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pericoloso evasore sanzionato

DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
Rispondendo alle giuste osservazioni di Ari , Dare e Avere e bumper sulle differenze fra stato sociale Usa e il nostro

intanto negli USA la probabilità REALE di avere una laurea coi fiocchi per un ragazzo di famiglia non ricca è infinitamente più elevata che per un ragazzo italiano.

Nel caso della scuola , e non solo , è vero, uno bravo ha molte più possibilità ancor oggi negli Usa di farsi valere anche se non proviene da famiglia abbiente , piuttosto che in Italy.
Forse però il riferimento di Ari e gli altri era principalmente sulla sanità , anche perchè pensioni e antinfortuni non rientrano nell'irpef , ma le paghiamo a parte e piuttosto salate.
I contributi previdenziali rientrano nel calcolo della pressione fiscale in Italia. Senza considerare i contributi previdenziali, la nostra pressione tributaria è molto più bassa di quel 46% dichiarato dall'Istat.

Vero. Però in Italia vado in pensione quando lo decidono altri, in U.s.A. vado in pensione quando ho deciso di averci investito abbastanza soldi. Ogni sistema ha i suoi pro e contro
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
Rispondendo alle giuste osservazioni di Ari , Dare e Avere e bumper sulle differenze fra stato sociale Usa e il nostro

intanto negli USA la probabilità REALE di avere una laurea coi fiocchi per un ragazzo di famiglia non ricca è infinitamente più elevata che per un ragazzo italiano.
La possibilità però esiste per tutti, ed è una questione di civiltà a mio avviso.
no, la questione di civiltà è se esiste la probabilità, che negli USA esiste, e non la mera possibilità come avviene da noi.

c'è un perché se i dati di provenienza sociale dei laureati italiani sono diversi da quelli di altri Paesi, e se in Europa la mobilità sociale è più ferma che negli USA.
 
belpietro ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
Rispondendo alle giuste osservazioni di Ari , Dare e Avere e bumper sulle differenze fra stato sociale Usa e il nostro

intanto negli USA la probabilità REALE di avere una laurea coi fiocchi per un ragazzo di famiglia non ricca è infinitamente più elevata che per un ragazzo italiano.
La possibilità però esiste per tutti, ed è una questione di civiltà a mio avviso.
no, la questione di civiltà è se esiste la probabilità, che negli USA esiste, e non la mera possibilità come avviene da noi.

c'è un perché se i dati di provenienza sociale dei laureati italiani sono diversi da quelli di altri Paesi, e se in Europa la mobilità sociale è più ferma che negli USA.
In tutti i Paesi in cui l'assistenza pubblica è media o alta la mobilità sociale è più bassa. Tra i motivi, sicuramente il fatto che anche chi percepisce bassi redditi vive decentemente, in quanto è lo Stato a soddisfare alcuni bisogni essenziali(sanità, pensione seppur bassa, altre forme di assistenza).
Il figlio dell'operaio in Italia che guadagna 1200 Euro(magari con casa di proprietà e in un piccolo centro), vive "quasi" bene. L'incentivo a salire i gradini della società è inferiore rispetto al figlio del lavoratore americano, che con 1200 dollari al mese è povero(in quanto deve pagarsi un'assicurazione sanitaria, una protezione contro la malattia, i contributi per la pensione).
Resta il fatto che non mi piace un sistema in cui la mobilità sociale è incentivata da una eccessiva disuguaglianza.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
belpietro ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
Rispondendo alle giuste osservazioni di Ari , Dare e Avere e bumper sulle differenze fra stato sociale Usa e il nostro

intanto negli USA la probabilità REALE di avere una laurea coi fiocchi per un ragazzo di famiglia non ricca è infinitamente più elevata che per un ragazzo italiano.
La possibilità però esiste per tutti, ed è una questione di civiltà a mio avviso.
no, la questione di civiltà è se esiste la probabilità, che negli USA esiste, e non la mera possibilità come avviene da noi.

c'è un perché se i dati di provenienza sociale dei laureati italiani sono diversi da quelli di altri Paesi, e se in Europa la mobilità sociale è più ferma che negli USA.
In tutti i Paesi in cui l'assistenza pubblica è media o alta la mobilità sociale è più bassa. Tra i motivi, sicuramente il fatto che anche chi percepisce bassi redditi vive decentemente, in quanto è lo Stato a soddisfare alcuni bisogni essenziali(sanità, pensione seppur bassa, altre forme di assistenza).
Il figlio dell'operaio in Italia che guadagna 1200 Euro(magari con casa di proprietà e in un piccolo centro), vive "quasi" bene. L'incentivo a salire i gradini della società è inferiore rispetto al figlio del lavoratore americano, che con 1200 dollari al mese è povero(in quanto deve pagarsi un'assicurazione sanitaria, una protezione contro la malattia, i contributi per la pensione).
Resta il fatto che non mi piace un sistema in cui la mobilità sociale è incentivata da una eccessiva disuguaglianza.

Hai MP bancario ;)

Grazie
 
allora teniamoci un sistema stile italietta di fine ottocento, in cui il figlio dell'operaio farà l'operaio , o al massimo aspirerà a fare l'impiegato.

ti pare non sia un problema?
a me, sì.
un problema doppio (per le persone e per il sistema).

tornando al discorso di prima, il sistema complessivo americano (ma anche quello UK) ha prodotto università di eccellenza (che in Italia non ci sono, nemmeno nel ricco nord che avrebbe un PIL pro-capite tale da giustificarlo) e dà la probabilità reale anche a chi non ha ricchezza alle spalle.
mentre quello italiano ha prodotto università di caratura inferiore a quelle che sarebbero state le possibilità, conferma una bassa mobilità sociale (nei due versi) e chi ha poche risorse avrà magari le tasse basse, ma come fa per esempio a permettersi la residenza fuori casa?
 
E' vero che probabilmente in Italia università eccellenti non esistono. Ce ne sono però di molto buone, ed esistono i vari programmi finanziati dall'Europa per poter studiare all'estero, seppur per un periodo limitato. Negli USA anche una formazione di media qualità viene a costare parecchie migliaia di dollari all'anno.

Per i fuori sede, quando studiavo io c'erano moltissimi studenti che venivano dal sud e con possibilità economiche limitate. Nonostante questo riuscivano a pagarsi buona parte dell'affitto a Roma con le borse di studio e le collaborazioni con l'università.

La mobilità sociale nel nostro Paese così come in Europa è più bassa, ma non è vero che non esista. Potremmo citare centinaia di persone che oggi appartengono alla classe dirigente del Paese che vengono da famiglie modeste o dalla piccola/media borghesia.
 
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
Rispondendo alle giuste osservazioni di Ari , Dare e Avere e bumper sulle differenze fra stato sociale Usa e il nostro

intanto negli USA la probabilità REALE di avere una laurea coi fiocchi per un ragazzo di famiglia non ricca è infinitamente più elevata che per un ragazzo italiano.
Peccato che ci vogliano 50k $ l 'anno.....
 
bumper morgan ha scritto:
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
Rispondendo alle giuste osservazioni di Ari , Dare e Avere e bumper sulle differenze fra stato sociale Usa e il nostro

intanto negli USA la probabilità REALE di avere una laurea coi fiocchi per un ragazzo di famiglia non ricca è infinitamente più elevata che per un ragazzo italiano.
Peccato che ci vogliano 50k $ l 'anno.....
ma non è detto che li metta la famiglia...
a differenza dei nostri, dove servono i soldi per mantenerli e non te li dà nessuno.
 
In USA esiste il "Mutuo scolastico", gli studi ti vengono "pagati", poi 6 mesi dal conseguimento della laurea, inizi a lavorare e rendi quanto ti è stato anticipato.

Quando ti presentano "il conto", può arrivare a 100-120k $.
 
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