<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> quello che stà succedendo in Grecia e nessuno ci dice | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

quello che stà succedendo in Grecia e nessuno ci dice

Preoccupiamoci prima dei NOSTRI ultra65enni che stanno rinunciando a curarsi perchè i farmaci e le visite specialistiche costano troppo
Preoccupiamoci prima dei NOSTRI giovani che con laurea e dottorato in tasca gli va di lusso se trovano lavoro (diciamo così) in un call center
Preoccupiamoci prima dei NOSTRI esodati che grazie alla gallina piangente e al suo capo, parente stretto di chi ha messo la Grecia nella merda, dovranno subire anche l'umiliazione della coda alla Caritas dopo aver lavorato una vita

E poi, preoccupiamoci di NOI, che la pensione la vedremo forse se assumiamo un po' di estratto di Peyote.....
 
a_gricolo ha scritto:
Preoccupiamoci prima dei NOSTRI ultra65enni che stanno rinunciando a curarsi perchè i farmaci e le visite specialistiche costano troppo
Preoccupiamoci prima dei NOSTRI giovani che con laurea e dottorato in tasca gli va di lusso se trovano lavoro (diciamo così) in un call center
Preoccupiamoci prima dei NOSTRI esodati che grazie alla gallina piangente e al suo capo, parente stretto di chi ha messo la Grecia nella merda, dovranno subire anche l'umiliazione della coda alla Caritas dopo aver lavorato una vita

E poi, preoccupiamoci di NOI, che la pensione la vedremo forse se assumiamo un po' di estratto di Peyote.....

E' guardando agli altri che si cerca di capire come modificare quello che stiamo sbagliando.
 
-Logan- ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Preoccupiamoci prima dei NOSTRI ultra65enni che stanno rinunciando a curarsi perchè i farmaci e le visite specialistiche costano troppo
Preoccupiamoci prima dei NOSTRI giovani che con laurea e dottorato in tasca gli va di lusso se trovano lavoro (diciamo così) in un call center
Preoccupiamoci prima dei NOSTRI esodati che grazie alla gallina piangente e al suo capo, parente stretto di chi ha messo la Grecia nella merda, dovranno subire anche l'umiliazione della coda alla Caritas dopo aver lavorato una vita

E poi, preoccupiamoci di NOI, che la pensione la vedremo forse se assumiamo un po' di estratto di Peyote.....

E' guardando agli altri che si cerca di capire come modificare quello che stiamo sbagliando.

Sappiamo già dove abbiamo sbagliato. Guardare gli altri ci può solo dare una conferma. Nel bene e nel male
 
-Logan- ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Sappiamo già dove abbiamo sbagliato. Guardare gli altri ci può solo dare una conferma. Nel bene e nel male

Non tutti, nel bene o nel male, hanno le tue stesse certezze.

Mah....non mi sembra che ci siano grossi dubbi sul fatto che siamo messi male e su chi abbia ben contribuito a ciò....
 
a_gricolo ha scritto:
Mah....non mi sembra che ci siano grossi dubbi sul fatto che siamo messi male e su chi abbia ben contribuito a ciò....

Già tra me e te l'opinione è leggermente differente.
Pensa che addirittura c'è quasi un 30% dell'elettorato che ritiene che entrambi raccontiamo sciocchezze.

Ma sto andando OT.
 
a_gricolo ha scritto:
-Logan- ha scritto:
Già tra me e te l'opinione è leggermente differente.
.

Se dico sistema finanziario internazionale + classe politica inadeguata/disonesta, sbaglio di molto?

Direi che non sbagli affatto.
Ma mi sembra che il primo punto tu spesso lo ritenga più "volontario" che "colposo", e per quanto riguarda il secondo, attribuisci all'ultimo anno di governo più colpe di quanto io ritengo si meriti.
 
io sono sempre stato un europeista convinto...però a sentire certe cose, e a leggere certe cose (ad es. oggi leggevo un articolo del sole24ore in cui si sosteneva che ci sarrebbe stato un allegro "patto" tra i soliti tedeschi e francesi per la serie "tu accetti che io imponga all'europa la mia politica del rigore, e io non dirò nulla sul fatto che sfori i limiti di deficit imposti", e quelli che se la prendono in quel posto siamo noi che, pur avendo un ottimo rapporto deficit/pil, non ce ne faremo nulla per il suddetto motivo, e dovremo invece contiuare a tagliare, tagliare, tagliare per rientrare nei limiti imposti di debito, quelli invece non sono stati toccati eheheheh...in parole povere, F, D, e UK ottengono sempre ciò che vogliono, noi invece siamo i perfetti cornuti e mazziati, dovremo infatti continuare ad essere il terzo contributore netto dell'UE...e dovremmo ringraziare per tutto ciò coloro che ci hanno rappresentato negli ultimi 30 anni almeno...), certi momenti mi verrebbe voglia, piuttosto di farci strozzare lentamente, di mandarli tutti al diavolo ed uscire dall'Euro, se non addirittura dalla UE, anche domani, in un momento in cui la nostra, a quel punto inevitabile, caduta sarebbe ancora sufficientemente potente da far tremare anche il club dei furbetti D-F e(forse) UK...per la serie: muore sansone con tutti i filistei...
 
-Logan- ha scritto:
Direi che non sbagli affatto.

Vedi che non siamo così lontani?

-Logan- ha scritto:
Ma mi sembra che il primo punto tu spesso lo ritenga più "volontario" che "colposo",

Beh, io dico solo una cosa. La massa di denaro "fittizio" generata dai meccanismi della finanza ammonta a più o meno dieci volte il PIL mondiale. Per cui, se tanto mi da tanto, significa che ogni giorno si "transazionano" titoli per il 90% non coperti da denaro reale. Ora, se domani io ti vendo qualcosa che non ho, tu giustamente mi mandi a casa i carabinieri, e nella mia lingua si chiama "truffa". Se lo fanno a Wall Street si chiama "trading", ma la sostanza è quella.

-Logan- ha scritto:
e per quanto riguarda il secondo, attribuisci all'ultimo anno di governo più colpe di quanto io ritengo si meriti.

Secondo me, il governo cui ti riferisci ha due meriti innegabili: aver reso meno ridicolo il termine "Italia" nei consessi internazionali e, forse, aver aperto del tutto gli occhi a quei pochi pervicaci italiani che ancora ci credevano su che razza di farabutti siano TUTTI INDISTINTAMENTE i politicanti che infestano i palazzi romani e periferici. Ma sulle "colpe" che da parte mia ma non solo gli vengono attribuite, credo che basti parlare con un esodato, un pensionato al minimo, un disoccupato per averne amplissima conferma. Tutto ciò, sempre ovviamente, IMHO.
 
JigenD ha scritto:
io sono sempre stato un europeista convinto...però a sentire certe cose, e a leggere certe cose (ad es. oggi leggevo un articolo del sole24ore in cui si sosteneva che ci sarrebbe stato un allegro "patto" tra i soliti tedeschi e francesi per la serie "tu accetti che io imponga all'europa la mia politica del rigore, e io non dirò nulla sul fatto che sfori i limiti di deficit imposti", e quelli che se la prendono in quel posto siamo noi che, pur avendo un ottimo rapporto deficit/pil, non ce ne faremo nulla per il suddetto motivo, e dovremo invece contiuare a tagliare, tagliare, tagliare per rientrare nei limiti imposti di debito, quelli invece non sono stati toccati eheheheh...in parole povere, F, D, e UK ottengono sempre ciò che vogliono, noi invece siamo i perfetti cornuti e mazziati, dovremo infatti continuare ad essere il terzo contributore netto dell'UE...e dovremmo ringraziare per tutto ciò coloro che ci hanno rappresentato negli ultimi 30 anni almeno...), certi momenti mi verrebbe voglia, piuttosto di farci strozzare lentamente, di mandarli tutti al diavolo ed uscire dall'Euro, se non addirittura dalla UE, anche domani, in un momento in cui la nostra, a quel punto inevitabile, caduta sarebbe ancora sufficientemente potente da far tremare anche il club dei furbetti D-F e(forse) UK...per la serie: muore sansone con tutti i filistei...

Permettimi, ma non ci credo....
Tutta l' Europa contro l' Italia, ma non esiste....non ha senso
P.s. D F UK fanno i loro comodi, gli altri 20 e passa paesi non dicono unka :?: :shock:
e quelli che son fuori vogliono entrare...... :shock: :?:
Gia', tanto quello che lo prende in te sac c'e' gia': l' Italia :D
Ma dai ;)
 
siamo in mano a francesi e tedeschi http://it.finance.yahoo.com/notizie/hollande-affari-con-india-scandalo-finmeccanica-115231421.html

meno male che non acquisto minimamente i loro prodotti, chissà se gli italiani prima o poi la capiranno che dove non arriva la politica ci dobbiamo arrivare noi, con le nostre azioni

In un mercato globale le azioni sono di chi ha i soldi per comprarle. Ma che pro­prio
i francesi, noti anche per un certo innato sciovinismo, possano fare in
Italia il bello e il cattivo tempo nell?energia e nella finanza, forse
non è op­portuno. Almeno senza che intrecci e reciprocità non ven­gano
adeguatamente condi­visi. E questo è quanto sem­bra avverrà in queste
prossi­me settimane. Anche perché si tratterebbe già di una se­conda
ondata. Basta ricorda­re il 25% di Air France in Alita­lia ( in cui i
francesi sono l?uni­co socio industriale), o le due banche (CariParma e
Bnl) che già sono finite nelle mani francesi dell?Agricole e di Bnp,
per non parlare delle scorribande di Carrefour nel­la grande
distribuzione. Men­tre sull?altro piatto della bi­lancia c?è pochino:
la pionie­ristica conquista di Ciment francais da parte di
Italce­menti e la quota del 20% di Del Vecchio nella Foncière des Regions.


La pasta Buitoni e l'acqua Sanpellegrino, i cioccolatini Perugina, il panettone Motta, l'Antica Gelateria del Corso e la Valle degli Orti non sono più italiane, ma di proprietà della multinazionale svizzera Nestlé. La francese Lactalis ha acquistato i marchi Galbani e Invernizzi, Cademartori, Locatelli e, lo scorso giugno, Parmalat.
Agli spagnoli del marchio Agrolimen è andata la proprietà della Star, la società italiana leader nei dadi da brodo. Spagnola è anche Sos Cuetara, che ha acquistato la Minerva Oli (proprietaria del marchio Sasso), la Carapelli e, tramite la Unilever, la Bertolli.

La grande distribuzione in Italia è in mano ai francesi di Carrefour, Auchan, Castorama e Leroy Merlin, Leclerc. La catena Coin, fondata nel 1916 dal veneziano Vittorio Coin, oggi appartiene alla francese Pai Partners. La Standa, fondata nel 1931 da Franco Monzino, è finita all'austriaca Billa, controllata del gruppo tedesco Rowe. La anglo-olandese Unilever ha acquistato i gelati Algida, l'olio d'oliva Bertolli (poi ceduto alla spagnola Sos Cuetara), le confetture Santa Rosa e il riso Flora.

Nel campo dei prodotti di lusso sono passati alla Lvmh di Bernard Arnault la Emilio Pucci, l'Acqua di Parma e Fendi. Il marchio Gianfranco Ferrè è stato ceduto al Paris Group di Dubai, che fa capo al magnate Abdulkader Sankari. Gucci è da tempo sotto il controllo di Ppr, Pinault-Printemps-Redoute. Valentino dal 2007 è nelle mani della britannica Permira. Fiorucci è della società giapponese Edwin International. François Henri Pinault controlla le pelletterie di Bottega Veneta e le calzature Sergio Rossi. Di pochi mesi fa, inoltre, la cessione ad Arnault dei gioielli di Bulgari.

La Safilo (Società azionaria fabbrica italiana lavorazione occhiali), fondata nel 1878, che oggi produce occhiali per Armani, Valentino, Yves Saint Laurent, Hugo Boss, Dior e Marc Jacobs, è diventata di proprietà del gruppo olandese Hal Holding.

Nel settore della telefonia, a Milano nel 1999 era nata Fastweb, una jv tra e.Biscom e la comunale Aem che oggi fa parte del gruppo svizzero Swisscom. Nel 2000 Omnitel è passata di proprietà del Gruppo Vodafone e nel 2005 Enel ha ceduto la quota di maggioranza di Wind Telecomunicazioni al magnate egiziano Sawiris, il quale nel 2010 l'ha passata ai russi di VimpelCom.

Nel campo dell'elettrotecnica e dell'elettromeccanica nomi storici come Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Parizzi, Sasib Ferroviaria e, recentemente, Passoni & Villa sono stati acquistati dal gruppo industriale francese Alstom, presente in Italia dal 1998.

Nel 2005 le acciaierie Lucchini spa sono passate ai russi di Severstal, mentre rimane proprietà della omonima famiglia italiana, la Lucchini rs, che ha delle controllate anche all'estero.

Fiat Avio, fondata nel 1908 e ancora oggi uno dei maggiori player della propulsione aerospaziale, è attualmente di proprietà del socio unico Bcv Investments sca, una società di diritto lussemburghese partecipata all'85% dalla inglese Cinven Limited.

Benelli, la storica casa motociclistica di Pesaro, di proprietà del gruppo Merloni, nel 2005 è passata nelle mani del gruppo cinese QianJiang per una cifra di circa 6 milioni di euro, più il trasferimento dei 50 milioni di euro di debito annualmente accumulato.

Nel 2003 la Sps Italiana Pack Systems è stata ceduta dal Gruppo Cir alla multinazionale americana dell'imballaggio Pfm Spa.

Nel 2005 il colosso italiano dell'energia Edison è passato, grazie a un'opa, a Transalpina di energia, società controllata pariteticamente dal gruppo francese Edf (Eléctricité de France) e da Delmi (controllata attraverso A2A dai comuni di Milano e di Brescia).

In una transazione di meno di un mese fa Loquendo, azienda leader nel mercato delle tecnologie di riconoscimento vocale, che aveva all'attivo più di 25 anni di ricerca svolta nei laboratori di Telecom Italia Lab e un vasto portafoglio di brevetti, è stata venduta da Telecom alla multinazionale statunitense Nuance, per 53 milioni di euro.

Secondo la rivista Forbes, le cinque società italiane di maggior successo nel 2010 sono, nell'ordine,
1) Edison,
2) Eni,
3) Poste Italiane,
4) Finmeccanica e
5) Generali.
Di queste, due sono dello stato (Eni, per il 30% e Poste per il 100%), mentre Edison è già in parte di Edf (Eléctricité de France), con Pinault interessato ad acquisirne il resto.

Qualcuno in controtendenza per fortuna c'è: il settore delle moto (Ducati e Mv Augusta tornate italiane) e le poche aziende nostrane che si espandono all'estero: Barilla, che ha comprato la francese Harry's o la svedese Wasa, Luxottica , che si è portata a casa l'americana Ray-Ban e il colosso di sempre, la Fiat (MI: 710000 - notizie) , che continua ad aumentare le quote in Chrysler e oggi ne è diventata il primo azionista, con il 53,5%. L'obiettivo del Lingotto è ora salire al 58,5% entro la fine dell'anno.

fonte: Yahoo! Finanza
 
mark_nm ha scritto:
siamo in mano a francesi e tedeschi http://it.finance.yahoo.com/notizie/hollande-affari-con-india-scandalo-finmeccanica-115231421.html

meno male che non acquisto minimamente i loro prodotti, chissà se gli italiani prima o poi la capiranno che dove non arriva la politica ci dobbiamo arrivare noi, con le nostre azioni

In un mercato globale le azioni sono di chi ha i soldi per comprarle. Ma che pro­prio
i francesi, noti anche per un certo innato sciovinismo, possano fare in
Italia il bello e il cattivo tempo nell?energia e nella finanza, forse
non è op­portuno. Almeno senza che intrecci e reciprocità non ven­gano
adeguatamente condi­visi. E questo è quanto sem­bra avverrà in queste
prossi­me settimane. Anche perché si tratterebbe già di una se­conda
ondata. Basta ricorda­re il 25% di Air France in Alita­lia ( in cui i
francesi sono l?uni­co socio industriale), o le due banche (CariParma e
Bnl) che già sono finite nelle mani francesi dell?Agricole e di Bnp,
per non parlare delle scorribande di Carrefour nel­la grande
distribuzione. Men­tre sull?altro piatto della bi­lancia c?è pochino:
la pionie­ristica conquista di Ciment francais da parte di
Italce­menti e la quota del 20% di Del Vecchio nella Foncière des Regions.


La pasta Buitoni e l'acqua Sanpellegrino, i cioccolatini Perugina, il panettone Motta, l'Antica Gelateria del Corso e la Valle degli Orti non sono più italiane, ma di proprietà della multinazionale svizzera Nestlé. La francese Lactalis ha acquistato i marchi Galbani e Invernizzi, Cademartori, Locatelli e, lo scorso giugno, Parmalat.
Agli spagnoli del marchio Agrolimen è andata la proprietà della Star, la società italiana leader nei dadi da brodo. Spagnola è anche Sos Cuetara, che ha acquistato la Minerva Oli (proprietaria del marchio Sasso), la Carapelli e, tramite la Unilever, la Bertolli.

La grande distribuzione in Italia è in mano ai francesi di Carrefour, Auchan, Castorama e Leroy Merlin, Leclerc. La catena Coin, fondata nel 1916 dal veneziano Vittorio Coin, oggi appartiene alla francese Pai Partners. La Standa, fondata nel 1931 da Franco Monzino, è finita all'austriaca Billa, controllata del gruppo tedesco Rowe. La anglo-olandese Unilever ha acquistato i gelati Algida, l'olio d'oliva Bertolli (poi ceduto alla spagnola Sos Cuetara), le confetture Santa Rosa e il riso Flora.

Nel campo dei prodotti di lusso sono passati alla Lvmh di Bernard Arnault la Emilio Pucci, l'Acqua di Parma e Fendi. Il marchio Gianfranco Ferrè è stato ceduto al Paris Group di Dubai, che fa capo al magnate Abdulkader Sankari. Gucci è da tempo sotto il controllo di Ppr, Pinault-Printemps-Redoute. Valentino dal 2007 è nelle mani della britannica Permira. Fiorucci è della società giapponese Edwin International. François Henri Pinault controlla le pelletterie di Bottega Veneta e le calzature Sergio Rossi. Di pochi mesi fa, inoltre, la cessione ad Arnault dei gioielli di Bulgari.

La Safilo (Società azionaria fabbrica italiana lavorazione occhiali), fondata nel 1878, che oggi produce occhiali per Armani, Valentino, Yves Saint Laurent, Hugo Boss, Dior e Marc Jacobs, è diventata di proprietà del gruppo olandese Hal Holding.

Nel settore della telefonia, a Milano nel 1999 era nata Fastweb, una jv tra e.Biscom e la comunale Aem che oggi fa parte del gruppo svizzero Swisscom. Nel 2000 Omnitel è passata di proprietà del Gruppo Vodafone e nel 2005 Enel ha ceduto la quota di maggioranza di Wind Telecomunicazioni al magnate egiziano Sawiris, il quale nel 2010 l'ha passata ai russi di VimpelCom.

Nel campo dell'elettrotecnica e dell'elettromeccanica nomi storici come Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Parizzi, Sasib Ferroviaria e, recentemente, Passoni & Villa sono stati acquistati dal gruppo industriale francese Alstom, presente in Italia dal 1998.

Nel 2005 le acciaierie Lucchini spa sono passate ai russi di Severstal, mentre rimane proprietà della omonima famiglia italiana, la Lucchini rs, che ha delle controllate anche all'estero.

Fiat Avio, fondata nel 1908 e ancora oggi uno dei maggiori player della propulsione aerospaziale, è attualmente di proprietà del socio unico Bcv Investments sca, una società di diritto lussemburghese partecipata all'85% dalla inglese Cinven Limited.

Benelli, la storica casa motociclistica di Pesaro, di proprietà del gruppo Merloni, nel 2005 è passata nelle mani del gruppo cinese QianJiang per una cifra di circa 6 milioni di euro, più il trasferimento dei 50 milioni di euro di debito annualmente accumulato.

Nel 2003 la Sps Italiana Pack Systems è stata ceduta dal Gruppo Cir alla multinazionale americana dell'imballaggio Pfm Spa.

Nel 2005 il colosso italiano dell'energia Edison è passato, grazie a un'opa, a Transalpina di energia, società controllata pariteticamente dal gruppo francese Edf (Eléctricité de France) e da Delmi (controllata attraverso A2A dai comuni di Milano e di Brescia).

In una transazione di meno di un mese fa Loquendo, azienda leader nel mercato delle tecnologie di riconoscimento vocale, che aveva all'attivo più di 25 anni di ricerca svolta nei laboratori di Telecom Italia Lab e un vasto portafoglio di brevetti, è stata venduta da Telecom alla multinazionale statunitense Nuance, per 53 milioni di euro.

Secondo la rivista Forbes, le cinque società italiane di maggior successo nel 2010 sono, nell'ordine,
1) Edison,
2) Eni,
3) Poste Italiane,
4) Finmeccanica e
5) Generali.
Di queste, due sono dello stato (Eni, per il 30% e Poste per il 100%), mentre Edison è già in parte di Edf (Eléctricité de France), con Pinault interessato ad acquisirne il resto.

Qualcuno in controtendenza per fortuna c'è: il settore delle moto (Ducati e Mv Augusta tornate italiane) e le poche aziende nostrane che si espandono all'estero: Barilla, che ha comprato la francese Harry's o la svedese Wasa, Luxottica , che si è portata a casa l'americana Ray-Ban e il colosso di sempre, la Fiat (MI: 710000 - notizie) , che continua ad aumentare le quote in Chrysler e oggi ne è diventata il primo azionista, con il 53,5%. L'obiettivo del Lingotto è ora salire al 58,5% entro la fine dell'anno.

fonte: Yahoo! Finanza

Complimenti all' autore pe l' attualita' di molte delle citazioni
Ne prendo una caso:
la mitica Buitoni, ( cosa che mi ha fatto litigare con l' ingegnere ),
fu da Lui venduta una trentina di anni fa e buona parte del resto,
sempre ben prima della supposta congiura
Demoplutogiudobocconeuropadipendente,
 
non sono un esperto di economia ma tali articoli gettano le basi per capire come avviene la vendita di aziende italiane all'estero; IMHO l'algoritmo potrebbe essere il seguente:

IF innalzamento delle tasse da parte dei governi THEN impresa va in crisi
OR
IF concorrenza sleale non controllata THEN impresa va in crisi xchè impreparata
CONSEGUE
IF minori acquisti per incertezza THEN
le imprese vanno in crisi e le imprese licenziano aggravando i costi sullo stato
le imprese vengono vendute e siamo alla mercè di altri
disoccupazione
END IF

essendo una bozza scritta da un incompetente, prendetela solo come uno spunto
 
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