Spero non ti bannino, ormai sei il mio idoloSwift1988 ha scritto:Non mi interessa se mi bannano ma devo dirlo.
FIGLI DI TROIA BASTARDI MALEDETTI MAIALI COGLIONI! :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:
é solo gente che non è capace di amare un ragazza e le violenta perchè sono indefese... poi se vengono pestati piangono! :evil:
99octane ha scritto:Queste cose succedono perche' c'e' la percezione, corroborata dai fatti, che si puo' fare tutto quel che si vuole facendola comunque franca.
Vediamo quanto (se) gli danno, a questi.
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siccome si fa spesso rimarcare la nazionalità di chi commette un reato - soprattutto se stranieri - ora, quel qualcuno si prende la rivincita... :shock:a_gricolo ha scritto:Mi sfugge il nesso tra residenza dei coinvolti ed efferatezza del crimine. Sono dei farabutti che meritano tutto quello che meriterebbero se fossero romeni o magrebini o norvegesi. Cazzo c'entra padani ristretti o allargati?
queste cose succedono solo coi pedofililucianoVE ha scritto:99octane ha scritto:Queste cose succedono perche' c'e' la percezione, corroborata dai fatti, che si puo' fare tutto quel che si vuole facendola comunque franca.
Vediamo quanto (se) gli danno, a questi.
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se, ripeto SE, si faranno un po' di galera spero che gli altri carcerati gli facciano il pelo e contropelo, come si addice in questi casi agli stupratori :!:
a_gricolo ha scritto:Mi sfugge il nesso tra residenza dei coinvolti ed efferatezza del crimine. Sono dei farabutti che meritano tutto quello che meriterebbero se fossero romeni o magrebini o norvegesi. Cazzo c'entra padani ristretti o allargati?
dexxter ha scritto:Gianni Brera usò poeticamente questo termine a partire dagli anni sessanta per indicare il territorio che ai tempi di Catone corrispondeva alla Gallia Cisalpina (o, per usare le parole di Brera, alla «Gallia Cis- e Transpadana»)[1]. Nel 1975 usò questo termine in un articolo su La Stampa l'allora presidente della Regione Emilia-Romagna Guido Fanti[2], e successivamente il presidente del CNEL Giuseppe De Rita. Quindi fu la volta di Indro Montanelli per indicare gli stessi territori[3].
Negli anni settanta la sezione di Lombardia, Ticino e Grigioni lombardi dell'Association Internationale pour la Défense des Langues et des Cultures Menacées cominciò ad usare il termine padano per riferirsi all'insieme degli idiomi galloitalici, mentre, nel 1982, il glottologo Geoffrey S. Hull dell'Università Macarthur di Sydney Ovest scrisse una tesi, intitolata The Linguistic Unity of Northern Italy and Rhaetia, in cui chiamò Padania la terra in cui si parlano gli idiomi galloitalici (emiliano-romagnolo, ligure, lombardo e piemontese), il veneto, l'istrioto e, come anfizona, gli idiomi retoromanzi, considerati fondamentalmente tutti delle varianti locali, variamente divergenti, di un unico sistema linguistico: la lingua padanese (così Geoffrey Hull traduce in italiano l'inglese Padanian). Questa definizione di Padania etnolinguistica, inclusi (come per Hull) o meno (come secondo l'AIDLCM lombardo-ticinese e lo scrittore Sergio Salvi) i territori di idioma retoromanzo, veneto e istrioto, non corrisponde a quella successivamente introdotta nella politica dalla Lega Nord, che ha reso popolare la parola Padania.
Nel 1992 la Fondazione Giovanni Agnelli pubblica un volume dal titolo «La Padania, una regione italiana in Europa», redatto da un pool di storici dell?economia, docenti di Analisi delle istituzioni della Bocconi e di Economia politica della Statale di Milano[4]. In questo studio, oltre ad analizzare le caratteristiche socio-culturali ed economiche che contraddistinguono la Padania, è auspicata anche la formazione di uno spazio politico padano capace di rappresentare direttamente il proprio territorio in Europa[4].
In carcere ci sono regole ben precise. chi tocca donne o bambini (sia che li uccide o che li violenta) viene ammazzato...i coniugi di Erba li hanno dovuti isolare per questo motivo.dexxter ha scritto:queste cose succedono solo coi pedofili
dexxter ha scritto:siccome si fa spesso rimarcare la nazionalità di chi commette un reato - soprattutto se stranieri - ora, quel qualcuno si prende la rivincita... :shock:a_gricolo ha scritto:Mi sfugge il nesso tra residenza dei coinvolti ed efferatezza del crimine. Sono dei farabutti che meritano tutto quello che meriterebbero se fossero romeni o magrebini o norvegesi. Cazzo c'entra padani ristretti o allargati?
ferrets ha scritto:arhat ha scritto:non utilizzare a sproposito il termine "bischerata" non vi s'addice, questi sono padani ed i padani sono extracomunitari, fuori i padani che delinquono dall' Italia.
Un caso analogo si è verificato all'incirca dalle mie parti: 3 ragazzi conoscevano ragazze tramite Facebook, le facevano arrivare a casa di uno di loro, le drogavano e se le stupravano.
Adesso questi sono giustamente in galera, e spero ci rimarranno per un bel po'
Immensa tristezza...ZioLord ha scritto:ci mancherebbe altro adesso che la colpa sia sua.
99octane ha scritto:Queste cose succedono perche' c'e' la percezione, corroborata dai fatti, che si puo' fare tutto quel che si vuole facendola comunque franca.
Vediamo quanto (se) gli danno, a questi.
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a_gricolo ha scritto:dexxter ha scritto:Gianni Brera usò poeticamente questo termine a partire dagli anni sessanta per indicare il territorio che ai tempi di Catone corrispondeva alla Gallia Cisalpina (o, per usare le parole di Brera, alla «Gallia Cis- e Transpadana»)[1]. Nel 1975 usò questo termine in un articolo su La Stampa l'allora presidente della Regione Emilia-Romagna Guido Fanti[2], e successivamente il presidente del CNEL Giuseppe De Rita. Quindi fu la volta di Indro Montanelli per indicare gli stessi territori[3].
Negli anni settanta la sezione di Lombardia, Ticino e Grigioni lombardi dell'Association Internationale pour la Défense des Langues et des Cultures Menacées cominciò ad usare il termine padano per riferirsi all'insieme degli idiomi galloitalici, mentre, nel 1982, il glottologo Geoffrey S. Hull dell'Università Macarthur di Sydney Ovest scrisse una tesi, intitolata The Linguistic Unity of Northern Italy and Rhaetia, in cui chiamò Padania la terra in cui si parlano gli idiomi galloitalici (emiliano-romagnolo, ligure, lombardo e piemontese), il veneto, l'istrioto e, come anfizona, gli idiomi retoromanzi, considerati fondamentalmente tutti delle varianti locali, variamente divergenti, di un unico sistema linguistico: la lingua padanese (così Geoffrey Hull traduce in italiano l'inglese Padanian). Questa definizione di Padania etnolinguistica, inclusi (come per Hull) o meno (come secondo l'AIDLCM lombardo-ticinese e lo scrittore Sergio Salvi) i territori di idioma retoromanzo, veneto e istrioto, non corrisponde a quella successivamente introdotta nella politica dalla Lega Nord, che ha reso popolare la parola Padania.
Nel 1992 la Fondazione Giovanni Agnelli pubblica un volume dal titolo «La Padania, una regione italiana in Europa», redatto da un pool di storici dell?economia, docenti di Analisi delle istituzioni della Bocconi e di Economia politica della Statale di Milano[4]. In questo studio, oltre ad analizzare le caratteristiche socio-culturali ed economiche che contraddistinguono la Padania, è auspicata anche la formazione di uno spazio politico padano capace di rappresentare direttamente il proprio territorio in Europa[4].
Grazie per l'excursus etnografico, ma col discorso c'entra come il parmigiano grattugiato nel caffelatte. Secondo me quei malnati, PROPRIO PERCHE' PADANI, sono ancora peggiori dei rumeni e/o magrebini, e lo dice uno che sapete come la pensa sui delinquenti importati.
Perchè sono peggio? Semplice, perchè slavi e nordafricani scontano anche il peso di una "educazione" ricevuta che insegna a risolvere le controversie col coltello e per i quali più che per i contadini veronesi vige il detto "femena, voltate ca te dòparo".
I giovani padani di buona famiglia (buona a far chè è da indagare), invece, l'educazione "civile" l'hanno avuta, pertanto non hanno scusanti.
cocis - 1 ora fa
Carloantonio70 - 1 giorno fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa