<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> quello che stà succedendo in Grecia e nessuno ci dice | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

quello che stà succedendo in Grecia e nessuno ci dice

mark_nm ha scritto:
siamo in mano a francesi e tedeschi http://it.finance.yahoo.com/notizie/hollande-affari-con-india-scandalo-finmeccanica-115231421.html

meno male che non acquisto minimamente i loro prodotti, chissà se gli italiani prima o poi la capiranno che dove non arriva la politica ci dobbiamo arrivare noi, con le nostre azioni

In un mercato globale le azioni sono di chi ha i soldi per comprarle. Ma che pro­prio
i francesi, noti anche per un certo innato sciovinismo, possano fare in
Italia il bello e il cattivo tempo nell?energia e nella finanza, forse
non è op­portuno. Almeno senza che intrecci e reciprocità non ven­gano
adeguatamente condi­visi. E questo è quanto sem­bra avverrà in queste
prossi­me settimane. Anche perché si tratterebbe già di una se­conda
ondata. Basta ricorda­re il 25% di Air France in Alita­lia ( in cui i
francesi sono l?uni­co socio industriale), o le due banche (CariParma e
Bnl) che già sono finite nelle mani francesi dell?Agricole e di Bnp,
per non parlare delle scorribande di Carrefour nel­la grande
distribuzione. Men­tre sull?altro piatto della bi­lancia c?è pochino:
la pionie­ristica conquista di Ciment francais da parte di
Italce­menti e la quota del 20% di Del Vecchio nella Foncière des Regions.


La pasta Buitoni e l'acqua Sanpellegrino, i cioccolatini Perugina, il panettone Motta, l'Antica Gelateria del Corso e la Valle degli Orti non sono più italiane, ma di proprietà della multinazionale svizzera Nestlé. La francese Lactalis ha acquistato i marchi Galbani e Invernizzi, Cademartori, Locatelli e, lo scorso giugno, Parmalat.
Agli spagnoli del marchio Agrolimen è andata la proprietà della Star, la società italiana leader nei dadi da brodo. Spagnola è anche Sos Cuetara, che ha acquistato la Minerva Oli (proprietaria del marchio Sasso), la Carapelli e, tramite la Unilever, la Bertolli.

La grande distribuzione in Italia è in mano ai francesi di Carrefour, Auchan, Castorama e Leroy Merlin, Leclerc. La catena Coin, fondata nel 1916 dal veneziano Vittorio Coin, oggi appartiene alla francese Pai Partners. La Standa, fondata nel 1931 da Franco Monzino, è finita all'austriaca Billa, controllata del gruppo tedesco Rowe. La anglo-olandese Unilever ha acquistato i gelati Algida, l'olio d'oliva Bertolli (poi ceduto alla spagnola Sos Cuetara), le confetture Santa Rosa e il riso Flora.

Nel campo dei prodotti di lusso sono passati alla Lvmh di Bernard Arnault la Emilio Pucci, l'Acqua di Parma e Fendi. Il marchio Gianfranco Ferrè è stato ceduto al Paris Group di Dubai, che fa capo al magnate Abdulkader Sankari. Gucci è da tempo sotto il controllo di Ppr, Pinault-Printemps-Redoute. Valentino dal 2007 è nelle mani della britannica Permira. Fiorucci è della società giapponese Edwin International. François Henri Pinault controlla le pelletterie di Bottega Veneta e le calzature Sergio Rossi. Di pochi mesi fa, inoltre, la cessione ad Arnault dei gioielli di Bulgari.

La Safilo (Società azionaria fabbrica italiana lavorazione occhiali), fondata nel 1878, che oggi produce occhiali per Armani, Valentino, Yves Saint Laurent, Hugo Boss, Dior e Marc Jacobs, è diventata di proprietà del gruppo olandese Hal Holding.

Nel settore della telefonia, a Milano nel 1999 era nata Fastweb, una jv tra e.Biscom e la comunale Aem che oggi fa parte del gruppo svizzero Swisscom. Nel 2000 Omnitel è passata di proprietà del Gruppo Vodafone e nel 2005 Enel ha ceduto la quota di maggioranza di Wind Telecomunicazioni al magnate egiziano Sawiris, il quale nel 2010 l'ha passata ai russi di VimpelCom.

Nel campo dell'elettrotecnica e dell'elettromeccanica nomi storici come Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Parizzi, Sasib Ferroviaria e, recentemente, Passoni & Villa sono stati acquistati dal gruppo industriale francese Alstom, presente in Italia dal 1998.

Nel 2005 le acciaierie Lucchini spa sono passate ai russi di Severstal, mentre rimane proprietà della omonima famiglia italiana, la Lucchini rs, che ha delle controllate anche all'estero.

Fiat Avio, fondata nel 1908 e ancora oggi uno dei maggiori player della propulsione aerospaziale, è attualmente di proprietà del socio unico Bcv Investments sca, una società di diritto lussemburghese partecipata all'85% dalla inglese Cinven Limited.

Benelli, la storica casa motociclistica di Pesaro, di proprietà del gruppo Merloni, nel 2005 è passata nelle mani del gruppo cinese QianJiang per una cifra di circa 6 milioni di euro, più il trasferimento dei 50 milioni di euro di debito annualmente accumulato.

Nel 2003 la Sps Italiana Pack Systems è stata ceduta dal Gruppo Cir alla multinazionale americana dell'imballaggio Pfm Spa.

Nel 2005 il colosso italiano dell'energia Edison è passato, grazie a un'opa, a Transalpina di energia, società controllata pariteticamente dal gruppo francese Edf (Eléctricité de France) e da Delmi (controllata attraverso A2A dai comuni di Milano e di Brescia).

In una transazione di meno di un mese fa Loquendo, azienda leader nel mercato delle tecnologie di riconoscimento vocale, che aveva all'attivo più di 25 anni di ricerca svolta nei laboratori di Telecom Italia Lab e un vasto portafoglio di brevetti, è stata venduta da Telecom alla multinazionale statunitense Nuance, per 53 milioni di euro.

Secondo la rivista Forbes, le cinque società italiane di maggior successo nel 2010 sono, nell'ordine,
1) Edison,
2) Eni,
3) Poste Italiane,
4) Finmeccanica e
5) Generali.
Di queste, due sono dello stato (Eni, per il 30% e Poste per il 100%), mentre Edison è già in parte di Edf (Eléctricité de France), con Pinault interessato ad acquisirne il resto.

Qualcuno in controtendenza per fortuna c'è: il settore delle moto (Ducati e Mv Augusta tornate italiane) e le poche aziende nostrane che si espandono all'estero: Barilla, che ha comprato la francese Harry's o la svedese Wasa, Luxottica , che si è portata a casa l'americana Ray-Ban e il colosso di sempre, la Fiat (MI: 710000 - notizie) , che continua ad aumentare le quote in Chrysler e oggi ne è diventata il primo azionista, con il 53,5%. L'obiettivo del Lingotto è ora salire al 58,5% entro la fine dell'anno.

fonte: Yahoo! Finanza

ma la colpa di chi é? mi pare evidente che sia nostra no? chi viene qui a comprare viene coi soldi mica con i fucili.
O no?
PS: Ducati tornata italiana? ma non é del'Audi?
 
mark_nm ha scritto:
siamo in mano a francesi e tedeschi http://it.finance.yahoo.com/notizie/hollande-affari-con-india-scandalo-finmeccanica-115231421.html

meno male che non acquisto minimamente i loro prodotti, chissà se gli italiani prima o poi la capiranno che dove non arriva la politica ci dobbiamo arrivare noi, con le nostre azioni

fonte: Yahoo! Finanza
[/i]

chi ha redatto questo articolo ha commesso tanti strafalcioni quasi quanto le ditte chiamate in causa, saltando a pie' pari tutta la faccenda legata alle dismissioni dell'iri, alle varie procedure fallimentari, ai bilanci in rosso ed alle indagine delle procure per i prodotti scadenti immessi nel mercato...

come han gia' ben detto chi mi ha preceduto se lo stato di cose e' questo e' perche' alcuni han venduto ( anche svenduto se vogliamo) e non sono riusciti in minima parte a reggere concorrenza od ad imporsi nel mercato europeo.

possiamo sempre dare la colpa a francesi o tedeschi , questi di sicuro non ci faranno sconti, ma almeno ricordare una certa incapacita' atavica del nostro popolo a dirigere industrie andrebbe ricordata...
 
Aerei Italiani ha scritto:
mark_nm ha scritto:
siamo in mano a francesi e tedeschi http://it.finance.yahoo.com/notizie/hollande-affari-con-india-scandalo-finmeccanica-115231421.html

meno male che non acquisto minimamente i loro prodotti, chissà se gli italiani prima o poi la capiranno che dove non arriva la politica ci dobbiamo arrivare noi, con le nostre azioni

fonte: Yahoo! Finanza
[/i]

chi ha redatto questo articolo ha commesso tanti strafalcioni quasi quanto le ditte chiamate in causa, saltando a pie' pari tutta la faccenda legata alle dismissioni dell'iri, alle varie procedure fallimentari, ai bilanci in rosso ed alle indagine delle procure per i prodotti scadenti immessi nel mercato...

come han gia' ben detto chi mi ha preceduto se lo stato di cose e' questo e' perche' alcuni han venduto ( anche svenduto se vogliamo) e non sono riusciti in minima parte a reggere concorrenza od ad imporsi nel mercato europeo.

possiamo sempre dare la colpa a francesi o tedeschi , questi di sicuro non ci faranno sconti, ma almeno ricordare una certa incapacita' atavica del nostro popolo a dirigere industrie andrebbe ricordata...

piu' che altro, e' un mix di notizie piu' che superate
 
Aerei Italiani ha scritto:
mark_nm ha scritto:
siamo in mano a francesi e tedeschi http://it.finance.yahoo.com/notizie/hollande-affari-con-india-scandalo-finmeccanica-115231421.html

meno male che non acquisto minimamente i loro prodotti, chissà se gli italiani prima o poi la capiranno che dove non arriva la politica ci dobbiamo arrivare noi, con le nostre azioni

fonte: Yahoo! Finanza
[/i]

chi ha redatto questo articolo ha commesso tanti strafalcioni quasi quanto le ditte chiamate in causa, saltando a pie' pari tutta la faccenda legata alle dismissioni dell'iri, alle varie procedure fallimentari, ai bilanci in rosso ed alle indagine delle procure per i prodotti scadenti immessi nel mercato...

come han gia' ben detto chi mi ha preceduto se lo stato di cose e' questo e' perche' alcuni han venduto ( anche svenduto se vogliamo) e non sono riusciti in minima parte a reggere concorrenza od ad imporsi nel mercato europeo.

possiamo sempre dare la colpa a francesi o tedeschi , questi di sicuro non ci faranno sconti, ma almeno ricordare una certa incapacita' atavica del nostro popolo a dirigere industrie andrebbe ricordata...

sinceramente credo che francesi e tedeschi pensino a casa loro, ai loro interessi, mentre noi abbiamo avuto ed abbiamo tuttora persone che pensano solo ad arricchirsi ma non per questo dobbiamo passivamente subire il oro gioco e le leggi del mercato; nel mio piccolo, ma è da tempo che agisco a questo modo, non intendo assolutamente dare i miei soldi a francesi e tedeschi in cambio di cose che abbiamo pure noi e che non ritengo affatto migliori delle nostre.
Esco per gli acquisti dal mercato italiano sse un certo prodotto non è presente sul nostro territorio, ma è abbastanza raro.

Quello che mi fa specie è l'osservare le continue lamentele di coloro che invece di alimentare il mercato interno continuano a criticarlo e ad alimentare il mercato esterno. Molti forse non hanno ancora chiaro che sono anche le nostre azioni ad indebolirci, abbiamo il potere di decidere chi affamare, propendo per i mercati esteri a favore del mercato interno.
Se un governo non fa controlli dobbiamo farli noi e non continuare a lamentarci che chi doveva controllare non lo fa e quindi continuare imperterriti sulla nostra strada ingrassando le casse di francesi e tedeschi.

La mia parte anche se piccola la faccio, ognuno faccia la sua.

Si critica a ragione che siamo entrati in europa e non eravamo affatto preparati e per tale ragione ci stanno sbranando ma abbiamo il potere di decidere sempre chi foraggiare col nostro denaro.

In definitia: non diamo una mano a francesi e tedeschi a demolirci del tutto.
 
mark_nm ha scritto:
sinceramente credo che francesi e tedeschi pensino a casa loro, ai loro interessi, mentre noi abbiamo avuto ed abbiamo tuttora persone che pensano solo ad arricchirsi ma non per questo dobbiamo passivamente subire il oro gioco e le leggi del mercato; nel mio piccolo, ma è da tempo che agisco a questo modo, non intendo assolutamente dare i miei soldi a francesi e tedeschi in cambio di cose che abbiamo pure noi e che non ritengo affatto migliori delle nostre.
Esco per gli acquisti dal mercato italiano sse un certo prodotto non è presente sul nostro territorio, ma è abbastanza raro.

Quello che mi fa specie è l'osservare le continue lamentele di coloro che invece di alimentare il mercato interno continuano a criticarlo e ad alimentare il mercato esterno. Molti forse non hanno ancora chiaro che sono anche le nostre azioni ad indebolirci, abbiamo il potere di decidere chi affamare, propendo per i mercati esteri a favore del mercato interno.
Se un governo non fa controlli dobbiamo farli noi e non continuare a lamentarci che chi doveva controllare non lo fa e quindi continuare imperterriti sulla nostra strada ingrassando le casse di francesi e tedeschi.

La mia parte anche se piccola la faccio, ognuno faccia la sua.

Si critica a ragione che siamo entrati in europa e non eravamo affatto preparati e per tale ragione ci stanno sbranando ma abbiamo il potere di decidere sempre chi foraggiare col nostro denaro.

In definitia: non diamo una mano a francesi e tedeschi a demolirci del tutto.

Sinceramente io non guardo DOVE vnga fatto un prodotto ma mi informo sul come , e se ha le qualita'/costo che mi posso perettere senza fare debito.
Nessuno miha mai dato lavoro perche' sono "italiano" anzi le stesse ditte che sbandierano la loro "italianita'" sono le prime a dare lavoro all'estero ...o molto precario nel nostro paese...
 
Aerei Italiani ha scritto:
mark_nm ha scritto:
sinceramente credo che francesi e tedeschi pensino a casa loro, ai loro interessi, mentre noi abbiamo avuto ed abbiamo tuttora persone che pensano solo ad arricchirsi ma non per questo dobbiamo passivamente subire il oro gioco e le leggi del mercato; nel mio piccolo, ma è da tempo che agisco a questo modo, non intendo assolutamente dare i miei soldi a francesi e tedeschi in cambio di cose che abbiamo pure noi e che non ritengo affatto migliori delle nostre.
Esco per gli acquisti dal mercato italiano sse un certo prodotto non è presente sul nostro territorio, ma è abbastanza raro.

Quello che mi fa specie è l'osservare le continue lamentele di coloro che invece di alimentare il mercato interno continuano a criticarlo e ad alimentare il mercato esterno. Molti forse non hanno ancora chiaro che sono anche le nostre azioni ad indebolirci, abbiamo il potere di decidere chi affamare, propendo per i mercati esteri a favore del mercato interno.
Se un governo non fa controlli dobbiamo farli noi e non continuare a lamentarci che chi doveva controllare non lo fa e quindi continuare imperterriti sulla nostra strada ingrassando le casse di francesi e tedeschi.

La mia parte anche se piccola la faccio, ognuno faccia la sua.

Si critica a ragione che siamo entrati in europa e non eravamo affatto preparati e per tale ragione ci stanno sbranando ma abbiamo il potere di decidere sempre chi foraggiare col nostro denaro.

In definitia: non diamo una mano a francesi e tedeschi a demolirci del tutto.

Sinceramente io non guardo DOVE vnga fatto un prodotto ma mi informo sul come , e se ha le qualita'/costo che mi posso perettere senza fare debito.
Nessuno miha mai dato lavoro perche' sono "italiano" anzi le stesse ditte che sbandierano la loro "italianita'" sono le prime a dare lavoro all'estero ...o molto precario nel nostro paese...

Però non si può certo negare che gli italiani siano esterofili. Lo sono sempre stati. Solo quando si parla di mangiare ( e a ragione!) esaltiamo i nostri prodotti.
 
belpietro ha scritto:
capnord ha scritto:
Però non si può certo negare che gli italiani siano esterofili. Lo sono sempre stati.

in realtà, non lo sono e non lo sono mai stati.

se intendi che sono esterofili perche' cercano sempre il meglio,
o almeno lo credono, son daccordo.
Tipo i formaggi e i vini F sono piu' buoni.....
 
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