Come riportato dalla stampa http://www.huffingtonpost.it/2015/10/01/volkswagen-dieselgate-anche-auto-ibride-barano_n_8226156.html anche per le ibride stanno iniziando i controlli e parrebbe (il condizionale è d?obbligo) che anche per queste auto i numeri sbandierati, venuti fuori dai test di omologazione, siano molto diversi da quelli rilevabili su strada negli esemplari in circolazione.
Francamente non ne sono minimamente stupito in quanto ritengo che la causa radice di questo problema non siano le singole Case e tantomeno le singole auto od i singoli motori, ma sia la politica dei test, la loro totale inattendibilità rispetto alle reali condizioni d?uso dei veicoli e il loro essere diventati principalmente (se non esclusivamente) strumento di marketing anziché metro per valutare davvero l?impatto ambientale.
Sono convinto che l?ibrido sia una buona strada da percorrere nella ricerca del minor impatto ambientale, ma non ho mai creduto ai numeri da record del mondo sbandierati dai produttori, esattamente come non ho mai creduto che un?auto a 5 posti di normale commercializzazione, pesante una tonnellata o giù di lì e mossa da un motore termico (che sia a benzina od a gasolio non importa) potesse fare i 30 km/l nell?uso normale, qualunque fosse questo uso.
Le emissioni sono figlie del consumo di combustibile. Per avere emissioni da record devo avere consumi da record. Non si scappa, la fisica dice questo e non ammette contraddizioni. A meno dei filtri (che generano altri problemi) se voglio abbattere le emissioni devo abbattere i consumi. Quindi per dichiarare emissioni bassissime devo dichiarare consumi bassissimi.
Gli Stati Uniti, che adesso stanno scoprendo il vaso di Pandora, hanno un mercato che da questo punto di vista è falso come una banconota da 3 euro. Hanno delle norme che costringono i costruttori alla ricerca disperata del numero record pena la non vendibilità del prodotto o la sua uccisione a colpi di tasse. L?intento di invogliare le Case a ridurre consumi ed emissioni è certamente lodevole (direi sia un obbligo) ma chiedere numeri fisicamente e tecnicamente irraggiungibili per poterli poi rivendere al proprio elettorato sotto forma di propaganda costringe di fatto le Case a barare per sopravvivere. Non giustifico le case che barano ma non considero del tutto innocenti i legislatori che hanno chiesto la luna.
Anche in Europa, la successione di norme Euro sempre più restrittive ed il loro utilizzo per limitare la circolazione alle auto più anziane hanno avuto uno scopo commerciale (quello di incentivare le vendite di auto nuove) molto superiore a quello ambientale (diminuire le emissioni)
Finchè la corsa al numero record in termini di emissioni avrà motivazioni fiscali e commerciali, stiamo pur certi che i test non saranno mai rappresentativi dell?uso reale del veicolo e quindi i valori misurati su strada saranno enormemente diversi da quelli dichiarati dalle case o rilevati in fase di omologazione.
Vedremo adesso cosa succederà dopo questi finti scandali???
saluti
Francamente non ne sono minimamente stupito in quanto ritengo che la causa radice di questo problema non siano le singole Case e tantomeno le singole auto od i singoli motori, ma sia la politica dei test, la loro totale inattendibilità rispetto alle reali condizioni d?uso dei veicoli e il loro essere diventati principalmente (se non esclusivamente) strumento di marketing anziché metro per valutare davvero l?impatto ambientale.
Sono convinto che l?ibrido sia una buona strada da percorrere nella ricerca del minor impatto ambientale, ma non ho mai creduto ai numeri da record del mondo sbandierati dai produttori, esattamente come non ho mai creduto che un?auto a 5 posti di normale commercializzazione, pesante una tonnellata o giù di lì e mossa da un motore termico (che sia a benzina od a gasolio non importa) potesse fare i 30 km/l nell?uso normale, qualunque fosse questo uso.
Le emissioni sono figlie del consumo di combustibile. Per avere emissioni da record devo avere consumi da record. Non si scappa, la fisica dice questo e non ammette contraddizioni. A meno dei filtri (che generano altri problemi) se voglio abbattere le emissioni devo abbattere i consumi. Quindi per dichiarare emissioni bassissime devo dichiarare consumi bassissimi.
Gli Stati Uniti, che adesso stanno scoprendo il vaso di Pandora, hanno un mercato che da questo punto di vista è falso come una banconota da 3 euro. Hanno delle norme che costringono i costruttori alla ricerca disperata del numero record pena la non vendibilità del prodotto o la sua uccisione a colpi di tasse. L?intento di invogliare le Case a ridurre consumi ed emissioni è certamente lodevole (direi sia un obbligo) ma chiedere numeri fisicamente e tecnicamente irraggiungibili per poterli poi rivendere al proprio elettorato sotto forma di propaganda costringe di fatto le Case a barare per sopravvivere. Non giustifico le case che barano ma non considero del tutto innocenti i legislatori che hanno chiesto la luna.
Anche in Europa, la successione di norme Euro sempre più restrittive ed il loro utilizzo per limitare la circolazione alle auto più anziane hanno avuto uno scopo commerciale (quello di incentivare le vendite di auto nuove) molto superiore a quello ambientale (diminuire le emissioni)
Finchè la corsa al numero record in termini di emissioni avrà motivazioni fiscali e commerciali, stiamo pur certi che i test non saranno mai rappresentativi dell?uso reale del veicolo e quindi i valori misurati su strada saranno enormemente diversi da quelli dichiarati dalle case o rilevati in fase di omologazione.
Vedremo adesso cosa succederà dopo questi finti scandali???
saluti