Io sono dentro certe questioni riguardanti tutela e valorizzazione dei siti archeologici, di mestiere elaboro questi progetti e la parte più difficoltosa è proprio quella di bilanciare la qualità del lavoro (in Italia è molto difficile fare qualcosa che sia più che accettabile) e i costi (altissimi). La zona in cui opero, non offre siti di grande importanza, e posso solo immaginare come sia mettere le mani su un sito come Pompei. Il primo problema, sta proprio nel Codice dei Beni Culturali: valorizzazione e tutela sono ben distinte, e sono di competenza diversa. La Tutela è esclusivamente di competenza statale, e viene esercitata dalle varie sovrintendenze locali (dipendenti, ovviamente, dal ministero), mentre la valorizzazione può essere esercitata anche da enti locali o addirittura da privati. Come succede in Italia, c'è tantissima burocrazia e poco dialogo, quando non entrano in gioco antipatie e guerre interne, ragion per cui sovrintendenze ed enti locali entrano in contrasto tra di loro, e si finisce per non concludere niente. In secondo luogo, c'è la questione burocrazia: facendo un banalissimo esempio, sto trattando la pulizia di un piccolo sito di poca impotanza, saranno 20 mq; il lavoro è, banalmente, tirare via le erbacce e sostituire il tessuto non tessuto ormai logoro con uno nuovo. Semplice, no? No, non è semplice: per poter far eseguire il lavoro, la sovrintendenza ha prescritto la presenza di operatori di scavo laureati e un archeologo con laurea specialistica. I nostri archeologi specializzati sono pochi, e hanno altri lavori da fare. Bene, si dia il caso che da aprile sono psecializzato anche io, posso prendermi una giornata e farlo io, facendomi aiutare da alcuni studenti, per risparmiare sui costi e, soprattutto, sulle risorse umane (un discreto numero di operatori di scavo, viste le paghe misere, si è già riciclato come operaio, fattorino, pizzaiolo e varie, quelli che abbiamo meglio tenerli per gli scavi di emergenza o le ricognizioni). Ah, ci sono studenti? Allora cambia tutto: deve esserci un professore o un ricercatore che abbia eseguito un dottorato di ricerca e che sia dipendente presso un'università di appoggio. Ovviamente, tutti gli studenti devono aver superato il corso di sicurezza nei cantieri, e devono essere dotati (da noi) di scarpe antinfortunistica, elmetti (non c'è nulla che possa cadere sulla testa, ma si sa mai arrivasse un rapace e facesse cadere una tartaruga in testa a qualcuno così come morì Eschilo), mascherine a prova di sostanze chimiche e tutti i DPI del caso. Che, puntualmente, spariscono. Scontato, va pagata un'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Il cantiere va organizzato da un architetto, che è anche responsabile della sicurezza. Ovviamente, essendo lo Stato competente per quanto riguarda la tutela, ci devono essere delle visite di controllo da parte della Sovrintendenza. Quindi, bisogna aspettare un loro ispettore prima di iniziare e prima di concludere i lavori. Nel frattempo, i materiali (pale, carriole, picconi ecc...), i DPI, ed eventuali generatori elettrici (non necessari in questo caso), sono immobilizzati e non disponibili per altri lavori. Tutto questo, per un lavoretto che un discreto giardiniere farebbe per 50? in poche ore, Mettendo, stando molto larghi, 100? di materiale. A causa dei regolamenti in vigore, si va a spendere quasi 6-7 volte tanto. Figurarsi quanto costa intervenire su Pompei.