiraglia ceca, troppo concorrenziale nei confronti delle cugine "ricche" Audi e VW, che verrebbe attuata mettendo in essere l'escamotage già adottato da Peugeot che da un parte ha eliminato 407 e 607 e, dall'altra, le ha ambedue sostituite con la nuova 508, prendendo così due piccioni con una fava.
8) Sandro