<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Questo euro deputato é un mito. | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Questo euro deputato é un mito.

pi_greco ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
mi sembrano paragoni inutili, altri tempi, altra storia, altra gente. Ció che andava bene o male 100 o 1000 anni fa non puó per forza di cose andare bene o male oggi.

IMHO ;)
ovvio il mio post intendeva solo precisare quando e come è nata la democrazia e che ha un ben preciso intento, non demagogico...

Il mio invece intendeva chiedersi se ha senso parlare di democrazia (o comunque di potere decisionale del popolo) quando le sorti del pianeta sono letteralmente in mano a un centinaio di persone.
 
a_gricolo ha scritto:
pi_greco ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
mi sembrano paragoni inutili, altri tempi, altra storia, altra gente. Ció che andava bene o male 100 o 1000 anni fa non puó per forza di cose andare bene o male oggi.

IMHO ;)
ovvio il mio post intendeva solo precisare quando e come è nata la democrazia e che ha un ben preciso intento, non demagogico...

Il mio invece intendeva chiedersi se ha senso parlare di democrazia (o comunque di potere decisionale del popolo) quando le sorti del pianeta sono letteralmente in mano a un centinaio di persone.
il potere è una cosa la cosa pubblica non sempre lo detiene, anzi spesso ne è suddita, ma il discorso non sarebbe, credo, migliore se il potere fosse in mano al principio democratico che dice che uno vale uno... per ragioni di merca competenza e di convenienze varie...
 
pi_greco ha scritto:
il discorso non sarebbe, credo, migliore se il potere fosse in mano al principio democratico che dice che uno vale uno...

Probabilmente no, dato che gli estremi si toccano. Ma tra 1:1 e 1:3,6*10^9 c'è qualche sfumatura in mezzo....
 
a_gricolo ha scritto:
pi_greco ha scritto:
il discorso non sarebbe, credo, migliore se il potere fosse in mano al principio democratico che dice che uno vale uno...

Probabilmente no, dato che gli estremi si toccano. Ma tra 1:1 e 1:3,6*10^9 c'è qualche sfumatura in mezzo....
io non ne faccio un parametro economico, per mia formazione etica ognuno dovrebbe essere uguale ad ogni altro, ovvero ogni uomo dovrebbe essere il pi ricco ed anche il più povero del pianeta, ma non è praticabile...

il mio discorso è basato sulla competenza e sulla capacità di cercare il bene comune e la lungimiranza necessaria, cosa che la democrazia non premia, anzi più si avanza e peggio sono gli scenari aperti dalle consualtazioni elettorali... IMHO
 
pi_greco ha scritto:
il mio discorso è basato sulla competenza e sulla capacità di cercare il bene comune e la lungimiranza necessaria, cosa che la democrazia non premia, anzi più si avanza e peggio sono gli scenari aperti dalle consultazioni elettorali... IMHO

Secondo me, non è la democrazia in se a non premiare le capacità che indichi, tant'è che - a sentire Pericle - all'ombra del Partenone "facevano così". Caso mai, è il progressivo formarsi di classi dirigenti autoreferenziali e sempre più isolate dal resto della cittadinanza a peggiorare il quadro. Ma non è più la democrazia nella sua veste ideale (e probabilmente non applicabile)
 
Va bene tutto, basta mettersi d'accordo ed essere coerenti.
Quello che è odiosa è l'ipocrisia dei cleptomani che usano la democrazia quando c'è da raccogliere e il dispotismo quando c'è da spendere, detto in breve profitti di pochi privati e perdite pubbliche.

Per la cronaca al MIB il bancomat dei papponi oggi dopo un finto rimbalzo è di nuovo giù a due cifre trascinandosi anche l'economia italiana e i soldi di milioni di italiani.
 
a_gricolo ha scritto:
pi_greco ha scritto:
il mio discorso è basato sulla competenza e sulla capacità di cercare il bene comune e la lungimiranza necessaria, cosa che la democrazia non premia, anzi più si avanza e peggio sono gli scenari aperti dalle consultazioni elettorali... IMHO

Secondo me, non è la democrazia in se a non premiare le capacità che indichi, tant'è che - a sentire Pericle - all'ombra del Partenone "facevano così". Caso mai, è il progressivo formarsi di classi dirigenti autoreferenziali e sempre più isolate dal resto della cittadinanza a peggiorare il quadro. Ma non è più la democrazia nella sua veste ideale (e probabilmente non applicabile)
La democrazia ateniese era una deomocrazia non universale e non comprendeva ragioni egualitarie, ed era autorerefernziale, nel senso che la cerchia di gestione del potere non era aperta o negoziabile, eppure la democrazia era tale e portava al potere l'interesse della collettività e delle prospettive future, oltre a premiare meriti e intesesse al bene comune... questo differenzia la democrazia di allora (imperfetta) da quella di oggi (diversamente imperfetta)... iMHO
 
a_gricolo ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
. Quindi di che stiamo parlando?

Della fine della democrazia, se mai è iniziata.

http://goo.gl/yeDg9h

Non è mai iniziata, è proprio quello che volevo dire. Almeno non come la si intende comunemente. Ma vedo che sull'argomento avete già disquisito, e io mi trovo d'accordo per molti versi. La democrazia come la intende Pi Greco è un'utopia che si avvicina molto al comunismo (pur non identificandocisi). L'uno vale uno non è realizzabile e tanto meno auspicabile, il problema è però che oggi alcuni uno valgono come milioni di altri, e nemmeno quello è accettabile. Insomma un poco alla volta quello che ieri era raccontato in parecchi romanzi distopici scritti da menti ardite è diventato realtà.
Quello che mi preoccupa davvero è che i romanzi distopici di oggi parlano di gente che vive in enormi silos sotteranei, di persone espropriate anche dei propri pensieri nonchè di inverni atomici ed atmosfere irrespirabili. Speriamo bene allora per domani, perchè l'andazzo non è per nulla buono: il TTIP va avanti e nessuno ne parla, le multinazionali delle sementi cercano in tutti i modi di imporre il loro cibo spazzatura in ogni dove (e li una volta iniziato non si torna indietro, peggio di una centrale nucleare sfuggita al controllo) ed ad uccidere la biodiversità, gli stati vengono sanzionati solo perchè producono caratteristicamente e i governi locali disattendono regolarmente tutte le decisioni di origine popolare (finanziamento ai partiti, acqua pubblica e trivellazioni petrolifere vi dicono qualcosa?).
Ma non confondiamo tutto ciò con l'elettività di chi governa, perchè non c'entra nulla. I politici si rivolgono all'elettorato solo quando c'è da essere eletti, dopo di che rivolgono il loro servizio a ben altre persone (quelle che gli hanno dato i soldi per fare campagna), il problema è che le'elttorato stesso non ragiona e continua a farsi abbindolare. Dare più o meno perso al voto di ognuno in queste condizioni non serve a nulla.
 
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