<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Profughi..... | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Profughi.....

manuel46 ha scritto:
Mio padre nel lontano 1948 è andato a lavorare in Belgio, in miniera come tanti altri,
tutto era gestito da i due paesi italia e belgio, uno diceva quanti operai occorrevano e l'altro li mandava, tutti con i documenti in regola e sani,
quando sono arrivati la nei paesi baracche, li hanno portati sul posto di lavoro, vestiti attrezzatura e via negli ascensori che in pochi secondi portavano a decine e decine di metri sottoterra, senza ossigeno e solo con una lampada sul casco, a picconare il carbone per non so quante ore al giorno,
chi aveva paura di scendere (panic eccetera) veniva preso e riportato alle baracche, cosi per due giorni, al terzo se ancora non scendevano, venivano accompagnati a prendere la loro roba alle baracche, messi sul treno per l'italia e tanti saluti!
Mio padre ha lavorato cosi per 2 anniemmezzo, non potevi mandare a casa più di un tot dello stipendio, poichè giustamente non dovevi rimanere li come un pezzente, ma dovevi poter vivere dignitosamente, infatti mio padre che era li per guadagnare un po' di soldi per sposarsi e rimanere li il minimo indispensabile, risparmiava molto, gli altri si facevano lavare la roba dalle signore e si toglievano qualche sfizio, lui si arrangiava in tutto e si concedeva pochi sfizi,
allora siccome un amico di milano si "mangiava" parte dello stipendio, mio padre ne approfittava e spediva a casa dei suoi genitori quello che non avrebbe potuto mandare a causa di quella regola, poi loro glieli spedivano a mia nonna (che io non ho conosciuto) mio nonno era morto per incidente di cava che mio padre aveva solo 4 anni,
ah, mio padre è morto di tumore ai polmoni a 65 anni.........

Se queste semplici regole esistessero ancora oggi, io credo che non si potrebbe proprio entrare in italia per delinquere, si entra se c'è lavoro e si torna quando non ce n'è più!

Ecco, raccontalo a chi paragona i migranti di oggi col telefono satellitare e tante pretese ai nostri migranti di allora....
 
Come ho già scritto bisogna soccorrerli prima che si trovino in difficoltà ma
non da soli ma con la collaborazione di tutta Europa, troppo facile dire arrangiatevi .Attrezziamo una nave ospedale che le prelevi prima di farli vagare e morire in mare aperto .
 
Il racconto degli emigranti italiani in Belgio è tragico nella sua realtà .
Proprio per questo dobbiamo aiutare i "Veri " profughi di oggi ,evitando che
ricapiti il passato.
 
a_gricolo ha scritto:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/03/09/news/da-lampedusa-a-padova-profugo-a-16-anni-e-subito-spacciatore-3638237

Da Lampedusa a Padova: profugo a 16 anni e subito spacciatore

Preso dalla Squadra mobile della polizia: era sbarcato l'8 febbraio scorso dalla Tunisia nell'isola siciliana. Ha chiesto asilo ed è scappato dalla comunità: trovato a Padova a spacciare. Non sa una parola di italiano

Da Lampedusa a Padova: profugo a 16 anni e subito spacciatore
PADOVA. Arrestato dopo un mese dallo sbarco a Lampedusa. E' il primo spacciatore arrestato dopo la nuova ondata di arrivi dovuti alle rivoluzioni in nord Africa. E' un giovane di 16 anni che non parla italiano ma che è stato trovato dalla Squadra mobile della polizia con 20 grammi di hashish all'Arcella.

La sua storia in Italia inizia l'8 febbraio scorso quando arriva con un barcone a Lampedusa. Ha solo 16 anni e chiede l'asilo politico. Viene identificato e spedito in una comunità, da cui scappa dopo pochi giorni. Le forze dell'ordine lo ritrovano un mese dopo, l'8 marzo, a Padova.

Da tempo infatti i residenti di via Faggin all'Arcella segnalavano la presenza di spacciatori. Ieri l'appostamento degli uomini della squadra mobile, guidati da Marco Calì. Hanno scoperto che gli spacciatori nascondevano gli involucri con la droga nelle fioriere o dietro le grondaie. Sono entrati in azione e hanno fermato il ragazzo. Non conosce l'italiano ma aveva un involucro con l'hashish e il telefonino. Il kit del perfetto spacciatore.

Gli agenti della Squadra mobile adesso indagano su chi glieli ha forniti.

....cosa dicevamo sui "disperati in cerca di un futuro migliore"?

Ma scusa, hanno OVVIAMENTE un futuro migliore, e questa ne e' la dimostrazione!
Al suo paese sarebbe stato frustato sulla pubblica piazza e condannato a una pena detentiva lunghissima e durissima.
Da noi non va tranquillo.
 
99octane ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/03/09/news/da-lampedusa-a-padova-profugo-a-16-anni-e-subito-spacciatore-3638237

Da Lampedusa a Padova: profugo a 16 anni e subito spacciatore

Preso dalla Squadra mobile della polizia: era sbarcato l'8 febbraio scorso dalla Tunisia nell'isola siciliana. Ha chiesto asilo ed è scappato dalla comunità: trovato a Padova a spacciare. Non sa una parola di italiano

Da Lampedusa a Padova: profugo a 16 anni e subito spacciatore
PADOVA. Arrestato dopo un mese dallo sbarco a Lampedusa. E' il primo spacciatore arrestato dopo la nuova ondata di arrivi dovuti alle rivoluzioni in nord Africa. E' un giovane di 16 anni che non parla italiano ma che è stato trovato dalla Squadra mobile della polizia con 20 grammi di hashish all'Arcella.

La sua storia in Italia inizia l'8 febbraio scorso quando arriva con un barcone a Lampedusa. Ha solo 16 anni e chiede l'asilo politico. Viene identificato e spedito in una comunità, da cui scappa dopo pochi giorni. Le forze dell'ordine lo ritrovano un mese dopo, l'8 marzo, a Padova.

Da tempo infatti i residenti di via Faggin all'Arcella segnalavano la presenza di spacciatori. Ieri l'appostamento degli uomini della squadra mobile, guidati da Marco Calì. Hanno scoperto che gli spacciatori nascondevano gli involucri con la droga nelle fioriere o dietro le grondaie. Sono entrati in azione e hanno fermato il ragazzo. Non conosce l'italiano ma aveva un involucro con l'hashish e il telefonino. Il kit del perfetto spacciatore.

Gli agenti della Squadra mobile adesso indagano su chi glieli ha forniti.

....cosa dicevamo sui "disperati in cerca di un futuro migliore"?

Ma scusa, hanno OVVIAMENTE un futuro migliore, e questa ne e' la dimostrazione!
Al suo paese sarebbe stato frustato sulla pubblica piazza e condannato a una pena detentiva lunghissima e durissima.
Da noi non va tranquillo.

Infatti......
 
garu51 ha scritto:
Come ho già scritto bisogna soccorrerli prima che si trovino in difficoltà ma
non da soli ma con la collaborazione di tutta Europa, troppo facile dire arrangiatevi .Attrezziamo una nave ospedale che le prelevi prima di farli vagare e morire in mare aperto .

Perchè una nave ospedale? Sono più sani di me e di te.....
 
garu51 ha scritto:
Ne sei proprio sicuro ?

Il fatto che stiano male non significa che sono malati. La mia era una battuta, più che una nave ospedale ci vorrebbe una "nave CIE" in modo da smistare gli arrivi

EDIT:

...e ovviamente rispedire al mittente il 98% circa di coloro che "profughi" non sono (vedi tunisini....)
 
PanDemonio ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Primo: i "mangiaspaghetti" che andavano in Belgio, Svizzera, Germania e Francia avevano un datore di lavoro che li aspettava e se combinavano qualche cazzata il giorno dopo erano già sul treno per l'Italia. La differenza non è di poco conto
Non necessariamente. il posto di lavoro si perdeva/trovava/cambiava con una certa frequenza, e nel frattempo non era inusuale vivere anche di espedienti. Cmq, non è questo il punto, ma semplicemente che insieme a un tot di disperati in fuga dalla guerra (oggi) o in cerca di pane e lavoro (ieri) si è sempre intrufolata una certa quantità di delinquenti più o meno abituali. E' fisiologico...

Secondo: che c'entra Al Capone? La criminalità organizzata si è sempre "relazionata" con l'estero.
Per un mafioso sicilano emigrato a New York ce n'è uno cinese a Milano
...così come è altrettanto fisiologico che pian piano questi "infiltrati", crescendo e moltiplicandosi all'interno del substrato "sano" di migliaia di compaesani probi ed onesti, replichino all'estero le stesse strutture delinquenziali proprie del paese d'origine.

Terzo: abbiamo il "dovere morale" di evitare che i profughi affoghino nelle carrette del mare, e mi pare che lo stiamo facendo. E poi che si fa?
- Si offre ospitalità a chi cerca rifugio dalla guerra.
- Si controlla che chi profitta di questa ospitalità lo faccia nel rispetto delle nostre leggi.
- Si attivano gli organismi internazionali affinché il conflitto arrivi presto a conclusione e questi disperati possano tornare a casa loro senza pericolo.
- Varie ed eventuali.

Rifugio dalla guerra?
Non mi risulta che in Tunisia ci sia una guerra a te si?
 
morgan65 ha scritto:
Rifugio dalla guerra?
Non mi risulta che in Tunisia ci sia una guerra a te si?

Da Lampedusa a Padova: profugo a 16 anni e subito spacciatore

Preso dalla Squadra mobile della polizia: era sbarcato l'8 febbraio scorso dalla Tunisia nell'isola siciliana. Ha chiesto asilo ed è scappato dalla comunità: trovato a Padova a spacciare. Non sa una parola di italiano

Da Lampedusa a Padova: profugo a 16 anni e subito spacciatore
PADOVA. Arrestato dopo un mese dallo sbarco a Lampedusa. E' il primo spacciatore arrestato dopo la nuova ondata di arrivi dovuti alle rivoluzioni in nord Africa. E' un giovane di 16 anni che non parla italiano ma che è stato trovato dalla Squadra mobile della polizia con 20 grammi di hashish all'Arcella.

La sua storia in Italia inizia l'8 febbraio scorso quando arriva con un barcone a Lampedusa. Ha solo 16 anni e chiede l'asilo politico. Viene identificato e spedito in una comunità, da cui scappa dopo pochi giorni. Le forze dell'ordine lo ritrovano un mese dopo, l'8 marzo, a Padova.

Da tempo infatti i residenti di via Faggin all'Arcella segnalavano la presenza di spacciatori. Ieri l'appostamento degli uomini della squadra mobile, guidati da Marco Calì. Hanno scoperto che gli spacciatori nascondevano gli involucri con la droga nelle fioriere o dietro le grondaie. Sono entrati in azione e hanno fermato il ragazzo. Non conosce l'italiano ma aveva un involucro con l'hashish e il telefonino. Il kit del perfetto spacciatore.

Gli agenti della Squadra mobile adesso indagano su chi glieli ha forniti.
 
PanDemonio ha scritto:
chiede l'asilo politico[/size]. Non conosce l'italiano ma aveva un involucro con l'hashish e il telefonino. Il kit del perfetto spacciatore.

anche quel porco di cesare battisti ha chiesto lo status di rifugiato politico.e con ciò?se lo ottiene diventa un pò meno porco? (con tutto il rispetto per i porci)
 
duke79 ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
chiede l'asilo politico. Non conosce l'italiano ma aveva un involucro con l'hashish e il telefonino. Il kit del perfetto spacciatore.
anche quel porco di cesare battisti ha chiesto lo status di rifugiato politico.e con ciò?se lo ottiene diventa un pò meno porco? (con tutto il rispetto per i porci)
Lo status di rifugiato politico lo si chiede se si sostiene di essere vittima di persecuzione politica. Battisti è padronissimo di chiederlo, sta ai brasiliani decidere se credergli o no.

In caso positivo, per loro (quantomeno per chi materialmente glielo concede) sì, Battisti diventa molto meno porco rispetto a quanto lo sia per te o per me, o comunque la cosa viene ritenuta di non sufficiente importanza. Per loro, ripeto.

E la colpa, anche lì, non è di Battisti.

Fine.
 
PanDemonio ha scritto:
In caso positivo, per loro (quantomeno per chi materialmente glielo concede) sì, Battisti diventa molto meno porco rispetto a quanto lo sia per te o per me,

bene.

allora allo spacciatore in questione gli accordassero lo status saremmo tutti amici come prima....
 
PanDemonio ha scritto:
duke79 ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
chiede l'asilo politico. Non conosce l'italiano ma aveva un involucro con l'hashish e il telefonino. Il kit del perfetto spacciatore.
anche quel porco di cesare battisti ha chiesto lo status di rifugiato politico.e con ciò?se lo ottiene diventa un pò meno porco? (con tutto il rispetto per i porci)
Lo status di rifugiato politico lo si chiede se si sostiene di essere vittima di persecuzione politica. Battisti è padronissimo di chiederlo, sta ai brasiliani decidere se credergli o no.

In caso positivo, per loro (quantomeno per chi materialmente glielo concede) sì, Battisti diventa molto meno porco rispetto a quanto lo sia per te o per me, o comunque la cosa viene ritenuta di non sufficiente importanza. Per loro, ripeto.

E la colpa, anche lì, non è di Battisti.

Fine.

direi che le due questioni non sono paragonabili.

il discorso per Battisti è valido : condannato per delitti, dice che quelle condanne sono frutto non di giustizia ma di persecuzione politica, se il Brasile dovesse decidere che è rifugiato politico sarebbe "meno criminale" (nell'ottica del Brasile, ovviamente) in tutto o in parte.

invece lo spacciatore non dice di essere "profugo" perché spacciatore.
dice di essere profugo perché scappato dalla guerra civile
che sia vero o falso che sia fuggito da una guerra civile, cambia lo stato di profugo, ma non lo stato di criminale.
 
duke79 ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
In caso positivo, per loro (quantomeno per chi materialmente glielo concede) sì, Battisti diventa molto meno porco rispetto a quanto lo sia per te o per me,

bene.

allora allo spacciatore in questione gli accordassero lo status saremmo tutti amici come prima....
In che senso? Non capisco cosa vuoi dire.
 

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