...CI SI RIBELLERà A quest'andazzo vergognoso, sarà stato forse sempre tardi
mah!
sperèm di no.
CORAGGIO, REVOLUTION!!!!
A FIL DI RETE
Vorrei fare Spartacus
contro le urla dei politici
Per trafiggere con la pesante spada chi va in tv a raccontare fandonie, a cambiare idea, a urlare
Ho seguito la tredicesima e ultima puntata di «Spartacus: sangue e sabbia» (Spartacus: Blood and Sand), la serie prodotta da Sam Raimi e ispirata alle graphic novel di Frank Miller (Skyuno, giovedì, ore 21.10; domenica 15 maggio alle 23 c'è la versione uncut, difficile pensare cosa possa ncora riservare). Era da tempo che non vedevo più una simile carneficina, bagnata dal sangue, piena di teste mozzate e di corpi infilzati, in pieno stile pulp.
Spartacus è finalmente riuscito a scatenare la rivolta dei gladiatori e a vendicarsi delle mille angherie subite dal suo perfido padrone Lentulo Baciato. E noi con lui. Il processo di identificazione - puramente virtuale, puramente catartico - è con l'eterno tema dello schiavo che si ribella. Non importa qui il carattere estetizzante della serie (un trionfo di corpi palestrati) e il continuo ricorso agli effetti speciali. La crudezza della scena è tale che si va oltre la demarcazione realistica.
L'altra sera mi sentivo Spartacus e avrei voluto trafiggere con la pesante spada tutti quei politici che vanno in tv a raccontare fandonie, a cambiare idea, a urlare i continuazione. Avrei smaniato per chiamare a raccolta i gladiatori per vendicarmi di tutti quei programmi che mettono in scena le disgrazie, fingendo di interessarsene. Avrei desiderato spezzare tutte le catene di conformismo, volgarità, stupidità che ogni giorno ci condizionano, ma trovano puntualmente riscontro in mille programmi tv.
Intanto il sangue grondava e il numero dei morti aumentava. Anzi era proprio l'eccesso, l'esagerazione, l'enfasi della vendetta a svolgere un'azione purificatrice, come succedeva nelle tragedie greche. Siamo costretti a vendicarci soltanto nei sogni (sogni a occhi aperti come sono le buone fiction) perché dalle ceneri del nostro immaginario possa rinascere la società delle buone maniere.
Ogni civiltà stremata aspetta il suo Spartacus.
Aldo Grasso
14 maggio 2011
mah!
sperèm di no.
CORAGGIO, REVOLUTION!!!!
A FIL DI RETE
Vorrei fare Spartacus
contro le urla dei politici
Per trafiggere con la pesante spada chi va in tv a raccontare fandonie, a cambiare idea, a urlare
Ho seguito la tredicesima e ultima puntata di «Spartacus: sangue e sabbia» (Spartacus: Blood and Sand), la serie prodotta da Sam Raimi e ispirata alle graphic novel di Frank Miller (Skyuno, giovedì, ore 21.10; domenica 15 maggio alle 23 c'è la versione uncut, difficile pensare cosa possa ncora riservare). Era da tempo che non vedevo più una simile carneficina, bagnata dal sangue, piena di teste mozzate e di corpi infilzati, in pieno stile pulp.
Spartacus è finalmente riuscito a scatenare la rivolta dei gladiatori e a vendicarsi delle mille angherie subite dal suo perfido padrone Lentulo Baciato. E noi con lui. Il processo di identificazione - puramente virtuale, puramente catartico - è con l'eterno tema dello schiavo che si ribella. Non importa qui il carattere estetizzante della serie (un trionfo di corpi palestrati) e il continuo ricorso agli effetti speciali. La crudezza della scena è tale che si va oltre la demarcazione realistica.
L'altra sera mi sentivo Spartacus e avrei voluto trafiggere con la pesante spada tutti quei politici che vanno in tv a raccontare fandonie, a cambiare idea, a urlare i continuazione. Avrei smaniato per chiamare a raccolta i gladiatori per vendicarmi di tutti quei programmi che mettono in scena le disgrazie, fingendo di interessarsene. Avrei desiderato spezzare tutte le catene di conformismo, volgarità, stupidità che ogni giorno ci condizionano, ma trovano puntualmente riscontro in mille programmi tv.
Intanto il sangue grondava e il numero dei morti aumentava. Anzi era proprio l'eccesso, l'esagerazione, l'enfasi della vendetta a svolgere un'azione purificatrice, come succedeva nelle tragedie greche. Siamo costretti a vendicarci soltanto nei sogni (sogni a occhi aperti come sono le buone fiction) perché dalle ceneri del nostro immaginario possa rinascere la società delle buone maniere.
Ogni civiltà stremata aspetta il suo Spartacus.
Aldo Grasso
14 maggio 2011